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LA RIFORMA DEL REFERENDUM

5 gennaio 2013

Sorelle e fratelli, come ben sapete ogni tanto mi viene da gettare un sasso nello stagno sperando che poi qualcuno lo faccia germogliare. Solitamente mi capita nei momenti in cui, immerso nello studio semantico dei racconti giovanili di Fernando Couto, mi sovvien lo scalzare metodicamente ossessivo di una molecola che non ho ragione di dubitare sia localizzata nell’ippotalamo. Che poi per molti è quel posto dove gli stalloni copulano con le giumente dopo che il cavallo ruffiano ha espletato il suo ingrato compito.

Qua ci vuole una riforma del referendum. E’ troppo una rottura di coglioni che ci sia gente che incita a non votare perchè la proposta non gli va a genio, basandosi anche sulla naturale propensione di una parte significativa della popolazione a fregarsene di quel che succede. E, con l’attuale legge, questa parte di popolazione viene inglobata dai No al quesito referendario.

Il cosiddetto “quorum zero” non mi convince per niente, in teoria basterebbe il voto di una sola persona per stabilire l’esito della consultazione. La botta consiste nel calcolare il quorum non sul numero dei votanti ma su quello dei voti favorevoli. Di seguito la mia proposta:

Prendiamo gli aventi diritto al voto e dividiamoli in tre categorie. Disinteressati, attivi politicamente conservatori e progressisti. Di fronte ad una proposta, il 33% dei disinteressati non gliene frega un cazzo e non vota comunque. I contrari avranno l’interesse a far fallire il referendum e non voteranno. Di quel che rimane, il 17% è la maggioranza assoluta e la proposta viene approvata

Che ne dite?

PARTITO PER TUTTI, TENERSI PRONTI!

17 febbraio 2011

Fratelle e sorelli, l’ora è lieve e decido comunque di scrivervi, vorrei farlo con la mano sul cuore ma ho paura di farmi male passando fra le costole. La situazione sta precipitando, ma tanto era già a terra da tempo. Non rompiamoci la testa prima di essercela fasciata. Spossiamoci pure in laceranti discussioni, ma qui una decisione bisogna prenderla.

Per gli altri, il punto fondamentale delle prossime settimane è rappresentato dalle alleanze, da un modo in qualche modo inedito di affrontare la questione, che però per noi non lo è. Noi conosciamo l’approccio e lo svolgimento, sappiamo farlo sia da soli che alleandoci con altri (anche se quest’ultima situazione si è verificata una sola volta con dei grillini neanche tanto convinti). Noi sappiamo che fare quando il vento si alza.

Fra poco, un altro diamante lucente s’incastonerà nel diadema della nostra storia, ma per compiersi compiutamente, quest’ opera ha bisogno di tutte le nostre correnti unite nel medesimo scopo, se ci saranno alleati bene, altrimenti ce la faremo con le nostre forze. Ma anche per gli alleati, è giocoforza essere selettivi. Sono a mio parere da evitare i pugni chiusi, le braccia tese e le mani pulite, e anche il se non ora quando non ci sarebbe di grande utilità.

Qui ci serve gente pratica e di poche parole, mica dobbiamo andare ad un tolc sciò, qui c’è da montare il telo ad una nuova serra

ODIO ALZARMI PRESTO

9 luglio 2009

markt

“Chissà che presto ti devi alzare” è una frase che avrò sentito rivolgermi chissà quante volte. quando dico che che l’unico mio hobby redditizio è il coltivare frutti e ortaggi per venderli direttamente al consumatore finale (di lavoro faccio il narcisista qualunque, non chiedetemi che cos’è,  mi piace la definizione).  Di solito annuisco digrignando il giusto che basta  sollevando leggermente la spalla sinistra, ma a volte rispondo che il 90% della gente si alza prima di me, e spesso inutilmente.

Al mercato del contadino (Bauermarkt), in pochi sono riusciti nell’impresa di arrivare dopo di me, generalmente arrivo quando i miei colleghi sono lì già da mezz’ora abbondante e si saranno alzati due ore prima, hanno fatto colazione e allestito con calma lo stand. Io invece mi alzo, trangugio un caffè e poi parto, dal momento del risveglio alla girata di chiave del Fiorino  (vediamo chi conosce quel fiore fluorescente) passano al massimo due minuti, cinque se devo raccogliere i fiori di zucca che vanno venduti aperti.

Nel periodo buono (che sarebbe questo) ho l’asso nella manica che risponde al nome di Claudia Xeena, mentre io scarico e allestisco in fretta e furia uno stand che poi spesso e volentieri si rivela esteticamente il migliore, la Xeena si dedica alla vendita e, manco a dirlo, i primi che vanno via sono i fiori di zucca.  Domani la Xeena non c’è, ho fatto un tentativo con la Mangrovie ma è in ferie, sono da solo e il Fiorino è pieno. L’unica soluzione materassabile è alzarsi prima, una roba che odio. Sveglia alle sei meno un quarto, per me che ho il meridiano di Grinvic spostato verso l’Atlantico, pura autosodomia, sono uno che lavora volentieri fino a tardi ma per me l’alba è veleno.

Eppure la soluzione ci sarebbe, perchè mai il mercato si deve tenere per forza al mattino? per la gente che lavora e a cui la roba è destinata,  sarebbe molto più comodo un orario tipo dalle nove di sera all’una, non dovrebbero mandare qualcuno a fare la spesa al posto loro. E avrebbero anche il vantaggio (trascurabilissimo, lo ammetto) della merce raccolta lo stesso giorno anzichè il giorno prima. Ho provato a proporlo, ma con scarsissime adesioni, che il problema siano proprio i fiori di zucca?

pipuntoessepunto: intanto che metto i tag, mi sto preparando la cena di mezzanotte con le cipolle del nuovo bar, i pomodori cuor di bue stramaturi, l’olio dell’amico muratore italocalabrese e i peperoncini del balcone. La pasta è abruzzese, dite che va bene?

UNO SU VENTI È ANDATO LÀ…(erano due milioni e mezzo)

26 ottobre 2008

Due milioni e mezzo di persone non si possono ignorare. Secondo le stime del PD, che non ho intenzione di confutare, questo era il numero dei partecipanti alla manifestazione di ieri a Roma. Qui Berlusconi non può far finta di niente, tolti i neonati e i moribondi dai 60 milioni di italiani, significa che più o meno uno su venti è andato là.

Uno su venti può essere tanto ma anche poco, a volte in una partita di calcio quando un giocatore viene espulso capita anche che la sua squadra giochi meglio, è solo se in un pullmann quello che manca è l’autista che la cosa diventa più grave. E anche in una metropoli come Milano, se su due milioni di abitanti si assentano in centomila la cosa passa abbastanza inosservata, e qualcuno spera che la cosa si ripeta per la finale di Cempions Lig. Sui piccoli e grandi numeri, uno su venti non è un granchè.

Come spesso mi accade, il Südtirol/Alto Adige viene in mio soccorso per capire a fondo la grandiosità della portata dell’evento veltroniano. Qui da noi, tolti i neonati e i moribondi, siamo circa 350.000 anime e quindi almeno in 17.500 devono essere scesi nella capitale a manifestare, questo dice la matematica.

Tenendo conto del fatto che al 70% dei sudtirolesi (quelli di lingua tedesca) del PD e di Veltroni non ne può fregare meno, e che la popolazione di lingua italiana è concentrata nella zona di Bolzano, la manifestazione di ieri deve aver provocato un esodo epocale. Quasi una persona su cinque dev’essere risultata mancante all’appello, e questo non può davvero essere passato inosservato. Non ho ancora letto il giornale, ma se non trovassi un titolone su Bolzano vuota mi stupirei davvero.

Io non mi sono accorto di nulla, ma chissà quanto pane hanno avanzato le latterie…

UN PO’ DI POLITICA ESTERA OGNI TANTO NON GUASTA

27 agosto 2008

Fratelli e sorelle, mi butto sulla politica estera. Non che non abbia altro di cui scrivere, giusto per dirne una lunedì mattina sono cascato per terra da tanto la testa mi girava, e per tutto il giorno sono stato rincoglionito, non stavo per niente bene. Ma alla fine tutto si è risolto, era solo colpa di un blocco intestinale provocato da una serata al freddo assistendo ad uno spettacolo delle Articolate dopo una ipermangiata di funghi ombrelloni impanati. E per fortuna la Iso, Elmar e la Xeena mi hanno tirato fuori dalle strazze aiutandomi nella preparazione del mercato di stamattina. Insomma tutto a posto, anche se mi ero un po’ preoccupato.

Dicevo della politica estera, anche qui tutto in ordine. Buttandola lì alla grossa, senza dietrologie legate ad oleogasdotti strategici e mettendola solo sul morale, non si può che salutare col dovuto rispetto l´indipendenza dell´Ossezia del Sud e dell´Abkhazia ed il suo repentino riconoscimento da parte della Russia. E anche se l´Occidente è contrario e bolla questo gesto di Mosca come irresponsabile, gli tocca solo di stare zitto e riconoscere che se il principio di autodeterminazione vale per il Kosovo, allora vale anche per gli altri e morta lì. Tutt’al più, saranno cazzi di chi si ritroverà l´Abkazia nel giorne di qualificazione ai mondiali, ma tanto adesso ci sono i navigatori satellitari.

Due popoli oppressi in meno, alla fin fine una buona notizia per l´umanità, adesso mancano solo i tibetani e i sudtirolesi e poi siamo quasi a cavallo. Per i sudtirolesi alla fin fine il problema non è neanche granchè sentito, i tibetani invece secondo me hanno il grosso gap di essere rappresentati dal Dalai Lama. Suvvia, ma come si fa a farsi prendere sul serio dall´Occidente (che si spera abbia conservato almeno un po’ dello spirito illuminista) mandando in giro uno che  ha ottenuto la sua carica tramite reincarnazione?

Eccheccazzo. almeno uno straccio di governo in esilio, qualcosa di tangibile insomma. Altrimenti è logico che in Europa ti diano gli onori da capo di stato solo il Papa e Luis Durnwalder, lider maximo del Sudtirolo. Gli unici due che sono, o si credono, in carica a vita

CHI VUOL VENIRE, VENISCA

14 agosto 2008

Per sabato sera 16 Agosto di quest´anno, tempo permettendo o no,  è indetta una grigliata fra bloggers bolzanini, dintornanti e passanti. La locheiscion è il giardino di casa mia, per l´occasione tiro anche una decespugliata all´erba e per chi vuole farsi il bagnetto c´è a disposizione la piscinetta da quattro e settanta di diametro per uno e venti di altezza.

Per la carne ci penso io, per la Kartoffelnsalat la Iso, la verdura è l´ultimo dei problemi, per chiunque voglia partecipare o anche semplicemente passare a far visita certamente non sgozzeremo il vitello grasso, ma certamente non negheremo un ottimo bicchiere d´acqua di rubinetto (in altre parole, nessuno vi redarguirà se arrivate con qualche buona bottiglia).

Sicure sono le presenze di Xeena, della Guressa e della Joe con il loro codazzo di maschioni materassabili, per il resto affidiamoci al caso, anche gli incliccabili sono i benvenuti, anzi di più.

Giusto per dare un´idea ad occhio su quanta carne prendere, se fate un fischio su questo post ve ne saremo grati

GRANA SULLO SCOGLIO

31 luglio 2008

Isolde, guarda che lo so che la Nutella l´hai nascosta in quel piccolo scomparto della cucina, dietro alle salviette verdi. Lo so da domenica scorsa e non l’ ho ancora toccata e allora, visto che non ti fidi di me, mi tocca raccontare di quella volta che hai messo il grana sugli spaghetti allo scoglio.

Era una delle ultime volte che ci siamo permessi una vacanza estiva, prima che il dedicarsi principalmente allla produzione ortofrutticola ce lo impedisse. L´idea era di andare in Slovenia a godersi la bellissima terrazza sul mare della Frau Rosa, solo che arrivati al confine ci hanno fatto notare che ambedue avevamo la carta d’identitá scaduta e quindi nisba, l´unica era cercare un posto in Italia. Dopo vari giri a vuoto e tentativi andati male, avevamo trovato un grazioso appartamento a Lignano Sabbiadoro e lì ci siamo accampati, io, te e il primogenito.

Il giorno dopo, avendo saltato la colazione per mancanza di materia prima, mi propongo come cuoco per il pasto di mezzogiorno e, consapevole della sua importanza, decido di uscire e dare il meglio di me stesso per preparare un piatto di spaghetti allo scoglio fatti come Dio comanda. Il pesce lo trovo da un ambulante appena arrivato per il suo giro, un kilo di cozze e uno di vongole, una decina di scampi e delle sarde stupende appena pescate, che con lo scoglio non c’ entrano nulla ma come antipasto vanno più che bene.

Con lo stesso metodo mi procuro poi dei pomodori e della cipolla rossa oltre ad un peperoncino ricevuto in omaggio e con tutto l´occorrente torno all´appartamento, fuori tutti dalla cucina e ci vediamo in terrazza per il pranzo. Lavo e spurgo i mitili, preparo il soffrittino e li faccio aprire per poi togliere quasi tutti i gusci, qualcuno come decorazione deve rimanere, aggiungo il pomodoro, butto la pasta e adesso basta aspettare. Vien fuori un capolavoro, arrivo in terrazza, servo i piatti e mi giro un attimo aspettando i conati di piacere quando la Iso e il primogenito assaggeranno la prima forchettata.

Saranno  stati al massimo trenta secondi, mi volto e vedo una montagnola di formaggio grana depositata sugli spaghetti allo scoglio della Iso e del pargolo. Mi è caduto il mondo addosso

RATZI, ALMENO IN FERIE NIENTE VIGNE

30 luglio 2008

Se ne va l´Interarriva Ratzi, giusto così, il troppo stroppia. L´umile coltivatore della vigna del Signore è dalle nostre parti per un periodo di riposo e, visto che qui in Sudtirolo ci sono vigne da tutte le parti, proprio non ci arrivo a capire la scelta del luogo. È come se un operaio delle Acciaierie andasse in vacanza nella Ruhr, o uno che lavora alla De Cecco partisse per un tour gastronomico alla scoperta dei cerchi nel grano. Vabbè, ratzi suoi, ognuno organizza le proprie ferie come meglio crede, l´importante è averne.

Certo che se volesse distrarsi un po’ ed evadere dalle vigne senza restarne troppo lontano, potrebbe benissimo venire a darmi una mano ad addomesticare i miei cetriolini. Questa foto è stata scattata a due metri e ottanta d´altezza, sinceramente non mi era mai capitato di vedere delle piante con un simile sviluppo, addirittura per riuscire a passarci in mezzo ho duvuto pergolarle. E qui uno che di vigne se ne intende potrebbe essermi parecchio utile

CI STIAMO INCESTUANDO

29 giugno 2008

Fratelli e sorelle, qui a forza di premi e meme ci stiamo incestuando, i nomi che girano sono più o meno quasi sempre gli stessi, tu premi uno che poi ti premia ma non direttamente, ti premia premiando un altro che poi sicuramente premierà qualcuno che premierà te. Facciamo che siamo tutti premiati e buonanotte al secchio, non sarebbe più semplice? anche se devo dire che grazie ai premi, ho scoperto tanti blog interessanti.

I meme già sono un´altra cosa, ad esempio sono stato nominato per quello dove devi dichiarare quale personaggio di un libro e di un film vorresti essere, stimolante. Per quanto riguarda il libro, nel meme non c´ è alcuna clausola che obblighi a riferirsi ad un libro scritto veramente e pubblicato con tutti i crismi della regolarità, per cui mi va benissimo il ruolo del protagonista maschile dell´autobiografia di Gesù Cristo, con tanto di rivelazione blasfema sul bestemmione che ho tirato quando mi hanno inchiodato la mano.

Per il personaggio del film, la scelta è stata più dura, ero indeciso fra il serial killer di Seven, Mr. Spock e il personaggio interepretato da John Lydon in Cop Killer. Ma alla fine ha prevalso il quarto incomodo, l´inserviente d´aeroporto che in Green Card raccoglie  da terra gli occhiali caduti ad Andie Mc Dowell battendo sul tempo Jack Nicholson. Bel gesto, anche se oggettivamente facilitato dal fatto che Jack Nicholson in quel film non c´era, e forse non c´era neanche quella scena lì.

E adesso, nominescion. Per il premio, che riguarda anche l´aspetto grafico, la mannaia si abbatte su Bakunin. Troppo bello il suo blog, pieno di immagini di leccornie esotiche e a volte politicamente scorrette, almeno per quanto riguarda l´occidente. Per il meme del libro&film nomino chit vuole, anzi magari scrivetelo nei commenti

p.s. ci sarebbe anche una altro meme, dove si deve parlare delle nazioni europee che si è visitato. Ma per fortuna si chiama “giochino estivo” e quindi fino al 22 settembre c´è tempo

 

L´INSEMINATORE FOLLE

21 giugno 2008

 Questa mi piace sempre cantarla, è proprio un blusazzo inacidato di quelli che anche se stoni un attimo non è uno sbaglio ma una sostituzione. E poi l´argomento è sempre attuale, la sterilità maschile va alla grande. Tutta colpa degli ormoni femminili che si sparano nel cibo per far diventare le melanzane più grosse, per velocizzare la crescita degli animali, per produrre di più ad un costo più basso.

Come dice Bakunin, siamo quel che mangiamo

COME I NEANDERTHAL

18 giugno 2008

Allegria, sta finendo la prima fase dell´Europeo, quella a cui le donne non si interessano e hanno anche ragione. È troppo complicata, qui anche se una squadra perde di brutto non è affatto detto che sparisca, anzi magari è anche capace di vincere il torneo, qui conoscere la classifica avulsa ricavata dalla differenza reti negli scontri diretti è un requisito assoltamente imprediscibile per potersi godere le partite. Insomma un casino, ma per fortuna è finita la fase maschile è quasi finita, basta fare i Neanderthal.

A dire il vero, i Neanderthal li abbiamo fatti anche io e Elmar, domenica mattina. Come i Neanderthal abbiamo lasciato le donne a presidiare il rifugio,  a badare al fuoco e alla prole e siamo partiti alla ricerca del cibo. Ci era stato commissionato l´ingrediente fondamentale per un risotto ai funghi di bosco (che ovviamente non è il grana), questa era la nostra missione e non era facile a metà di un giugno insolitamente freddo.

Ma comunque, nonostante o forse grazie alla naturale competività tra maschiqualcosa abbiamo trovato (Elmar un po’ di più, ma ma nel posto che ho detto io) e allora, come i Neanderthal, abbiamo riportato le prede al rifugio e atteso che le donne lo cucinassero. Ottimo, davvero ottimo quel risotto, unico rimpianto il non aver trovato un Ovulo buono (Amanita cesarea) da usare crudo come antipasto.

Dicevo degli Europei, del fatto che adesso arriveranno anche le donne, attratte dal dentro o fuori tipico dell´eliminazione diretta. E sperando che finisca ai rigori per potersi gustare un´inquadratura sufficientemente lunga per valutare la materassabilità degli incaricati al tiro e dei portieri. Per Italia-Spagna di domenica prossima ho pronto il  televisore e la griglia, e molto probabilmente anche la piscina da quattroesettanta, basta fare i Neanderthal 

 

DI TUTTO, MA NON DI PIÙ

3 giugno 2008

Tremendo, sono pieno di arretrati, dovrei dire la mia su un sacco di cose ma non riesco a trovare il tempo di farlo, anche colpa del pc che improvvisamente e senza un motivo plausibile, ogni tanto si spegne. Avesse le foglie, capirei subito perchè lo fa, magari soffre di carenza d´azoto o di ferro o ci sono parassiti o malattie fungine, ma il pc si spegne e basta, c´è solo da sperare che si metta a posto da solo, come la lavatrice della Brigida.

Comunque, qua in Südtirol stanno tutti impazzendo per una rana crocifissa esposta al nuovo museo d´arte contemporanea appena inaugurato. Schützen che protestano, quintali di lettere al quotidiano Dolomiten (la bibbia dei sudtirolesi), dibattiti dappertutto e tutto per una rana crocifissa che sarà stata una delle prime robe che mi sono arrivate per mail da quando ho internet, e saranno almeno dieci anni.

In più sabato c´era la festa della chiusura del Masetti, pensavo ci fosse qualcosa di coinvolgente e invece mi sono imbattuto in un concerto di un gruppo schifoso, per decenza non ne faccio il nome, anche perchè non lo ricordo perfettamente. Se c´è una cosa che ho sempre odiato è il rock da oratorio ( e per me dall´oratorio arrivano anche Elio e compagnia bella), quel pseudodemenzialgoliardico senza volontà d´offendere fatto di riprese di canzoni altrui rifatte con un umorismo e un groove degni di messa beat, una ciofeca suprema a livello musicale per tacere dei look da bocconiani poveri. Unica nota postiva la gnocca, ce n´era in abbondanza anche se era la tipica gnocca da canonica. E non è affatto un diminuitivo, la più grande chiavata collettiva della storia secondo me si è svolta a Tor Vergata durante il giubileo dei giovani, altro che Woodstock dove erano troppo fatti per darsi alle copule.

Per il resto, solo grigliate e lavoro. E una partita a risiko non finita, che avrei vinto con sagacia e scaltrezza se la Xeena non avesse scodellato dei punteggi miracolosi coi dadi. Alla fine sono comunque stato dichiarato vincitore morale della partita, il peggio che possa succedere. E oggi è pure il compleanno della Iso, dite che il solito cartone da sei di Teroldego Rotaliano va bene?

ALEMANNO, CHE BRUTTA VOCE

24 aprile 2008

Sto diventando un grande chitarrista di destra, intesa come mano. Mi capita ogni tanto di cannare un accordo, ma il tocco e la pennata sono magici, anche se solo per me. Torno adesso da una serata di prove in acustico coi Nuovi Tori, acustico nel senso che mancava Sandro il batterista e quindi potevo ballare come i topi quando manca l gatto. Abbiamo provato dei pezzi in cui c´erano dei dubbi e rispolverato degli inediti che abbiamo deciso di proporre. Mentre scrivo, ho la TV accesa su Porta a Porta, per cui se mi scappa una stronzata, tenete almeno in considerazione la possibilità che ni sia scappata per un inconscio tentativo di emulazione.

I Nuovi Tori hanno scoperto la mia abilità chitarristica e questo finalmente chiude la mia giornata, una di quelle dove volevo fare un sacco di cose e sono riuscito a farne solo la metà. Solo un cosa prima di chiudere, ma non pare anche a voi che Alemanno abbia una voce che è incompatibile con la carica di Sindaco di Roma, una delle grandi capitali europee? questo mi è venuto in mente ieri ascoltando la TV mentre facevo la doccia, in tutta onestà devo dire che una voce così brutta (stridula e monocromatica allo stesso tempo),  l´avevo sentita solo da un giornalista (credo si chiami Giordano). Chiaro che uno non lo si vota per la voce, ma davvero è un particolare così trascurabile?

TIRO LA CATENA ANCH´IO

20 aprile 2008

Cuando t´incatenano in tre, l´unica cosa sensata da fare è fare buon gioco a cattivo viso, tanto è solo una roba di internet e quindi non succede che usino fruste o mettano video su iutub. E allora vado con questo meme in cui mi ci hanno ficcato Nausicaa, Cymba e Negrosky (e il nick di quest´ultimo reca ulteriore conforto alla consapevolezza che non ci sia nulla di reale in quest´incatenamento), devo elencare le sei cose che mi piace fare.

Per farla breve, e senza voler sviscerare o trascendere nulla di tutto quanto possa essere colpevolmente o disordinatamentemente sottolineato non con la dovuta enfasi, ma bensì avvolto da quella termocoperta ratticida che avvolge il nostro rantolante sgranocchiamento di vite passate ad aspettare il passato, vengo subito al sodo. Anche se rileggendomi mi rendo conto di aver espresso in modo troppo succinto il concetto che intendevo sopralineare, il pensiero di non essermi dilungato oltre il lecito mi fa meglio sopportare la mancata prolissità di quanto soprascritto.

Le sei cose che mi piace fare sono:

Al ristorante, infilarmi i grissini nel naso e nelle orecchie e poi mangiarli, basta che ci sia qualcuno che guardi

Scoreggiare sotto al piumino ed assaporare l´odore finale della mia digestione (questa frase c´è anche in una mia canzone)

Stare al banco d´un bar a chiacchierare, ed a un certo punto calarmi le braghe facendo finta di niente

Stare su un palco, non importa per cosa. Politica, musica o altro è uguale, l´importante è non esagerare

Guardare le statistiche del blog e vedere che ogni giorno qualcuno si scarica le mie canzoni

Per non fare brutta figura con le lettrici, la sesta cosa non può essere che quella

Osservando scrupolosamente il regolamento di questo meme, provvedo alla nomina di chi dovrà continuarlo, sempre che capisca di cosa si tratta, essendo nell´ordine:

DZORE, blogger lituana dall´aspetto socievole

GYANA, nepalese ma estremamente interessante

rzahuseyn, matematico azero emergente

huhtikuu, sarà anche finlandese, ma con un avatar del genere non è possibile esimersi 

Powiedział/a, magari qualche dubbio viene per lo slesc alla fine del nick,  ma buon avatar anche questo blog polacco

AGA, che ad occhio ha più di un blog in lingua Tagalog

COLPA DELLE DONNE

16 aprile 2008

Alla fin fine, se è andata in questo modo è colpa delle donne. Il lait motiv di queste elezioni era il necessario aumento della presenza femminile in parlamento, e hanno vinto quelli che ne hanno eletto meno. Il PDL ne ha un miserrimo il 7,8% al Senato, anche se parzialmente compensato dalla presenza di Diana de Feo, moglie di Emilio Fede. Ma anche quelle del PD non scherzavano in quanto ad essere per buona parte mogli, figlie e vedove di qualche maggiorente presvoltaveltroniana. Che vi devo dire, io la coscienza l´ho a posto, nella mia circoscrzione il Partito per il Bene Comune come capolista aveva una certa Monia.

Poi sembra cascato il mondo perchè la sinistra Arcobaleno non è rappresentata in Parlamento. Animo ragazzi, che il rimborso elettorale ve lo danno lo stesso, mica come ai socialisti che per una miseria non sono riusciti ad ottenerlo. E allora tranquilli, che i concerti terribili a base di folkabbestioni fisarmonicati non ce li toglie nessuno, al massimo per un po’ si defileranno quelli che vedevano la falce e martello come un buon sbocco per una carriera politica di nicchia. E tutto il movimento ritroverà una sua genuinità, si spera anche con un tocco di modernità, adesso ci sono i trapani e i decespugliatori

 


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