Posts Tagged ‘SMETTERE DI FUMARE’

LA RIFORMA DEL REFERENDUM

5 gennaio 2013

Sorelle e fratelli, come ben sapete ogni tanto mi viene da gettare un sasso nello stagno sperando che poi qualcuno lo faccia germogliare. Solitamente mi capita nei momenti in cui, immerso nello studio semantico dei racconti giovanili di Fernando Couto, mi sovvien lo scalzare metodicamente ossessivo di una molecola che non ho ragione di dubitare sia localizzata nell’ippotalamo. Che poi per molti è quel posto dove gli stalloni copulano con le giumente dopo che il cavallo ruffiano ha espletato il suo ingrato compito.

Qua ci vuole una riforma del referendum. E’ troppo una rottura di coglioni che ci sia gente che incita a non votare perchè la proposta non gli va a genio, basandosi anche sulla naturale propensione di una parte significativa della popolazione a fregarsene di quel che succede. E, con l’attuale legge, questa parte di popolazione viene inglobata dai No al quesito referendario.

Il cosiddetto “quorum zero” non mi convince per niente, in teoria basterebbe il voto di una sola persona per stabilire l’esito della consultazione. La botta consiste nel calcolare il quorum non sul numero dei votanti ma su quello dei voti favorevoli. Di seguito la mia proposta:

Prendiamo gli aventi diritto al voto e dividiamoli in tre categorie. Disinteressati, attivi politicamente conservatori e progressisti. Di fronte ad una proposta, il 33% dei disinteressati non gliene frega un cazzo e non vota comunque. I contrari avranno l’interesse a far fallire il referendum e non voteranno. Di quel che rimane, il 17% è la maggioranza assoluta e la proposta viene approvata

Che ne dite?

NON TUTTI I MEMORIAL PORTANO SFIGA

13 dicembre 2010

Lungi da me il luddismo, ma a me un po’ dispiace che i nuovi televisori li fanno piatti. Suonava poetico sintonizzare il tubo catodico sul canale austriaco. Il plasma lo associo troppo alle trasfusioni e alla respirazione difficoltosa. Ma niente muore per sempre, è tornato il vinile, tornerà anche il non digitale.

Ignorate pure il presente paragrafo, ma per me quando in un posto che si chiama Camera, sei costretto a chiedere la fiducia a uno che si chiama Bocchino, tanto lontano non vai. Meglio il classico bagno tanto caro alla sinistra preveltroniana. Dell’altra, ancora nulla si sa.

Insomma, mi fanno il Memorial, ma non è tutto loro quello che luccica. Sto imparando a suonare meglio la chitarra. Dopo cinque lustri abbondanti passati a galleggiare tra il terzo e il quarto mese di impraticatura col sopracitato strumento, nelle ultime due settimane sono quasi arrivato al terzo anno. E tutto ciò è senz’altro positivo, un Memorial preso col giusto piglio non deve per forza portar sfiga

QUASI TUTTO BENE

2 settembre 2009

pala

Sarebbe quasi ora di cambiare la testata del blog, parecchio del mio tempo lo sto passando sulle piante di fico a raccoglierne i boccioli e quella faccia da deficiente non avrei alcuna difficoltà a replicarla. Per adesso soprassiedo, ma se lo doveste considerare necessario, non mi sottrarrò. Per il resto, va quasi tutto per il verso giusto.

Miley, la cucciola di Bovaro di Stielike, cresce ed impara a stare al mondo in modo più che soddisfacente. Gira tranquilla senza catene o collari o guinzagli, solo ancora deve capire la differenza fra la domenica e gli altri giorni.  A parte il sedano, la produzione agricola tien botta alla grande, c’è solo un fisiologico calo dei pomodori cuore di bue, ma fra un paio di settimane ci saranno anche quelli nuovi piantati al posto delle zucchine nella serra crisalide.

Proprio volendo cercare l’ago nell’uovo e il pelo nel pagliaio, una cosa che è andata storta ci sarebbe. Mi è saltato un concerto che dovevo tenere lunedì, si chiamava “la notte degli Oscar” ed eravamo io (accompagnato da Frenchi il flamencaro) e Felix Lalù, al secolo Oscar de Bertoldi.

 Una serata tutt’altro che rumorosa, ma a due ore dal concerto si viene a sapere che il permesso non è più concesso, ma io ci vado lo stesso. Avevo anche una mezza intenzione di suonare comunque, ma continuavano ad arrivare vigili urbani a controllare che il temuto evento non avesse luogo, e quindi ho preferito attuare un’obbedienza incivile, restandomene a bere una birra dietro l’altra. E consolandomi pensando di essere vittima del solito complotto clericalfascistagiudaicomassonicointerista e pure antielvetico, che mai non guasta.

Peccato, ma d’altronde il locale dove avrei dovuto esibirmi era già stato oggetto di vari tentativi di messa in silenzio da parte dei vicini abitanti stanziali, e non me la sento certo di condannarli, i concerti si protraevano a volte addirittura fino alle 22.30. Inammissibile per Bolzano-Bozen

OBAMA, NON SMETTERE DI FUMARE

22 gennaio 2009

 zwei_zigaretten

A parlar male di Obama in questi giorni ce ne vuole troppa, ci rinuncio. E poi, perchè mai dovrei farlo, mi sta troppo simpatico con quel ghigno alla maniera del miglior Celentano (quello di Yuppi du, tanto per intenderci) che ha sfoggiato nella danza con la Michelle, anche lei una bella tipa, roba da togliere il saluto per sempre a chi ci sputerebbe sopra. E poi mi piace anche il fatto che abbiamo più o meno la stessa età eppure sembriamo giovani uguale.

Spero che Obama sarà un grande, certo che anche per lui è condizione necessaria ma non sufficiente è che a suo favore si riveli essere un fattore fonfamentale, la cui meno prolissa definizione la si deve a Stielike  nella sua celebre enciclica “ci vuole culo”  datata non mi ricordo. Finora tutto sembra filare per il verso giusto, nell’immaginario collettivo le immagini dell’insediamento di Obama si sovrappongono a quelle del ritiro israeliano da Gaza, aggiungiamoci l’abolizione della tortura e la chiusura di Guantanamo e va ancora meglio.

 Proprio a voler cercare il pelo nell’uovo, si potrebbe obiettare che Obama è favorevole alla pena di morte, ma gli americani sono fatti così, mica che i 54 milioni che gli hanno votato contro siano degli abolizionisti. A proposito, che fine ha fatto il 47% che ha votato Mc Cain?

Giusto per tornare (senza peraltro mai esserci andato) al titolo del post, l’unico pericolo che vedo è che Obama smetta di fumare. Sarebbe veramente deleterio affidare i destini del mondo ad uno in piena astinenza da cicca, e magari travolto (come spesso succede) dall’ integralismo antitabagista che, come tutti gli integralismi, non aiuta  a risolvere alcuna questione