Posts Tagged ‘spartiacque’

LA QUARTA MATRONA DI COUTO

17 ottobre 2009

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Tutti il cianciar di culi e cachi del post precedente deve aver portato con se quella che Fernando Couto indicava, nelle sue opere precedenti al periodo parmense, come la Quarta Matrona raffazzonatrice, in due parole la sfiga.  Di culi se n’é discusso abbondantemente e non solo su questo blog, i cachi meritano invece una piú approfondita analisi della loro ragion d’essere.

Per quelli che come me medesmo li vendono direttamente al fruitore finale (dove l’ho giá sentita questa?), é giocoforza effettuarne la raccolta a scalare.  Infatti, dopo aver venduto in mattinata quelli della prima buttata (espressione infelice ma non ho trovato di meglio), mi sono messo di buzzo buono alle prese con la terza, che fino a qualche tempo fa era la piú corposa ma che da un paio d’anni ha ceduto lo scettro alla successiva, probabilente anche in omaggio all’evoluzione senologica della Iso.

Tutto procedeva per il meglio, quando la Quarta Matrona ci ha messo lo zampino. Mentre con lo sloter (una gerla a tracolla) quasi pieno risalgo un gradino della scala, il ramo sulla quale era appoggiata all’improvviso si spezza ed io  testé cado per terra, senza neanche il tempo di imprecare contro alcunché, alcunchí o alcuncosa.

Il succo é quello della foto, spalla lussata e mano gonfia  come se dentro ci stesse tutta la protervia degli anticachisti, non guardate la data é proprio roba di oggi. Per fortuna la sfiga non ha infierito piú di tanto e lo sloter pieno di cachi ha attutito la caduta evitando danni peggiori. Certo, fossero stati pomodori non mi sarei fatto niente, ma la Quarta Matrona di Couto ha voluto che questi ultimi non crescessero sugli alberi

TUTTI ARTISTI COL CULO DEGLI ALTRI

12 ottobre 2009

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Nelle uggiose giornate di un inverno che tanto incipiente non sembra, ma che sicuramente verrà e spero che non abbia occhi di Pavia, mi riprometto di approfondire le letture di Stielike, foss’anche solo per guardare le figure  tra le cui righe carpirne  il pensiero riguardo all’arte. Logica, sintassi e collegamenti ipertestuali a volte fanno a pugni tra di loro. Per cui,  se la frase precendente vi fosse risultata ostica o incomprensibile, passate tranquillamente oltre e fate finta di non averla letta.

Una rigorosa osservanza dell’ortodossia stielikiana porterebbe dritto come un fuso di pece a considerare l’arte al pari della non-arte, ma il suo matematicismo insito, anche se mai completamente espresso da alcuni dei suoi più emeriti discepoli, rende comunque necessario stabilire uno spartiacque tra ciò che è arte e ciò che non lo è, tra chi è artista e chi no. A scanso di equivoci, come nella meccanica quantistica anche qui è necessario buttarla giù alla grossa, trascurando eventuali eccezioni che, per la loro limitatezza, non inficiano più di tanto l’assioma portante di ciascuna delle enunciazioni.

In una democrazia compiuta, l’artista mai e poi mai dovrebbe essere finanziato con fondi pubblici. Quando succede, o non è un artista o non c’è democrazia

APDEIT di un paio di giorni dopo; Triste data quella odierna, per quanto riguarda la libertà di espressione. A causa di un infame complotto ordito da Wood e Xeena mi vedo costretto a cedere al vile ricatto di quest’ultima, e a sostituire la foto originaria di questo post con una ad ella sicuramente più gradita e consona. Cliccateci pure sopra