Posts Tagged ‘Stielike’

PARTITO PER TUTTI E PARCHEGGI

12 luglio 2011

Compito di un partito serio ( e noi lo siamo) è anche lo stabilire un, ma allo stesso tempo futile e fuorviante, tra le immensi catalessi sintattiche  che caratterizzano l’impunito svolgersi  del vacuo fottersi proprio ed altrui. Lo scrisse (a parte quanto riportato tra parentesi) Stielike nel mai abbastanza rimasto inosservato 1979, ed ancora rimane un mistero la sua formulazione avvenuta conoscendo pochissime parole d’ italiano.

Ma a parte questo ed altro, il Partito per Tutti almeno un’idea generale sul problema dei parcheggi ce la deve avere, foss’anche solo per darsi un contegno. Mica serve un’enciclica, bastano pochi punti e neanche tutti condivisibili, altrimenti diventa una rottura di coglioni e di ovaie.

PUNTO UNO E PUNTO DUE:  il parcheggio è un’occupazione di suolo pubblico, e come tale non dev’essere gratuita per soddisfare un bisogno privato. Il parcheggio si paga sempre e comunque, altrimenti chi non possiede un’automobile potrebbe tranquillamente sentirsi autorizzato a parcheggiare negli spazi pubblici il proprio box doccia, l’armadio nella nonna, la bambola gonfiabile o quant’altro.

Parcheggiare una Panda non può costare come parcheggiare una Ferrari. Il costo del parcheggio dev’essere proporzionale al valore ed all’ingombro dell’oggetto parcheggiato.

Detto questo, dichiaro aperto il dibattito

Oscar Ferrari

Segretario del Partito per Tutti

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REFERENDUM, QUALCHE DUBBIO SI POTRA’ ANCHE AVERE, O NO?

8 giugno 2011

Sorelle e fratelli, qua è tutto un pullulare di certezze ed io di questo ne soffro (non tantissimo, per me sapere di essere tre mesi e passa più vecchio di Giorg Clunei è molto più devastante).  I quesiti sono interessanti e quindi mi sembra giusto andare a votare, dire alla gente di starsene a casa è vile e scorretto come il ti piace vincere facile. Alla fin fine, se ci sai fare, agli italiani riesci anche a fargli dire che la pubblicità nei film è cosa buona e giusta, è successo davvero in un referendum di qualche anno fa.

Sul nucleare ho parecchi dubbi. Chiaro che c’è il problema delle scorie, ma come ultima scelta, dopo che sono state usate tutte le energie rinnovabili, il nucleare non mi pare proprio più dannoso del carbone o del petrolio. Preferirei abitare vicino ad una centrale nucleare piuttosto che ad una termica o ad un inceneritore di rifiuti.

Poi c’è la questione che se si afferma che l’energia nucleare non s’ha da fare, non è giusto neanche comprarla dai vicini francesi o svizzeri che siano. Altrimenti si è degli ipocriti.

Sull’acqua, pochi dubbi. E’ roba di tutti , va gestita da tutti e deve funzionare. E dove la cosa non funziona significa che gli stronzi sono la maggioranza. Dura da mandar giù ma è così.

Sul legittimo impedimento, legittimo un cazzo

O NO?

29 marzo 2011

L’interessantezza dell’attualità è proporzionale in modo inverso al quadrato della sua persistenza, ed in modo diretto al cubo e mezzo del suo non mi ricordo più cosa. Con queste lapidarie parole, espresse in modo garbatamente polemico al cameriere bulgaro che gli servì il latte di mandorla con le cozze alla vaccinara, Stielike pose le basi per il suo, ormai universalmente accettato, postulato del 1987, secondo il quale quell’anno è effettivamente trascorso. O no?

A chiedere scusa son buoni tutti, valga per quella che si è finta terremotata, ma non per quello del CNR che ha battezzato la tragedia naturale del Giappone come castigo di Dio. A questo, che gli si deve fare? E’ vero che ha rivelato l’autore di un crimine contro l’umanità, ma non gli si possono accordare i benefici riservati ai pentiti, perchè pentito lui non è. E poi, quando si accusa qualcuno, bisogna anche in qualche modo collaborare alla sua cattura, ma per farglielo fare si dovrebbe introdurre il concetto di tortura umanitaria, che la nostra mente (forse ancora per poco) non riesce a concepire. O no?

Che poi, neanche ha detto qualcosa di originale. Qui si parla di uno è già stato accusato di aver mandato le cavallette e altre  sei sfighe agli Egizi,  che è reo confesso di aver distrutto Sodoma e Gomorra solo perchè non gli andavano a genio le abitudini sessuali della gente del posto. Insomma è come accusare Totò Riina di aver aver ucciso un paio di galline a sua suocera. O no?

Qui l’unica colpevole e Miley, la mia bovara di Stielike. Che effettivamente ha fatto fuori due galline, ma non l’ha fatto apposta, voleva solo giocare. Mica colpa sua se qualcuno crea queste cazzo di bestie con un collo così fragile. O no?

Pipuntoessepunto: son tornati i rapanelli

IL WEB NON E’ LA BIBBIA

19 gennaio 2011

Potremmo continuare a parlarne per anni, arrovellarci le sinapsi fino al ginocchio, ma di certe cose mai ne verremo a capo. E anche qualora il mai si realizzasse, non ne avremmo probabilmente coscienza. Il cercare le soluzioni sul web non agevola di certo l’avvento dell’era del mai, quando realtà e finzione e futuro e passato s’avvolgeranno insieme, elicoidandosi intorno ad un filo immaginario, ma lasciando al contempo che altri concetti si sviluppino, arzigogolandosi come ramificazioni laterali. 

Come sovrappiù o carico da undici, si potrebbe anche aggiungere altro, ma meglio fermarsi qui. Tramite il web si trovano solo le soluzioni che nessuno intende nascondere, se Stielike abbia o meno mai portato le basette rimane comunque confinato nell’angusto recinto delle opinioni da bar. Ci sono le foto, ma è dai tempi del soldato russo che issa la bandiera sul Reichstag che hanno smesso di essere attendibili, e con esse i filmati.

La mia appartenenza all’ortodossia stielikiana mi impone di considerare il vero e il falso come due o più entità che tendono naturalmente ad equilibrandosi, alla stessa stregua del buio e la luce. La loro variabilità non influisce sostanzialmente sull’andazzo, al pari della  Luna che non cade mai sulla Terra. Il web invece tende sempre a dare una risposta univoca, anzi è quasi la sua stessa ragione d’ essere. Il web vuole diventare la Bibbia.

Già, la Bibbia. Una volta, a uno che continuava citarla, glielo dissi. Guarda, già il giornale di oggi son metà balle e domani devo stare attento a non mettere la pagina dei morti come fondo delle cassette delle prugne. Con un libro scritto duemila e passa anni fa, che ci dovrei fare?

DI MUSICA NON CI HO MAI CAPITO UN CAZZO

13 gennaio 2011

Che c’entri il diasporismo illuminato di Tomas Skuhravy con legittimo impedimento appena bocciato non è mio compito saperlo, preferisco tenere il primo in relazione privilegiata col disco d’esordio di Jenny SorrentiLa casa del lago, il brano guida si chiama Tristana, il gruppo Saint Just e lei Jane).  Non fu affatto un disco memorabile, come d’altronde non lo sono stati la maggiorissima parte di quelli che ho acquistato legalmente nel corso della mia miserabile vita.

Cito volentieri al riguardo Processione sul mare di Toni Esposito, e Accusato di libertà di Luigi Grechi ( anche qui, il fratello di De Gregori, forse era una mia fissa di quei tempi, consulterò il prontuario di Stielike per saperne di più e vi farò sapere). Non che in vita mia abbia comprato solo delle supreme ciofeche, ma la percentuale è abbastanza alta per essere uno che di musica ne capisce. Infatti, io di musica non ci ho mai capito un beato cazzo, e se chiedete a Correntone Rossi, sarà ben lieto di confermare

NON TUTTI I MEMORIAL PORTANO SFIGA

13 dicembre 2010

Lungi da me il luddismo, ma a me un po’ dispiace che i nuovi televisori li fanno piatti. Suonava poetico sintonizzare il tubo catodico sul canale austriaco. Il plasma lo associo troppo alle trasfusioni e alla respirazione difficoltosa. Ma niente muore per sempre, è tornato il vinile, tornerà anche il non digitale.

Ignorate pure il presente paragrafo, ma per me quando in un posto che si chiama Camera, sei costretto a chiedere la fiducia a uno che si chiama Bocchino, tanto lontano non vai. Meglio il classico bagno tanto caro alla sinistra preveltroniana. Dell’altra, ancora nulla si sa.

Insomma, mi fanno il Memorial, ma non è tutto loro quello che luccica. Sto imparando a suonare meglio la chitarra. Dopo cinque lustri abbondanti passati a galleggiare tra il terzo e il quarto mese di impraticatura col sopracitato strumento, nelle ultime due settimane sono quasi arrivato al terzo anno. E tutto ciò è senz’altro positivo, un Memorial preso col giusto piglio non deve per forza portar sfiga

NON RIESCO PIU’ A PENSARE ALLE COSE IMPORTANTI

21 ottobre 2010

Si fa presto a dire che sono sempre i migliori quelli che se ne vanno, per essere credibili bisognerebbe poter dimostrare con accettabile approssimazione (catartica o sofistica non ha importanza, dal momento che di un’approssimazione si tratta, va bene tutto), che non sono mai i peggiori quelli che vengono.

 Da queste poche righe molti sarebbero tentati dal trarne previsioni catasfrofiche per il genere umano, senza tener conto che, casomai,  esse si sarebbero certamente avverate prima della loro comparsa su questo pianeta.

Alla prima brinata, le piante di zucchine fuori serra sono andate in malora, da piante rigogliose e scevre da mal bianco qual erano, si sono trasformate in un ammasso di fogliame vitreo e cadente, il primo passo verso l’inevitabile insecchimento al quale erano comunque destinate, vista la loro natura di piante non perenni.

Niente di grave, era evento ampiamente previsto e a breve termine anche le piante in serra seguiranno sorte medesma, è nell’ordine naturale delle cose. Poi, se unobarraa vuol mangiarsi le zucchine a gennaio che faccia pure, ma non mi chieda di essere suo complice.

Perdonatemi, ma questo mio fiorir di ragionamenti nichiloagricoli mi ha tolto dalla testa quello che più conta in questi giorni. Il sapere chi ha ucciso Sarah Scazzi e se il programma di Fazio e Saviano andrà in onda oppure no

AL CONCERTO DEI ZETAZEROALFA

5 settembre 2010

Alla fin fine ho quasi cinquant’anni ma sono un bambinone, più mi dicono che una cosa non è giusta e più mi vien voglia di farla. E così, dopo aver visto l’impressionante abbondanza di manifestazioni e tentativi di non farlo svolgere, al concerto degli Zetazeroalfa (chi non sa chi sono e vuole saperlo ci clicchi sopra, io di scrivere la parola neofascista mi son rotto i coglioni) ci sono andato. E mica è stato facile, ho dovuto procurarmi un invito da un amico che ho visto in faccia per la prima volta proprio lì, e che alla fine neanche è rimasto, ma che comunque ringrazio. 

Per impedire il concerto si è mobilitato praticamente tutto lo scibile bolzanino,  per aver detto che per me possono suonare tutti son stato preso a male parole su feisbuc, e quando ho scritto che la CGIL aveva cose più importanti di cui occuparsi, il commento è stato rimosso. Ma veniamo al dunque, che è ora passata.

Arrivo al concerto con lo scooter del primogenito e trovo la militarizzazione. Pattuglie di polizia, carabinieri e nelle strade adiacenti un’inquietante fila di cellulari (intesi non nel senso telefonico), che poi ho scoperto provenienti dal nucleo antisommossa del  Veneto. Parcheggio e provo ad entrare ma il servizio d’ordine mi dice che devo aspettare la presenza di chi mi ha invitato.  Ci vuole una mezz’ora e allora, conscio che il motivo di tanta solerzia è dovuto anche  al mio luc alla Dylan Dog, decido di andare a farmi una birra in città. Poi l’amico chiama e si entra.

L’andazzo lo vedo subito appena vedo al banco della birra le improvvisate bariste trafficare con bicchieri colmi di schiuma, ma non me fe faccio un problema, è successo anche in feste di provata democraticità, sono uno che si sa adattare. Salgo e sta suonando il gruppo spalla. Interessante il frontman, ma di quel che dice non si capisce un beato cazzo, e questo per merito del solito chitarrista che, per far vedere a tutti quanto è bravo, non trova di meglio da fare che l’alzare a canna il volume dell’ampli. Niente di grave, succede anche a chitarristi di comprovata fede comunista, è proprio un vizio indipendente dall’ideologia.

Al banco della birra, finalmente riesco ad averne una e noto negli avventori una spiccata pronuncia veneta. Da convinto ambientalista, mi sale in testa la proposta che al prossimo concerto questi li portino su e giù direttamente coi cellulari dell’antisommossa, fanno la stessa strada, tutto inquinamento risparmiato. Noto un’insolita abbondanza di marcantoni oltre il metro e ottanta in evidente sovrappeso, e mi compiaccio del fatto che Bolzano sia la città italiana al più basso tenore d’obesità. Ma bando alle ciance, adesso iniziano gli Zetazeroalfa.

Appena attaccano, i sovrappeso iniziano a pogare alla grande e a torso nudo, manca l’aria condizionata e nella sala temperatura e umidità iniziano a salire di pari passo. Il che, essendo abituato a lavorare in serra non dovrebbe procurami alcun problema,  ma il problema è che in serra ci sudo solo io, e quindi per mantenermi in salute è giocoforza uscire ogni tanto a fumare una sigaretta. Questi Zetazeroalfa non sono per niente malaccio, se dovessi esprimere un parere musicale direi che usano una formula vecchia ma che funziona sempre, il mischiare  rock duro alla melodia italiana,  i Vasco Rossi della destra. Ci sono cori, braccia tese e magliette non proprio politicamente corrette, ma questo fa parte del contesto, in fondo nessuno era obbligato ad andarci, anzi. 

Boccheggio ma tengo duro fino all’ultimo pezzo, mi aspetto la famigerata cinghiamattanza che, con mio sommo dispiacere, neanche arriva. Questi smettono e, cosa più rara che insolita, non si celebra neanche la ormai inevitabile liturgia dei bis. Torno a casa, mi faccio due spaghi col pomodoro fresco, prendo l’antibiotico per l’otite, guardo un po’ di Rai Storia e vado a dormire

Apdèit del giorno dopo: non so come sia potuto accadere, ma ho ignobilmente trascurato il fattore G, che in qualsiasi festa o concerto che sia, è di gran lunga la cosa più importante.  La Gnocca era, sia a livello di percentuale sui presenti che di materassabilità, più o meno sui livelli della festa di Rifo, forse anche un pelo meno. A questo punto vien da pensare che la Gnocca non sia nè di destra, nè di sinistra, ma solo che essa abbia con l’ideologia un rapporto di inversa compatibilità. Ma su questo c’è da studiare ancora

PEGGIO DEL CONSUMATORE C’E’ SOLO L’ ELETTORE

9 agosto 2010

Consumatore è una gran brutta parola, se uno mi telefona e dice che sta svolgendo un’indagine statistica sui consumatori, gli metto giù la cornetta di brutto. E se, come suggerì Stielike  nella quarta parte della Trilogia dell’ inutile affaticamento, faccio mente locale e provo ad immaginarmelo davanti, mi salta fuori una specie di Homer Simpson con in più i pinocchietti e i calzini nei sandali.

Eppure, tutta l’economia si basa sui bisogni e sulle aspettative si basa su questa somma di individui in cui le intelligenze invece di sommarsi, pare si sottraggano. Il consumatore è protetto da decine di associazioni (ho appena letto sul blog di Chit che la Federconsumatori ha protestato perchè non fanno i tolc sciò in estate), è informato e ha tanti diritti.  Ciò nonostante, continua e comportarsi da cretino e, tanto per dirne una, compra i pomodori dove tutti i frutti sul ramo sono maturi contemporaneamente.

Non ho voglia di tirarla lunga, dico solo che per me, peggio del consumatore c’è solo l’elettore

SIAMO A POSTO

22 luglio 2010

Fratelli e sorelle, qui l’ora è grave, ma non per questo meno assolutisticamente aleatoria e fugace per ritrarsi, chini e compatti innanzi ai rudi princìpi dello stielikismo, dettati il più delle volta dal malsenso imperante, dalla lussuria e dall’ingordigia. Qua in Sudtirolo  tutto è in fermento, la tensione si avverte nell’aria, i nervi sono tesi come corde di strumenti a fiato, qui non è questione di manovre economiche, disoccupazione, libertà di stampa in pericolo, calo del potere d’acquisto. Qui a Bolzano mica abbiamo tempo per le stronzate, noi qui c’abbiamo da affrontare lo scoliotico tema della toponomastica di montagna.

Hanno sbagliato tutti. Ha sbagliato la Provincia di Bolzano a metterli, o a farli mettere solo in tedesco. Alla fine metterli in due lingue costava uguale e si risparmiava una figura di merda. Adesso sta sbagliando il governo ad intervenire d’autorità. Mica che non possa farlo, alla fine secondo le leggi ha ragione lui (esso mi sembrava che stesse lale). Ma il problema, come diceva Fernando Couto, spesso non sta nè nel merito nè nel manico ma nel metodo.

Il governo vuole mandare l’esercito a sostituire i cartelli di montagna scritti solo in tedesco con quelli bilingui. Siamo a posto, la lingua di Dante è in buone mani se a difenderla ci mandano quelli che la sanno meno

DOPPIETTA DI HUNTELAAR

5 luglio 2010

Innegabile è una parola scomoda, ma d’altronde se onnegabile non esiste e annegabile vuol dire tutta un’altra cosa, e le restanti due vocali starebbero bene solo in tedesco e francese, non ci si può esimere dal sottolinearne la giustezza dell’ uso in questo caso. Logica supporrebbe che a questo punto il lettore si chiedesse “si, ma in questo caso cosa?'”. Non cadete nel presunto tranello e passate oltre, fate vostro il diciottesimo comma dello scibile di Stielike, tanto qui si parla del caldo.

Il caldo a Luglio è inevitabile, questo lo sanno anche i sassi e probabilmente lo sapevano anche prima di noi. Bolzano è una delle città a rischio e i suoi sassi lo sanno, anche quelli portati qui dopo la grande guerra. Gli anziani sono la categoria più esposta a malori e cedimenti strutturali, ma questa è cosa normalissima, succede anche quando fa tanto freddo e poi almeno un minimo di ricambio generazionale ci vuole.

A me il caldo piace, anzi deve piacermi per forza, altrimenti come giustificherei il fatto che tengo sei serre e sono in procinto di costruirne altre? le piante in serra stanno da dio, è un piacere vederle così rigogliose grondare di ortaggi. Fagiolini modello Amazzonia, pomodori alti tre metri, cetriolini che crescono a guardarli, melanzane Nubia che spuntano da tutte le parti e altro ancora. Certo, le devi curare e difendere, ma il tubo goccia e il macerato d’ortica e d’equiseto aiutano parecchio e non molto.

E poi ci sono i mondiali. Bellissimi questi, i migliori che abbia mai visto, nell’ orto ho piazzato un televisore perennemente piazzato sulla tv austriaca che trasmette tutte le partite e di Salvatore Bagni ignora addirittura l’esistenza.  Tenevo per il Portogallo, l’Olanda, il Ghana e la Svezia che neanche c’era. Una mi è rimasta e la vedo vincente in finale. Doppietta di Huntelaar al 74 e 87simo

ELEZIONI COMUNALI A BOLZANO

18 aprile 2010

Ho ancora da mandar giù completamente la frittura di latterini che ho mangiato a mezzogiorno. È vero che assomigliavano più a quelli della foto che a quelli giusti, ma comunque neanche un’impiantata di fagiolini, corredata da relativa fresatura e predisposizione dell’impianto irrigante e di quello sostenente, ha giovato in modo determinante alla sua digestione. In un post dedicato alle prossime elezioni comunali di Bolzano, mi sembra politicamente più che corretto non indugiare oltre.

Se Brus Uillìs  avesse qualche chilo in più ed io qualcuno in meno, certamente ci scambierebbero per gemelli. Ma a quel punto, ognuno dei due perderebbe inevitabilmente parte del proprio fascino, per effetto della celeberrima pontificata di Stielike dove, se ogni assioma asseconda un determinato bosone lungo la sua ellissi non può dissiparsi al suo interno punto e basta. E comunque, se fra me e Brus succedesse il contrario, sarebbe ancora peggio.

Tornando all’argomento del post,  è facile che tutto vada come 5 anni fa, quando fu eletto un sindaco che non aveva la maggioranza, ci fu il commissariamento e si tornò a votare sei mesi dopo. Sarebbe più di buongusto fare queste cose ad aprile e ottobre, maggio e novembre ricordano troppo i fiori regalati e restituiti come gli occhi ridati sempre

SCIARM E LA SUCCESSIONE DI FIBONACCI

5 aprile 2010

Magari è troppo presto, ma per non sapere nè leggere nè scrivere, una mia foto in posa da sirenetto ve la posto comunque, è una questione d’intuito. Così secsi non sono mai stato in vita mia, ma può tranquillamente essere che migliori ulteriormente, dipende tutto dal rapporto che la mia avvenenza ha con lo scorrere del tempo, se essa segua una curva controiperbolica oppure che sia legata alla successione di Fibonacci come la determinazione dell’albero genealogico di un fuco, inteso come il maschio dell’ape.

La settimana a Sciarm ci voleva proprio, e quasi la cosa più bella non è l’aver trovato un tempo ed un mare stupendo (stupendo nel senso di temperatura, pulizia, facile accessibilità e possibilità di tuffo da 3 metri, ma nient’altro), ma dal fatto che dalle mie parti ha piovuto e fatto freddo. Come quando ti dai una martellata sui coglioni e godi per aver sbagliato il colpo. A parte queste considerazioni che trovano il tempo che lasciano, tutto a posto, solo non capisco perchè le uova in Egitto sono sempre bianche  e da noi solo a Pasqua.

Dell’Italia ho solo saputo di come sono andate le elezioni, di chi è andato via dall’Isola dei famosi e della storia del cadavere di Elisa Claps, roba che appena rientrato a casa, la prima cosa che ho fatto è stato l’andare in soffitta a sincerarmi che non ci sia niente di strano, mica son sicuro che la magistratura avrebbe avuto con me la stessa comprensione che ha dimostrato con la Santissima Trinità. Ah no, ho visto anche il bellissimo gol di Huntelaar, uno che nel mio cuore rossonero potrebbe anche prendere il posto di Luther Blissett e di Pippuzzo

 

 

IL CANE STA BENE, GRAZIE

3 gennaio 2010

Il cane sta bene, grazie. Miley, la cucciolona  Bovara di Stielike cresce tranquilla e giocosa e ormai siamo quasi sicuri che conserverà il tratto somatico che più la caratterizza come per ora unico esponente di questa razza canina. L’asimmetricità otorineale di cui fa sfoggio infatti, pur non essendo affatto rara e a torto ritenuta un difetto, in questo caso è l’unica materassabile chiave di volta per dare un senso a tutto il cane.

 Non fosse così, si dovrebbe dedurne che Miley sia l’esemplare meno riuscito della cucciolata e sono quasi sicuro che Claudio il socioconcorrente non mi avrebbe mai fatto questo, anche se in verità devo dire che la scelta reciproca tra Miley e la primogenita è avvenuta senza brogli accertati. L’apparente contraddizione della frase precedente serve a spegare il “quasi”.

Miley è un bravo cane. Socievole, deciso ma non aggressivo e ci vuole tanto bene. Per amore della primogenita ha anche imparato a tirare la slitta pur non essendo un Husky (e qui la battuta viene spontanea: non è un Husky, è una schifezza).  Ti guarda con l’espressione di chi non vorrebbe altro che gli spiegassi come farti felice, per quanto nelle sue possibilità. Vai te a dirglielo che sarebbe bello non squittisse a mo’ di scimpanzè la domenica mattina per uscire dal suo recinto di ben 40 metri quadri.

D’altronde, neanche è tutta colpa sua. Io gliel’ho  (ci va l’apostrofo?) spiegato che ogni quattordici pasti arriva la domenica e prima del quindicesimo arrivano a coccolarti tutti quelli che mi hanno chiesto a voce e su questo blog di poterlo fare. Mica colpa mia se si dimenticano

POESIA PURA

30 dicembre 2009

Sto uscendo troppo poco la sera in questi ultimi tempi (tranquilli, non è questione di anni, si parla al massimo dell’ultimo mese), mi sto quasi immedesimando nel diciottesimo coprotagonista di una pis teatrale di Stileke, della quale putroppo ancora è ignoto il titolo, quello che nella sestultima scena se ne usciva chiosando qualcosa che non mi ricordo più, a parte che c’entravano i sassi.

È che più tempo hai e più lo butti via, non ho mai visto tanta televisione come in queste ultime settimane, e non è un bel dire. È anche vero che ultimamente o nevica o piove o fa un freddo boia,  e me l’inverno ogni anno che passa mi sta più sui coglioni,  è anche vero che  una mano rotta qualcosa ti toglie, ma ho sempre il sospetto che sia dell’altro, magari legato all’età.

Ma poi mi tranquillizzo, pensavo le stesse cose l’anno scorso e poi hoi ho trascorso una più che onesta bella stagione in sella al Ciao al quale, se siete arrivati a leggere fin qui, ricordatemi che devo dedicare un post