Posts Tagged ‘Viola Valentino’

PARTITO PER TUTTI, TENERSI PRONTI!

17 febbraio 2011

Fratelle e sorelli, l’ora è lieve e decido comunque di scrivervi, vorrei farlo con la mano sul cuore ma ho paura di farmi male passando fra le costole. La situazione sta precipitando, ma tanto era già a terra da tempo. Non rompiamoci la testa prima di essercela fasciata. Spossiamoci pure in laceranti discussioni, ma qui una decisione bisogna prenderla.

Per gli altri, il punto fondamentale delle prossime settimane è rappresentato dalle alleanze, da un modo in qualche modo inedito di affrontare la questione, che però per noi non lo è. Noi conosciamo l’approccio e lo svolgimento, sappiamo farlo sia da soli che alleandoci con altri (anche se quest’ultima situazione si è verificata una sola volta con dei grillini neanche tanto convinti). Noi sappiamo che fare quando il vento si alza.

Fra poco, un altro diamante lucente s’incastonerà nel diadema della nostra storia, ma per compiersi compiutamente, quest’ opera ha bisogno di tutte le nostre correnti unite nel medesimo scopo, se ci saranno alleati bene, altrimenti ce la faremo con le nostre forze. Ma anche per gli alleati, è giocoforza essere selettivi. Sono a mio parere da evitare i pugni chiusi, le braccia tese e le mani pulite, e anche il se non ora quando non ci sarebbe di grande utilità.

Qui ci serve gente pratica e di poche parole, mica dobbiamo andare ad un tolc sciò, qui c’è da montare il telo ad una nuova serra

Annunci

SIAMO A POSTO

22 luglio 2010

Fratelli e sorelle, qui l’ora è grave, ma non per questo meno assolutisticamente aleatoria e fugace per ritrarsi, chini e compatti innanzi ai rudi princìpi dello stielikismo, dettati il più delle volta dal malsenso imperante, dalla lussuria e dall’ingordigia. Qua in Sudtirolo  tutto è in fermento, la tensione si avverte nell’aria, i nervi sono tesi come corde di strumenti a fiato, qui non è questione di manovre economiche, disoccupazione, libertà di stampa in pericolo, calo del potere d’acquisto. Qui a Bolzano mica abbiamo tempo per le stronzate, noi qui c’abbiamo da affrontare lo scoliotico tema della toponomastica di montagna.

Hanno sbagliato tutti. Ha sbagliato la Provincia di Bolzano a metterli, o a farli mettere solo in tedesco. Alla fine metterli in due lingue costava uguale e si risparmiava una figura di merda. Adesso sta sbagliando il governo ad intervenire d’autorità. Mica che non possa farlo, alla fine secondo le leggi ha ragione lui (esso mi sembrava che stesse lale). Ma il problema, come diceva Fernando Couto, spesso non sta nè nel merito nè nel manico ma nel metodo.

Il governo vuole mandare l’esercito a sostituire i cartelli di montagna scritti solo in tedesco con quelli bilingui. Siamo a posto, la lingua di Dante è in buone mani se a difenderla ci mandano quelli che la sanno meno

IL CANE STA BENE, GRAZIE

3 gennaio 2010

Il cane sta bene, grazie. Miley, la cucciolona  Bovara di Stielike cresce tranquilla e giocosa e ormai siamo quasi sicuri che conserverà il tratto somatico che più la caratterizza come per ora unico esponente di questa razza canina. L’asimmetricità otorineale di cui fa sfoggio infatti, pur non essendo affatto rara e a torto ritenuta un difetto, in questo caso è l’unica materassabile chiave di volta per dare un senso a tutto il cane.

 Non fosse così, si dovrebbe dedurne che Miley sia l’esemplare meno riuscito della cucciolata e sono quasi sicuro che Claudio il socioconcorrente non mi avrebbe mai fatto questo, anche se in verità devo dire che la scelta reciproca tra Miley e la primogenita è avvenuta senza brogli accertati. L’apparente contraddizione della frase precedente serve a spegare il “quasi”.

Miley è un bravo cane. Socievole, deciso ma non aggressivo e ci vuole tanto bene. Per amore della primogenita ha anche imparato a tirare la slitta pur non essendo un Husky (e qui la battuta viene spontanea: non è un Husky, è una schifezza).  Ti guarda con l’espressione di chi non vorrebbe altro che gli spiegassi come farti felice, per quanto nelle sue possibilità. Vai te a dirglielo che sarebbe bello non squittisse a mo’ di scimpanzè la domenica mattina per uscire dal suo recinto di ben 40 metri quadri.

D’altronde, neanche è tutta colpa sua. Io gliel’ho  (ci va l’apostrofo?) spiegato che ogni quattordici pasti arriva la domenica e prima del quindicesimo arrivano a coccolarti tutti quelli che mi hanno chiesto a voce e su questo blog di poterlo fare. Mica colpa mia se si dimenticano

TUTTI ARTISTI COL CULO DEGLI ALTRI

12 ottobre 2009

Objectstyl_CACO

Nelle uggiose giornate di un inverno che tanto incipiente non sembra, ma che sicuramente verrà e spero che non abbia occhi di Pavia, mi riprometto di approfondire le letture di Stielike, foss’anche solo per guardare le figure  tra le cui righe carpirne  il pensiero riguardo all’arte. Logica, sintassi e collegamenti ipertestuali a volte fanno a pugni tra di loro. Per cui,  se la frase precendente vi fosse risultata ostica o incomprensibile, passate tranquillamente oltre e fate finta di non averla letta.

Una rigorosa osservanza dell’ortodossia stielikiana porterebbe dritto come un fuso di pece a considerare l’arte al pari della non-arte, ma il suo matematicismo insito, anche se mai completamente espresso da alcuni dei suoi più emeriti discepoli, rende comunque necessario stabilire uno spartiacque tra ciò che è arte e ciò che non lo è, tra chi è artista e chi no. A scanso di equivoci, come nella meccanica quantistica anche qui è necessario buttarla giù alla grossa, trascurando eventuali eccezioni che, per la loro limitatezza, non inficiano più di tanto l’assioma portante di ciascuna delle enunciazioni.

In una democrazia compiuta, l’artista mai e poi mai dovrebbe essere finanziato con fondi pubblici. Quando succede, o non è un artista o non c’è democrazia

APDEIT di un paio di giorni dopo; Triste data quella odierna, per quanto riguarda la libertà di espressione. A causa di un infame complotto ordito da Wood e Xeena mi vedo costretto a cedere al vile ricatto di quest’ultima, e a sostituire la foto originaria di questo post con una ad ella sicuramente più gradita e consona. Cliccateci pure sopra

 

ODIO ALZARMI PRESTO

9 luglio 2009

markt

“Chissà che presto ti devi alzare” è una frase che avrò sentito rivolgermi chissà quante volte. quando dico che che l’unico mio hobby redditizio è il coltivare frutti e ortaggi per venderli direttamente al consumatore finale (di lavoro faccio il narcisista qualunque, non chiedetemi che cos’è,  mi piace la definizione).  Di solito annuisco digrignando il giusto che basta  sollevando leggermente la spalla sinistra, ma a volte rispondo che il 90% della gente si alza prima di me, e spesso inutilmente.

Al mercato del contadino (Bauermarkt), in pochi sono riusciti nell’impresa di arrivare dopo di me, generalmente arrivo quando i miei colleghi sono lì già da mezz’ora abbondante e si saranno alzati due ore prima, hanno fatto colazione e allestito con calma lo stand. Io invece mi alzo, trangugio un caffè e poi parto, dal momento del risveglio alla girata di chiave del Fiorino  (vediamo chi conosce quel fiore fluorescente) passano al massimo due minuti, cinque se devo raccogliere i fiori di zucca che vanno venduti aperti.

Nel periodo buono (che sarebbe questo) ho l’asso nella manica che risponde al nome di Claudia Xeena, mentre io scarico e allestisco in fretta e furia uno stand che poi spesso e volentieri si rivela esteticamente il migliore, la Xeena si dedica alla vendita e, manco a dirlo, i primi che vanno via sono i fiori di zucca.  Domani la Xeena non c’è, ho fatto un tentativo con la Mangrovie ma è in ferie, sono da solo e il Fiorino è pieno. L’unica soluzione materassabile è alzarsi prima, una roba che odio. Sveglia alle sei meno un quarto, per me che ho il meridiano di Grinvic spostato verso l’Atlantico, pura autosodomia, sono uno che lavora volentieri fino a tardi ma per me l’alba è veleno.

Eppure la soluzione ci sarebbe, perchè mai il mercato si deve tenere per forza al mattino? per la gente che lavora e a cui la roba è destinata,  sarebbe molto più comodo un orario tipo dalle nove di sera all’una, non dovrebbero mandare qualcuno a fare la spesa al posto loro. E avrebbero anche il vantaggio (trascurabilissimo, lo ammetto) della merce raccolta lo stesso giorno anzichè il giorno prima. Ho provato a proporlo, ma con scarsissime adesioni, che il problema siano proprio i fiori di zucca?

pipuntoessepunto: intanto che metto i tag, mi sto preparando la cena di mezzanotte con le cipolle del nuovo bar, i pomodori cuor di bue stramaturi, l’olio dell’amico muratore italocalabrese e i peperoncini del balcone. La pasta è abruzzese, dite che va bene?

UNO SU VENTI È ANDATO LÀ…(erano due milioni e mezzo)

26 ottobre 2008

Due milioni e mezzo di persone non si possono ignorare. Secondo le stime del PD, che non ho intenzione di confutare, questo era il numero dei partecipanti alla manifestazione di ieri a Roma. Qui Berlusconi non può far finta di niente, tolti i neonati e i moribondi dai 60 milioni di italiani, significa che più o meno uno su venti è andato là.

Uno su venti può essere tanto ma anche poco, a volte in una partita di calcio quando un giocatore viene espulso capita anche che la sua squadra giochi meglio, è solo se in un pullmann quello che manca è l’autista che la cosa diventa più grave. E anche in una metropoli come Milano, se su due milioni di abitanti si assentano in centomila la cosa passa abbastanza inosservata, e qualcuno spera che la cosa si ripeta per la finale di Cempions Lig. Sui piccoli e grandi numeri, uno su venti non è un granchè.

Come spesso mi accade, il Südtirol/Alto Adige viene in mio soccorso per capire a fondo la grandiosità della portata dell’evento veltroniano. Qui da noi, tolti i neonati e i moribondi, siamo circa 350.000 anime e quindi almeno in 17.500 devono essere scesi nella capitale a manifestare, questo dice la matematica.

Tenendo conto del fatto che al 70% dei sudtirolesi (quelli di lingua tedesca) del PD e di Veltroni non ne può fregare meno, e che la popolazione di lingua italiana è concentrata nella zona di Bolzano, la manifestazione di ieri deve aver provocato un esodo epocale. Quasi una persona su cinque dev’essere risultata mancante all’appello, e questo non può davvero essere passato inosservato. Non ho ancora letto il giornale, ma se non trovassi un titolone su Bolzano vuota mi stupirei davvero.

Io non mi sono accorto di nulla, ma chissà quanto pane hanno avanzato le latterie…

È FINITA LA CRISI ECONOMICA

21 agosto 2008

Allegria, fratelli e sorelle, la crisi economica sta finendo.  Mi è capitato appena adesso in faccia uno spot dei rosari da collezione (hanno quello di Padre Pio, di Madre Teresa e di Wojtyla, secondo me anche quello di Ratzi è già pronto a mo’ di coccodrillo). Poco prima ne avevo visto uno dei modellini di Moto Guzzi e poi c´era la raccolta dei DVD con la storia del Terzo Reich, e altro ancora. Se girano spot del genere vuol dire che si suppone che la gente ricominci ad avere qualche soldo da buttar via.

Fino a qualche anno fa era piena la TV di queste pubblicità, sembrava che la gente non avesse altro da fare che collezionare oggetti inutili come soldatini, modellini di auto delle forze dell´ordine, bambole, bamboline, foulard, orologi e qualsiasi altro oggetto dell´ingegno umano. Poi sembrava che avessero smesso, travolti dal petrolio schizzato alle stelle, dal prezzo impennato dei cereali e forse anche dalla minaccia della colonizzazione economica cinese.

Dove poi la gente metterà tutta questa roba, questo per me rimane un mistero. Vabbè che la nuova tendenza del mercato immobiliare è verso case più grandi, ma a tutto dovrebbe esserci un limite, non credo proprio che uno abbia bisogno di stanze supplementari per depositarvi il ciarpame che acquista settimanalmente al tabacchino o all´edicola.

Che poi io parlo parlo, ma i imiei scheletri nell´armadio li tengo pure io, da qualche parte devo averci un pacco con dentro gli album delle figurine Panini che L’ Unità di Uòlter dava in allegato.

Comunque, sarebbe interessante cercare di dare una mano ai marketing manager del settore collezionistico, che ogni tanto devono pur lanciare qualche nuovo prodotto sul mercato e produrne il relativo spot. Io ci metto del mio, se avete qualche suggerimento scrivetelo nei commenti, magari alla fine almeno da bere ci offrono.

Si potrebbe proporre la collezione dei santini elettorali della prima repubblica, con le immagini sorridenti di Fanfani, De Mita e Pomicino sul tema musicale di “Legata ad un granello di sabbia”.  Male non sarebbero neanche i miniassegni che per un periodo degli anni ’70 sostituirono la moneta (a pensarci bene roba da non crederci, uno Stato che non ce la fa a stampare la propria moneta). 

Ma se si decidono a lanciare sul mercato una collezione di stronzate collettive, giuro che un paio di palline clic-clac anni ’70 me le compro. Le Crocs, anche se sono quelle del Consorzio Agrario, le ho già