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GRILLO, MA CHE COMBINI?

12 novembre 2008

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da Repubblica.it   Cassazione, non ci sono le firme. Saltano i referendum di Grillo

È un po’ che non vi parlo di Claudio, il mio amico/concorrente/socio col quale ho coltivato il bar quest’anno, e già che lo faccio ne approfitto per benedirlo. È stato per merito suo che non sono andato al V-Day2 di Beppe Grillo il 25 Aprile, dove avrei senz’altro firmato i referendum che proponeva, quelli per l’abolizione dei finanziamenti alla stampa e dell’ordine dei giornalisti, e quello contro la legge Gasparri dulla TV. Vista la fine che han fatto quelle firme, un bel pomeriggio a potare i meli di Claudio è stato assai più  proficuo.

Dopo aver letto che le firme non bastano perchè alcune centinaia di migliaia di esse non risultano regolari, e pensare che magari in mezzo a quelle potrebbe esserci anche la mia, ad aver detto di no a Claudio mi sentirei veramente una merda.  E facile che non sono neanche l’unico, chissà quanta gente quel giorno aveva programmi più interessanti.

Certo che forse, prima di raccogliere scarrettate di firme per un referendum, almeno un’occhiata alla legge che lo regola il Grillo poteva anche dargliela, giusto per non far firmare la gente a vanvera. Insomma, il succo è che i referendum di Grillo non si fanno, e magari il primo ad esserne contento è proprio lui, meno rogne e può anche fare la vittima del sistema

PER COLPA SUA, NIENTE V-DAY

25 aprile 2008

Io ci sarei anche andato, al Vudei tvù di Grillo. A parte il fatto che lo facevano vicino ad una gelateria, l´argomento era più interessante e la roba da firmare più sensata di quellodell´altra volta, che avevo battezzato come una mezza ciofeca. Pazienza, i referendum sicuramente troverò modo di sottoscriverli e ho ampie giustificazioni per il mattino, il pomeriggio e la sera.

Il mattino era già occupato per la raccolta della verdura destinata all´Einsamer Leiferer Bauernmarkt, mica potevo lasciare i laivesotti a secco di rapanelli, festivo o non festivo mi sarei fottuto le mie già scarse possibilità di diventarne il Sindaco. Quindi  il programma postmattutino prevedeva un succulento pranzo con le Wienerschnitzel della Iso e poi un giro in città con la primogenita, vicino al Vudei c´era anche un bel parco giochi e magari avrei potuto unire l´obbligatorio al dilettevole convincendola a fare una partita a minigolf (lo confesso, a me il minigolf piace).

Niente da fare, appena messo su il caffè telefona Claudio, e mi chiede una mano per la potatura abbondantemente ritardataria dei suoi meli ormai in fiore. È buono l´odore dei fiori di melo, stateci in mezzo 4 ore di seguito e poi vediamo, Comunque a Claudio non posso dire di no, siamo praticamente culo e camicia e in un quarto d´ora sono da lui ad andare di forbicione ad aria compressa e chiacchiere sui massimi sistemi, rutti e scoreggie in libertà, si fotta il pomeriggio e anche il Vudei (o Videi?).

Ritorno rintronato all´ovile, raccolgo ancora dei rapanelli (per sicurezza, meglio abbondare), carico il furgone ed in teoria avrei finito. Guardo su internet per vedere se da qualche parte festeggiano il 25 Aprile e niente trovo. Pazienza, in fin dei conti si tratta dell´anniversario della liberazione dai nazisti e a casa mia comandano ancora loro, che festeggierei a fare?

Detto e fatto, mi mandano a prendere delle pizze dai cinesi di S.Giacomo che di solito sono delle schegge, dall´ordinazione al momento in cui ti consegnano i cartoni passano pochi minuti, fai appena in tempo a berti una birra propedeutica. Stavolta ci ho messo un´ora, passata ad aspettare tra gente nervosa, cani che litigavano fra loro e un bimbo con gli occhi mandorlati che scorrazzava allegramente incurante degli sgambetti che si sarebbe ampiamente meritato.

In più, dopo un´attesa di oltre dieci minuti, piacevolmente ingannata dalla lettura della Gazzetta dello Sport di due settimane fa, mi servono la birra in una flute da procecco e sto pure zitto. Arrivano le pizze, ne manca una e ovviamente è la mia, quella con gorgonzola e salame piccante. Pazienza, il prossimo Vudei lo organizzo io, contro i laivesotti, la Iso, Claudio e i pizzaioli cinesi. E anche contro WordPress, dal momento che è la seconda volta che scrivo questo post

LA RIVOLUZIONE PARTE DALL´ISOLA

27 settembre 2007

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Uno pensa che guardare l´Isola dei Famosi sia solo una perdita di tempo, e invece alla fine scopre che, come diceva De Andrè, a volte “dal letame nascono fiori”. Anche se, pensandoci bene, da queste parti l´abitudine di seminare zucche sul letame si è un po’ persa e chissà perchè, erano così belle quelle montagnole di foglione verdi piene di  fiori gialli.

Ho visto solo l´ultima parte, quella delle nomineiscion, d´altronde è come quando vai a vedere un concerto, l´importante sono gli ultimi due pezzi e il bis, visti quelli hai visto tutto. E infatti ad un certo punto è arrivata la perla, una biondona un po’ abbondanta ha fatto notare che, sia dai famosi che dagli sconosciuti, sono stati nominati i più anziani, il gap generazionale si sta autosdoganando, dall´isola è partita la rivoluzione dei trentenni.

Era ora, magari ci avessimo pensato noi (quelli nati negli anni ’60) a far fuori quelli della generazione precedente, adesso non ci ritroveremmo con società, cultura e politica in mano ai fratelli maggiori.

Quelli che dicevano di aver fatto il ’68 e magari neanche era vero, quelli che giravano con Lotta continua sotto il braccio e ci facevano bere del vinaccio schifoso e ascoltare Claudio Lolli, quelli adesso dirigono le aziende pubbliche, governano l´informazione, se proprio gli è andata da schifo sono baby pensionati impegnati nel sociale a scopo di lucro.

Trentenni vendicateci, se ce la fate. Se siete precari non è colpa nostra

MELE DIMENTICATE

26 settembre 2007

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Grillo, Miss Italia, il bello e dannato presunto assassino di Garlasco e Oliviero Toscani con la sua foto scioc contro l´anoressia. Sulla blogosfera questi sono gli argomenti del giorno, li stessi che vedi in tv, che forse il gran pastone dell´informazione stia tentando di inglobare i bloggaroli? (piaciuta questa?)

C´è anche dell´altro nel mondo, ci sono le mele dimenticate, ad esempio. Che non sono, come il nome potrebbe far intendere, frutti lasciati distrattamente sui treni o negli aeroporti, ma vecchie varietà di mele desuete e pressochè introvabili, espulse dal mercato contemporaneo e soppiantate dalle nuove varietà di origine australiana o americana. “Mele dimenticate” mi sembrava solo la miglior trasposizione possibile di alte Apfelsorten in italiano.

In previsione della odierna mattinata piovosa, ieri ho raccolto delle Spitz Lederer, che poi sarebbero quelle della foto. Appena raccolte sono immangiabili, ma dopo un paio di settimane hanno un sapore molto intenso, se proprio uno ci vuole trovare un difetto, la scorza è un po’ duretta e rugosa rispetto allo standard odierno. Ma proprio per questo le Lederer si conservano tranquillamente per mesi senza l´ausilio di celle frigorifere, quando avvizziscono il loro sapore migliora e non necessitano di trattamenti antiparassitari ( la rugginosità è una caratteristica e non un difetto, e il baco della mela non riesce a penetrare nella loro scorzaccia).

Vedendo queste mele sul mio stand, in molti si meravigliano non solo  che io ne abbia ancora, ma che ne abbia talmente tante da poterle vendere, e si immaginano un vecchio albero davanti a casa, sopravvissuto alla pulizia etnica dei pomari.

La realtà è meno romantica, una decina di anni fa comprai un centinaio di piantine di mele rimaste invendute ( erano delle Golden Delicious), andai in giro a cercare dei rametti di mele dimenticate ( non solo Lederer, ma anche Champagner, Kalvill, etc.)  e li innestai sulle Golden. Ci ho provato, ed è andata bene

SVEGLIA, È ORA DI ANDARE A DORMIRE

24 settembre 2007

Eccomi qua, appena sveglio dopo aver dormito davanti alla tv accesa. Meglio sarebbe che non scrivessi niente, chissà quante fandonie e scemenze mi si sono insinuate nel cranio, mentre assopito, indifeso e incapace di reagire venivo bombardato dalle parole (a meno che le immagini non trapassino le palpebre) emesse dal tubazzo catodico vecchio stile ma ancora perfettamente funzionante.

Quindi, la probabilità che io stia per scrivere un´idiozia, in questo momento è esponenzialmente più alta del solito, che già di suo non è cosa da poco. Apro il sito di Repubblica e trovo una interessante notizia, la battaglia contro gli OGM (i prodotti alimentari geneticamente modificati) sta entrando nel vivo con una petizione firmata da quasi tutti (Acli, Coldiretti, ambientalisti, consumatori, Verdi, donatori di sangue e magari anche Testimoni di Geova). Niente di male in tutto questo, anzi la presenza di Mario Capanna sarebbe anche una garanzia, anche se in Italia quando sono tutti d´accordo qualcosa da sospettare c´è sempre. 

 Mi ricordo però, che tanti anni fa si svolse un referendum per l´abolizione dell´uso dei pesticidi, e a contribuire al suo fallimento per mancanza di quorum fu proprio la Coldiretti, evidentemente è passata molta acqua sotto i ponti, ma forse neanche tanta, perchè in fondo il sistema non viene toccato più di tanto (in Italia ci sono grossi produttori di pesticidi, che dalla petizione non vengono neppure sfiorati).

Di certo non mi ci metto io a difendere gli OGM, che tra l´altro, aldilà di molte leggende mediatiche,  trovano applicazione solo su mais e soia, e vengono prodotti dalla stessa multinazionale, la Monsanto, che produce il diserbante a cui questo mais deve resistere, un conflitto d´interesse neanche da ridere.

Ma forse un obiettivo più concreto contro cui i consumatori dovrebbero scagliarsi è la legge italiana sulla quantità di fitofarmaci ammessa sui prodotti ortofrutticoli che, se da un lato pone limiti giustamente severi alla presenza di ogni singolo principio attivo, dall´altro ne ammette la molteplicità, in pratica un cocktail di tanti antiparassitari presenti in bassa quantità viene tranquillamente ammesso senza problemi.

Se poi parliamo dei controlli non la finiamo più, meglio smettere. La prossima volta metto la sveglia per andare a dormire

GRILLO, I REQUISITIII!!!!

20 settembre 2007

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Beppe Grillo, quanto ci metti a farci sapere i requisiti per ottenere il bollino verde delle liste civiche? Domenica ci avevi scritto che nei prossimi giorni li avresti rivelati, ci hai detto di stare “stay tuned“, oggi è giovedi e dei requisiti ancora neanche l´ombra.

Non lo dico mica per me, io con il mio ritiro della patente, con annessi cinque giorni di arresto tramutati in ammenda, con la mia carica di segretario del Partito per Tutti, io il cuore me lo sono messo già in pace.

Ma è che in giro vedo la gente preoccupata, vedo persone che al mattino camminano come zombies assonnati, e dalle loro occhiaie grosse come melanzane intuisco che la notte non dormono. Persone che quando si siedono tamburellano nervosamente le dita, loro fanno finta di niente ma si vede lontano un miglio che stanno pensando: ” avrò o non avrò i requisiti per prendere il bollino verde di Beppe Grillo?”.

Beppe, cerca di capirli, fra poco è ora di fare il cambio stagione. Ieri ho visto una signora assorta davanti ad una vetrina di un negozio d´abbigliamento e ho intercettato i suoi pensieri: ” bella questa giacca di renna, quasi la prenderei, ma se dopo a Beppe Grillo non va bene, che cosa ne faccio?”.

Beppe, qui a Bolzano siamo gente pragmatica, pensa che quelli del tuo mitap hanno già deciso di riunirsi sabato per discutere di una eventuale lista. Metti che uno non abbia i requisiti giusti, non mi sembra giusto fargli perdere tempo per niente.

Certo che questa storia dei requisiti è complicata: Noi del Partito per Tutti l´avevamo fatta molto più semplice. Tutti potevano candidarsi, bastava solo rispondere esattamente a tre domandine facili facili, tipo queste:

1) Qual´è la capitale del Sudan?

2) Quanto fa 56 meno 24?

3) il contrario di accentrato?

GRILLO, MA TOCCA PROPRIO A ME DIRTELO?

17 settembre 2007

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La domenica non succede mai un granchè, anche il campionato di calcio, con 20 squadre in serie A, non è più interessante come una volta, in fin dei conti di come è finita Empoli-Reggina a chi vuoi che gliene freghi qualcosa?

Quindi la notizia del giorno diventa il fatto che Beppe Grillo ha deciso di lanciare un franciaising dei mitap del suo blog che, se si tramuteranno in liste civiche per le prossime elezioni amministrative, avranno la sua benedizione e relativa certificazione di trasparenza. Niente di male, in fondo lo spirito del V-Day viene rispettato, anche per quanto riguarda i primi requisiti per ottenere il marchio beppegrillo.it, ampiamente riportati dalla stampa senza che nessuno abbia fatto notare qualche piccola incongruenza. No problem, ci penso io:

Requisito n.1 – essere incensurati.

Beppe, leggiti  il Decreto Legislativo del 18 Agosto 2000 n. 267, Titolo III, Capo II, art. 58,  scoprirai che la legge elettorale degli enti locali prevede già la non eleggibilità delle persone condannate per reati  gravi. A meno che tu non voglia escludere dal voto passivo anche i neocriminali pizzicati dall´etilometro, nel migliore dei casi hai scoperto l´acqua calda.

Requisito n.2 – non essere iscritti ai partiti

Beppe, su nessun documento personale (patente, carta d´identità, tessera sanitaria, passaporto) viene indicato se il titolare è iscritto o meno a qualche partito politico. Quindi, per concedere il tuo marchio di qualità a chi lo richiedesse, è giocoforza pretendere che tutti i partiti ti forniscano di loro spontanea volontà le liste dei loro iscritti. Beppe, te lo dico già subito, noi del Partito per Tutti la lista non te la diamo.

Scusa Beppe, ma questa volta un vaffanculo (amichevole, s´intende) te lo meriti proprio

p.s.  l´articolo 58 della legge linkata lo trovate anche nel commento n.5 a questo post

PERCHÈ AL V-DAY NON C´ERO?

10 settembre 2007

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Alla fine non so ancora bene perchè al V-day non ci sono andato. È vero che avevo da piantare quasi un migliaio di piantine tra broccoli, radicchi, cavolfiori, lattughe ed envivie, ma tanto lo avrei fatto dopo le 18.00, come infatti è avvenuto. È vero che andando al V-day non avrei fatto in tempo a finire il lavoro, ma tanto non l´ho finito lo stesso, anzi è proprio il mio lavoro in se stesso che non è mai finito, se stai a guardare quello che dovresti fare non finiresti mai.

E non è stato neanche il casino di dover trovar parcheggio, a quell´ora potevo tranquillamente prendere un autobus (ho la fermata a dieci metri da casa e sarei sceso a dieci metri dal V-day).

E non è stato neanche il fatto che la petizione da firmare non mi convinceva per nulla. Per dirne una secca, con questo ragionamento uno come Nelson Mandela in Italia non potrebbe neanche candidarsi, e se va avanti di questo passo giustizialista anch´io, con la mia fedina penale macchiata da due 0,78 all´etilometro, avrò i miei bei problemi. Ma ci sarei tranquillamente potuto andare senza firmare.

E a trattenermi dal V-day non è stata neanche la certezza che ci sarebbero stati dei politici a caccia di voti, se stai attento a questo non potresti neanche più uscire di casa.

Forse, anzi probabilmente, anzi quasi certamente è stato il ricordo di quattro parole scambiate con Beppe Grillo una quindicina di anni fa ad Ascoli, quando al Festival della satira lui era ospite e io un anonimo concorrente (che però alla fine vinse il premio della critica, un minimo di autostima, Oscar).

Gli chiesi se, con una pistola puntata alla tempia, avrebbe preferito ciaparlo o ciucciarlo, a quei tempi mi divertivo a catalogare la gente in quel modo (solo i maschi, ovvio). E lui mi rispose: ciucciarlo. Brutta risposta, significa: ” pur di non sentire dolore, o di non subire danni, collaboro con chi compie un sopruso

Apologia del cazzo piccolo

11 dicembre 2006

 piccolo.jpg  Molto spesso la potenza sessuale di un maschio adulto di razza umana, intesa come capacità di soddisfare la donna con la quale si accoppia, viene erroneamente associata alla lunghezza del cazzo di cui dispone.

In realtà le doti che sono necessarie al soddisfacimento sessuale della donna, oltre ovviamente ad una misura sopra il limite minimo (circa 12 cm), sono la pazienza, l´intelligenza, la sensibilità e l´autocontrollo. Per erigersi, il cazzo necessita di una certa quantità di sangue. Tale quantità di sangue è direttamente proporzionale alla misura del cazzo del quale deve provocare e mantenere l´erezione.

Maggiori saranno le dimensioni del cazzo, maggiore sarà la quantità di sangue necessaria. Ovviamente, avendo il maschio umano a disposizione una quantità costante di sangue, la quantità di esso che affluisce nel cazzo verrà necessariamente sottratta agli altri organi, tra i quali il cervello. Intelligenza, sensibilità, autocontrollo e pazienza hanno la loro sede proprio nel cervello stesso, ed una riduzione della sua irrorazione sanguigna ne rallenta l´attività.

Quindi si può certamente affermare che un cazzo grande, assorbendo più sangue, lo toglie al cervello, e quindi ai fini del raggiungimento del piacere sessuale femminile, rappresenta un ostacolo

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