Posts Tagged ‘Sharm el Sheik’

HABEMUS CANEM

16 agosto 2009

miley 052

Alla fin fine aveva ragione Stilieke, che nella sua  Teoria umanistico-niutoniana del precocemente indimenticato 1991, pontificava che “la volontà influisce sulle circostanze in modo direttamente proporzionale alla somma della loro importanza, ed in modo inversamente proporzionale al quadrato del prodotto del doppio abbondante della loro evitabilità“. Era quindi scontato che prima o poi un cane lo dovessi avere, che lo volessi oppure no.

Mai ho avuto un cane in vita mia e mai lo avrei voluto,  mai ho provato eccessiva stima per questo tipo di animale e neanche per chi, per far vedere agli altri quanto è intelligente il proprio cane si fa porgere la zampa a mo’ di saluto e lancia un legno per poi farselo riportare. Ho sempre preferito i gatti, che almeno ogni tanto qualche merlo ladro di ciliege lo tolgono dalle spese.

Ma questa volta le circostanze erano davvero troppo ineludibili per potermi sottrarre al fato, una cucciolata da otto inopinata ed inattesa da Claudio il  socioconcorrente, ed il concomitante compleanno della primogenita hanno dato la prima spallata alle mie convinzioni.  Le discrete pressioni della Iso ed il fatto che il posto per un cane ce l’ho, hanno fatto quasi tutto il resto.

La mazzata finale è stata rappresentata dalla razza alla quale Miley (questo è il nome della nuova arrivata, direttamente preso dal serial Hanna Montana) appartiene. Poteva il segretario del Partito per Tutti, il quale propugna l’annessione del Sudtirolo alla Svizzera come suo principio montante e fondante, rifiutare l’adozione ad una cucciola di Bovaro di Appenzell?

VADO IN FERIE

5 aprile 2009

bullone

Fra poco me ne vado a fare una sacrosanta settimana al mare. So per molti di voi Sharm el Sheik è un posto di merda e francamente non saprei neanche come darvi torto, ma vado lì, e non è neanche la prima volta. Da quando l’agricoltura è diventata il mio unico hobby redditizio (di lavoro faccio il cantautore demenzialprogressista, anche se la mia qualifica professionale è quella di perito industriale meccanico), in pratica sono sempre andato lì, stavolta mi becco addirittura lo stesso posto dell’anno scorso, e qui magari ho un po’ il dubbio di aver esagerato.

Fra poco significa più o meno sette ore meno il tempo che ci metto a scrivere questo post, a trovare un’immagine, a linkare qualcosa e a metterci le tag.  Poi mi danno un passaggio fino alla stazione [anche se si potrebbe tranquillamente anche prendere l’autobus, siamo in tre e abbiamo una valigia e mezzo (di più non serve, odio quelli che per fare una settimana si portano dietro due armadi di roba)], mi caricano sul pullman e poi sull’aereo. Mi portano entro il recinto dell’albergo dal quale mai uscirò, se non strettamente necessario, fino al termine della vacanza. Poi mi faranno fare il giro inverso. Emozionalmente un disastro, l’unica sorpresa saranno i libri che comprerò all’aeroporto.

Ma d’altronde, in estate in ferie non ci posso andare,  provi a  mancare due giorni ed è un attimo ritrovarsi con  zucchini da un metro, cetriolini ingialliti e pomodori stramaturi, tutta roba commestibilissima ma praticamente invendibile, e quindi restano a disposizione solo il metà autunno e la primavera incipiente. Sarebbe stato meglio una sattimana prima, ma per il momento la mia carica di segretario del Partito per Tutti purtroppo ancora non mi permette di influire sostanzialmente sulla data della Pasqua e delle a lei relative vancanze scolastiche della primogenita.

In teoria questo periodo sarebbe sbagliatissimo, nelle serre tutto è in crescita e nel cortile si stanno posando gli pseudocubetti che finalmente faranno da cornice alla sgommate della Iso con la Fiat Palio Weekend. Ma se il primogenito (che rimane per propria scelta e lo capisco) innaffia e apre le serre come da istruzioni ricevute, e il mio amico muratore  italocalabrese Daniele non spacca i tubi delle utenze, tutto dovrebbe filare liscio.

Se non dovessimo comunicare prima, buona Passione, buon Venerdì Santo e buona Pasqua a tutti

TIRO LA CATENA ANCH´IO

20 aprile 2008

Cuando t´incatenano in tre, l´unica cosa sensata da fare è fare buon gioco a cattivo viso, tanto è solo una roba di internet e quindi non succede che usino fruste o mettano video su iutub. E allora vado con questo meme in cui mi ci hanno ficcato Nausicaa, Cymba e Negrosky (e il nick di quest´ultimo reca ulteriore conforto alla consapevolezza che non ci sia nulla di reale in quest´incatenamento), devo elencare le sei cose che mi piace fare.

Per farla breve, e senza voler sviscerare o trascendere nulla di tutto quanto possa essere colpevolmente o disordinatamentemente sottolineato non con la dovuta enfasi, ma bensì avvolto da quella termocoperta ratticida che avvolge il nostro rantolante sgranocchiamento di vite passate ad aspettare il passato, vengo subito al sodo. Anche se rileggendomi mi rendo conto di aver espresso in modo troppo succinto il concetto che intendevo sopralineare, il pensiero di non essermi dilungato oltre il lecito mi fa meglio sopportare la mancata prolissità di quanto soprascritto.

Le sei cose che mi piace fare sono:

Al ristorante, infilarmi i grissini nel naso e nelle orecchie e poi mangiarli, basta che ci sia qualcuno che guardi

Scoreggiare sotto al piumino ed assaporare l´odore finale della mia digestione (questa frase c´è anche in una mia canzone)

Stare al banco d´un bar a chiacchierare, ed a un certo punto calarmi le braghe facendo finta di niente

Stare su un palco, non importa per cosa. Politica, musica o altro è uguale, l´importante è non esagerare

Guardare le statistiche del blog e vedere che ogni giorno qualcuno si scarica le mie canzoni

Per non fare brutta figura con le lettrici, la sesta cosa non può essere che quella

Osservando scrupolosamente il regolamento di questo meme, provvedo alla nomina di chi dovrà continuarlo, sempre che capisca di cosa si tratta, essendo nell´ordine:

DZORE, blogger lituana dall´aspetto socievole

GYANA, nepalese ma estremamente interessante

rzahuseyn, matematico azero emergente

huhtikuu, sarà anche finlandese, ma con un avatar del genere non è possibile esimersi 

Powiedział/a, magari qualche dubbio viene per lo slesc alla fine del nick,  ma buon avatar anche questo blog polacco

AGA, che ad occhio ha più di un blog in lingua Tagalog

RIDATEMI LA PRIMAVERA E L’ALIMENTATORE

24 marzo 2008

dp302.jpg

Che brutto, l’ alimentatore è rotto. Non bastavano i 30 gradi di scossone termico tra le mattinate di Sciarm e quelle di qui, tra i tuffi in mare dal pontile in mezzo ai pescioni colorati e la neve che imbianca le montagne vicino casa e quasi minaccia di arrivare anche sui tetti dele serre dove i rapanelli crescono molto lentamente di circonferenza.

Che trauma, gente. Mica per il tempo, a quello ero preparato, anzi non c’è niente di meglio di starsene con la panza al sol sapendo che dalle tue parti soffrono il freddo di un ritorno di fiamma dell’inverno che sembrava ormai passato. Il trauma è che l’ alimentatore è rotto, e la speranza che si trattasse solo di un umile fusibile si è volatilizzata dopo lo smontaggio del cassettone che mi collegava al mondo intero.

Tornando a casa, la telefonata del mio primogenito era stata categorica, ma un flebile filo di speranza ce l’ avevo ancora, in fondo finora lo avevo sempre resuscitato. Ma stavolta mi sa che lo devo portare dal dottore, a meno di non trovare un alimentatore compatibile proprio a Pasquetta (più facile sarebbe trovare un alimentarista, ma non è lui che serve).

Vabbè, a tutto c’è rimedio e lo dimostra il fatto che sto scrivendo. Stamattina alle 7 il mio primogenito mi annuncia la sua assoluta necessità di essere alla fermata dell’ extraurbano entro dieci minuti, pena la sua decadenza dal diritto di disputare la finale del contest di snowboard alla quale si era qualificato. Nè una piega nè un lamento, saltiamo sulla Fiat Palio Weekend e tentiamo l’ impresa, cercando di anticipare il bussone che porta in Val Senales.

Grazie alle scorciatoie e alla potenza del nostro mezzo stiamo per portare felicemente a termine l’ impresa, quando il mio primogenito si accorge di essere sprovvisto di guanti e di contante, per cui inizia una gara ad inseguimento col bussone fino a quando finalmente è tutto a posto, guadagno un discreto vantaggio e raggiungo la fermata, il primogenito scende alla Starsky, raccatta tutto l’ armamentario e finalmente lo vedo salire sul bussone.

Tornando a casa, faccio un breve ma impietoso confronto con la mattinata precedente, che per me è ancora quella del tuffo nella limpida acqua a ridosso della barriera corallina, e quasi mi viene da ridere. Decido di passare alla radio (da dove vi sto scrivendo) ed approfittare del suo pc. E piano piano tutto andrà a posto, arriverà la primavera e porterà con se un alimentatore nuovo