Posts Tagged ‘Sudtirolo’

LA TOPONOMASTICA

1 febbraio 2010

Fratelli e sorelle, cugini e cugine, qui in Sudtirolo abbiamo un problema e mica uno da poco. Abbiamo da decidere una volta per tutte che toponomastica usare per gli idronimi, gli oronimi, i poleonimi, i coronimi e i limnonimi dei nostri luoghi. A parte il fatto che sono anche brutte parole che non evocano niente di positivo, suonano come parametri delle analisi del sangue (cazzo, c’ho i limnonimi alti…), qui c’é l’aggravante che è un problema che si trascina da anni, è da quando son nato che ne sento parlare.

Sembra una cazzata, ma qui c’é gente che su questo non si dorme la notte, gente che ci studia dietro, organizza convegni, va in giro per gli angoli del mondo a vedere come fanno gli altri. E non è che non abbiano un cazzo da fare, anzi a volte, essendo pagati dalla Provincia, potrebbero veramente fare qualcosa di più utile ( a volte ci sono marciapiedi che rimangono giorni pieni di neve). Il nodo che non riescono a scogliere è se la toponomastica debba continuare ad essere bilingue o se certi nomi si debbano indicare solo in tedesco, tutto qui.

Non che anch’io non mi sia interessato alla questione, anzi nel 1993 proposi anche una soluzione. Ero candidato alle elezioni provinciali nella  Corrente dei Musicisti interna alla lista dei Verdi Alternativi e proposi la toponomastica monolingue in portoghese, Bolzano-Bozen diventava Bulsâo e via dicendo. Non fui preso tantissimo sul serio e quindi accantonai il problema e feci bene, dal momento che poi si risolse da solo, almeno a livello di progetto politico. Il Partito per Tutti, di cui sono segretario, propugna l’annessione alla Svizzera di buona parte del Sudtirolo, quindi per la toponomastica si fa come in Svizzera e morta lì

INDICAZIONI DI VOTO

5 giugno 2009

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Corpo di mille satanassi, ci sono le elezioni europee e gli unici che non hanno ancora espresso l’indicazione di voto siamo noi del Partito per Tutti. Non siamo presenti come lista, ma il lusinghiero 0,5% preso alle ultime comunali di Bolzano ci pone comunque tra le forze politiche con le quali i conti bisogna farli. E quindi, dopo una lacerante ma costruttiva consultazione col Correntone Rossi (lider maximo dell’opposizione interna) è stato deciso di soprassedere in attesa di ulteriori sviluppi.

Ma, come teorizzato da Stielike nel troppo frettolosamente rimosso 31 Giugno del 1986, la quadratura del cerchio spesso si trova proprio dietro l’angolo. Il Partito per Tutti dall’anno scorso propugna l’annessione del Sudtirolo alla Svizzera come soluzione definitiva e materassabile della questione altoatesina. La Svizzera non fa parte dell’Unione Europea, più che logico che l’indicazione di voto geografica per il Sudtirolo sia quella di disertare le urne, tranne quelle dove ci sono i parenti cremati.

Per i non sudtirolesi si pongono altre questioni, alcune anche abbastanza ostiche da comprendere, tra le quali solo un attento studio delle novelle fluidificanti di Fernando Couto può essere utile per cercare di districarsi. Se sono elezioni europee, perchè si possono votare solo politici italiani, che tra l’altro sono tra i meno presenti in aula? io ad esempio voterei volentieri Schulz, quello a cui Berlusconi voleva far fare il Kapò in un film. Ma anche qualche maltese o cipriota preso a caso  potrebbe andare più che bene, specialmente se in confronto ai dinosauri appassiti che ci propongono.

E poi una grossa mano  la daranno i comunisti col loro manifesto, quello dove sta scritto “perchè votare Diliberto? guardati intorno!”. Ok, mi guardo intorno

Apdeit de giorno dopo per il Vince: pratelli e dorelle, tutto è cambiato, il sonno dei giusti mi è stato ispiratore ed anche la mia mente si è fatta pduttile. Scendendo dal letto e battendo l’alluce sullo spigolo mi è uscito di bocca un p…o d.o sacrosanto ed anche rileggendomi questo post mi sono chiesto “perchè Diliberto?”. Un po’ di caffè ed una pisciatina defatigante, ed in testa mi risuonava una canzone di Piccardo Docciante. Povero diavolo, che pena mi fa

AGGIORNAMENTO SUL SUDTIROLO

18 maggio 2009

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Se siete stati attenti a quello che succede dalle mie parti (Bolzano-Sudtirolo) vi sarete certamente accorti che in questi ultimi tempi, di noi  se ne sta parlando a livello nazionale, ci sono articoli e anche interrogazioni parlamentari, e pure qualche scandaletto interno ai partiti. Se non siete stati attenti avete fatto come me, con quale coraggio potrei venirvi a dire che avete fatto male?

È la solita storia di sempre, ogni volta che ci sono delle elezioni salta fuori la questione etnica tra italiani e tedeschi, ognuno tira l’acqua al proprio mulino e tutti ci guadagnano qualcosa, alla fin fine si porta comunque a votare della gente per una cosa che non la tocca minimamente. Qui da noi l’Europa non la capiscono e d’altronde perchè dovrebbero, ci sono una marea di leggi e principi europei che valgono dappertutto meno che qua, probabilmente è l’unico posto dove per fare qualsiasi cosa a livello pubblico devi fare una dichiarazione d’appartenenza ad un gruppo linguistico (italiano, tedesco o ladino). A livello europeo sarebbe una colossale stronzata, ma qui pare non se ne possa fare a meno.

Comunque, se qualcuno si fosse preoccupato per quello che succede qui, posso traquillamente rassicurarlo, succede meno qui tra italiani e tedeschi, che a Roma tra laziali e romanisti o a Genova tra genoani e sampdoriani

AD OGNUNO LA SUA FESTA

1 maggio 2009

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Da scrivere ne avrei parecchio d’altro, ma questa storia fra un po’ si sgonfia da sola, come quasi sempre succede dallie mie parti, Bolzano e dintorni. Son tutti imbestialiti contro il vicesindaco Ellecosta. Il buonuomo  ha detto che per lui il 25 Aprile non c’è niente da festeggiare, e che la liberazione vera porta la data dell’8 settembre, la data in cui i tedeschi si riappropriarono del Sudtirolo. Gliene hanno dette talmente tante che alla fine ha dovuto chiedere scusa, neanche avesse bestemmiato in chiesa.

Eppure per me Ellecosta, dal suo punto di vista, ha ragione. È  la prima volta che succede e credo anche l’ultima. I festeggiamenti di solito si fanno per ricordare un momento positivo, per gli altri si fanno le commemorazioni. Immaginatevi che per vent’anni vi avessero impedito di parlare la vostra lingua  e cambiato i vostri nomi, vi arrivano quelli che te lo permettono e siete all’8 settembre. Le truppe naziste sono state accolte con mazzi di fiori in Sudtirolo, ma anche fossero arrivati i bolschevichi sarebbe stato uguale, l’importante è che fossero stati tedeschi. È stata una festa.

Immaginatevi che poi fossero arrivati quelli che rimettono tutto come prima, con la generale promessa che migliorerà ma che comunque sarete sempre patrioti all’estero. Festa non si fa di sicuro, e questo è stato il 25 Aprile sudtirolese. Niente di cui festeggiare l’anniversario, la sparata di Ellecosta potrebbe magari rappresentare un nuovo concetto di unità nazionale.

Le feste andrebbero celebrate solo per ricordare i momenti positivi di un popolo, i momenti  nei quali tutta la nazione diventa una persona sola, quelli ricordare. In Italia, ad esempio, si potrebbero festeggiare la data del discorso di Mussolini con l’annuncio dell’entrata in guerra, e  l’undici luglio, quando gli azzurri vinsero il mondiale in Spagna. Se qualcuno ne sa indicare un altro lo segnali, ma bello sarebbe il poter aggiungerci la data della ricostruzione de L’Aquila, e lasciare che di feste ognuno celebri le sue

2009, NON SOLO ANDREAS HOFER

15 gennaio 2009

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A volte capita di dover far pubblica ammenda. Nel penultimo post sul Sudtirolo ci sono andato giù un po’ troppo duro, scrivendo dell’esagerata importanza data al bicentenario della fucilazione di Andreas Hofer, tacciando implicitamente la cultura sudtirolese di un becero mondobelicismo che non gli appartiene. La celebrazione del mito hoferiano ci sarà e pure in pompa magna, ma il Sudtirolo di certo non dimentica che il 2009 è anche Anno Internazionale dell’Astronomia, proclamato dall’Unesco in occasione del quatttrocentesimo anno dalle prime osservazioni strumentali di Galileo Galilei.

Ma non finisce qui, il Sudtirolo di certo non lascerà che un altro anniversario fondamentale per la storia dell’umanità passi inosservato. Nel 2009 ricorre il quarantesimo anno dallo sbarco sulla Luna da parte di Louis Armstrong

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che, con la celebre frase “questo è un piccolo colpo di pedale per un uomo, ma un grande squillo di tromba per l’umanità“, aprì al genere umano le porte dello spazio infinito.

Ma non è che possa tutto finire qui, nel 2009 ricorre anche il sessantaquattrogesimo degli Accordi di Yalta, che disegnarono la geografia politica nella seconda parte del ‘900. Magari il numero non è dei più tondi, ma prima o poi bisognerà pur uscire dalla logica secondo la quale i numeri  primi soffrono meno la solitudine hofer-yalta

Ma, per concludere, non si puó assolutamente trascendere dal fatto che il 2009 è anche il triste trentennale del 1979, il primo anno dopo due senza i Sex Pistols

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ERAVAMO IN TREDICI

14 novembre 2008

Eravamo in tredici ieri sera a Laives (BZ) a vederci il concerto degli Ahleuchatistas, a me sono piaciuti tantissimo. Se qualcuno riesce ad ascoltare tutto il brano diventa automaticamente amico mio su feisbùc

CHI MI AMA MI SEGUA

24 settembre 2008
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Fratelli e sorelle, l’ora segnata dal destino sta per compiersi, ed era anche ora passata. Non ne posso più di questo miserevole Sudtirolo, dove ad ogni tornata elettorale sembra che si stia davanti ad una svolta epocale che può cambiare il futuro dell’ombelico del mondo, e poi tutto rimane come prima. Io a questi la soluzione definitiva e materassabile della questione sudtirolese gliel’ho fornita su un piatto d’argento nel post precedente e loro, con somma ingratitudine, ignavia e supponenza non mi cagano neanche di striscio.

Ma andatevene affanculo tutti quanti, altoatesini e sudtirolesi, chiamatevi come vi pare ma io vi mollo. Cribbio, mi son rotto i coglioni di gettare perle ai porci e me ne vado a cercare gloria dove veramente c’è bisogno di me

TRANQUILLI TUTTI, NON CAMBIA NIENTE

8 settembre 2008

E insomma fra un po’ ci siamo, a fine ottobre da noi ci sono le elezioni che contano davvero, quelle per il consiglio provinciale dell´Alto Adige-Südtirol. Contano per modo di dire, perchè dal dopoguerra in poi le ha sempre vinte la Südtiroler Volkspartei con l´abbondante maggioranza assoluta dei voti e dei seggi ma, come quasi tutte le elezioni di questo mondo le si sta cercando di spacciare per svolta epocale, questa potrebbe essere la volta buona che la SVP perde la maggioranza assoluta.

A parte che questa premonizione la sento girare ormai da una trentina d´anni e non si è mai avverata, anche se si realizzasse non cambierebbe nulla. Per il nostro statuto d´autonomia per forza in giunta ci devono andare anche due esponenti del gruppo linguistico italiano, la SVP per principio non ne può candidare e quindi è giocoforza allearsi con qualcuno. In teoria è come se la maggioranza assoluta non l´avesse mai avuta e comunque ha sempre deciso tutto lei lo stesso. Mi rendo conto che dev´essere complicatissimo capire questi meccanismi e cerco di limitarmi al succo.

Il succo è che fra i partiti che pescano nell´elettorato di lingua italiana è indetta la gara a chi entrerà in giunta con la SVP. Fosse rimasto Prodi al governo nazionale il PD partirebbe favoritissimo per un posto in giunta, ma adesso chi glielo fa fare alla SVP di allearsi con chi adesso a Roma conta meno di niente? E allora è tutto un fiorire di campagne acquisti, di liste ad personam. Insomma tutti in corsa per un posto in giunta da zerbino della SVP, con la Lega che scardina la sua impostazione da movimento popolare per assicurarsi candidature ex eccellenti e Di Pietro l´innovatore che non trova di meglio che candidare un assessore provinciale centrista in carica da dieci anni come minimo.

Per quanto riguarda i maggiori partiti italiani, il PD e il PDL, la loro situazione non è buona. Nonostante stiano ambedue dichiarando che la vera sfida è fra di loro, per la SVP  blockfrei ( fuori dagli schieramenti) sono gli ultimi due rospi da baciare.

Apparentemente sembrerebbe un gran casino, ma tranquilli tutti che dalle nostre parti non cambierà nulla

UN PO’ DI POLITICA ESTERA OGNI TANTO NON GUASTA

27 agosto 2008

Fratelli e sorelle, mi butto sulla politica estera. Non che non abbia altro di cui scrivere, giusto per dirne una lunedì mattina sono cascato per terra da tanto la testa mi girava, e per tutto il giorno sono stato rincoglionito, non stavo per niente bene. Ma alla fine tutto si è risolto, era solo colpa di un blocco intestinale provocato da una serata al freddo assistendo ad uno spettacolo delle Articolate dopo una ipermangiata di funghi ombrelloni impanati. E per fortuna la Iso, Elmar e la Xeena mi hanno tirato fuori dalle strazze aiutandomi nella preparazione del mercato di stamattina. Insomma tutto a posto, anche se mi ero un po’ preoccupato.

Dicevo della politica estera, anche qui tutto in ordine. Buttandola lì alla grossa, senza dietrologie legate ad oleogasdotti strategici e mettendola solo sul morale, non si può che salutare col dovuto rispetto l´indipendenza dell´Ossezia del Sud e dell´Abkhazia ed il suo repentino riconoscimento da parte della Russia. E anche se l´Occidente è contrario e bolla questo gesto di Mosca come irresponsabile, gli tocca solo di stare zitto e riconoscere che se il principio di autodeterminazione vale per il Kosovo, allora vale anche per gli altri e morta lì. Tutt’al più, saranno cazzi di chi si ritroverà l´Abkazia nel giorne di qualificazione ai mondiali, ma tanto adesso ci sono i navigatori satellitari.

Due popoli oppressi in meno, alla fin fine una buona notizia per l´umanità, adesso mancano solo i tibetani e i sudtirolesi e poi siamo quasi a cavallo. Per i sudtirolesi alla fin fine il problema non è neanche granchè sentito, i tibetani invece secondo me hanno il grosso gap di essere rappresentati dal Dalai Lama. Suvvia, ma come si fa a farsi prendere sul serio dall´Occidente (che si spera abbia conservato almeno un po’ dello spirito illuminista) mandando in giro uno che  ha ottenuto la sua carica tramite reincarnazione?

Eccheccazzo. almeno uno straccio di governo in esilio, qualcosa di tangibile insomma. Altrimenti è logico che in Europa ti diano gli onori da capo di stato solo il Papa e Luis Durnwalder, lider maximo del Sudtirolo. Gli unici due che sono, o si credono, in carica a vita

RIFRANGIAMOCI

19 agosto 2008

Siate sinceri, quanti di voi saprebbero cantare a memoria “Non si può morire dentro” di Gianni Bella? io e la Guressa ci riusciamo e lo abbiamo dimostrato, aldilà di ogni ragionevole dubbio, alla grigliata fra blogger bolzanini e dintornati di sabato scorso. Roba da far impallidire anche quelli di Nessuno tocchi Caino.

Grigliata fra blogger si fa per dire, tra titolari e incliccabili arrivavamo forse alla metà più uno alla metà dei partecipanti, ma d´altronde neanche al Giubileo dei Giovani erano tutti vergini.

I blogger conclamati erano, oltre alla Gura già citata, la Joe, Xeena e Étranger, con gli incliccabili Cabassa, la Iso, Incredula e Blaine  a dar manforte. Grigliata andata discretamente, faceva un po’ freddino per essere il giorno dopo Ferragosto e nessuno ha osato il bagnetto in piscina, ma comunque siamo stati anche gratificati da una mezza eclissi di luna a stomaco pieno (e non solo di cibo solido).

Bella serata, ma ormai tra i funghi di domenica mattina, i tuffi in piscina del pomeriggio e il furgone stracolmo di roba raccolta oggi, me la sono quasi dimenticata. Mi rifrangio un attimo e aggiorno a domani come i cavalli normanni di Pascoli, che rifrangean la biada con rumor di croste

NIENTE CONTRO GLI ANZIANI MA…

10 agosto 2008

Ci sono argomenti dove, per essere politicamente corretto, la cosa migliore è non parlarne affattto, e uno di questi sono gli anziani. È troppo instaurata l´immagine dell´anziano come vittima di una società che lo marginalizza per poterne parlar male, ma siamo proprio sicuri che le cose non stiano, neanche tanto lentamente, cambiando?.

Nel nostro Sudtirolo oggetto di imminenti elezioni, il Gran Capo Kaiser Luis Durnwalder ha magnanimemente deciso che gli ultra settantenni, ricchi o poveri che siano, viaggino gratis sui mezzi pubblici (mica solo autobus, anche treni e funivie entro i confini regionali). Chi invece ha più di 60 anni dovrà pagare 100 euro all´anno per questo. Plauso unanime all´iniziativa, solo qualche piccola rimostranza da parte degli autisti che da un giorno all´altro si ritrovano gli autobus stracolmi di vecchietti onderòd giusto per il gusto di farlo, tanto è gratis.

Giusto per fare una piccola obiezione, come mai quando c´è da pagare 100 euro (cifra abbastanza modesta per fruire del servizio) le domande sono 1620 e quando invece è aggratis sono 33mila e passa? forse che con il compimento del settantesimo anno la necessità e il desiderio di viaggiare s’ impennano così inopinatamente come se seguissero la troppo infelicemente trascurata equazione di Stielike (formulata nel recente 1983 e ancora non ben codificata neanche dall´autore medesimo)?

Giusto per farne un´altra, ormai con l´andazzo che tira sono molti i lavoratori (spesso precari nel privato) che lavorando guadagnano meno di un pensionato. È giusto che essi paghino per un servizio che ad altri viene elargito gratuitamente, solo presentando un documento che ne attesti la vetustà?

CERVI E RANE, QUI NON SI PARLA D´ALTRO

24 luglio 2008

Giusto per non parlarvi sempre di verdura e dei cazzi miei in generale, vi aggiorno su quello che sta succedendo dalle mie parti. Innanzitutto pare che il gran momento sia arrivato. Franz Pahl, uno dei duri e puri della Volkspartei, ha iniziato lo sciopero della fame con l´obiettivo di far rimuovere dal nuovo Museo d´arte contemporanea la rana crocifissa che, oltre ad offendere il tradizionale sentimento religioso dei sudtirolesi, sarebbe anche motivo di doglianza per sua santità il Papa che fra poco arriva in ferie da noi, come se non ne avessimo abbastanza dell´Inter

Fatto sta che il buon Franz si è affrettato a precisare che proseguirà lo sciopero della fame “finchè le forze lo sosterranno”, come a dire “faccio un po’ di dieta” o “provo a smettere di fumare”. Eh no Franz, così son buoni tutti a farlo, almeno ad uno straccio di ricovero per accertamenti ci devi arrivare, altrimenti fai una figura barbina come la mia di un paio d´anni fa, quando ho minacciato un quarto d´ora di sciopero della fame per protesta contro l´infelice collocazione dei manifesti elettorali del Partito per Tutti.

Dopo la rana, il cervo. Molti di voi sapranno del cervo che, dopo un´incursione nel centro storico di Bolzano, è finito in un parcheggio sotterraneo e lì è stato abbattuto a pistolettate da chi di dovere. Ne è venuto fuori un casino, organizzazioni ambientaliste infuriate perchè il cervo doveva essere narcotizzato e trasportato con un´apposita ambulanza ad un centro specializzato dove avrebbe potuto essere curato e poi reinserito nel suo habitat naturale. E, una volta riambentatosi, essere pronto per farsi prendere a fucilate da qualche cacciatore, magari proprio da Kaiser Luis Durnwalder, lider maximo del Sudtirolo e cacciatore a tempo perso.

Ci sono state prese di posizione dure anche dal mondo politico, e il nostro autorevole quotidiano Alto Adige (anzi direi autorevolissimo, come altrimenti definire un giornale che nelle pagine culturali pubblica un megaservizio sull´apertura di un nuovo supermercato di uno dei suoi maggiori azionisti?) è pieno di lettere di protesta di cittadini indignati. Che volete che vi dica? qui di cervi ce ne sono a migliaia e ogni anno ne abbattono qualche centinaio, sono quasi come i polli d´allevamento, bestie con la stessa dignità dei cervi ma di cui ognuno si ciba senza preoccuparsi di come vivano e muoiano.

Ma ora il grosso interrogativo è un altro, dov´è finita la carcassa del cervo? nessuno sa dove sia ma io si. Ho due alternative: o l´hanno messo in freezer per festeggiare la fine dello sciopero della fame di Franz Pahl, oppure l´hanno imbalsamato per poi crocifiggerlo al posto della rana. Bakunin, hai qualche ricetta facile e veloce per cucinare il cervo?

pipuntoessepunto: un pensiero per il cervo: caro ungulato, almeno tu prima di finire impallinato, ti sei tolto la soddisfazione di ferire, anche se solo leggermente, qualche umano. Glia altri tuoi simili di solito finiscono in ragù senza neanche un minimo di gloria

PER UN PO’, BASTA SÜDTIROL

4 luglio 2008

Siccome non c´è tre senza due e le gambe hanno le bugie corte, a buon intenditor non si guarda in bocca, come dice spesso la Santa Guressa. Ultimamente ho scritto due post in salsa sudtirolese e quindi mi pare giusto concludere la trilogia prima che si quadrizzi, una barza per il uìcchend è proprio quel che ci vuole.

Siamo in una fabbrica di speck IGP originale, nella zona industriale di Bressanone/Brixen, la cittadina che il Papa ha scelto per le sue vacanze estive. Gennaro E., immigrato una trentina d´anni fa da Castellamare di Stabia e provetto mulista, alla fine del suo turno di lavoro si ferma a parlare con Franz H., sudtirolese che più sudtirolese proprio non si può:

A Frà, che mi sai dire pecchè o’ maiale che viene dall´Olanda resta qui tre mesi a stagionare e poi diventa “Echter Südtiroler Speck “, o’ maiale che viene dall´Ungheria in due settimane diventa “Echter Südtiroler Schinken“, e io che invece sto qui da trent´anni rimango sempre Walscherfock?

Giusto per capirla meglio, echter sta per autentico, Walscherfock (letteralmente maiale straniero) è invece il dispreggiativo usato per indicare gli italiani residenti in Sudtirolo. Ormai lo usa solo qualche testa calda e quindi ridiamoci sopra

SO ISST SÜDTIROL

2 luglio 2008

A me piace parecchio essere nato e vivere in Sudtirolo, quello che non sopporto è che si dia un´enfasi esagerata a tutto quello che è rigorosamente Meid in Sauttirol, sia che siano persone, che cose, che cibi. I Sudtirolesi sono persone brave e laboriose, ma hanno il difetto di considerarsi l´ombelico del mondo e questo li fa assomigliare più agli abitanti dell´Isola di Pasqua che agli Olandesi, per me i migliori del mondo.

Sembra che l´essere sudtirolese ti dia quel po’ di più rispetto ad uno normale, e non è vero niente, è solo una questione di marketing ben fatto, e non a caso il sudtirolese che guadagna di più è quello che si occupa di promuovere il prodotto Südtirol. E pensare che c´è qualcuno che lo accusa di sfavorire l´uso della lingua italiana nella promozione, chi fa questo capisce meno di niente , il Sudtirolo meno italiano è più piace agli italiani, che sono i turisti migliori e quelli che spendono di più.

Prendete per esempio lo speck, il prodotto sudtirolese tipico che più tipico non si può. È tutto fatto coi maiali olandesi o ungheresi, o di dove costano meno, lo speck vero te lo puoi mangiare solo se conosci di persona qualcuno che ha i maiali, e anche lì occhio a che gli da da mangiare, come in tutto il resto del mondo. Le mele poi, almeno metà delle mele col marchio Südtirol vengono dal Brasile o dalla Cina, basta che il titolare abbia la residenza qui. Tu vai a mangiare in una tipica malga di montagna convinto che facciano tutto loro e ti appioppano i piatti tipici sudtirolesi confezionati da operai pachistani nella zona industriale di Bolzano, però almeno li scongelano bene.

E poi le persone, alla fine non credo siano molti quelli come me, che se vanno a ritroso nell´albero genealogico trovano al massimo una bisnonna nata fuori dai confini sudtirolesi, eppure per una strana coincludenza di sliding doors sono di madrelingua e cultura italiana, ma anche sudtirolese. Tutta questa pappardella per un meme? ebbene si.

Spaghetti mit Knödel mi invita ad una catena dove i vari blogger sudtirolesi (che palle!) devono confessare i cinque piatti che non devono mancare almeno una volta al mese. SMK, che vuoi che ti dica? mangio quello che mangia tutto il mondo, se vuoi ti faccio un elenco dei cibi tipici sudtirolesi che mi piacciono o meno.

I Leberknödel (canederli di fegato) secondo me fanno pietà ai sassi, ho  provato a mangiarli un paio di volte ma per me sono da abolire, la Sauersuppe è un buttare via le trippe che si potrebbero fare alla parmigiana, il Blutwurst (che poi altro non sarebbe che il sanguinaccio) mi fa vomitare. Alla fine la cucina è essenzialmente questione di ingredienti, quelli tipici sudtirolesi non si trovano nei market, il Beerlauch (aglio orsino), i Rübenkeim (germogli di rapa fatti al buio) e, per non smentirmi, i rapanelli di tutti i colori (bianchi, rossi e neri), che in altri posti non fanno.

Alla fine mi rendo conto che non ho neanche fatto il meme, ma faccio sempre così, anche coi blog non sudtirolesi