Posts Tagged ‘tubo catodico’

GRILLO, CHE PALLA

1 dicembre 2008

biowashball

Se Beppe Grillo ha detto che funziona, bisogna fidarsi per forza, d’ora in poi a non averci la Biowashball ci si dovrà sentire dei deficienti buttasoldi al soldo delle multinazionali dei detersivi. Questa pallina di plastica contenente delle sferette di ceramica permette di lavare senza detersivi per tre anni, basta metterla un’ora al mese al sole e si autorigenera. In più, se la si mette nel frigo, anche gli alimenti si conservano meglio, costa meno di 40 euro, davvero impossibile farne a meno.

Ho letto in giro parecchi commenti e molti sono estremamente soddisfatti della Biowashball, anche se ovviamente è pieno il mondo di traditori invidiosi che cercano di confutarne scientificamente l’efficacia basandosi sulle obsolete leggi della fisica e della chimica, gente che addirittura arriva ad insinuare che non solo la pallina lava come l’acqua, ma che addirittura almeno la metà di quanto dichiara la ditta venditrice è falso. Tutta gente che non si rende conto che quel che sgorga dalla gola di Aristotele Grillo non va nè discusso nè confutato, è vero tutcurt. E anch’io devo fare pubblica ammenda per aver dubitato del fatto che la pallina emetta potenti raggi infrarossi senza bisogno di pile come il mio telecomando.

Pallina o non pallina, dubitare di Grillo è peccato e questo prima o poi riuscirò a ficcarmelo in testa. Per la questione delle firme non valide per i suoi referendum, il Sommo non ha ritenuto di dover dare spiegazioni su come siano andate le cose, forse per non turbare la fede di chi ha perso tempo e soldi per andare a raccoglierle, in fondo la bestemmia contro Grillo è come la carie, prevenire è meglio che curare.

Ma purtroppo, come affermato da Stielike nell’improvvidamente poco citato 1981, “non è tutto loro quello che luccica”, e quindi per il  Sommo Grillo si annunciano venti di censura e fantasmi dell’esilio. Ma Grillo non è Pertini e neanche Socrate, lui ha preso in tempo le dovute contromisure. Ha preso casa in un altro Paese e da lì, come Radio Londra continuerà ad illuminarci. Dalla Svizzera, magari anche vicino alla ditta che vende le Biowashball

ITALIA ’90, NON È ANCORA FINITA

9 ottobre 2008

Chi ce l’ha se la tenga stretta, chi non ce l’ha può certo trovare mille modi per consolarsi, ma gli mancherà sempre qualcosa. Non è un’improvvisa invidia del pene al contrario, ma una semplice constatazione riguardo alla borsa di cotone col logo di Italia ’90, ormai sarà dura trovarne ancora qualcuna in cerca di padrone.

Come purtroppo spesso accade ad ogni oggetto cult, anche la borsa Italia ’90 ha una storia da raccontare, un grande avvenire dietro le spalle, un agrodolce sentore di ciò che poteva essere e non è stato. La Iso, che allora lavorava presso la ditta di articoli pubblicitari produttrice dell’oggetto, può certo meglio di me raccontarne l’epopea, io ci provo a sommi tratti.

Era il 1990, e nell´imminenza dei campionati del mondo che si svolgevano in Italia, al rappresentante Franco venne la geniale idea di assicurarsi l’ esclusiva mondiale della riproduzione (solo su borse di cotone) del mostriciattolo arlecchinato simbolo  di Italia ’90. Doveva essere l’affare del secolo, chiunque fosse sprovvisto della sporta ecologica mostriciatolizzata sarebbe stato indicato al pubblico ludibrio come infame, l’impegnativo investimento iniziale sarebbe stato reso ridicolo dall’entità delle vendite.

E anche se inizialmente le cose non sembrarono andare per il verso giusto, il rappresentante Franco aveva comunque l’asso nella manica, erano i pizzaioli.  Per vedersi una partita in compagnia, come rinunciare ad una ottima pizza teic auèi? e allora venne proposto a tutti i pizzaioli italiani di dare in omaggio la borsa arlecchinata a tutti coloro che avessero acquistato la Pizza Mundial creata per l’occasione (pomodoro, mozzarella e spinaci messi a mo’ di bandiera).

Purtroppo l’ideona non funzionò granchè, solo due pizzaioli ordinarono qualche centinaio di borse, e quando Aldo Serena o chi per lui sbagliò il rigore che sbarrava agli azzurri la strada per la vittoria finale, in ditta tutti capirono che per il mostriciattolo arlecchinato si sarebbero spalancate le vie dell’oblìo e dell’invendibilità più assoluta.

La ditta andò in malora di lì a breve, e interi scatoloni di borse arlecchinate finirono nel mio magazzino e iniziai a regalarle ai clienti. Ma tutto ha una fine, e adesso anche le borse di Italia ’90 stanno finendo, saranno rimasti al massimo una decina di pezzi e neanche tutti nuovi. Che ne dite se li tengo per i primi blogger che passano dalle mie parti?

SE VI PIACE, CHIAMATEMI ANSGARIO

5 ottobre 2008

Sotto un certo aspetto, io ho avuto un’infanzia, un’adolescenza e anche un pezzo dell’età adulta difficile. Nulla di grave, ma il vedere che tutti hanno un onomastico tranne te non viene certo in aiuto della tua autostima. Peggio che peggio,  ti vengono pure a dire che l’onomastico lo puoi festeggiare a Ognissanti, sai che goduria far festa il giorno in cui si portano i crisantemi al cimitero e che da un pò è anche il giorno dopo Alloùin

A togliermi dalle peste ci pensò il destino, solitamente cinico e baro ma a volte anche provvidenziale. Esso si presentò sotto forma di un ricovero ospedaliero nel dicembre del 1988, all’incirca gli stessi giorni in cui Stielike formulò il suo ancora non sufficientemente compreso “paradosso degli scalini variamente coincidenti”.

Niente di grave neanche quella volta lì, si trattava solo di un trauma acustico che mi ero procurato un po’ suonando il basso in un gruppo punk e un po’ lavorando con una sega circolare non ben limata. Comunque cinque giorni di flebo per riacquistare udito ed equilibrio mi ci son volute, ma per fortuna quella rimane per ora la mia ultima esperienza ospedaliera con ricovero annesso.

Ma fu proprio passeggiando senza costrutto alcuno nei lugubri corridoi del reparto otorino, che trovai un senso a ciò che mi stava succedendo. Aspettando che la Iso, incazzata come una jena col suo parrucchiere di fiducia per via di una permanente a la Gimi Hendrics, mi venisse a trovare portandomi pure le sigarette, mi cadde l’occhio su una stampa appesa alla parete che raccontava la storia di San Ansgario, Oscar tra parentesi.

Buono, adesso il Santo ce l’avevo pure io, fine delle frustrazioni e dei complessi d’inferiorità, impegnandomi un attimo e con un po’ di culo (un po’ tanto, almeno abbastanza da poterlo dar via). avrei potuto anche diventare una rockstar. Non è successo, ma è comunque andata bene, e forse anche per merito di quella stampa appesa alla parete.

Oggi, nell’era di Internet, ho scoperto anche che il mio onomastico cade il 3 febbraio, troppo freddo per poterlo far coincidere con la Festa della Ciavada Foresta, una delle innovazioni che il Partito per Tutti attuerà non appena conquistato il potere. Pazienza, la organizzeremo all’onomastico di qualcun altro

CHI VUOL VENIRE, VENISCA

14 agosto 2008

Per sabato sera 16 Agosto di quest´anno, tempo permettendo o no,  è indetta una grigliata fra bloggers bolzanini, dintornanti e passanti. La locheiscion è il giardino di casa mia, per l´occasione tiro anche una decespugliata all´erba e per chi vuole farsi il bagnetto c´è a disposizione la piscinetta da quattro e settanta di diametro per uno e venti di altezza.

Per la carne ci penso io, per la Kartoffelnsalat la Iso, la verdura è l´ultimo dei problemi, per chiunque voglia partecipare o anche semplicemente passare a far visita certamente non sgozzeremo il vitello grasso, ma certamente non negheremo un ottimo bicchiere d´acqua di rubinetto (in altre parole, nessuno vi redarguirà se arrivate con qualche buona bottiglia).

Sicure sono le presenze di Xeena, della Guressa e della Joe con il loro codazzo di maschioni materassabili, per il resto affidiamoci al caso, anche gli incliccabili sono i benvenuti, anzi di più.

Giusto per dare un´idea ad occhio su quanta carne prendere, se fate un fischio su questo post ve ne saremo grati

LA FESTA DELLA CIAVADA FORESTA

15 luglio 2008

È luglio e fra un po’ c´è luna piena, quindi è normale che la trombata sia un argomento che tira, sulla trombamicizia abbiamo discusso quel che serve, ora cambiamo argomento, ma anche no.

La Storia, almeno quella che sappiamo noi (quella scritta dai vincitori), c`insegna che il tradimento è sempre all´origine di guerre e disastri, è nella natura umana ma è meglio che sia occultato e dimenticato il più presto possibile, come la cenere sotto al tappeto. Eppure questo toglie a tutti qualcosa, la paura del dopo e l´imbarazzo del prima si rivelano ostacoli quasi sempre insormontabili, si vive la propria vita come fosse scritta in un destino divino al quale  è politicamente scorretto ribellarsi. Come segretario del Partito per Tutti ho il preciso dovere di porre termine a quest´ingiustizia.

Giuro che quando sarò sindaco di qualsiasi posto, il mio primo atto sarà l´istituzione della Festa della Ciavada Foresta, la festa della copula tra chiunque non sia legato tra legami socialmente riconosciuti, un giorno all´anno, anzi abbondiamo, facciamo un uìcchènd. La Festa della Ciavada Foresta sarà il giorno nel quale, in deroga a qualsiasi vincolo sia sentimentale che sociale, ognuno proverà le emozioni che ha solo immaginato, ognuno si toglierà il suo sfizio, ognuno si concederà una pausa godereccia in attesa della “persona giusta”.

Ci vuole un posto? Bolzano. La Festa della Ciavada foresta si svolgerà sui Prati del Talvera e per l´occasione verranno usate le baracchette del Christkindlmarkt (il Mercatino di Natale), ovviamente attrezzate per l´occasione con la lampadina rossa che segna occupato.

Ci vuole una data? io a dire la verità una data ce l´avevo (l´idea mi frulla in testa da parecchio), era l´11 Luglio, il giorno in cui nel 1982 l´Italia divenne campione del Mondo, in quel giorno le ciavade foreste si sprecarono, qualcuno ne fece anche più d´una. Fatto sta che nel frattempo l´11 Luglio è diventato il compleanno della primogenita. Allora meglio spostare tutto e fare una roba tipo la Pasqua, la Festa della Ciavada Foresta è ufficialmente istituita per il uicched successivo o concomitante con la prima luna piena di Luglio.

Fidatevi, vedrete che alla fine ne verrà fuori una gran cosa, le prime edizioni saranno magari anche frenate dall´imbarazzo, ma poi diventerà una figata, il ” facciamo insieme la Ficieffe?” sarà molto più interessante del “che fai a Capodanno?”

Fratelli e sorelle, la prima luna piena di Luglio è venerdì prossimo, e io ancora non sono sindaco di nessuna parte. Il primo che dice che viviamo nel migliore dei mondi possibili lo strangolo

L´INSEMINATORE FOLLE

21 giugno 2008

 Questa mi piace sempre cantarla, è proprio un blusazzo inacidato di quelli che anche se stoni un attimo non è uno sbaglio ma una sostituzione. E poi l´argomento è sempre attuale, la sterilità maschile va alla grande. Tutta colpa degli ormoni femminili che si sparano nel cibo per far diventare le melanzane più grosse, per velocizzare la crescita degli animali, per produrre di più ad un costo più basso.

Come dice Bakunin, siamo quel che mangiamo

MIRACOLO VENTILATO

12 giugno 2008

E insomma la diagnosi era spietata, il vecchio catorcione andava mandato al macero, di lui avrei salvato solo l´alimentatore e il masterizzatore di DVD ancora mai usato (e giusto per dirlo è quell´affare con la mascherina nera, arancione non c´era). Devo dire che mi dispiaceva e parecchio, per la fretta avrei preso il primo che trovavo e sicuramente me ne avrebbero rifilato uno col Vista, che già dal nome mi mette paura.

Poi sarebbe stata anche una bella menata trasferire tutti i dati, adesso il tempo è quello che è, domani è venerdì, la mattina ho mercato e il pomeriggio devo raccogliere  la verdura  per sabato, in più c´è la partita e devo sistemare il televisore in giardino ( a proposito, grazie Nando che me lo porti domani). E se avanza tempo devo montare la piscina gonfiabile da quattro metri e settanta, siamo quasi a metà giugno, adesso serve. Chi lo trova il tempo per andare a comprare un computer?

A questo punto un dubbio sale feroce, e se come dice Le Ali della Farfalla fosse solo la ventola? a pareti aperte si vede che la ventola non gira, magari il problema è proprio solo quello. A questo punto salta fuori  die praktische Iso e suggerisce di piazzare il ventilatore (il mio regalo per il suo compleanno dell´anno scorso), puntato dritto sulla ventola che non va, giusto per avere la conferma. Funziona e il pc non si spegne più, il problema adesso è solo fare in modo che una soluzione provvisoria non diventi definitiva, come spesso mi succede.

Alla fine l´avere un blog aiuta anche a risolvere i problemi, e allora tento il colpaccio: si è grippata la Vespetta del primogenito, e sfiga vuole che sia uno dei pochissimi modelli ad iniezione di cui non si trovano più i ricambi. Il tipo del Vespa Center dice che non vale più la pena di aggiustarla. E voi, che ne pensate?

 

 

TENCHIÙ EVRI MECC, ERIC FORRESTER

5 giugno 2008

La grande magia della letteratura è che un libro può cambiarti la vita, e non è affatto necessario che sia un capolavoro o un´opera di grande spessore culturale, come potrebbe ad esempio essere una fin troppo veementemente auspicata autobiografia non autorizzata del non ancora compianto Stielike. Un qualsiasi libro ti può cambiare, a me ad esempio il fato ha dato in pasto quasi metà della mia vita ad un manuale di yoga, anzi più precisamente ad una sola mezza pagina di esso.

Avevo comprato questo manuale in autogrill ed avevo iniziato a leggerlo in modo volutamente distratto, leggevo solo i titoli e non andavo oltre. D´altronde, erano quasi tutte spiegazioni tecniche con figure annesse per imparare il modo di ingerire acqua salata dalla bocca per poi espellerla dal naso e dall´ano, niente di particolarmente invitante alla lettura.  Ma improvvisamente un trafiletto catturò la mia attenzione, diceva che per rimanere giovani il più a lungo possibile bisognava fare, con regolarità almeno quotidiana, delle abluzioni gelide sui coglioni (così si chiamano, inutile andare sul raffinato), perchè la differenza fra un uomo giovane e uno vecchio sta lì, il giovane li ha attaccati al resto del corpo come un mollusco allo scoglio, al vecchio penzolano come gli impiccati alla forca . 

Non trovai alcuna piega nella spiegazione e da allora quel trafiletto mi ritorna in mente ogni giorno, mentre ne seguo i dettami. Dopo la doccia, punto il getto dell´acqua sui coglioni e lo tengo fermo fino a quando diventano sodi e compatti. Non so se funziona ma ormai mi conviene crederci.

Diversamente analoga è la questione per quanto riguarda i film, qui per cambiarmi la vita non è certo servita una pietra miliare delle cinematografia, è bastata una dichiarazione ad un giornale femminile di un attore di soap opera, John McCook che interpreta Eric Forrester in Beautiful. Esso confessò di farsi la barba con del normale sapone, senza schiume, matite fermasangue, balsami, gel e dopobarba vari.

Saranno una quindicina d´anni che seguo il consiglio del vecchio Eric e devo dire che funziona, per la barba un minuto e venti mi basta e a volte anche meno, non mi taglio e per quanto riguarda il profumo, finchè so naturalmente di buono non vedo perchè cambiare.

Grazie Eric per la dritta, e vedo che te la stai passando mica male con la sorellina di Brooke, altro che quel cretino di tuo figlio Thorn

 

DI TUTTO, MA NON DI PIÙ

3 giugno 2008

Tremendo, sono pieno di arretrati, dovrei dire la mia su un sacco di cose ma non riesco a trovare il tempo di farlo, anche colpa del pc che improvvisamente e senza un motivo plausibile, ogni tanto si spegne. Avesse le foglie, capirei subito perchè lo fa, magari soffre di carenza d´azoto o di ferro o ci sono parassiti o malattie fungine, ma il pc si spegne e basta, c´è solo da sperare che si metta a posto da solo, come la lavatrice della Brigida.

Comunque, qua in Südtirol stanno tutti impazzendo per una rana crocifissa esposta al nuovo museo d´arte contemporanea appena inaugurato. Schützen che protestano, quintali di lettere al quotidiano Dolomiten (la bibbia dei sudtirolesi), dibattiti dappertutto e tutto per una rana crocifissa che sarà stata una delle prime robe che mi sono arrivate per mail da quando ho internet, e saranno almeno dieci anni.

In più sabato c´era la festa della chiusura del Masetti, pensavo ci fosse qualcosa di coinvolgente e invece mi sono imbattuto in un concerto di un gruppo schifoso, per decenza non ne faccio il nome, anche perchè non lo ricordo perfettamente. Se c´è una cosa che ho sempre odiato è il rock da oratorio ( e per me dall´oratorio arrivano anche Elio e compagnia bella), quel pseudodemenzialgoliardico senza volontà d´offendere fatto di riprese di canzoni altrui rifatte con un umorismo e un groove degni di messa beat, una ciofeca suprema a livello musicale per tacere dei look da bocconiani poveri. Unica nota postiva la gnocca, ce n´era in abbondanza anche se era la tipica gnocca da canonica. E non è affatto un diminuitivo, la più grande chiavata collettiva della storia secondo me si è svolta a Tor Vergata durante il giubileo dei giovani, altro che Woodstock dove erano troppo fatti per darsi alle copule.

Per il resto, solo grigliate e lavoro. E una partita a risiko non finita, che avrei vinto con sagacia e scaltrezza se la Xeena non avesse scodellato dei punteggi miracolosi coi dadi. Alla fine sono comunque stato dichiarato vincitore morale della partita, il peggio che possa succedere. E oggi è pure il compleanno della Iso, dite che il solito cartone da sei di Teroldego Rotaliano va bene?

FIDATEVI SULLA PAROLA, FINCHÈ NON SI ROMPE IL CELLULARE

29 maggio 2008

Finchè una cosa non si rompre, io non la cambio“. Questa massima di Stielike, contenuta nel celebre “Non so che pesci pigliare, sono vegetariano” ma risalente al mai abbastanza sottovalutato 1976, mi trova concorde, consenziente e praticante, a volte anche oltre il confine del lecito e del dovuto.

Il mio cellulare non fa le foto e della gravità di questo solo oggi mi rendo conto. Oggi avrei potuto mostrarvi la foto dell´abbondante mezzo ettaro incolto che io e Claudio (ma oggi ha dato una mano anche il primogenito) abbiamo preso per produrci la verdura umile (patate, cipolle, rape, mais), che però anche quella dev´essere buona, per mangiare bene la prima cosa da curare è la scelta degli ingredienti. Per adesso sembra solo una distesa di terra arida, ma vedrete che roba.

Avrei fatto anche una foto della serra che in marzo era piena di rapanelli e dove adesso i fagiolini sono già alti tre metri, e ben presto i cetriolini ci arriveranno ( ma la primogenita sono già tre giorni che li mangia). Oggi era anche la giornata buona, la Iso ha tolto tutta l´erba residua. Vi avrei mostrato il simpatico musetto di Luisza, il riccio che appena si fa sera viene a mangiarsi i croccantini destinati ai gatti randagi.

Ma putroppo il mio cellulare non fa le foto, e la macchina fotografica è rimasta dalla Regina, amica della Iso e compagna di Macao, quel gran genio del mio amico meccanico che oggi doveva passare a dare un´occhiata ai fusibili della Fiat Palio Weekend (non che non lo sappia fare da solo, ma lui ci mette di meno).

Pazienza, Macao passerà domani, e alla fine un giorno in più o in meno non cambia niente, metterò le foto e anche i restanti video del concerto. Intanto posto l´ultima foto disponibile, una della Iso con Roland (che un po’ mi ricorda il protagonista di 1984 ), mentre andavano alla festa per i cinquant´anni di Friedl, un ex della Iso

 

TROPPA UNIONE. SOPRASSIEDO

15 gennaio 2008

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Altro che “Italia in declino“, come si dice in giro. Riuscire a far fare la figura della vittima al Papa è roba da campioni del mondo, e qui la testata di Zidane si circonda di quell´aura da evento sovranaturale che le era stata ingiustamente negata, non fu delitto d´onore ma opera della Provvidenza.

Il Papa ha deciso di rinunciare ad intervenire all´Università la Sapienza con questa laconica espressione: “Troppe divisioni. Soprassediamo“. Troppe divisioni de che, dal momento che stanno tutti piangendo merenda? Prodi è rammaricato, Marini esprime profondo rincrescimento. Mussi è dispiaciuto, Veltroni, Berlusconi e Casini parlano di intolleranza e mancato rispetto, e chi più ne ha più lo metta. Cattolici offesi e laici perplessi per fortuna da romanisti e laziali ancora nessuna reazione.

Adesso i professori firmatari e gli studenti protestatari ci fanno la figura degli intolleranti, manca poco che li paragonino alle “estreme frange che nulla hanno a che spartire coi veri tifosi”, ma un po’ se la sono anche cercata.

Che ci voleva a stare zitti e a far finta di niente, a far arrivare il Papa come se nulla fosse e poi fargli trovare la sala vuota?

P.S. Giusto per entrare nel merito e dire anch´io la mia: se l´Università è il tempio della conoscenza, della ricerca e della scienza, che senso ha invitare uno come il Papa, notoriamente infallibile

TU CHIAMALI SE VUOI…TERMOVALORIZZATORI

9 gennaio 2008

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Le parole sono importanti, altrochè se lo sono, specialmente in questi giorni in cui sull´emergenza rifiuti in Campania ognuno dice la sua. Uno si ascolta le varie campane e poi è inevitabile che alla fine pensa che i termovalorizzatori siano l´uovo di Colombo, se dalla monnezza ci puoi addirittura ricavare energia sarebbe da idioti non farlo, basta con queste menate di riduzione dei rifiuti e raccolta differenziata, bisness is bisness.

Se invece si parla di inceneritori le cose cambiano, un leggero fastidio ci può anche stare. Eppure un termovalorizzatore, sotto l´aspetto ambientale altro non è che un inceneritore, cambia solo il fatto che si recupera (non produce) dell´energia, sempre che venga nutrito non con monnezza indifferenziata ma solo con la parte combustibile. Ma già la parola inceneritore ti evoca la montagna di schifezza abbandonata nelle strade di Napoli trasformata miracolosamente in un mucchietto di cenere, una robetta piccola piccola, quasi da mettere in un´urna e magari provare a farla liquefare a mo’ del sangue di San Gennaro.

Ho visto in TV una scena terrificante dove, per protestare contro la discarica di Pianura, qualcuno ha pensato che la cosa più opportuna fosse dar fuoco ai rotoli di plastica necessari per impermeabilizzarla. A parte la diossina e tutte le schifezze librate nell´aria, alla fine altro che cenere rimane, il prodotto finale sarà una melmazza irreversibile,  stratossica e maleodorante (e neanche poca, cira il 30% in peso), la stessa che producono i tanto celebrati termovalorizzatori. Una melmazza che da qualche parte bisognerà pur mettere.

Chiaro che di fronte ad una situazione come quella di Napoli c´è poco da andar per il sottile, ma far passare i termovalorizzatori (che poi non è che non inquinino, semplicemente non ci sono gli strumenti per misurarlo) come soluzione miracolosa è solo illudere la gente, tra l´altro mica si costruiscono in due minuti come le casette dei Lego. 

E se provassimo intanto a cambiargli il  nome, che ne direste di melmificatori?

MARIO, SEI TU IL BOLZANINO DELL´ANNO

19 dicembre 2007

Ogni tanto è anche bello ergersi a giudici universali, cacciare fuori dalla propria melma cerebrale una pontificata come Dio comanda, una verità assoluta non contestabile, ma anche allo stesso tempo foriera di una tempestività non apparente, ma comunque lontana mille litri dalla solita vanità inespressa per mancanza di abitudine al soliloquio.

´un c´è un hazzo da fare (toscani: se mi sbaglio mi corigerete), ma il bolzanino dell´anno è Mario, tutti gli altri possono, con rispetto parlando, andare a nascondersi.

Mario ha preso ed è andato da Bolzano a Roma a piedi, e perdipiù tirandosi dietro un carretto votivo, molto bello esteticamente, ma a livello funzionale una suprema ciofeca. Lo ha fatto per penitenza, e tra i mille motivi che avrebbe avuto, ha scelto quello di farsi perdonare dalla morosa con l´intercessione del Papa. Un eroe romantico, trovatene un altro di questi tempi, dove per essere un eroe bastano il telefonino aimod e il navigatore satellitare.

Mario è partito, ha dormito sotto le stelle e la pioggia, Mario ha incantato e sclerato, Mario ha vissuto due mesi lontano dalle quotidianità bolzanine, fatte di piccole invidie e menate etniche, Mario ha fatto quel che voleva fare, e adesso lo sta pagando (senza fretta, altro punto a favore).

Mario è il bolzanino dell´anno, se lo trovate votatelo qui, se non lo trovate vedete voi

p.s. di cognome fa Balducci

APDEIT  22.12 ore 10.19

Niente da fare per Mario, non l´hanno inserito tra i votabili.

Broders end sisters, ho scritto questo commento sul sito in questione:
http://altoadige.repubblica.it/dettaglio-inviato?idarticolo=altoadige_1403266&idmessaggio=122611
se vi sembra appropriato, votatelo, per quello che serve

Che dire di tutto questo, se non che il web quando viene gestito dai media tradizionali perde tutto il suo fascino basato sulla libertà di espressione e sulla velocità di adattamento? Qui, fra candidature taroccate, inserimenti tardivi e fatti a vanvera, esclusioni immotivate e lentezza di gestione, questo concorso prende le forme di una farsa tragicomica, mi dispiace che ci siano di mezzo persone la cui stima dovrebbe andare oltre queste cose. Verrebbe quasi il dubbio che si tratti di uno spot anticipato per protagonisti della prossima campagna elettorale. Grande Mr.Alex per aver rinunciato alla candidatura, sempre che qualcuno se ne sia accorto

TUBONE CATODICO, MON AMOUR

17 dicembre 2007

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Mi raccontavano ieri, Yuri e la Joe, di quanto adesso la gente esca fuori di testa per comprarsi un nuovo megatelevisore ultrapiatto con tanto di plasma e cristalli liquidi. Rate, finanziamenti, crediti al consumo e quant´altro, l´importante è avere il feticcio a casa per Natale, a morire e a pagare c´è sempre tempo.

Sotto quest´aspetto devo ammettere di essere un po’ retrogrado e anche diffidente, quando leggo di interessi zero, a zero di interesse ci crolla il mio, non sto neanche ad indagare se sia vero o no.

Ma un televisore con regolare tubazzo catodico d´ordinanza, che fastidio può mai dare? Adesso te li stanno praticamente tirando dietro, hanno una tecnologia ipercollaudata, ne becchi uno adesso e fai in tempo a consumarlo prima che sia inservibile, se mai lo dovesse divenire. E poi, sono anche più belli da guardare, che senso ha indebitarsi per l´ultrapiatto digitale e magari lasciare che il posto dietro, lasciato vuoto, si riempia di polvere?

E nel frattempo lamentarsi che non si arriva alla fine del mese