Posts Tagged ‘vergogna’

COSI’ PARLO’ L’ITALOCALABRESE

18 dicembre 2011

vado via un attimo con mio cognato, tu intanto inizia che tra due minuti arrivo“. A volte è impressionante la quantità di legna che si riesce a tagliare in due minuti

PICCOLI RAPANELLI CRESCONO

9 marzo 2010

Stielike non decretava interpretando, nè mai bestemmiava. Solo una volta, sugli sviluppi di una palla inattiva, ricevette un fallo da dietro da ultimo uomo, cadde riverso al suolo ed interrogandosi sull’esistenza o meno di Dio non riuscì ad esimersi dal citare ad alta voce la frase che, nel suo celeberrimo incubo di un giorno d’inverno intero, credeva di aver letto nell’involucro di un dado da brodo. “Certo che esiste, l’ho appena sentito abbaiare”.

Ma che c’è poi da obiettare se il Partito della Libertà presenta la lista fuori tempo massimo, presentandola dopo le ore 12 del secondo giorno utile e poi con un decreto cerca di mettere le cose a posto  neanche riuscendoci? è o non è il partito più votato dagli italiani?

I rapanelli comunque crescono bene nonostante la stagione sia di dieci giorni indietro rispetto al solito

ANCHE QUESTA È FATTA

24 novembre 2009

Sedici file da 150 metri e una pianta (erano meli, ma chiamarli alberi è troppo) ogni metro. Fanno 2400 piante a cui togliere paletto, legaccio e gancio a mano. Per tagliare i rami secondari ad altezza uomo, una ventina di colpi col forbicione pneumatico ci vogliono tutti, e sono 48 mila tagli. Poi bisogna sdraiare le piante e per la parte alta altrettanti colpi non bastano neanche,  a ocio facciamo centomila sforbiciate e  morta lì. Arrivi all’ultimo e ci scappa la foto.

Dopo aver tolto ed arrotolato due chilometri e mezzo di fil di ferro, rimangono i tronchi degli alberi, i pali di cemento e le ancore lungo le testate e anche qualcuna in mezzo alla fila. Per i tronchi presto fatto, tre tagli di motosega a pezzo e con 7200 ce la si cava, li si carica  e una quindicina di carri si riempie come niente. La quarantina abbondante di ancore non sembravano un grosso problema, non pensavamo che fossero sotto di un metro e con la pachera del mio amico muratore italocalabrese  non vengono su, bisogna usare il muletto del trattore.

I pali di cemento, 31 per fila più altri sparsi in giro, saranno stati almeno 450. È mio personale motivo d’orgoglio essere riuscito ad estrarli tutti con la pachera  senza aver fatto del male a nessuno, ricevendo anche dei complimenti che secondo me erano la reincarnazione degli scongiuri. Sembra fatta, ma ci sono ancora le zocche (le radici e la parte emersa del tronco fino a 30 cm., che quasi sempre presenta il gnoccone dell’innesto).

A cavare una zocca son buoni tutti, il problema è che per farlo bene devi lasciarle il minino di radicette e di terra attaccato, anche per non rompere eccessivamente i coglioni a chi le deve caricarle sul carro, e sopratutto  tenendo conto del fatto che quel qualcuno è più che probabile sia te medesmo.  Estraendole e roteandole, all’ultima zocca mi sono quasi rammaricato che nessuno mi abbia chiesto di accendere un cerino con la benna della pachera, forse ci sarei anche riuscito. Quando l’ultima zocca è sul carro il lavoro è finito.

D’altronde, il contratto verbale parlava chiaro:  al bar,voi piantate le patate e quello che volete nel pezzo di terreno vuoto e in cambio mi liberate quello occupato dai pomari entro fine novembre.. Legna, pali, e tutto quel che trovate in giro sono vostri e vi faccio piantare le patate anche l’anno prossimo. 

Avreste solo dovuto vedere la faccia di Claudio, il  mio socioconcorrente , quando a due giorni dall’inizio lavori mi ha visto con la mano ingessata

ERA GIÀ TUTTO PREVISTO

2 agosto 2009

Patate e pomodori 017

Era già tutto previsto, ma comunque mi è dispiaciuto sradicarvi di brutto e lasciarvi assecchire per poi ammucchiarvi in attesa che le intemperie autunnali vi decompongano. Care le mie piante di zucchine della serra crisalide, vi devo confessare che siete state tra le migliori che abbia mai avuto, avete prodotto con rigogliosa regolarità degli ottimi frutti e  bellissimi fiori di notevole dimensione, ma ora basta.

Era già tutto previsto, adesso la mosca bianca sta deponendo milioni di uova  da cui sarebbero scaturiti milioni di insetti la cui melata avrebbe annerito le vostre foglie, rendendovi pressocchè inattuabile la sistesi clorofilliana. Il mal bianco ha cominciato la sua lenta ma inesorabile opera di opacizzazione  che vi avrebbe comunque tolto l’ossigeno. Certo, avrei potuto intervenire chimicamente per allungarvi la vita, ma sarebbe stato uno strazio anche per voi, e poi non c’è solo questo.

Anche non volendo non sottrarsi ad impegni precedendemente non presi, l’interessenza dell’illogicità della quindicesima enunciazione del decalogo di Stielike porta comunque al mantenimento dell’intenzione primaria, indipendentemente dall’avverarsi o meno delle previsioni. Se poi buona parte di esse si esattiscono, tanto meglio. E per fortuna è andata così. 

Di zucchine ormai ce ne sono a josa, ci sono quelle del nuovo bar (sono 250 in piena produzione, e altrettante  ne sono state piantate la settimana scorsa) e poi ci sono quelle che iniziano a produrre adesso. Era già tutto previsto, ci sono le piante di pomodoro alla grandezza più che giusta per essere messe a dimora che reclamano il vostro posto. Grazie di tutto, avete fatto di una schifezza un tripudio, adesso tocca ad altri e speriamo che siano vostri degni successori

NANDO CHE BALLA BEN

8 luglio 2009

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Nando, quello che balla ben, fa l’autista dell’autobus. Dopo il lavoro si fa un paio di birre e torna a casa in bicicletta. La ronda di turno formata da ex carabinieri lo vede e lo segnala ai colleghi in attesa di pensione. Lo fermano e gli ritirano la patente per tasso alcolico eccessivo, così impara a farsi anche  gli sciacqui col listerin prima di uscire. Addio lavoro, Nando.

Nando cerca di giustificarsi dicendo che deve tornare a casa perchè la badante della mamma alzhaimerata ha la sera libera. Bel colpo, espellono la badante perchè clandestina ed arrestano lui perchè le aveva dato una stanza tutta per sè, è come affittarla ed è reato.

Nando pensa a chi può essere stato a metterlo in queste condizioni col decreto sicurezza, guarda il TG ed è stato uno degli otto grandi della terra, tra l’altro anche il più scarso e lui l’ha anche votato.  Nando pensa positivo, chissà che gli sarebbe capitato  se cadeva nelle grinfie di uno degli altri sette

È PASSATA LA VERGOGNA

3 marzo 2009

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“C’è sempre una ragione per non scrivere”.  Con queste emblematiche e fetifade parole, liberamente tratte dalla postfazione delle Lettere alla madre dalla Colonia Marittima, uno dei capolavori di Fernando Couto, desidero iniziare il mio post.  Una ragione per non scrivere in questi giorni è stata la vergogna di dovervi chiedere un voto che magari neanche merito.

Non voglio farla lunga, non sopporto che intorno ad un concetto relativamente semplice si imbastisca una susseguzione di argomentazioni fritte e rifritte che assumono un mero ruolo di contorno sussegussendosi senza costrutto alcuno ed impantanandosi il più delle volte in un marasma di cinguettii adolescenziali che proprio per questo mai avranno l’età, preferisco andare subito al sodo.

Per prima cosa dovreste cliccare qui, vi si aprirà una finestra di voto e, nella categoria miglior post giornalistico, mettete il puntino di preferenza su “Il Porno, l’ultima arte rimasta vergine“, e poi il resto sono solo formalità. Dimenticavo, dovete votare un post anche in altre due categorie (se volete un consiglio, quello numero 5 nella categoria umoristici). Fatto questo, andando qui saprete ci cosa si trattava ma sarà troppo tardi per tornare indietro.

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Ma non era questa l’unica vergogna a frenarmi, questa riguardava e colpiva solo me stesso. L’altra vergogna  coinvolge il mondo intero. In brutale sfregio del senso universale di giustizia, della logica e di tutto quanto abbia contribuito allo sviluppo dell’umanità, a partire dal prossimo novembre la Fiat Palio Weekend mia e della Iso sarà sottoposta a limitazioni di circolazione. Ma questo è già il prossimo post…