Posts Tagged ‘Sonic Youth’

DOPPIETTA DI HUNTELAAR

5 luglio 2010

Innegabile è una parola scomoda, ma d’altronde se onnegabile non esiste e annegabile vuol dire tutta un’altra cosa, e le restanti due vocali starebbero bene solo in tedesco e francese, non ci si può esimere dal sottolinearne la giustezza dell’ uso in questo caso. Logica supporrebbe che a questo punto il lettore si chiedesse “si, ma in questo caso cosa?'”. Non cadete nel presunto tranello e passate oltre, fate vostro il diciottesimo comma dello scibile di Stielike, tanto qui si parla del caldo.

Il caldo a Luglio è inevitabile, questo lo sanno anche i sassi e probabilmente lo sapevano anche prima di noi. Bolzano è una delle città a rischio e i suoi sassi lo sanno, anche quelli portati qui dopo la grande guerra. Gli anziani sono la categoria più esposta a malori e cedimenti strutturali, ma questa è cosa normalissima, succede anche quando fa tanto freddo e poi almeno un minimo di ricambio generazionale ci vuole.

A me il caldo piace, anzi deve piacermi per forza, altrimenti come giustificherei il fatto che tengo sei serre e sono in procinto di costruirne altre? le piante in serra stanno da dio, è un piacere vederle così rigogliose grondare di ortaggi. Fagiolini modello Amazzonia, pomodori alti tre metri, cetriolini che crescono a guardarli, melanzane Nubia che spuntano da tutte le parti e altro ancora. Certo, le devi curare e difendere, ma il tubo goccia e il macerato d’ortica e d’equiseto aiutano parecchio e non molto.

E poi ci sono i mondiali. Bellissimi questi, i migliori che abbia mai visto, nell’ orto ho piazzato un televisore perennemente piazzato sulla tv austriaca che trasmette tutte le partite e di Salvatore Bagni ignora addirittura l’esistenza.  Tenevo per il Portogallo, l’Olanda, il Ghana e la Svezia che neanche c’era. Una mi è rimasta e la vedo vincente in finale. Doppietta di Huntelaar al 74 e 87simo

MEN AT UÒRC

18 marzo 2009

 

pachera

Essendo anch’io stufo di veder campeggiare il pidocchio del post precedente, e resomi conto della sua non eccessiva densità di senso, cambio registro e passo ad aggiornarvi su qualcosa di più terra-terra, anzi direi terra e basta. Venerdì scorso ho affittato un bobcat, una di quelle pacherette da movimento terra con cui ci si diverte un sacco.

 Dovendo spianare una decina di camion di terra, e mettendo in conto una non eccessiva perizia nel manovrare il mezzo, avevo programmato un paio di giorni per portare a termine il compito. Ma per fortuna è andata meglio del previsto, poco dopo l’imbrunire il lavoro era compiuto. Per fortuna, perchè poi telefona il socioconcorrente che riferisce di aver trovato 500 metri quadri di pseudocubetti sagomati da pavimentazione cortili, tutto aggratis, basta caricarli e portarseli via, l’unico neo della faccenda è che bisogna farlo prima di lunedì mattina.

Nessun problema, sabato si carica il bobcat e, con l’aiuto di Daniele, il mio amico muratore italocalabrese, ci si mette di buzzo buono e si portano via i mattoncini cercando di fare il più alla svelta possibile, anche perchè per domenica mattina era già stato programmato un altro lavoro. Ma, come teorizzato da Stielike nella quarta parte della sua ancora incompiuta Trilogia del Brentòn, l’imprevisto è dietro l’angolo anche nelle situazioni tutte tonde, e quindi una foratura del bobcat ci costringe ad operare a mano.

Nel frattempo aveva chiamato la Iso per avvertire che erano arrivati i pompieri per tagliare l’alberone davanti a casa, un leccio ancora in buona salute, ma che col vento ondeggiava paurosamente, con le fronde stava già entrando sotto le tegole del tetto e con le radici nelle fondamenta. Con grande spiegamento di mezzi e di uomini, i Vigili del Fuoco di San Giacomo in poco tempo hanno ridotto l’abetone e fettoni di legna e mucchi di ramaglia (che però abbisogna di una ulteriore sramatura la quale per forza di cose va operata a roncola e olio di gomito).

men-at-work

Domenica mattina, come programmato, la collaudata tasc fors formata da dall’intellighenzia provvisoria del Partito per Tutti (segretario, lider dell’opposizione interna, apostolo del dissenso) con il determinante appoggio esterno di Claudio ed Elmar, ha dato ottima prova di sè  in quel che meglio le riesce, cambiare il telo ad una serra. Grigliata d’ordinanza organizzata dalla Iso, dialoghi sui massimi sistemi, qualche birra, rapida approvazione a maggioranza (semplice, assoluta e qualificata allo stesso tempo) della riforma pensionistica del PPT e poi di nuovo a raccattar pseudocubetti fino all’oscurità.

Lunedì cubetti al mattino e roncola al pomeriggio, martedì mercato al mattino e pomeriggio misto tra piantar rose e caricar ramaglia, oggi invece un ingaggio per una potatura di pino marittimo e taglio radicale di fico. Quest’anno è già il terzo, dopo una potatura di caco da una parrucchiera e il ripristino alla civiltà del giardino dell’Impiastrato.

Ah, dimenticavo: nel frattempo, grazie ai vostri voti, ho vinto il premio per il miglior post giornalistico del 2008 

MR.ALEX, MEGLIO DEI SONIC YOUTH

13 ottobre 2008

Darsi delle regole per poi potervi contravvenire è cosa buona e giusta e, se corrobotata dalla giusta interpretazione della fittizia invisibilità del bosone di Stielike, potrebbe addirittura aiutarci a svelare i meccanismi che regolano l’universo intero o almeno la parte a cui abbiamo libero accesso.

Assistere ad un intero concerto è inutile e quasi dannoso, quando ti sei visto gli ultimi tre pezzi e i bis è più che abbastanza per farti un’idea di quello che ti sei perso, e spesso il post-concerto va a finire che si rivela il meglio della serata.

Ma sembrava valesse la pena, i Sonic Youth a Bolzano nel capannone della Pichler Stahlbau, una fabbrica di ponti e grosse costruzioni metalliche, roba da doverci andare per forza e anche da prendersi il biglietto in anticipo, una roba che avrò fatto pochissime volte in vita mia.

Bel posto e bella gente equamente divisa tra generazioni, e anche bel concerto. Nulla da dire, i Sonic Youth hanno fornito un’ora e un quarto di ottima energia musicale, il prezzo del biglietto lo valevano alla grande, in poche parole un cartellino timbrato più che onestamente. Il pubblico era un po’ meno energetico, ma d’altronde, quando per avere una birra devi farti venti minuti di fila è normale che la musica ti coinvolga molto meno. In molti si lamentavano dell’acustica, ma in storie del genere lo sanno anche i sassi che per sentire bene bisogna piazzarsi vicino al mixer.

Finisce il concerto e inizia la serata, i più se ne vanno e sul palco arriva  digei Mr.Alex con l’incarico di rendere meno traumatica la fine dell’evento. Al bar sparisce la coda e la birra te la danno al volo, si gira e si chiacchiera (a proposito, un salutone al Gambero Rotto e alla tipa che era con lui), la gente è presa bene e qualcuno addirittura inizia a ballare.

Mr.Alex è uno che sa il fatto suo, dà un’occhiata alla gente e subito capisce quel che deve fare, inizia a snocciolare Clesc, Tolching Ids e Chiur come se piovesse neve degli anni ’80 e subito i ballanti si moiltiplicano e addirittura si assiste a qualche timido tentativo di pogata. Insomma Mr.Alex, che non a caso il Partito per Tutti aveva candidato a sindaco di Bolzano alle ultime comunali, è padrone della situazione e si concede anche qualche accondiscendenza all’esultare del popolo in visibilio.

Ad un certo punto mi scorge tra il pubblico e, dando adeguate istruzioni al personale della sicurezza, mi invita a salire sul palco accanto a lui, “stammi qua un attimo che vado a prendere due birre”. Ok, non c’è problema e, anche se lo so che va anche a pisciare, mi piazzo alla consòl facendo il digei in pleibec vestito come Dylan Dog. Bella esperienza, scorro virtualmente i cursori stando bene attento a non toccare nulla e per fortuna Alex torna con le birre, in tempo per cambiare pezzo e darmi una mano a fare una più che dignitosa uscita di scena.

Alla fine Mr.Alex devono farlo smettere quelli dell’organizzazione, fosse per la gente sarebbe andato avanti minimo un’altra ora, magari finendo con Gud seiv de quin, sciudastei o sciudagòIròs. Seratona, proprio per cercare il pelo nell’uovo un pezzo di Berri Uàit ci poteva anche stare, giusto per riappacificare