Posts Tagged ‘Ulrike Meinhof’

ESSERE UN SENATORE GRILLINO

26 marzo 2013

C’era un film, anzi forse erano due. Con queste aspre parole proferite quasi per caso, Stielike liquidò una volta per tutte gli infami detrattori che ritenevano il pensiero di Alex Britti inadatto alla settima arte. Nei primi due sesti dei due film che in realtà sono uno, al settimo piano e mezzo di un edificio per nulla londinese, spostando un mobile ci si infila in un tunnel alla fine del quale si entra nel cervello di John Malkovic, si vede coi suoi occhi e si palpa con le sue mani. Altro non è dato sapere.

Bello, ma forse troppo poetico per questa storia. Teniamo pure per buona la locheisciòn, ma al tunnel dietro al mobile sostituiamo il cesso alla turca dove Mark di Trainspotting si tuffa per recuperare l’ovulo d’eroina appena improvvidamente defecatovi dentro. Alla fine della nuotata in apnea nella cloaca, si riemerge e ci si ritrova seduti nello scranno di Palazzo Madama nei panni di un senatore grillino. E con un po’ di fortuna è pure il giorno in cui si vota la fiducia e magari il senatore è anche uno di quelli che ha votato perGrasso presidente disobbedendo alla regola.

Guardi coi suoi occhi e vedi gente intorno a te che ti fissa sospettosa, hai appena visto la busta paga che, pur decurtata come di circostanza è pur sempre la migliore della tua vita. Magari la cravatta ti da un po’ fastidio, ma pensi che forse non è giusto che tutto questo debba finire così presto. Facevi la tua porca onesta di una vita, andavi ogni tanto a mangiarti la pizza coi soci del Mitàp di Grillo, al quale ti eri iscritto anche per poterti ogni tanto sottrarre alle grinfie della moglie petulante e dei due mocciosi grassocci stragonfi di merendine neanche bio.

Poi ti capita la botta di culo e ti ritrovi senatore. Grillino, ma comunque senatore, e Roma è Roma per tutti. E adesso sei lì a dover decidere, per te e anche per i toui colleghi della Camera che possono tranquillamente scaricarti addosso ogni responsabilità, manco il voto segreto c’è stavolta.

Niente fiducia, niente governo e fra sei mesi si vota di nuovo, già Grillo è stato più che magnanimo a non espellerti prima , figurati se ti ricandida. E torni a quello che facevi prima, come uno che aveva il gratta e vinci da diecimila al mese e lo ha buttato nel cesso. Magari rinchiuso in un ovulo, tanto per mandare il post in loop

pipuntoessepunto   d’ora in poi i miei post li trovate anche su Salto.bz

UNO STRACCIO DI APPELLO ELETTORALE BISOGNA PUR FARLO

22 febbraio 2013

Scusate il tecnicismo che, come sosteneva Viktor Smoralek in una delle rare encicliche dedicate alla sistematica demolizione dei percorsi emozionali relativi ai personaggi citati nei racconti giovanili di Fernando Couto, a volte serve più per darsi un contegno che per rendere plausibili le teorie, ma un appello elettorale va fatto con cognizione di causa e dovizia di particolari.

Cari elettori, elettrici ed elettricisti, sono candidato nel collegio uninominale di Bolzano-Bassa Atesina-Oltradige, dove per definizione diventa senatore il candidato che riceve più voti. Ne consegue che ogni voto in più di quelli necessari per l’elezione del candidato vincente è comunque un voto buttato nel cesso. A dirla tutta, c’è anche un recupero dei voti per eleggere il miglior perdente a livello regionale, ma costui non verrà sicuramente fuori da questo collegio. E’ complicato, lo so. Ma fidatevi

Il risultato è scontato, lo sanno anche i sassi che il candidato eletto sarà Francesco Palermo, sostenuto da PD-SVP-Verdi_SEL-Monti e forse anche da qualcun altro con cui mi scuso per non averlo citato. Prenderà il 52% dei voti, così a ocio. Al secondo posto si piazzerà quello dei Freiheitlichen, che prenderà qualche voto in più del solito per via di qualche irriducibile della SVP incazzato come una bestia perchè quest’ultima ha candidato un italiano (così funziona da queste parti). Prenderà un 18%, ma di essere il miglior perdente se lo scorda, nel Trentino questi non li vota nessuno. Terzo arriva quello del PDL/Lega, col 15% paga da bere a tutto il vicinato e magari regala al suo partito il miglior perdente di cui si parlava prima, di esserlo se lo scorda pure lui.

Quarta arriva  Teresa Fortini dei Grillini, meritava di meglio ma per le regole di Grillo è capitata qua. Un 5% non glielo toglie nessuno. Come nessuno toglie lo zoccolo duro del 2% a Ines Franceschini, l’ingroiana.  Resta un misero 8% per cui siamo in lizza io e i  restanti cinque candidati, tutti di destra (Casapound, Fratellid’Italia, la Destra, Alto Adige nel cuore, Giannino). Quale potrebbe essere il voto utile lo lasciio giudicare a voi

Con stima

Oscar Ferrari

 

TIZZONI ARDENTI E COSE COMPLICATE

23 gennaio 2013

alto adige 21.01

se proprio devi complicarmi le cose, almeno inizia da quelle che già lo sono“. Con queste ruvide parole, pronunciate col suo tipico accento nippopolacco, Viktor Smoralek inveì contro il suo mentore che lo aveva iniziato al collezionismo di edizioni tascabili dei racconti giovanili di Fernando Couto. Ciò non spiega  alcunchè, ma è comunque accadimento essenziale per stabilire l’avvenuta o meno cessazione di pericolosità sociale di un  tizzone ardente che venga inopinatamente scagliato in un qualunque posto non sia un oceano.

E’ senz’altro vero che ogni cosa che appare complicata agli occhi, facilmente lo sarà anche agli alluci, ma non è detto che le cose prima o poi non debbano cambiare in modo repentino e forse anche inaspettato. Prendiamo come esempio le prossime elezioni nel collegio uninominale di Bolzano_Bassa Atesina, che mi vedono candidato, ovviamente con il Partito per Tutti.

I candidati sono tanti ma, scartando a priori quelli che praticano il franchising elettorale (Fratelli d’Italia, Destra, Grillo, Ingroia, Pdl-Lega, Casapound, Fermare il declino) e che quindi son lì solo per fare pura testimonianza, le cose si semplificano e non di poco.

La sfida è tra chi vuol mantenere aperta la questione sudtirolese perchè in un modo o nell’altro ci campa sopra da anni e intende continuare a farlo (SVP-PD, Freiheitlichen, Alto Adige nel cuore), e chi invece la questione sudtirolese la vuol chiudere in maniera definitiva e materassabile. Il Partito per Tutti, con l’annessione alla Svizzera

 

CUARTA CLASSE, HABEMUS STREAMING

6 febbraio 2012

Nel dolersi di poter rincuorare se stessi, non v’è alcuna differenza tra il farlo all’ombra d’un olmo o immersi in un lago caldo. Con cuesta lapidaria epigrafe, inizia la terza metà della celeberrima cuarta sezione della trilogia di Stielike, nata cuasi per caso dopo un viaggio dell’astante sopra i mercuriosi meandri dello scibile umano ma anche altro.

Le nostre coscienze, dopo anni di appiattimento culminati  con la sostituzione del “l’ha detto la televisione” con “l’ho letto su feisbuc“, sono chiamate ad un’opera di discernimento forse troppo onerosa per il loro stato attuale.

Fratelli e sorelle, qua c’è da stabilire un nesso chiaro ed inecuivocabile tra le nefaste conseguenze dell’ultima ondata di maltempo e la palese inadeguatezza dell’attuale legge elettorale in vicenza. Nè tantomeno può essere imputato ad essa l’aumento dei gatti destinati all’alimentazione umana.

Detto questo, mi pregio di comunicarVi che Cuarta classe, il programma di chi ha perso il treno, in onda su Radio Tandem il martedì dalle ventuno alle ventidue e trenta, d’ora in poi va in streaming, cioè lo si potrà ascoltare dappertutto ci sia una connessione internet, anche uaifài. Cuesto è il link

TRE ANNI BUTTATI

16 dicembre 2011

Sarà stato il 51 o 52 di Luglio, e faceva molto caldo, quando al Partito per Tutti le venne una grande idea. Stomegà dall’assoluta mancanza di perizia e volontà con la quale la cosiddetta questione altoatesina/sudtirolese veniva affrontata, il PpT decise che era ora di prendere le corna per il toro e di formularne l’unica soluzione possibile e materassabile. L’annesssione del Sudtirolo/Alto Adige alla Svizzera.

Ricevemmo attestati di stima conditi da sorrisi di derisione, e ancora adesso altro non ci arriva. Nssuna forza politica appoggiò la nostra proposta, e di quello adesso devono render conto alla popolazione.

Ci avessero ascoltato, come sarebbero adesso le cose?

REFERENDUM, QUALCHE DUBBIO SI POTRA’ ANCHE AVERE, O NO?

8 giugno 2011

Sorelle e fratelli, qua è tutto un pullulare di certezze ed io di questo ne soffro (non tantissimo, per me sapere di essere tre mesi e passa più vecchio di Giorg Clunei è molto più devastante).  I quesiti sono interessanti e quindi mi sembra giusto andare a votare, dire alla gente di starsene a casa è vile e scorretto come il ti piace vincere facile. Alla fin fine, se ci sai fare, agli italiani riesci anche a fargli dire che la pubblicità nei film è cosa buona e giusta, è successo davvero in un referendum di qualche anno fa.

Sul nucleare ho parecchi dubbi. Chiaro che c’è il problema delle scorie, ma come ultima scelta, dopo che sono state usate tutte le energie rinnovabili, il nucleare non mi pare proprio più dannoso del carbone o del petrolio. Preferirei abitare vicino ad una centrale nucleare piuttosto che ad una termica o ad un inceneritore di rifiuti.

Poi c’è la questione che se si afferma che l’energia nucleare non s’ha da fare, non è giusto neanche comprarla dai vicini francesi o svizzeri che siano. Altrimenti si è degli ipocriti.

Sull’acqua, pochi dubbi. E’ roba di tutti , va gestita da tutti e deve funzionare. E dove la cosa non funziona significa che gli stronzi sono la maggioranza. Dura da mandar giù ma è così.

Sul legittimo impedimento, legittimo un cazzo

PARTITO PER TUTTI, TENERSI PRONTI!

17 febbraio 2011

Fratelle e sorelli, l’ora è lieve e decido comunque di scrivervi, vorrei farlo con la mano sul cuore ma ho paura di farmi male passando fra le costole. La situazione sta precipitando, ma tanto era già a terra da tempo. Non rompiamoci la testa prima di essercela fasciata. Spossiamoci pure in laceranti discussioni, ma qui una decisione bisogna prenderla.

Per gli altri, il punto fondamentale delle prossime settimane è rappresentato dalle alleanze, da un modo in qualche modo inedito di affrontare la questione, che però per noi non lo è. Noi conosciamo l’approccio e lo svolgimento, sappiamo farlo sia da soli che alleandoci con altri (anche se quest’ultima situazione si è verificata una sola volta con dei grillini neanche tanto convinti). Noi sappiamo che fare quando il vento si alza.

Fra poco, un altro diamante lucente s’incastonerà nel diadema della nostra storia, ma per compiersi compiutamente, quest’ opera ha bisogno di tutte le nostre correnti unite nel medesimo scopo, se ci saranno alleati bene, altrimenti ce la faremo con le nostre forze. Ma anche per gli alleati, è giocoforza essere selettivi. Sono a mio parere da evitare i pugni chiusi, le braccia tese e le mani pulite, e anche il se non ora quando non ci sarebbe di grande utilità.

Qui ci serve gente pratica e di poche parole, mica dobbiamo andare ad un tolc sciò, qui c’è da montare il telo ad una nuova serra

SE NON ORA, QUANDO?

13 febbraio 2011

MI AVETE FRAINTESO

2 febbraio 2011

Sembra la solita scusa di uno che ha appena scritto o detto una stronzata, ma potrebbe anche non esserlo. Seguendo alla lettera le indicazioni contenute nella successione numerica di Couto, la cosa può essere tranquillamente suscettibile d’esistenza. Anche se non di una cosa, bensì di una scusa stiamo cianciando. Insomma avete frainteso il mio post precedente, ma anche.

Ho solo cercato di capire le ragioni di quasi tutti. Hanno ragione quelli che vogliono che il bassorilievo del Duce resti al suo posto, sia quelli che amano i monumenti a prescindere, sia quelli che se non c’era il Duce a quest’ora spalavano la monnezza davanti alla porta di casa. Ma hanno ragione anche i sudtirolesi, in fondo se hai passato 20 anni in carcere, l’ultima cosa che vuoi è avere la foto del giudice appesa in soggiorno. Hanno ragione quasi tutti.

Quelli che non hanno ragione sono quelli che vogliono storicizzare e piazzare tabelle esplicative davanti ai monumenti. Un monumento va visto per quello che è, a suo modo una rappresentazione del tempo in cui è stato eretto (quest’ultima parola mi fa venire voglia di cambiare argomento). Storicizzare è comunque interpretare in modo univoco e quando si tratta di un’opera d’arte, almeno al fruitore sia concessa la libertà d’interpretazione, altrimenti che si storicizzino anche i testi di Mogol.

Se proprio si vuole piazzare tabelle esplicative, almeno che esse si posino dove servono. Sulle cabine telefoniche magari, che fra qualche anno nessuno si ricorderà a cosa servivano

pipuntoessepunto: come fa giustamente notare Dona, il cavallo ha la cosa bella alta. Non ho trovato altra spiegazione che il ricordino lasciato a terra, sembra anche a voi?

IL WEB NON E’ LA BIBBIA

19 gennaio 2011

Potremmo continuare a parlarne per anni, arrovellarci le sinapsi fino al ginocchio, ma di certe cose mai ne verremo a capo. E anche qualora il mai si realizzasse, non ne avremmo probabilmente coscienza. Il cercare le soluzioni sul web non agevola di certo l’avvento dell’era del mai, quando realtà e finzione e futuro e passato s’avvolgeranno insieme, elicoidandosi intorno ad un filo immaginario, ma lasciando al contempo che altri concetti si sviluppino, arzigogolandosi come ramificazioni laterali. 

Come sovrappiù o carico da undici, si potrebbe anche aggiungere altro, ma meglio fermarsi qui. Tramite il web si trovano solo le soluzioni che nessuno intende nascondere, se Stielike abbia o meno mai portato le basette rimane comunque confinato nell’angusto recinto delle opinioni da bar. Ci sono le foto, ma è dai tempi del soldato russo che issa la bandiera sul Reichstag che hanno smesso di essere attendibili, e con esse i filmati.

La mia appartenenza all’ortodossia stielikiana mi impone di considerare il vero e il falso come due o più entità che tendono naturalmente ad equilibrandosi, alla stessa stregua del buio e la luce. La loro variabilità non influisce sostanzialmente sull’andazzo, al pari della  Luna che non cade mai sulla Terra. Il web invece tende sempre a dare una risposta univoca, anzi è quasi la sua stessa ragione d’ essere. Il web vuole diventare la Bibbia.

Già, la Bibbia. Una volta, a uno che continuava citarla, glielo dissi. Guarda, già il giornale di oggi son metà balle e domani devo stare attento a non mettere la pagina dei morti come fondo delle cassette delle prugne. Con un libro scritto duemila e passa anni fa, che ci dovrei fare?

MERLI MORTI, I MIEI CACHI NON SONO STATI

5 gennaio 2011

A dire il vero, un merlo morto l’ho trovato pure io, stecchito e congelato sulle piastre di waschbeton dove d’estate si monta la piscinetta , proprio sotto le scale a pioli appena unte con l’olio cotto. E la settimana scorsa la Iso ha riferito di un pesce spiaggiato sulla riva erbosa del fosso, bello rigido anche lui. Niente a che vedere coi grandi numeri dell’Arkansas dove le vittime, tra pesci tamburo e merli dalle ali rosse si contano a migliaia, e infatti al momento non mi sovvien alcuna voglia di mettermi a suonare il banjo. Comunque sia, colpa mia non è.

Ogni tanto è anche giusto che uno di questi uccellacci malefici ci rimetta la scorza, mai provato pena per loro quando li ho visti tirare gli ultimi tra le fauci dei gatti, anche quelle del Merdòn. A vederli zompettare in giro così sfacciatamenti opulenti, il sapere che su di loro pende una spada di Damocle rincuora, quasi vien da trasporre tutto al genere umano, anche se non ci sono gatti in grado di far fuori gli arroganti e i disonesti.

Ma l’essere avvelenati no, quello non se lo meritano neanche i merli, è un gesto troppo subdolo e vile. Eppure, un paio di mesi fa ho subito un sequestro di sei kili di cachi dall’autorità sanitaria provinciale. A me sembrava impossibile, ma avevano ricevuto segnalazioni secondo le quali il 70% dei cachi controllati risultavano positivi ad un pesticida usato appunto contro i volatili. In realtà i kili dovrebbero essere stati otto, ma ho rinunciato alla quantità campione che avrei dovuto conservare per le controanalisi.

Se cliccate sulla foto, vedete tutto meglio. Ah, dimenticavo: Oskar con la kappa pure questi….

NON TUTTI I MEMORIAL PORTANO SFIGA

13 dicembre 2010

Lungi da me il luddismo, ma a me un po’ dispiace che i nuovi televisori li fanno piatti. Suonava poetico sintonizzare il tubo catodico sul canale austriaco. Il plasma lo associo troppo alle trasfusioni e alla respirazione difficoltosa. Ma niente muore per sempre, è tornato il vinile, tornerà anche il non digitale.

Ignorate pure il presente paragrafo, ma per me quando in un posto che si chiama Camera, sei costretto a chiedere la fiducia a uno che si chiama Bocchino, tanto lontano non vai. Meglio il classico bagno tanto caro alla sinistra preveltroniana. Dell’altra, ancora nulla si sa.

Insomma, mi fanno il Memorial, ma non è tutto loro quello che luccica. Sto imparando a suonare meglio la chitarra. Dopo cinque lustri abbondanti passati a galleggiare tra il terzo e il quarto mese di impraticatura col sopracitato strumento, nelle ultime due settimane sono quasi arrivato al terzo anno. E tutto ciò è senz’altro positivo, un Memorial preso col giusto piglio non deve per forza portar sfiga

A PARTE QUESTO, TUTTO BENE

1 novembre 2010

Ogni tanto, specorando su feisbùc, vedo che in parecchi modificano spesso il loro profilo e poi il più delle volte appaiono in faccia. Ma anche questo mi appare tremebondamente secondario rispetto al dilemma che mi attanaglia in questa piovosa ed umida serata, dove una zocca di quelle dell’anno scorso sta bruciando lentamente nella stufa. E financo il divagare sulla assoluta superiorità emozionale delle zocche rispetto a qualsiasi altro combustibile, mi parrebbe fuorviante nei confronti del dilemma che poi, neanche a farlo apposta, nel frattempo s’è risolto da solo.

Non che vi fosse molto da decidere, dovevo solo continuare a vedere di schiena la tv sul primo canale austriaco o passarla su rai tre, col rischio di ribeccarmi lo spot della lavagna di Fazio e Saviano. Roba che se non smettono di mandarlo finisce veramente che questi han rotto i coglioni ancora prima di cominciare.

Il problema vero è che sta passando da consuetudine ad ovvietà la prassi secondo la quale il soffermarsi lungamente su di un accadimento, fa di quest’ultimo un semplice mezzo per raggiungere i propri scopi, anche se non ci si rende conto che, a lungo andare,  le piccole cose erodono l’idealità che sta nelle grandi, così come la goccia d’acqua scava un incavo anche nella pietra più dura. 

Ah, dimenticavo. Quando qualcunobarraa a cui siete legati da un rapporto anche copulatorio vi dice “tu non mi basti mai“, non prendetelo per complimento Vuol solo dire che ha bisogno anche di qualcun altrobarraa

SCRIVO DOMANI

30 agosto 2010

Scrivo domani. Dovessi scrivere oggi, sarei indeciso se sul quale forse fosse o sarebbe il soffermarsi più opportuno, se sull’ennesimo aggiornamento sulla produzione agricola o sull’ imminente evento catastrofico che, come una spada di Sofocle, incombe sulla città di Bolzano, il ventilato ( nel senso che non si sa ancora se lo fanno, libeccio, tramontana o scirocco nulla c’entrano, meno che mai il maestrale) concerto degli Zetazeroalfa, un gruppo di impostazione neofascista.

Petizioni su feisbuc, controconcerti, manifestazioni di dissidio, financo proposte di presidio, il tutto per un concerto in cui alla fine, se va bene ci andranno un centinaio di  persone, tolti i rappresentanti delle forze dell’ordine.  Manca solo la fiaccolata e questi crederanno di essere la reincarnazione dei Sex Pistols. La stampa locale batte il chiodo su una strana abitudine che paiono avere i fans di questa band, la cinghiamattanza. La quale consiste nel percuotersi l’ un l’altro usando la cinghia delle braghe, stando ovviamente attenti che queste ultime non calino troppo, una mutazione genetica del pogare che si faceva ai concerti pan crocc.

Lasciateli suonare,m alla fine che male vi fanno? alla fine può solo venir fuori che si tratta solo di una forma di invidia da parte di quelli del PD. Quelli che le cinghiate preferiscono farsele dare dai trans (lo so che è politicamente scorrettissima, ma a me fa ridere un casino)

pipuntoessepunto: forse era davvero meglio che scrivevo domani…

 

DOPPIETTA DI HUNTELAAR

5 luglio 2010

Innegabile è una parola scomoda, ma d’altronde se onnegabile non esiste e annegabile vuol dire tutta un’altra cosa, e le restanti due vocali starebbero bene solo in tedesco e francese, non ci si può esimere dal sottolinearne la giustezza dell’ uso in questo caso. Logica supporrebbe che a questo punto il lettore si chiedesse “si, ma in questo caso cosa?'”. Non cadete nel presunto tranello e passate oltre, fate vostro il diciottesimo comma dello scibile di Stielike, tanto qui si parla del caldo.

Il caldo a Luglio è inevitabile, questo lo sanno anche i sassi e probabilmente lo sapevano anche prima di noi. Bolzano è una delle città a rischio e i suoi sassi lo sanno, anche quelli portati qui dopo la grande guerra. Gli anziani sono la categoria più esposta a malori e cedimenti strutturali, ma questa è cosa normalissima, succede anche quando fa tanto freddo e poi almeno un minimo di ricambio generazionale ci vuole.

A me il caldo piace, anzi deve piacermi per forza, altrimenti come giustificherei il fatto che tengo sei serre e sono in procinto di costruirne altre? le piante in serra stanno da dio, è un piacere vederle così rigogliose grondare di ortaggi. Fagiolini modello Amazzonia, pomodori alti tre metri, cetriolini che crescono a guardarli, melanzane Nubia che spuntano da tutte le parti e altro ancora. Certo, le devi curare e difendere, ma il tubo goccia e il macerato d’ortica e d’equiseto aiutano parecchio e non molto.

E poi ci sono i mondiali. Bellissimi questi, i migliori che abbia mai visto, nell’ orto ho piazzato un televisore perennemente piazzato sulla tv austriaca che trasmette tutte le partite e di Salvatore Bagni ignora addirittura l’esistenza.  Tenevo per il Portogallo, l’Olanda, il Ghana e la Svezia che neanche c’era. Una mi è rimasta e la vedo vincente in finale. Doppietta di Huntelaar al 74 e 87simo