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PER UN PO’, BASTA SÜDTIROL

4 luglio 2008

Siccome non c´è tre senza due e le gambe hanno le bugie corte, a buon intenditor non si guarda in bocca, come dice spesso la Santa Guressa. Ultimamente ho scritto due post in salsa sudtirolese e quindi mi pare giusto concludere la trilogia prima che si quadrizzi, una barza per il uìcchend è proprio quel che ci vuole.

Siamo in una fabbrica di speck IGP originale, nella zona industriale di Bressanone/Brixen, la cittadina che il Papa ha scelto per le sue vacanze estive. Gennaro E., immigrato una trentina d´anni fa da Castellamare di Stabia e provetto mulista, alla fine del suo turno di lavoro si ferma a parlare con Franz H., sudtirolese che più sudtirolese proprio non si può:

A Frà, che mi sai dire pecchè o’ maiale che viene dall´Olanda resta qui tre mesi a stagionare e poi diventa “Echter Südtiroler Speck “, o’ maiale che viene dall´Ungheria in due settimane diventa “Echter Südtiroler Schinken“, e io che invece sto qui da trent´anni rimango sempre Walscherfock?

Giusto per capirla meglio, echter sta per autentico, Walscherfock (letteralmente maiale straniero) è invece il dispreggiativo usato per indicare gli italiani residenti in Sudtirolo. Ormai lo usa solo qualche testa calda e quindi ridiamoci sopra

ES TUT UNS SEHR LEID, NON POSSUMUS

9 marzo 2008

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Dai commenti al post precedente ho notato che a molti piacerebbe che il Papa ce lo tenessimo fisso qui in Sudtirolo, invece di restituirlo alla città eterna e all´Italia intera, sano e ritemprato nel corpo e nello spirito dopo le strasudate ferie estive a Bressanone. Fosse per me nulla osterebbe a ciò, ma putroppo ancora non sussistono le condizioni perchè questo possa realizzarsi.

Non è certo una questione climatica, anzi il clima secco e frizzante delle nostre parti ben si adatta al fisico teutonico del Sommo Pontefice, e tutto intorno alla sua residenza vacanziera (che sarà l´Abbazia di Novacella, le notizie ufficiali lo danno ospite al Seminario maggiore, ma io non ci credo), vi è tutto un fiorire di vigne, dove l´umile lavoratore di quella del Signore potrebbe perfezionare la sua tecnica e magari passare vieppiù di grado fino a raggiungere la qualifica di Kellermeister.

Nessun problema linguistico, a parte che impari alla svelta lo slang sudtirolese, diverso da valle a valle. Nessun problema logistico, qui arrivano milioni di turisti, basta mettersi d´accordo e organizzare i grandi raduni al di fuori delle alte stagioni. Volendo abbiamo anche un aeroporto da far impallidire la spianata di Tor Vergata con cui battere il record della più colossale copula collettiva della storia (il Giubileo dei Giovani del 2000, che a sua volta aveva strappato l´ambito primato a Woodstock).

Insomma problemi grossi non ce ne sarebbero, anzi addirittura le agenzie turistiche potrebbero organizzare dei tour ludico-culturali dove il turista potrebbe sciare, far visita al Mercatino di Natale, compiere la visita di rito a Ötzi (la mummia del Similaun) e concludere il tutto con un´udienza papale. Se ne tornerebbe stracontento al luogo d´origine con la faccia abbronzata, qualche gadget made in China, un pezzo di speck e, come bonus,  un´indulgenza plenaria. Mica paglia deumidificata, come direbbe Stielike.

L´unico problema è che noi un Papa ce l´abbiamo già, il Landeshauptmann Luis Durnwalder. Come ho scritto in “Sudtirolo o Vaticano?”, le analogie tra il ruolo del Sommo Pontefice e quelle del Presidente della Provincia di Bolzano sono troppe per poter essere ignorate, si rischierebbe una situazione da due galli in un pollaio.

Entrambi concedono le udienze ed elargiscono benedizioni, entrambi hanno a disposizione guardie con costumi pittoreschi, entrambi sono infallibili. Solo che, mentre dal dopoguerra in poi sullo scranno di Pietro si sono succeduti ben 6 Pontefici, i Landeshauptmann sono stati solo due.

Sorry (es tut uns sehr leid),  non possumus, tocca tenervelo voi