Posts Tagged ‘storie strane’

PARTITO PER TUTTI, SERVE UN RESTYLING?

26 novembre 2007

Broders end Sisters, qua è ora di fare qualcosa. Il Partito Democratico ha sfornato di fresco il nuovo simbolo, e uno può dire quel che vuole,  ma si vede che è un lavoro fatto bene. E anche Berlusconi vuol fondare il Partito del Popolo delle Libertà, e mi sa che il motivo per cui vuole farlo è proprio il simbolo, quello di Forza Italia ormai sembra il logo di un ard discaunt, è ora passata di cambiare.

E noi del Partito per Tutti che si fa? ci teniamo questo o gli facciamo il reistailing?

altri video e altro altro qui

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BLAUKRAUT BLEIBT BLAUKRAUT UND BRAUTKLEID BLEIBT BRAUTKLEID

1 ottobre 2007

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Qualunque cosa succeda, un cavolo cappuccio rosso  (Blaukraut) e un abito da sposa (Brautkleid) rimarranno sempre cose distinte, in qualunque modo vengano chiamati è questione di sostanza e non di nome. Allo stesso modo il partito democratico si poteva tranquillamente chiamare margheresse e nessuno lo avrebbe mai scambiato per una salsa da bollito parigina, e il MEME, quello in cui sono stato nominato dalla procace Guressa, altro non è che una defatigante catena di S. Antonio, dove il mio compitino consiste nell´elencare otto particolari inediti di me stesso, anche mentendo.

1. Non so fare le bolle con il ciuingam, e non provo neanche tantissima ammirazione per chi ci riesce

3. Non sono in grado di rollarmi una sigaretta da solo, ma prima o poi ci riuscirò, farebbe un casino bene alla mia immagine pubblica girare con il tabacco e le cartine.

4. Sto imparando a stappare le bottiglie con l´accendino, non voglio esagerare dicendo di fare passi da gigante, ma almeno adesso la bottiglia viene stappata prima che finisca il gas.

5. So dire “perestroika” ruttando.

6. Dico sempre di essere di Bolzano ma in realtà abito a Laives, comune del quale prima o poi diventerò sindaco, a meno che non ci sia un altro posto disposto ad accollarsi l´incombenza (al massimo 15.000 abitanti, il ballottaggio non lo sopporto, brutta parola tra l´altro).

8. Sono nato lo stesso giorno di Nastassja Kinsky

Passo la catena a  Xeena la Joe

E QUESTA CHE ROBA È?

28 settembre 2007

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Sbucciateli (la polpa interna è bianca) e tagliateli a fettine molto sottili, o a julienne, o grattugiateli, fate quel che vi pare ma non lasciateli interi.

Corpargeteli di sale, mescolateli, e lasciateli riposare coperti per almeno dieci minuti. Nel frattempo portatevi pure avanti col lavoro, accendete un marlborone e bevetevi una birretta propedeutica.

Trascorso il tempo necessario (non mettetevi fretta, non serve), eliminate l´acqua che si è inesorabilmente depositata sul fondo del piatto, conditeli con dell´olio d´oliva di quello buono e del pepe nero. Anche qui sarebbe meglio aspettare qualche minuto, anzi se avete in programma un amplesso nelle prossime cinque-sei ore, meglio sarebbe anticiparlo, a meno che non si tratti di un solitario.

Tutto questo per chi non soffre di tosse secca. Chi ne è afflitto, ne appiattisca le estremità affinchè stiano ( anzi stia, ne basta uno) in piedi. Senza sbucciarlo, ricavi con un coltello o altro arnese un incavo nella parte superiore, a mo’ di cratere vulcanico.

Al mattino riempia il cratere di grappa (quella che volete, purchè non aromatizzata), durante il giorno faccia la sua vita di sempre e alla sera si scoli il liquido ottenuto. Dopo la seconda volta, al massimo la terza,  la tosse secca sarà solo un ricordo.

Ah, giusto per saperlo, sono rapanelli neri

p.s. occhio a non esagerare con le birre, altrimenti come dice aghost, si viene colti da BIER-MANIA

GRILLO, I REQUISITIII!!!!

20 settembre 2007

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Beppe Grillo, quanto ci metti a farci sapere i requisiti per ottenere il bollino verde delle liste civiche? Domenica ci avevi scritto che nei prossimi giorni li avresti rivelati, ci hai detto di stare “stay tuned“, oggi è giovedi e dei requisiti ancora neanche l´ombra.

Non lo dico mica per me, io con il mio ritiro della patente, con annessi cinque giorni di arresto tramutati in ammenda, con la mia carica di segretario del Partito per Tutti, io il cuore me lo sono messo già in pace.

Ma è che in giro vedo la gente preoccupata, vedo persone che al mattino camminano come zombies assonnati, e dalle loro occhiaie grosse come melanzane intuisco che la notte non dormono. Persone che quando si siedono tamburellano nervosamente le dita, loro fanno finta di niente ma si vede lontano un miglio che stanno pensando: ” avrò o non avrò i requisiti per prendere il bollino verde di Beppe Grillo?”.

Beppe, cerca di capirli, fra poco è ora di fare il cambio stagione. Ieri ho visto una signora assorta davanti ad una vetrina di un negozio d´abbigliamento e ho intercettato i suoi pensieri: ” bella questa giacca di renna, quasi la prenderei, ma se dopo a Beppe Grillo non va bene, che cosa ne faccio?”.

Beppe, qui a Bolzano siamo gente pragmatica, pensa che quelli del tuo mitap hanno già deciso di riunirsi sabato per discutere di una eventuale lista. Metti che uno non abbia i requisiti giusti, non mi sembra giusto fargli perdere tempo per niente.

Certo che questa storia dei requisiti è complicata: Noi del Partito per Tutti l´avevamo fatta molto più semplice. Tutti potevano candidarsi, bastava solo rispondere esattamente a tre domandine facili facili, tipo queste:

1) Qual´è la capitale del Sudan?

2) Quanto fa 56 meno 24?

3) il contrario di accentrato?

LA POSTKARTE

9 settembre 2007

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La Postkarte (che poi sarebbe una normalissima cartolina illustrata, un oggetto ormai sono in disuso che fra poco neanche stamperanno più) è stata il mio incubo (esagero, sia chiaro) per un paio d´anni come minimo. Per me era necessario reperire almeno una Postkarte diversa al giorno. Le trovavo nei bar, quelle che pubblicizzavano eventi tipo mostre e concerti erano le migliori, ma all´occorrenza andavano bene anche quelle coi paesaggi, con i disegnini, l´importante era che fosse una Postkarte, mi ricordo che una volta anche Cabassa me ne portò un paio, o forse non era lui.

Immagino che se siete arrivati a leggere fin qui, vi starete chiedendo che ci facevo con tutte queste Postkarten, e mi sembra anche giusto dirvelo.

Nell´educazione dei miei due figli è stata di mia esclusiva competenza il sottoporli al rituale racconto della storiella prima di addormentarsi. Il problema è che la storia doveva essere diversa ogni sera, e questo me la sono cercato la prima volta che, invece di raccontare una storia standardizzata, me ne sono inventata una io. Da quel momento, la “storia strana” diventò un appuntamento irrinunciabile. Ma mentre per il figlio maggiore, che adesso ha quasi 16 anni, bastava la mia parola per far finta di credermi, per la sua sorellina di otto anni più giovane era necessaria anche una prova tangibile della veridicità della storia, la Postkarte appunto.

Insomma non bastava che le raccontassi che al mattino, mentre lei era all´asilo, avevo visto una strana piantina nell´orto, che solo annaffiandola era cresciuta a dismisura diventando, in pochi minuti, un albero che al posto delle foglie aveva delle banconote e dai cui rami, invece di mele, pendevano dei telefonini che ad un certo punto invece di trillare piangevano perchè erano cascati giù dal loro pianeta (il Geldtelefonbaumplanet, queste storie le raccontavo metà in italiano e metà in tedesco).

Non bastava neanche che le raccontassi che questi telefonini piangenti mi facessero talmente pena da chiamare il mio amico Compare Giacometto, che dopo aver mangiato una scatola di fagioli li rispediva sul loro pianeta con la forza propulsiva di una superextramegaultragiga Fortzele (scorreggia).

Tutto questo non bastava, dovevo anche produrre la prova inconfutabile che tutto ciò che avevo raccontato era vero. Dovevo consegnarle la Postkarte che i protagonisti delle storia mi avevano spedito per ringraziare me e Compare Giacometto.

Ogni giorno una storia diversa, ogni giorno una Postkarte diversa. E sono quasi sicuro che non mi abbia mai creduto