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IO A QUESTO NON CI CREDO

30 gennaio 2011

Sorelle e fratelli, qua noi in Sudtirolo di Ruby, della Santanchè, di tutto questo ce ne frega gran poco. E anche della Tunisia e dell’Egitto (tranne forse quelli che, come me, hanno prenotato a marzo a Santanchè). Qui l’ombelico della comunicazione, il vitello grasso nelle cui unte carni pasteggiano sbavando i testoni pensanti del luogo, è la rimozione di un bassorilievo dove troneggia un Mussolini a cavallo di un equino con le zampe posteriori messe in modo innaturale, probabilmente per evidenziarne gli attributi maschili.

Al contrario della provincia a cui da il nome, Bolzano è una città a maggioranza di lingua italiana, e quindi se nel 2011 il Duce era ancora al suo posto è perchè non solo non dava fastidio, ma in qualche modo era un’immagine rassicurante. In fin dei conti, senza Mussolini, qui gli italiani sarebbero minimo dieci volte di meno, su questo non ci piove (Bolzano è italiana dalla prima guerra mondiale). 

A Bolzano, anni fa, han provato a cambiare nome ad una piazza, cambiandolo da Piazza della Vittoria a Piazza della Pace. Ne è scaturito un putiferio che ha portato ad un referendum, con tanto di ripristino del vecchio nome e di figura di merda colossale a livello europeo.

Ai sudtirolesi di lingua tedesca, il Duce a cavallo è stato sempre sui coglioni, anche se a dire la verità erano molto più concentrati sul Monumento alla Vittoria, che in effetti porta delle scritte offensive per i germanofili (germanofoni: grazie Gadilu…). Io li capisco: se un popolo, dopo l’8 Settembre 1943, accoglie i soldati della Wehrmacht come liberatori, vuol dire che di quelli che c’erano prima ne avevano veramente pieni quelli di cui sopra.

Fatto sta che la SVP (il partito unico sudtirolese) è riuscita a vendere la sua astensione sulla sfiducia al ministro Bondi, ottenendone in cambio mano libera sui relitti fascisti ancora presenti in Sudtirolo. Gli italiani di Bolzano han protestato tutti, ufficialmente per come è stata condotta questione. Ma io a questo non ci credo

SVIZZERI, MINARETI E CAMPANILI (ma anche armi)

30 novembre 2009

E insomma, stavolta gli svizzeri  ha fatto incazzare tutto il mondo tranne i leghisti che,  prendendo bisi per fave come al solito, hanno festeggiato una vittoria del cristianesimo. Razzisti, nemici della libertà religiosa, fomentatori di odio ed altro, così sono stati definiti i cittadini elvetici, che hanno sancito il divieto di costruire minareti vicino alle moschee. E l’hanno fatto attraverso un referendum, sconfessando tra l’altro le indicazioni dei partiti, roba che in un altro contesto sarebbe stata visto come un trionfo della democrazia diretta.

Un referendum è una domanda secca alla quale si risponde con un si o un no, oppure non si va a votare e ci si rimette al giudizio degli altri. Qui non si chiedeva di limitare la libertà religiosa di nessuno, si chiedeva solamente di vietare la costruzione di nuovi minareti e, nonostante non sia un amante dei divieti, probabilmente avrei votato si. Anche perchè questo divieto non potrebbe altro che estendersi anche ai campanili, a meno di non mandare a puttane tutta la legislazione sulla libertà di religione.

È un peccato che si debba vietare quello che non andrebbe fatto per puro buonsenso. Ditemi voi che senso ha costruire minareti (ma anche campanili) nel 2009 in Svizzera. Il minareto, come il campanile, non è un luogo di culto, nessuno ci va dentro a pregare, ed infatti quasi tutte le  nuove chiese che si costruiscono non hanno il campanile. Minareti e campanili servivano nel secolo scorso a segnare i momenti della giornata, ma allora l’orologio lo avevano in pochissimi e il telefonino manco esisteva.

Adesso è tutta un’altra cosa, e sarebbe ora passata di far smettere di suonare le campane a vanvera, uno si abbona e gli mandano un sms quando è ora di andare a messa e quell’altro si mette la suoneria col muezzin quando è ora di pregare. Al posto di minareti e campanili, che si piantino alberi, ma mi raccomando non olmi, che poi bisogna abbatterli perchè prendono le cimici.

Se proprio volete dargli addosso agli svizzeri, fatelo almeno perchè hanno bocciato un altro referendum, quello che chiedeva di vietare l’esportazione di armi. Ma lì nessuno ha detto niente, chissà perchè

TRANQUILLI TUTTI, NON CAMBIA NIENTE

8 settembre 2008

E insomma fra un po’ ci siamo, a fine ottobre da noi ci sono le elezioni che contano davvero, quelle per il consiglio provinciale dell´Alto Adige-Südtirol. Contano per modo di dire, perchè dal dopoguerra in poi le ha sempre vinte la Südtiroler Volkspartei con l´abbondante maggioranza assoluta dei voti e dei seggi ma, come quasi tutte le elezioni di questo mondo le si sta cercando di spacciare per svolta epocale, questa potrebbe essere la volta buona che la SVP perde la maggioranza assoluta.

A parte che questa premonizione la sento girare ormai da una trentina d´anni e non si è mai avverata, anche se si realizzasse non cambierebbe nulla. Per il nostro statuto d´autonomia per forza in giunta ci devono andare anche due esponenti del gruppo linguistico italiano, la SVP per principio non ne può candidare e quindi è giocoforza allearsi con qualcuno. In teoria è come se la maggioranza assoluta non l´avesse mai avuta e comunque ha sempre deciso tutto lei lo stesso. Mi rendo conto che dev´essere complicatissimo capire questi meccanismi e cerco di limitarmi al succo.

Il succo è che fra i partiti che pescano nell´elettorato di lingua italiana è indetta la gara a chi entrerà in giunta con la SVP. Fosse rimasto Prodi al governo nazionale il PD partirebbe favoritissimo per un posto in giunta, ma adesso chi glielo fa fare alla SVP di allearsi con chi adesso a Roma conta meno di niente? E allora è tutto un fiorire di campagne acquisti, di liste ad personam. Insomma tutti in corsa per un posto in giunta da zerbino della SVP, con la Lega che scardina la sua impostazione da movimento popolare per assicurarsi candidature ex eccellenti e Di Pietro l´innovatore che non trova di meglio che candidare un assessore provinciale centrista in carica da dieci anni come minimo.

Per quanto riguarda i maggiori partiti italiani, il PD e il PDL, la loro situazione non è buona. Nonostante stiano ambedue dichiarando che la vera sfida è fra di loro, per la SVP  blockfrei ( fuori dagli schieramenti) sono gli ultimi due rospi da baciare.

Apparentemente sembrerebbe un gran casino, ma tranquilli tutti che dalle nostre parti non cambierà nulla

ES TUT UNS SEHR LEID, NON POSSUMUS

9 marzo 2008

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Dai commenti al post precedente ho notato che a molti piacerebbe che il Papa ce lo tenessimo fisso qui in Sudtirolo, invece di restituirlo alla città eterna e all´Italia intera, sano e ritemprato nel corpo e nello spirito dopo le strasudate ferie estive a Bressanone. Fosse per me nulla osterebbe a ciò, ma putroppo ancora non sussistono le condizioni perchè questo possa realizzarsi.

Non è certo una questione climatica, anzi il clima secco e frizzante delle nostre parti ben si adatta al fisico teutonico del Sommo Pontefice, e tutto intorno alla sua residenza vacanziera (che sarà l´Abbazia di Novacella, le notizie ufficiali lo danno ospite al Seminario maggiore, ma io non ci credo), vi è tutto un fiorire di vigne, dove l´umile lavoratore di quella del Signore potrebbe perfezionare la sua tecnica e magari passare vieppiù di grado fino a raggiungere la qualifica di Kellermeister.

Nessun problema linguistico, a parte che impari alla svelta lo slang sudtirolese, diverso da valle a valle. Nessun problema logistico, qui arrivano milioni di turisti, basta mettersi d´accordo e organizzare i grandi raduni al di fuori delle alte stagioni. Volendo abbiamo anche un aeroporto da far impallidire la spianata di Tor Vergata con cui battere il record della più colossale copula collettiva della storia (il Giubileo dei Giovani del 2000, che a sua volta aveva strappato l´ambito primato a Woodstock).

Insomma problemi grossi non ce ne sarebbero, anzi addirittura le agenzie turistiche potrebbero organizzare dei tour ludico-culturali dove il turista potrebbe sciare, far visita al Mercatino di Natale, compiere la visita di rito a Ötzi (la mummia del Similaun) e concludere il tutto con un´udienza papale. Se ne tornerebbe stracontento al luogo d´origine con la faccia abbronzata, qualche gadget made in China, un pezzo di speck e, come bonus,  un´indulgenza plenaria. Mica paglia deumidificata, come direbbe Stielike.

L´unico problema è che noi un Papa ce l´abbiamo già, il Landeshauptmann Luis Durnwalder. Come ho scritto in “Sudtirolo o Vaticano?”, le analogie tra il ruolo del Sommo Pontefice e quelle del Presidente della Provincia di Bolzano sono troppe per poter essere ignorate, si rischierebbe una situazione da due galli in un pollaio.

Entrambi concedono le udienze ed elargiscono benedizioni, entrambi hanno a disposizione guardie con costumi pittoreschi, entrambi sono infallibili. Solo che, mentre dal dopoguerra in poi sullo scranno di Pietro si sono succeduti ben 6 Pontefici, i Landeshauptmann sono stati solo due.

Sorry (es tut uns sehr leid),  non possumus, tocca tenervelo voi

OSKAR KHUELLO FERO

13 febbraio 2008

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Qui da noi in Südtirol, delle elezioni ce ne frega pochissimo, è dura dirla ma chiunque vinca, per noi è lo stesso. Ho buone ragioni per pensare che questo mio blog sia molto più frequentato fuori dai confini sudtirolesi (che spesso sono molto più mentali che orografici) che dalle mie parti, e allora qualche volta mi diverto a “spiegare” il Sudtirolo agli altri italiani, che ne hanno un´immagine molto spesso da cartolina, tutta mercatini e piste da sci.

Da noi le elezioni si potrebbe anche fare a meno di farle, in fin dei conti sono tempo e soldi buttati via, tanto che a parte un´eccezione (quella canonica che conferma la regola, a Bolzano una volta hanno eletto il sindaco sbagliato per sette voti, ma hanno subito rimediato), le elezioni sono sempre andate come dovevano andare. Casomai dove si decide qualcosa è nei caucus della SVP, il partito votato dal 90% dei tre quarti degli elettori.

Non si sa ne perchè ne percome, ma qui si al Senato si vota ancora coi collegi uninominali, col Mattarellum insomma, il Sudtirolo è diviso in 3 collegi, vince chi prende più voti. Nei collegi di Merano e Bressanone non c´è trippa per gatti, il senatore è talmente SVP che addirittura nella prima repubblica ci fu l´unico caso di elezioni suppletive al Senato ( era morto l´unico senatore che aveva preso più del 65% necessario per non essere eletto coi resti come tutti gli altri). Nel collegio di Bolzano invece, in teoria la cosa sarebbe più equilibrata, ma anche qui la SVP ha fatto bottino pieno.

C´è da riconoscere che quelli della SVP sono dei grandi, nel 2001 fecero uno scambio alla pari con l´Ulivo,  seggio al Senato per Oskar Peterlini (SVP), seggio alla Camera per Gianclaudio Bressa ( bellunese Ulivo, a Bolzano nessuno sapeva chi fosse). Nel 2006 alla Camera andarono per conto loro (col proporzionale) ma al Senato riconfermarono Peterlini con i voti del centrosinistra. Adesso puntano a ricandidare Peterlini punto e basta, e alla fine ce la faranno, tranquilli tutti.

Qualcuno del PD ha proposto che al posto di Peterlini fosse candidato un loro esponente di lingua italiana, giusto per rendersi presentabili al loro elettorato. A loro voglio tendere la mia generosa mano, candidate me, ho tutte le carte in regola. Non so perfettamente il tedesco, ma nel dialetto sudtirolese me la cavo alla grande, l´unico ostacolo potrebbe essere rappresentato dal mio Oscar senza kappa (anche se metà della posta che mi arriva è indirizzata Oskar Ferrari). Ma tranquilli che faccio solo due anni e mezzo, giusto per prendere la pensione, e poi potete di nuovo mandarci Oskar khuello fero 

FINALMENTE QUALCUNO CHE RAGIONA

18 ottobre 2007

Finalmente qualcuno ci ha pensato. A qualcuno è venuto in mente di dire al governo che con le nuove norme del codice stradale aveva un tantino esagerato nel farsi prendere la mano dall´opinione pubblica più avida di mostri del pianeta, e che forse sbattere in galera uno che si è messo a guidare con una birra in più (chi non supera gli 0,8 g/l) non è cosa buona e giusta. E ci aggiungo io, con le carceri talmente piene da dover fare un indulto e liberare criminali ben peggiori, che senso ha?

E con un sistema giudiziario talmente lento che quando arriva la fine dell´iter è già ora di prescrizione, ti metti ad appesantirlo ulteriormente con questi neocriminali dal gomito alzato? Quel qualcuno ha proposto che nella prima fascia (tra gli 0,5 e 0,8 g/l) sia sufficiente una bella multa e qualche punto della patente (ha detto 2 invece di 10), lasciando carceri e tribunali a chi se li merita.

Quel qualcuno ha anche proposto di abolire il divieto di vendita degli alcolici nelle discoteche dopo le due di notte e l´aumento dell´importo delle multe nell´orario tra le 20 e le 7, e anche questo ci sta, sono provvedimenti inutili e anche ingiusti.

Ma chi sarà mai quel qualcuno che si mette contro tutti, contro il governo italiano e contro l´opposizione italiana, contro i media italiani e l´opinione pubblica italiana? Semplice, è un tedesco. O meglio, un sudtirolese esponente della SVP. A uno gli viene da pensare ” ma che, si è girato il mondo, per caso? da quando in qua i tedeschi sono più tolleranti degli italiani?”.

Oggi e domani ne discuterà la commissione trasporti della Camera, tranquilli che non succede niente

QUEL GRAN GENIO DEL MIO AMICO…

23 agosto 2007

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A dire la verità non so se siamo amici, l´ho incontrato di persona solo un paio di volte, ma mi è risultato subito instintivamente simpatico, e sinceramente non m´importa di essere ricambiato o meno, è come quando linko qualcuno sul blog, se lo faccio è perchè mi piace, non perchè lui faccia altrettanto.

Ho letto sul suo blog che Luca Marcon ( da me è Lo Spulciatore, e anche uno o più altri nick che non so se mi è concesso di rivelare) vuole candidarsi come segretario del partito democratico di Bolzano e provincia. Niente di male, per carità, ognuno fa del suo tempo quello che vuole e poi, come ho già scritto, è uno che mi sta simpatico, forse proprio perchè è diversissimo da me, quasi il mio contrario. Come lui è preciso, ordinato e metodico, io sono pressapochista e disordinato, ma potrei purtoppo, anzi spero, avere altre qualità che a lui mancano.

Bel gesto però, una mezza idea di farlo era venuta anche a me, dato che la Guressa non sembra intenzionata a dare corso alla proposta che avevo fatto qualche post fa. Solo che, leggendo il regolamento, vengo a scoprire che ci vogliono come minimo 500 firme, e perdipiù autenticate. Cazzo, mica son poche, tenendo conto che si tratta di un partito che se prenderà 10.000 voti (il 10%), si sentirà il rumore dei tappi di Champagne fino a Roma ( in Sudtirolo le percentuali dei partiti  italiani vanno come minimo dimezzate, bisogna tener conto che i cittadini di lingua tedesca, che sono il 70% della popolazione, votano quasi tutti per la SVP). Più o meno come se per sfidare Veltroni servissero mezzo milione di firme. Ma se lo fa lui, perchè non posso farlo io?

Metti che riesca a raccattare le firme, poi si dovrà scontrare contro il segretario del DS locali, che di riffa o di raffa, avrà a disposizione tutto l´apparato del partito. Gran dura, ma se lo fa lui, perchè non posso farlo anch´io?

Qui casca l´asino, io non posso farlo perchè, essendo il segretario mondiale del Partito per Tutti rientro, al pari di Pannella e di Di Pietro e di qualche altra dozzina di persone, in quella categoria di individui che non sono ammissibili alla candidatura (art.7/4).

Per fortuna che adesso ho un sacco da fare (pomodori, cetriolini, prugne, pesche, insalata, cavoli, fichi, mele, fagiolini, erbe aromatiche, fiori, zucchini, biete, cicorietta, pere, e tutto questo come minimo  moltiplicato per due, ma più spesso tre o quattro varietà, senza tener conto di quel che ho dimenticato), altrimenti mi verrebbe da dire;

Che sfiga…

p.s. sui numeri, tenete conto che non sono stato proprio preciso, ma più o meno sono quelli

QUARTIERE ALEXANDER LANGER?

20 luglio 2007

 A Bolzano sono più o meno un paio di mesi che si discute se sia il caso di intitolare o meno una via ad Alexander Langer,  che è stato forse l´uomo politico più famoso del Sudtirolo, al di fuori dei suoi angusti confini, ovviamente.

Fondatore dei Verdi, attivo pacifista, europarlamentare, Langer è morto suicida nel 1995, e proprio su questo fatto si sono manifestate delle resistenze da parte della SVP (il partito che qui comanda) ad intitolargli una via, per non offendere la profonda religiosità degli abitanti di questa terra.

Motivazione ridicola che però ne nascondeva un´altra venuta allo scoperto pochi giorni orsono, la SVP non vuole una Via Alexander Langer perchè tutta la storia politica locale di Langer si basava sul superamento delle gabbie etniche atte a mantenere separati gli abitanti di lingua tedesca da quelli di lingua italiana. Essendo la SVP il partito di raccolta del gruppo linguistico tedesco, è ovvio che il superamento delle barriere etniche ne decreterebbe l´inutilità e quindi la fine. Quindi, meglio dimenticarsi alla svelta di Langer, altro che dedicargli una via.

Quando la SVP dice che una cosa non si fa, non si fa e basta, al limite si può giocare un po´ al poliziotto buono e a quello cattivo, come stanno facendo il capo supremo del Sudtirolo Durnwalder, che si dimostra possibilista e la SVP di Bolzano città, compatta per il niet.

La motivazione religiosa è terrificante, ma in fondo da gente che ha negato i funerali cristiani a Welby non ci si può aspettare niente di diverso, anche se Langer negli ultimi anni della sua vita si era avvicinato molto alle posizioni di  Papa Wojtyla, anche quelle riguardanti l´aborto. Puó certamente suonare blasfemo, ma mi azzardo a dire che se Langer fosse ancora vivo anche noi in Sudtirolo avremmo il nostro Rutelli.

La motivazione politica è ridicola quanto quella religiosa, anzi non vedo proprio quale fastidio abbia mai dato realmente Langer allo strapotere di un partito che si regge su ramificazioni famigliari ed economiche tali da non metterne affatto in dubbio la sopravvivenza, anzi un po´ di dissenso è essenziale al mantenimento dello status quo.

A questo punto sono saltati fuori i migliori, i cerchiobottisti, hanno detto: “intitoliamo a Langer la maestosa biblioteca provinciale, che sarà pronta fra cinque o sei anni”, in pratica spostiamo tutto sperando che nel frattempo Langer venga dimenticato.

Buon ultimo, mi ci metto anch´io: non una via, non un edificio ma un intero quartiere, il costruendo quartiere Firmian (per la giunta di Bolzano sarà un quartiere modello, ma molte case rimangono invendute), dovrà chiamarsi  “quartiere Langer“, ed ho pronta anche una motivazione coi fiocchi:

Il “quartiere Langer”, esiste proprio grazie a lui, ad Alexander Langer. È stato lui, in effetti, a vendere buona parte dei terreni su cui sorge al costruttore Tosolini, sempre che sia vero quanto riportato sul quotidiano Alto Adige il 5 Aprile 2006 nell´intervista rilasciata a Valeria Frangipane dal Tosolini stesso.

Anche a me pare strano, un ambientalista convinto quando vende un terreno, se vuole che resti campagna, l´ultima cosa che deve fare è venderlo ad un imprenditore del settore edilizio. O no?

RIMANETE PURE IGNORANTI, VI SERVIRÀ PER VOTARE

4 giugno 2007

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Certo che a vivere a Bolzano, o più generalmente in Sudtirolo, si respira la sensazione di essere in anticipo sull´orologio della storia.

Mentre a Trento perdono il loro tempo con scemenze tipo il festival dell´economia, qui da noi, oltre a celebrare la festa dello speck originale sudtirolese (prodotto rigorosamente con carne suina di certificata provenienza olandese), si discute se sia opportuno ospitare l´adunata nazionale degli alpini in concomitanza con i festeggiamenti per la ricorrenza del bicentenario delle battaglie del Bergisel condotte dall´eroe Andreas Hofer, il quale in un suo editto scriveva:

«Considerando che i beneficj di Dio ci obbligano alla gratitudine verso di Lui, e che le calamità ed i pericoli ci eccitano ad evitare ciò che potrebbe provocare contro di noi la giustizia punitrice di Dio; considerando che anche la società civile può e deve cercare, con tutti i mezzi che sono in suo potere, d’impedire o preveni­re tutto ciò che spinge al vizio, che può e deve togliere gli impedimenti alla virtù ed assicurarne e facilitarne l’esercizio e che in ciò concorda la grande maggioran­za della Nazione tirolese…»

Hofer vietò canti e balli nelle osterie eccetto nei casi di matrimonio, proibendone l’apertura durante gli uffici divini, fosse vissuto ai giorni nostri come sarebbe considerato?

Ma non tutto è rivolto verso il passato, la Südtiroler Volkspartei, il quasi partito unico di quassù, in questi ultimi giorni ha partorito due interessantissime proposte per i giovani.

 La prima è l´abbassamento dell´obbligo scolastico dai sedici ai quattordici (o quindici) anni, per non privare il mondo del turismo e dell´artigianato di preziosi apprendisti. La seconda è il riconoscimento del diritto di voto, ovviamente solo per le elezioni amministrative, ai sedicenni.

Insomma ragazzi, rimanete pure ignoranti, vi servirà per votare