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LA RIFORMA DEL REFERENDUM

5 gennaio 2013

Sorelle e fratelli, come ben sapete ogni tanto mi viene da gettare un sasso nello stagno sperando che poi qualcuno lo faccia germogliare. Solitamente mi capita nei momenti in cui, immerso nello studio semantico dei racconti giovanili di Fernando Couto, mi sovvien lo scalzare metodicamente ossessivo di una molecola che non ho ragione di dubitare sia localizzata nell’ippotalamo. Che poi per molti è quel posto dove gli stalloni copulano con le giumente dopo che il cavallo ruffiano ha espletato il suo ingrato compito.

Qua ci vuole una riforma del referendum. E’ troppo una rottura di coglioni che ci sia gente che incita a non votare perchè la proposta non gli va a genio, basandosi anche sulla naturale propensione di una parte significativa della popolazione a fregarsene di quel che succede. E, con l’attuale legge, questa parte di popolazione viene inglobata dai No al quesito referendario.

Il cosiddetto “quorum zero” non mi convince per niente, in teoria basterebbe il voto di una sola persona per stabilire l’esito della consultazione. La botta consiste nel calcolare il quorum non sul numero dei votanti ma su quello dei voti favorevoli. Di seguito la mia proposta:

Prendiamo gli aventi diritto al voto e dividiamoli in tre categorie. Disinteressati, attivi politicamente conservatori e progressisti. Di fronte ad una proposta, il 33% dei disinteressati non gliene frega un cazzo e non vota comunque. I contrari avranno l’interesse a far fallire il referendum e non voteranno. Di quel che rimane, il 17% è la maggioranza assoluta e la proposta viene approvata

Che ne dite?

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GONGOLA PURE, IO TI SLINKO

2 luglio 2007

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Vai su un blog e trovi uno che gongola perchè è entrato in classifica di cosa non sa neanche lui, ne becchi un altro che ad ogni 1000 visite ci fa un post dove ringrazia tutti quelli che ci sono andati, poi c´è  quello che ogni mese festeggia il compleblog, che due palle! dal prossimo in poi,  inizio a cacciarli dal blogroll.

Poi se guardi le classifiche, per trovare dei bei blog personali, devi andare dal cinquantesimo posto in giù, prima ci trovi quasi solo gente che usa internet per parlare di internet, leggi un paio di post e quasi ti vergogni di non usare  ´sto cazzo di Ubuntu di cui parlano tutti. Sembra quasi che uno che usa il pc normalmente come glielo hanno venduto sia un povero pirla schiavo delle multinazionali, addirittura in certi siti si apre la finestrella che ti avverte che stai usando ancora Explorer (imbecille, cosa aspetti a metterti a posto?), senza che tu possa rispondere ” e a te, di quello che uso, che te ne frega?”.

Non parliamo poi del mercimonio della linkatura, in rete girano soggetti che per un link su un sito ben piazzato venderebbero la loro madre, e tutto questo allo scopo di accaparrarsi visitatori, che a loro volta ci vengono nella speranza di essere linkati.

È peggio della televisione, dove le varie reti si contendono l´audience a colpi di porcherie, cacciatori di link e di visite, io a voi vi slinko