Posts Tagged ‘Trainspotting’

ESSERE UN SENATORE GRILLINO

26 marzo 2013

C’era un film, anzi forse erano due. Con queste aspre parole proferite quasi per caso, Stielike liquidò una volta per tutte gli infami detrattori che ritenevano il pensiero di Alex Britti inadatto alla settima arte. Nei primi due sesti dei due film che in realtà sono uno, al settimo piano e mezzo di un edificio per nulla londinese, spostando un mobile ci si infila in un tunnel alla fine del quale si entra nel cervello di John Malkovic, si vede coi suoi occhi e si palpa con le sue mani. Altro non è dato sapere.

Bello, ma forse troppo poetico per questa storia. Teniamo pure per buona la locheisciòn, ma al tunnel dietro al mobile sostituiamo il cesso alla turca dove Mark di Trainspotting si tuffa per recuperare l’ovulo d’eroina appena improvvidamente defecatovi dentro. Alla fine della nuotata in apnea nella cloaca, si riemerge e ci si ritrova seduti nello scranno di Palazzo Madama nei panni di un senatore grillino. E con un po’ di fortuna è pure il giorno in cui si vota la fiducia e magari il senatore è anche uno di quelli che ha votato perGrasso presidente disobbedendo alla regola.

Guardi coi suoi occhi e vedi gente intorno a te che ti fissa sospettosa, hai appena visto la busta paga che, pur decurtata come di circostanza è pur sempre la migliore della tua vita. Magari la cravatta ti da un po’ fastidio, ma pensi che forse non è giusto che tutto questo debba finire così presto. Facevi la tua porca onesta di una vita, andavi ogni tanto a mangiarti la pizza coi soci del Mitàp di Grillo, al quale ti eri iscritto anche per poterti ogni tanto sottrarre alle grinfie della moglie petulante e dei due mocciosi grassocci stragonfi di merendine neanche bio.

Poi ti capita la botta di culo e ti ritrovi senatore. Grillino, ma comunque senatore, e Roma è Roma per tutti. E adesso sei lì a dover decidere, per te e anche per i toui colleghi della Camera che possono tranquillamente scaricarti addosso ogni responsabilità, manco il voto segreto c’è stavolta.

Niente fiducia, niente governo e fra sei mesi si vota di nuovo, già Grillo è stato più che magnanimo a non espellerti prima , figurati se ti ricandida. E torni a quello che facevi prima, come uno che aveva il gratta e vinci da diecimila al mese e lo ha buttato nel cesso. Magari rinchiuso in un ovulo, tanto per mandare il post in loop

pipuntoessepunto   d’ora in poi i miei post li trovate anche su Salto.bz

Annunci

UNO STRACCIO DI APPELLO ELETTORALE BISOGNA PUR FARLO

22 febbraio 2013

Scusate il tecnicismo che, come sosteneva Viktor Smoralek in una delle rare encicliche dedicate alla sistematica demolizione dei percorsi emozionali relativi ai personaggi citati nei racconti giovanili di Fernando Couto, a volte serve più per darsi un contegno che per rendere plausibili le teorie, ma un appello elettorale va fatto con cognizione di causa e dovizia di particolari.

Cari elettori, elettrici ed elettricisti, sono candidato nel collegio uninominale di Bolzano-Bassa Atesina-Oltradige, dove per definizione diventa senatore il candidato che riceve più voti. Ne consegue che ogni voto in più di quelli necessari per l’elezione del candidato vincente è comunque un voto buttato nel cesso. A dirla tutta, c’è anche un recupero dei voti per eleggere il miglior perdente a livello regionale, ma costui non verrà sicuramente fuori da questo collegio. E’ complicato, lo so. Ma fidatevi

Il risultato è scontato, lo sanno anche i sassi che il candidato eletto sarà Francesco Palermo, sostenuto da PD-SVP-Verdi_SEL-Monti e forse anche da qualcun altro con cui mi scuso per non averlo citato. Prenderà il 52% dei voti, così a ocio. Al secondo posto si piazzerà quello dei Freiheitlichen, che prenderà qualche voto in più del solito per via di qualche irriducibile della SVP incazzato come una bestia perchè quest’ultima ha candidato un italiano (così funziona da queste parti). Prenderà un 18%, ma di essere il miglior perdente se lo scorda, nel Trentino questi non li vota nessuno. Terzo arriva quello del PDL/Lega, col 15% paga da bere a tutto il vicinato e magari regala al suo partito il miglior perdente di cui si parlava prima, di esserlo se lo scorda pure lui.

Quarta arriva  Teresa Fortini dei Grillini, meritava di meglio ma per le regole di Grillo è capitata qua. Un 5% non glielo toglie nessuno. Come nessuno toglie lo zoccolo duro del 2% a Ines Franceschini, l’ingroiana.  Resta un misero 8% per cui siamo in lizza io e i  restanti cinque candidati, tutti di destra (Casapound, Fratellid’Italia, la Destra, Alto Adige nel cuore, Giannino). Quale potrebbe essere il voto utile lo lasciio giudicare a voi

Con stima

Oscar Ferrari

 

PARTITO PER TUTTI, PEZZI DI PROGRAMMA

2 febbraio 2013

Logo Schweiz vector

Il punto fondante, ma anche fondente, è l’annessione del sudtirolo alla svizzera.
i motivi ci sono tutti, siamo già una piccola svizzera, c’è gente che parla due lingue o anche tre, ci sono i ladini e la conformazione geografica è quella. Il tessuto socioeconomico è simile così come l’attenzione per i problemi ambientali. E anche il cioccolato che si fa da queste parti non ha niente da invidiare a quello svizzero. E pure Andreas Hofer era svizzero.

La nostra era una posizione che ci auspicavamo fosse condivisa da tutti. Dai verdi innanzitutto, se i TIR passano di qua è perchè dalla Svizzera non possono, e poi i verdi non dovevano essere tanto preoccupati, in fondo gli inceneritori ci sono anche in Svizzera.
Dalla sinistra , basta fare un confronto fra uno stipendio di un operaio svizzero e uno italiano per capire che è cosa buona e giusta. Anche il 5Stelle avrebbe potuto condividere la candidatura, in fondo Grillo continua a citare la svizzera come buon esempio, che c’è di meglio che annettersi ad essa?
Da quelli che “Südtirol ist nicht Italien“, in fondo basta che spostino il cartello dal Brennero al Tubre. E anche a quelli che piangono merenda sentendosi stranieri in patria. In svizzera gli stranieri sono un quarto della popolazione. Che non ci appoggi Giannino è addirittura scandaloso. Si esce dalla trappola dell’euro e si usa il franco svizzero, la moneta più stabile al mondo.

Che tutti questi abbiano preferito crogiolarsi in candidature puramente di testimonianza, in un collegio territoriale come quello di Bolzano, ci è incomprensibile, tanto più che non ci siamo presentati alla Camera perchè, per onestà intellettuale, non potevamo certo chiedere il voto ai Trentini. E quindi abbiamo praticato la desistenza per tutti.
L’annessione alla svizzera è la soluzione definitiva e materassabile per la questione sudtirolese, e in questo senso non ci stupisce affatto che i partiti che con la questione sempre aperta ci campano sopra da decenni non ci abbiano appoggiato.

Detto questo, sappiamo che la politica si fa anche a piccoli passi e per questo abbiamo stilato un succinto programma di avvicinamento

RIFORMA ELETTORALE: domande stile patente e le schede con una risposta sbagliata vanno a finire, insieme alle bianche e alle nulle nel PARTITO DEL CASO, dove ogni cittadino si può iscrivere (anche distratti, indifferenti e ignoranti hanno diritto alla rappresentanza)
AEROPORTO: io non lo userò e quindi si libera l’area che verrà utilizzata per rifare le semirurali, liberando così il quartiere Casanova dove sarà ubicato il nuovo carcere modello europeo. Un detenuto riabilitato al Casanova sarà più ricercato di un laureato alla Bocconi (che poi si è visto che i bocconiani non è che siano dei geni).
RIFORMA DELLE PENSIONI: si va tutti alla stessa età e con la stessa cifra
RIFORMA DEI FINALI DELLE PARTITE DI CALCIO. Al 90′ si tirano i rigori e poi la squadra che perde ha 20 minuti per fare un gol. Si rivede il catenaccio, che è un’invenzione svizzera
IL LAIVESOTT LINGUA PARIFICATA, Mez per sort e Krautwalschn gruppi linguistici riconosciuti.
In conclusione, consideriamo come avversari solo coloro che premono perchè la questione sudtirolese non abbia mai fine, in pratica PD e SVP, rappresentati dal candidato Palermo.
A chi preme perchè venga stilato il Terzo Statuto, noi rispondiamo che lo abbiamo già. Dopo il los von Trient e il los von Rom, LOS VON BRÜSSEL

TIZZONI ARDENTI E COSE COMPLICATE

23 gennaio 2013

alto adige 21.01

se proprio devi complicarmi le cose, almeno inizia da quelle che già lo sono“. Con queste ruvide parole, pronunciate col suo tipico accento nippopolacco, Viktor Smoralek inveì contro il suo mentore che lo aveva iniziato al collezionismo di edizioni tascabili dei racconti giovanili di Fernando Couto. Ciò non spiega  alcunchè, ma è comunque accadimento essenziale per stabilire l’avvenuta o meno cessazione di pericolosità sociale di un  tizzone ardente che venga inopinatamente scagliato in un qualunque posto non sia un oceano.

E’ senz’altro vero che ogni cosa che appare complicata agli occhi, facilmente lo sarà anche agli alluci, ma non è detto che le cose prima o poi non debbano cambiare in modo repentino e forse anche inaspettato. Prendiamo come esempio le prossime elezioni nel collegio uninominale di Bolzano_Bassa Atesina, che mi vedono candidato, ovviamente con il Partito per Tutti.

I candidati sono tanti ma, scartando a priori quelli che praticano il franchising elettorale (Fratelli d’Italia, Destra, Grillo, Ingroia, Pdl-Lega, Casapound, Fermare il declino) e che quindi son lì solo per fare pura testimonianza, le cose si semplificano e non di poco.

La sfida è tra chi vuol mantenere aperta la questione sudtirolese perchè in un modo o nell’altro ci campa sopra da anni e intende continuare a farlo (SVP-PD, Freiheitlichen, Alto Adige nel cuore), e chi invece la questione sudtirolese la vuol chiudere in maniera definitiva e materassabile. Il Partito per Tutti, con l’annessione alla Svizzera

 

CUARTA CLASSE, HABEMUS STREAMING

6 febbraio 2012

Nel dolersi di poter rincuorare se stessi, non v’è alcuna differenza tra il farlo all’ombra d’un olmo o immersi in un lago caldo. Con cuesta lapidaria epigrafe, inizia la terza metà della celeberrima cuarta sezione della trilogia di Stielike, nata cuasi per caso dopo un viaggio dell’astante sopra i mercuriosi meandri dello scibile umano ma anche altro.

Le nostre coscienze, dopo anni di appiattimento culminati  con la sostituzione del “l’ha detto la televisione” con “l’ho letto su feisbuc“, sono chiamate ad un’opera di discernimento forse troppo onerosa per il loro stato attuale.

Fratelli e sorelle, qua c’è da stabilire un nesso chiaro ed inecuivocabile tra le nefaste conseguenze dell’ultima ondata di maltempo e la palese inadeguatezza dell’attuale legge elettorale in vicenza. Nè tantomeno può essere imputato ad essa l’aumento dei gatti destinati all’alimentazione umana.

Detto questo, mi pregio di comunicarVi che Cuarta classe, il programma di chi ha perso il treno, in onda su Radio Tandem il martedì dalle ventuno alle ventidue e trenta, d’ora in poi va in streaming, cioè lo si potrà ascoltare dappertutto ci sia una connessione internet, anche uaifài. Cuesto è il link

IL DUE C’E’ ANCHE SENZA IL TRE

15 settembre 2011

Popolo bue, a lor altri l’ardua sentenza.  Questa non è, pur sembrandola, la chiosa di un’ennesima enciclica di Stielike, ma bensì la conseguenza necessaria ma non sufficiente di un eventuale rigurgito tardoasburgico, non socratico ma non per questo meno pleonastico di quanto possa essere annoverato tra le comuni conoscenze di fisica quantistica legate al corretto funzionamento di una comune lavastoviglie, oggetto ormai di uso comune, tranne che nella versione larga 45 centimetri.

Può o non può, sempre rimanendo nell’ambito circoscritto del fruitore finale, un comune saltimbocca alla romana essere paragonato all’urlo di Munch  per le sue evidenti similitudini emotive, magari legate solo da una comune esperienza anche inconscia, ma avvenuta nel medesimo momento?  Per quanto mi riguarda la risposta è no, neanche quest’ anno Gennaro Ivan Gattuso vincerà la classifica sdei cannonieri.

Per il resto, tutto a posto, stagione d’oro. Cetriolini e cuori di bue come se piovesse

 

REFERENDUM, QUALCHE DUBBIO SI POTRA’ ANCHE AVERE, O NO?

8 giugno 2011

Sorelle e fratelli, qua è tutto un pullulare di certezze ed io di questo ne soffro (non tantissimo, per me sapere di essere tre mesi e passa più vecchio di Giorg Clunei è molto più devastante).  I quesiti sono interessanti e quindi mi sembra giusto andare a votare, dire alla gente di starsene a casa è vile e scorretto come il ti piace vincere facile. Alla fin fine, se ci sai fare, agli italiani riesci anche a fargli dire che la pubblicità nei film è cosa buona e giusta, è successo davvero in un referendum di qualche anno fa.

Sul nucleare ho parecchi dubbi. Chiaro che c’è il problema delle scorie, ma come ultima scelta, dopo che sono state usate tutte le energie rinnovabili, il nucleare non mi pare proprio più dannoso del carbone o del petrolio. Preferirei abitare vicino ad una centrale nucleare piuttosto che ad una termica o ad un inceneritore di rifiuti.

Poi c’è la questione che se si afferma che l’energia nucleare non s’ha da fare, non è giusto neanche comprarla dai vicini francesi o svizzeri che siano. Altrimenti si è degli ipocriti.

Sull’acqua, pochi dubbi. E’ roba di tutti , va gestita da tutti e deve funzionare. E dove la cosa non funziona significa che gli stronzi sono la maggioranza. Dura da mandar giù ma è così.

Sul legittimo impedimento, legittimo un cazzo

SE NON ORA, QUANDO?

13 febbraio 2011

MERLI MORTI, I MIEI CACHI NON SONO STATI

5 gennaio 2011

A dire il vero, un merlo morto l’ho trovato pure io, stecchito e congelato sulle piastre di waschbeton dove d’estate si monta la piscinetta , proprio sotto le scale a pioli appena unte con l’olio cotto. E la settimana scorsa la Iso ha riferito di un pesce spiaggiato sulla riva erbosa del fosso, bello rigido anche lui. Niente a che vedere coi grandi numeri dell’Arkansas dove le vittime, tra pesci tamburo e merli dalle ali rosse si contano a migliaia, e infatti al momento non mi sovvien alcuna voglia di mettermi a suonare il banjo. Comunque sia, colpa mia non è.

Ogni tanto è anche giusto che uno di questi uccellacci malefici ci rimetta la scorza, mai provato pena per loro quando li ho visti tirare gli ultimi tra le fauci dei gatti, anche quelle del Merdòn. A vederli zompettare in giro così sfacciatamenti opulenti, il sapere che su di loro pende una spada di Damocle rincuora, quasi vien da trasporre tutto al genere umano, anche se non ci sono gatti in grado di far fuori gli arroganti e i disonesti.

Ma l’essere avvelenati no, quello non se lo meritano neanche i merli, è un gesto troppo subdolo e vile. Eppure, un paio di mesi fa ho subito un sequestro di sei kili di cachi dall’autorità sanitaria provinciale. A me sembrava impossibile, ma avevano ricevuto segnalazioni secondo le quali il 70% dei cachi controllati risultavano positivi ad un pesticida usato appunto contro i volatili. In realtà i kili dovrebbero essere stati otto, ma ho rinunciato alla quantità campione che avrei dovuto conservare per le controanalisi.

Se cliccate sulla foto, vedete tutto meglio. Ah, dimenticavo: Oskar con la kappa pure questi….

NON VOLEVO PARLARE SOLO DI CACHI

7 novembre 2010

A volte non scrivo non perchè non sappia cosa scrivere ma perchè non so di cosa scrivere. Ma poi mi passa e soprassiedo alla fittizia necessità di non mischiare gli argomenti, alla fin fine non è che frega tanto se non occupo tutto lo spazio del post con l’autoincensamento che mi vien di stomaco dal mio ruolo di indiscusso re del caco bolzanino, anzi sudtirolese. Ci occupo solo qualche riga.

Credo proprio che in tutta la millenaria storia della città di Bolzano, nessuno sia mai riuscito a vendere (al pubblico, non all’ingrosso) un quintale e mezzo di cachi in quattro ore. Se poi restringiamo il bacino di attinenza a coloro che vendono cachi di propria produzione, mi sa che il primato si all’allarga all’intera Europa, tolto il Regno delle due Sicilie. Non ho foto da mostrarvi ma, credetemi sulla parola, venerdì scorso in Piazza Municipio ho fatto fuori tredici cassette di quelle da semina e 4 di quelle da esposizione.  

A parte i schei, il bello di tutto questo è la soddisfazione che si prova quando la gente apprezza quello che fai, e anche quella che provo avendo quasi terminato la raccolta senza essermi rotto la mano come l’anno scorso. Mentre ascolto di schiena Nevruz che massacra Perfect Day di Lou Reed, faccio delle foto ad un caco che avevo riservato alla Iso. Mi rendo conto che la qualità di un caco si misura anche dal suo lasciarsi tagliare a metà senza squagliarsi e allora va da sè che alla fine me lo mangio. 

In effetti è buonissimo, si sente la maturazione lenta e naturale a contatto delle mele aromatiche di varietà ormai sparite dalla circolazione. E’ che non volevo parlare solo di cachi, volevo fare anche una disanima sul fatto che non è proprio vero che sul web si trova tutto. Cercate ad esempio un miscelatore GEWA

RICEVO DAL METALLARO

14 settembre 2010

Libera chiesa in libero stato recitava Cavour, o a Cesare quel che è di Cesare a Dio quel che è di Dio se si preferisce il citare i vangeli sinottici.
Quando uno dei due attori interferisce con il campo di azione dell’altro la libertà di di questo ne risente, per fare due esempi esplicativi citerei il caso cinese e quello italiano.
In Cina, contrariamente a quello che si tende a far credere, la Chiesa cattolica non è perseguitata in quanto tale, esiste la Chiesa cattolica “ufficiale” con i suoi preti, vescovi cardinali e compagnia cantante autorizzati dal regime e da questo tenuti sotto controllo, i perseguitati sono quelli della cosiddetta chiesa “dissidente”, dissidente perché libera.
L’esempio italiano invece vede la presenza di una Chiesa cattolica che che oltre ad ottenere un finanziamento pubblico, con modalità quantomeno discutibili, con le sue molteplici attività ed interessi “secolari” (proprietà immobiliari, istituti di credito, associazioni laiche) invade anche i territori che dovrebbero essere di competenza di “Cesare”.
Quando si dice che lo Stato o “Cesare” finanzia il teatro (o qualsiasi altra attività) con il denaro del Cittadino poi va a finire che ci mette ai posti di vertice le sue persone, ne influenza le attività e lo controlla.
Il paradosso italiano si evidenzia quando; come è successo a Bolzano, la mia città, dove un teatro, il Cristallo, che prende i suoi (i nostri) contributi poi trovandosi in un edificio, ex battistero della parrocchia Regina Pacis, di proprietà della Curia si scopre che la conferenza; programmata da tempo; di Piero Odifreddi, e dico Odifreddi mica Buenaventura Durruti, non si può tenere……
Il Tibet sarà anche un territorio oppresso da un vicino arrogante, prepotente ed illiberale, ma anche l’Italia è un po’ in questa situazione nei confronti della pur piccola monarchia assoluta dello stato teocratico d’oltre Tevere, solo che la sventurata regione Himalaiana ha almeno il Dalai Lama (noi al massimo Pannella) e la Cina è un paese che da dei segni di modernizzazione.
Quando al bar da picchio pago la consumazione in monetine, il gestore buontempone mi rifila la ritrita battuta “ma sei andato a rubare in chiesa” io rispondo “rubare un cazzo mi sono preso il rimborso dell’ 8°/00”

SCRIVO DOMANI

30 agosto 2010

Scrivo domani. Dovessi scrivere oggi, sarei indeciso se sul quale forse fosse o sarebbe il soffermarsi più opportuno, se sull’ennesimo aggiornamento sulla produzione agricola o sull’ imminente evento catastrofico che, come una spada di Sofocle, incombe sulla città di Bolzano, il ventilato ( nel senso che non si sa ancora se lo fanno, libeccio, tramontana o scirocco nulla c’entrano, meno che mai il maestrale) concerto degli Zetazeroalfa, un gruppo di impostazione neofascista.

Petizioni su feisbuc, controconcerti, manifestazioni di dissidio, financo proposte di presidio, il tutto per un concerto in cui alla fine, se va bene ci andranno un centinaio di  persone, tolti i rappresentanti delle forze dell’ordine.  Manca solo la fiaccolata e questi crederanno di essere la reincarnazione dei Sex Pistols. La stampa locale batte il chiodo su una strana abitudine che paiono avere i fans di questa band, la cinghiamattanza. La quale consiste nel percuotersi l’ un l’altro usando la cinghia delle braghe, stando ovviamente attenti che queste ultime non calino troppo, una mutazione genetica del pogare che si faceva ai concerti pan crocc.

Lasciateli suonare,m alla fine che male vi fanno? alla fine può solo venir fuori che si tratta solo di una forma di invidia da parte di quelli del PD. Quelli che le cinghiate preferiscono farsele dare dai trans (lo so che è politicamente scorrettissima, ma a me fa ridere un casino)

pipuntoessepunto: forse era davvero meglio che scrivevo domani…

 

PEGGIO DEL CONSUMATORE C’E’ SOLO L’ ELETTORE

9 agosto 2010

Consumatore è una gran brutta parola, se uno mi telefona e dice che sta svolgendo un’indagine statistica sui consumatori, gli metto giù la cornetta di brutto. E se, come suggerì Stielike  nella quarta parte della Trilogia dell’ inutile affaticamento, faccio mente locale e provo ad immaginarmelo davanti, mi salta fuori una specie di Homer Simpson con in più i pinocchietti e i calzini nei sandali.

Eppure, tutta l’economia si basa sui bisogni e sulle aspettative si basa su questa somma di individui in cui le intelligenze invece di sommarsi, pare si sottraggano. Il consumatore è protetto da decine di associazioni (ho appena letto sul blog di Chit che la Federconsumatori ha protestato perchè non fanno i tolc sciò in estate), è informato e ha tanti diritti.  Ciò nonostante, continua e comportarsi da cretino e, tanto per dirne una, compra i pomodori dove tutti i frutti sul ramo sono maturi contemporaneamente.

Non ho voglia di tirarla lunga, dico solo che per me, peggio del consumatore c’è solo l’elettore

SE INVECE DI RISOLVERE IL PROBLEMA SMETTEVO DI FUMARE, ERA ANCHE MEGLIO

25 luglio 2010

La toponomastica muove l’economia, qui in Sudtirolo. E sarebbe ora che il resto del mondo capisse e si adeguasse, in fondo si tratta di una cosa ad impatto ambientale quasi zero. Si vendono più giornali e di conseguenza aumentano tariffe ed inserzionisti, cartelli da fare e rifare, da mettere-togliere-sostituire-ripristinare, consulenze di esperti e biglietti del volo Bolzano-Roma che vanno via come il pane. Quasi ad essere uno che del problema se ne frega, rischi di fare la figura di quello che tifa per la decrescita felice.

Io non è che me frego, è che ho trovato la soluzione un quarto di secolo fa e da allora mi occupo di cose più importanti, come ad esempio l’introduzione della melanzana Nubia nel gotha dei prodotti essenziali per un corretto sviluppo della cucina tipica sudtirolese.

Qualcuno da qualche parte ha la registrazione, altrimenti faccio un appello a chi c’era, o altrimenti ancora credetemi sulla parola. Era a metà degli anni ottanta, quando ad una festa di Radio Tandem chiesi la parola e rifilai al pubblico una filippica dove il punto qualificante era l’introduzione in Sudtirolo della toponomastica monolingue portoghese. La sintesi tra la lingua di Goethe e quella di Dante affidata a Fernando Couto,  Bolzano-Bozen diventava Bulsao (quel segno che andrebbe sulla a non lo so fare), e via via vieppiù portoghesizzando gli altri toponimi, anche se di Laives, il comune dove abito, cambiava solo la pronuncia. Ripetei l’ecslpuà in occasione della mia candidatura alle elezioni provinciali di qualche anno dopo, e anche di questo ci sono le prove scritte, carta canta  e di anni ne avevo meno di quaranta.

Pensandoci bene, se invece di risolvere il problema smettevo di fumare, era anche meglio

SIAMO A POSTO

22 luglio 2010

Fratelli e sorelle, qui l’ora è grave, ma non per questo meno assolutisticamente aleatoria e fugace per ritrarsi, chini e compatti innanzi ai rudi princìpi dello stielikismo, dettati il più delle volta dal malsenso imperante, dalla lussuria e dall’ingordigia. Qua in Sudtirolo  tutto è in fermento, la tensione si avverte nell’aria, i nervi sono tesi come corde di strumenti a fiato, qui non è questione di manovre economiche, disoccupazione, libertà di stampa in pericolo, calo del potere d’acquisto. Qui a Bolzano mica abbiamo tempo per le stronzate, noi qui c’abbiamo da affrontare lo scoliotico tema della toponomastica di montagna.

Hanno sbagliato tutti. Ha sbagliato la Provincia di Bolzano a metterli, o a farli mettere solo in tedesco. Alla fine metterli in due lingue costava uguale e si risparmiava una figura di merda. Adesso sta sbagliando il governo ad intervenire d’autorità. Mica che non possa farlo, alla fine secondo le leggi ha ragione lui (esso mi sembrava che stesse lale). Ma il problema, come diceva Fernando Couto, spesso non sta nè nel merito nè nel manico ma nel metodo.

Il governo vuole mandare l’esercito a sostituire i cartelli di montagna scritti solo in tedesco con quelli bilingui. Siamo a posto, la lingua di Dante è in buone mani se a difenderla ci mandano quelli che la sanno meno