Posts Tagged ‘SESSO SFRENATO’

HA VINTO UÒLTER

14 aprile 2008

                              

Alla fine, ha vinto Uòlter. Sembra strano dirlo, ma gli è proprio andata di lusso, meglio di così non poteva ragionevolmente pretendere, viste le premesse i risultati stanno dalla sua parte come e forse più che per Berlusconi. È vero che ha perso le elezioni per diventare Presidente del Consiglio per questa legislatura, ma ha posto ottime basi per la prossima, che non è neanche detto non arrivi prima del previsto.

Con la solenne batosta che ha preso e senza il fintamente auspicato pareggio al Senato, scompare anche l´incubo del Veltrusconi, che lo avrebbe inevitabilmente logorato a forza di decisioni e responsabilità condivise. In più, in un colpo solo e grazie alla legge elettorale che definiva terribile, si è tolto dai piedi Bertinotti, Pecoraro e compagnia bella, prendendosi anche il 90% (o poco meno) dei seggi loro e di tutti quelli che non hanno superato il quorum, fra cui anche la Destra della Santanchè ( e pure il misero zeroqualcosapercento del  Bene Comune che ho votato io)

Alla fine, ha vinto Uòlter, grazie alla scelta di andare da solo adesso si ritrova capo unico dell´opposizione, mentre se si fosse presentato a capo di una coalizione in stile Prodi avrebbe perso comunque, e adesso starebbe recitando il suo addio alla politica italiana, con conseguenti scene di giubilo in tutte le piazze africane, continente al quale ha promesso di dedicarsi prima o poi.

È vero che rimane sempre Casini, ma quello lo dava già per scontato, Uòlter è troppo navigato per non sapere che i democristiani non spariranno mai, lo scudo crociato un posto da qualche parte lo trova sempre. Magari riesce anche a sbolognarli la Binetti, e fare il capo di un´opposizione laica e riformista che alle prossime elezioni si presenterà con tutte le carte in regola per battere il successore di Berlusconi. Alla fine, ha vinto Uòlter, adesso gli rimane solo di aspettare lungo il fiume

…e come dice Cymbalus, ha vinto Berlusconi ma anche Veltroni

QUANDO SI DICE IL CASO…

27 marzo 2008

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Io veramente lo volevo fare il memaccio dei premi “end de uinners ar…”, quello dove devi premiare 10 blog che ti ingioiscono. Ho avuto la nomineiscion da Enrico e Flavio, ma quest´ultimo non lo chiama “end de uinner ar…”, bensì  “iù meik mai dei auòrd”. Dovendo scegliere, mi piace di più “iù meik mai dei auòrd” e avrei fatto quello, se da Enrico non mi fossi imbattuto in quel test elettorale che ti fa le domandine, tu rispondi e lui ti dice qual´è il partito che più ti rappresenta.

Lo avevo visto anche nelle precedenti elezioni e alla fine la metà dei suoi suggerimenti li ho recepiti e adottati, se volete vi dico anche come ho votato, è che non volevo rendere troppo lungo questo post, e proprio mentre scrivo queste parole mi rendo conto che per dire che non volevo allungare il post lo sto allungando molto più di quanto non avessi fatto dicendovi direttamente cos´ho votato. Ma se ve lo dicessi adesso aggraverei ulteriormente la già gravosa lettura e quindi  se siete d´accordo rimandiamo tutto ai commenti. Presumendo che siate tutti d´accordo, passo oltre.

Il risultato è che i candidati premier che maggiormente mi rappresentano sono Antonio di Pietro dell´IDV e Stefano Montanari del PBC (Partito del Bene Comune, niente da eccepire).

PBC mi piace di più, non solo onomatopeichemente, ma anche e sopratutto per l´aspetto visivo della sigla espressa in lettere maiuscole, ci sono più curve ( anche di questo ne parliamo nei commenti, sempre per non rendere troppo lungo il post). Casualmente la Tv dietro la mia schiena è sintonizzata su Porta a Porta e c´è proprio lui, il Montanari. Mica scemo questo, lo avevo visto in una conferenza a Bolzano, infatti dice le sue sensate cose e fa la sua onesta figura fino quasi alla fine.

Ma alla fine il Montanari casca come un pero (una pera) quando gli rinfacciano d´aver ligato con Beppe Brillo. Il Montanari nega tutto e addirittura propone una telefonata in diretta al Beppone. Vespa gliela accorda, chiedendogli solo il tempo tecnico per stabilire il contatto, ma dopo un quarto d´ora la trasmissione finisce senza che la telefonata a Grillo divenga realtà.

Montanari te la sei cercata, così impari a vergognarti di litigare con Grillo, che tu l´abbia fatto o no

RIDATEMI LA PRIMAVERA E L’ALIMENTATORE

24 marzo 2008

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Che brutto, l’ alimentatore è rotto. Non bastavano i 30 gradi di scossone termico tra le mattinate di Sciarm e quelle di qui, tra i tuffi in mare dal pontile in mezzo ai pescioni colorati e la neve che imbianca le montagne vicino casa e quasi minaccia di arrivare anche sui tetti dele serre dove i rapanelli crescono molto lentamente di circonferenza.

Che trauma, gente. Mica per il tempo, a quello ero preparato, anzi non c’è niente di meglio di starsene con la panza al sol sapendo che dalle tue parti soffrono il freddo di un ritorno di fiamma dell’inverno che sembrava ormai passato. Il trauma è che l’ alimentatore è rotto, e la speranza che si trattasse solo di un umile fusibile si è volatilizzata dopo lo smontaggio del cassettone che mi collegava al mondo intero.

Tornando a casa, la telefonata del mio primogenito era stata categorica, ma un flebile filo di speranza ce l’ avevo ancora, in fondo finora lo avevo sempre resuscitato. Ma stavolta mi sa che lo devo portare dal dottore, a meno di non trovare un alimentatore compatibile proprio a Pasquetta (più facile sarebbe trovare un alimentarista, ma non è lui che serve).

Vabbè, a tutto c’è rimedio e lo dimostra il fatto che sto scrivendo. Stamattina alle 7 il mio primogenito mi annuncia la sua assoluta necessità di essere alla fermata dell’ extraurbano entro dieci minuti, pena la sua decadenza dal diritto di disputare la finale del contest di snowboard alla quale si era qualificato. Nè una piega nè un lamento, saltiamo sulla Fiat Palio Weekend e tentiamo l’ impresa, cercando di anticipare il bussone che porta in Val Senales.

Grazie alle scorciatoie e alla potenza del nostro mezzo stiamo per portare felicemente a termine l’ impresa, quando il mio primogenito si accorge di essere sprovvisto di guanti e di contante, per cui inizia una gara ad inseguimento col bussone fino a quando finalmente è tutto a posto, guadagno un discreto vantaggio e raggiungo la fermata, il primogenito scende alla Starsky, raccatta tutto l’ armamentario e finalmente lo vedo salire sul bussone.

Tornando a casa, faccio un breve ma impietoso confronto con la mattinata precedente, che per me è ancora quella del tuffo nella limpida acqua a ridosso della barriera corallina, e quasi mi viene da ridere. Decido di passare alla radio (da dove vi sto scrivendo) ed approfittare del suo pc. E piano piano tutto andrà a posto, arriverà la primavera e porterà con se un alimentatore nuovo

È GIÀ ARRIVATA LA PSICOPOLIZIA?

6 marzo 2008

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Non c´è giustizia a questo mondo, qualunque stronzata abbia scritto Nostradamus, basta che accada una cosa che le somigli alla lontana e, il giorno dopo, subito tutti a dire che lui l´aveva prevista.

Invece Julius Verne ha dovuto aspettare quasi un secolo per veder realizzate le sue premonizioni, e meno male che a Orwell sembra che le cose vadano un pelo meglio (vi risparmio Stielike, le cui visioni espresse nel celebre ” Interessenzialità del postdivenire” verranno a galla solo dopo la dipartita della maggioranza di noi medesimi).

Orwell, in 1984, aveva preconizzato l´esistenza della Psicopolizia, dello psicocrimine che andava represso come e più di un crimine reale e, con soli 24 anni di ritardo, sembra che ci stiamo arrivando sul serio. Pare che abbiano inventato la macchina per leggere il pensiero, almeno secondo quest´articolo di Repubblica sembra che su 1000 immagini, questa macchina indovini quella giusta otto volte su dieci, e già qui mi balla l´occhio, se le immagini sono 1000 dovrebbero scrivere che ne ha indovinate 800, o dico cazzate?

Comunque, anche se la cosa è avallata da citazioni importanti, come la sua prossima pubblicazione su Nature (la Bibbia della scienza), non mi convince più di tanto. Credo che molto di più di una macchina possa essere in grado di fare l´umano intuito. Faccciamo una prova, secondo voi a quale cosa sta pensando il mio amico  Cabassa, l´individuo ritratto nella foto?

D´ETCHÌ! SALUTE? NO, E LODE

17 febbraio 2008

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Ogni tanto una catena è anche bello fermarla, lo sostiene anche Stielike nel suo teorema delle tre grandi Vi (Voluttevoli vongole bulgare), dove afferma l´inevitabilità della mutevolezza regolamentare, che in questo specifico caso viene a diradarsi in maniera pressochè dilatatoria al cospetto dell´irrequietezza e della casualità.

Sono molto contento che Melania e Kiara mi assegnarono il premio D eci e lode, e non mi sottraisco al compito che dovrò far andare avanti la catena, ma non ho avuto condiderato che bisognerei  rispettare il regolamento, che era troppo pieno di clausole vessatistiche e allora non lo facerò.

Regola 1. Esporre il marchio del premio (già cominciamo male, fosse almeno bello da vedere). No

Regola 2. Linkare chi ti premia come ringraziamento (questa è netiquette pura e semplice, non serve farci una regola, sarebbe come rendere obbligatorio l´aiutare una donna col passeggino a salire le scale)

Regola 3. Linkare l´inventore del premio (che palle, questi cacciatori di link, fosse almeno un´idea originale)

Regola 5. Premiare almeno un blog con relativa motivazione (geniale, altrimenti che premio sarebbe?)

In ogni caso faccio anch´io le mie nomineiscion, almeno la regola 5 voglio rispettarla, eccole qua:

HAWRAMI è secondo nella classifica WP in lingua curda, eppure è un blog vuoto

LES COSES DE XANDRU, blog asturiano in netto progresso

RIZASAPUTRA, che sta dominando la top blogs lettone

LIBERTÀ E RESPONSABILITÀ, MA NIENTE TUBINI NERI

9 dicembre 2007

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La libertà va usata in modo responsabile, ma anche no. Giuro sulla testa di Cabassa, che se sento Veltroni pronunciare questa frase mi iscrivo al PD e mi vesto ogni giorno di tricolore, vado a messa la domenica e metto su una cover band che suona solo canzoni di di Fossati, Jovanotti e Ligabue.

La libertà va usata in modo responsabile, più o meno con questa frase si può fare di tutto. Se sei LA7  ti togli dai piedi Luttazzi il giorno prima della trasmissione dove parla della nuova enciclica di Ratzinger, e motivi il tutto con la lesa dignità di Ferrara, che evidentemente non s´era accorto che da due anni Luttazzi andava in giro  nei teatri con questa battuta. Se sei Radio Tandem Popolare Network di Bolzano, chiudi il Muro, un forum libero e senza registrazione dove, in mezzo ad innegabili schifezze, si svelavano retroscena e gossip della politica e dell´economia bolzanina e sudtirolese.

La libertà va usata in modo responsabile, ecco la frase giusta per gettare il bambino insieme all´acqua sporca.

Ma parliamo d´altro, che è meglio. In Inghilterra hanno fatto una ricerca sull´abbigliamento femminile, e ne è venuto fuori che il 75 % delle donne e la stragrande maggioranza degli uomini hanno indicato nel tubino nero (“little black dress“), il vestito da donna ideale. Mi sta anche bene, anche se preferisco gli abiti floreali  al ginocchio , ma quello che non capisco è come mai in Italia il sondaggio dia risultati completamente diversi. Sempre secondo Repubblica, le italiane e gli italiani preferiscono i jeans, e molto quotati sono pure gli stivali al ginocchio. God seiv de cuìn

GENERALE INVERNO, NEANCHE QUESTO GIRO MI FREGHI

24 ottobre 2007

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Di quanto certi detti di cui si da per scontata la validità siano a volte scemenze senza senso, ci si accorge sempre troppo tardi. ” I cachi vanno raccolti dopo il giorno dei Santi, quando tutte le foglie sono cadute dall´albero”, questo dicevano sempre i vecchi saggi, quelli la cui parola era Vangelo.  E fino ad una decina d´anni orsono anch´io ho seguito questa pratica, anche perchè della coltivazione di questo frutto non mi importava granchè, ne possedevo solo un albero.

Mi pare fosse nel 1998, ed aspettando che il fatidico giorno giungesse, una brinata di quelle giuste (roba da -7 °C) ridusse i cachi ancora pendenti dall´albero a sfere bicolori. La parte sopra, grigia e vitrea, contrastava cromaticamente con quella sotto, ancora bella arancione. Roba da buttare via tutto, compreso il lavoro di raccoglierli.

Da allora ho deciso che quanto detto dai vecchi andava non una, ma molteplici volte fatto passare attraverso il filtro del buon senso e dell´inevitabile avanzare delle necessità e dell´evoluzione delle varietà. E iniziai a piantare cachi di diverse varietà, dalle più precoci alle più tardive, e adesso ne posseggo una quindicina d´alberi.

Li raccolgo a scalare, i primi addirittura verso la fine di settembre, li metto in magazzino vicino alle mele che in maturazione sviluppano un gas chiamato etene, e da una settimana li sto vendendo, e anche bene.

Ovvio che non sono come quelli più tardivi, ma sempre meglio di quelli che si vedono in giro incellofanati e invaschettati. Quelli che vedete in foto sono il terzultimo giro, gli ultimi mi riservo di raccoglierli dopo il giorno dei Santi, non si sa mai

HA TUTTE LE CARTE IN REGOLA PER ESSERE UN ARTISTA

22 ottobre 2007

ansa_11445374_53100.jpg fran_12019175_33530.jpgfoto Ansa

UPDATE 16.01.2008: il post si riferisce all´episodio della fontana di Trevi, ma alcune delle considerazioni valgono anche per la performance odierna. Solo un particolare stona, lo sponsor

Che volete che vi dica, a me questo Graziano Cecchini, il tizio che ha colorato di rosso l´acqua della Fontana di Trevi, mi sta simpatico. Aldilà di quello che ha fatto prima e di quali siano le sue idee, ha compiuto una performeins artistica, indipendentemente dalle motivazioni che lo hanno spinto a ciò.

Se una roba del genere l´avesse fatta un artista con tutti i crismi e le giuste frequentazioni, un artista ufficiale e riconosciuto, uno che alle sue spalle si sia seduto almeno una volta su qualche seggiola televisiva, adesso nessuno parlerebbe di un esecrabile gesto che “arreca un danno d´immagine a chi da sempre lavora al servizio dei cittadini“. Tutti ne discuterebbero, anche dissentendo e criticandolo, ma mai mettendo in discussione il suo essere artista, meglio ancora se “scomodo“.

Verrebbero usati paroloni come coscienza critica, spina nel fianco e vai col liscio, crescerebbe l´attesa per la sua prossima installazione, perchè così sarebbe stato definito il suo gesto dell´altro ieri, altro che atto vandalico.

E invece il poveraccio viene additato all´opinione pubblica come cattivo esempio, per non dire di peggio. Viene tacciato di vandalismo, messo sotto taglia e anche denunciato per reati penali. Roba che ci rimette anche il bollino verde di Beppe Grillo senza neanche prendere  il tapiro di Striscia la Notizia. Christo, l´impacchettatore di monumenti, non è che faccia di meglio, eppure è osannato e ben retribuito, che mondo.

Un po’ se l´è anche cercata, questo bisogna ammetterlo. Se avesse anticipato il gesto di una settimana e si fosse travestito da monaco buddista sarebbe diventato un eroe, qui in blogosfera almeno. O poteva aspettare che il  GP del Brasile andasse com´è andato, e avrebbe potuto sfruttare a modino la copertura ideologica del rosso Ferrari

Non credo che per lui sia di grande consolazione, ma io lo metto fra quelli buoni, fra Gabriele Paolini e Mathias Rust, quello che quando c´era ancora il muro è atterrato sulla Piazza del Cremlino con un aereo da turismo. E chissà tra quanti altri di cui non si sa niente, chissà quanti non-artisti ci sono in giro, eppure magari, come scriveva e cantava Piero Ciampi, hanno tutte le carte in regola per esserlo

LA RIVOLUZIONE PARTE DALL´ISOLA

27 settembre 2007

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Uno pensa che guardare l´Isola dei Famosi sia solo una perdita di tempo, e invece alla fine scopre che, come diceva De Andrè, a volte “dal letame nascono fiori”. Anche se, pensandoci bene, da queste parti l´abitudine di seminare zucche sul letame si è un po’ persa e chissà perchè, erano così belle quelle montagnole di foglione verdi piene di  fiori gialli.

Ho visto solo l´ultima parte, quella delle nomineiscion, d´altronde è come quando vai a vedere un concerto, l´importante sono gli ultimi due pezzi e il bis, visti quelli hai visto tutto. E infatti ad un certo punto è arrivata la perla, una biondona un po’ abbondanta ha fatto notare che, sia dai famosi che dagli sconosciuti, sono stati nominati i più anziani, il gap generazionale si sta autosdoganando, dall´isola è partita la rivoluzione dei trentenni.

Era ora, magari ci avessimo pensato noi (quelli nati negli anni ’60) a far fuori quelli della generazione precedente, adesso non ci ritroveremmo con società, cultura e politica in mano ai fratelli maggiori.

Quelli che dicevano di aver fatto il ’68 e magari neanche era vero, quelli che giravano con Lotta continua sotto il braccio e ci facevano bere del vinaccio schifoso e ascoltare Claudio Lolli, quelli adesso dirigono le aziende pubbliche, governano l´informazione, se proprio gli è andata da schifo sono baby pensionati impegnati nel sociale a scopo di lucro.

Trentenni vendicateci, se ce la fate. Se siete precari non è colpa nostra

MELE DIMENTICATE

26 settembre 2007

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Grillo, Miss Italia, il bello e dannato presunto assassino di Garlasco e Oliviero Toscani con la sua foto scioc contro l´anoressia. Sulla blogosfera questi sono gli argomenti del giorno, li stessi che vedi in tv, che forse il gran pastone dell´informazione stia tentando di inglobare i bloggaroli? (piaciuta questa?)

C´è anche dell´altro nel mondo, ci sono le mele dimenticate, ad esempio. Che non sono, come il nome potrebbe far intendere, frutti lasciati distrattamente sui treni o negli aeroporti, ma vecchie varietà di mele desuete e pressochè introvabili, espulse dal mercato contemporaneo e soppiantate dalle nuove varietà di origine australiana o americana. “Mele dimenticate” mi sembrava solo la miglior trasposizione possibile di alte Apfelsorten in italiano.

In previsione della odierna mattinata piovosa, ieri ho raccolto delle Spitz Lederer, che poi sarebbero quelle della foto. Appena raccolte sono immangiabili, ma dopo un paio di settimane hanno un sapore molto intenso, se proprio uno ci vuole trovare un difetto, la scorza è un po’ duretta e rugosa rispetto allo standard odierno. Ma proprio per questo le Lederer si conservano tranquillamente per mesi senza l´ausilio di celle frigorifere, quando avvizziscono il loro sapore migliora e non necessitano di trattamenti antiparassitari ( la rugginosità è una caratteristica e non un difetto, e il baco della mela non riesce a penetrare nella loro scorzaccia).

Vedendo queste mele sul mio stand, in molti si meravigliano non solo  che io ne abbia ancora, ma che ne abbia talmente tante da poterle vendere, e si immaginano un vecchio albero davanti a casa, sopravvissuto alla pulizia etnica dei pomari.

La realtà è meno romantica, una decina di anni fa comprai un centinaio di piantine di mele rimaste invendute ( erano delle Golden Delicious), andai in giro a cercare dei rametti di mele dimenticate ( non solo Lederer, ma anche Champagner, Kalvill, etc.)  e li innestai sulle Golden. Ci ho provato, ed è andata bene

GRILLO, I REQUISITIII!!!!

20 settembre 2007

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Beppe Grillo, quanto ci metti a farci sapere i requisiti per ottenere il bollino verde delle liste civiche? Domenica ci avevi scritto che nei prossimi giorni li avresti rivelati, ci hai detto di stare “stay tuned“, oggi è giovedi e dei requisiti ancora neanche l´ombra.

Non lo dico mica per me, io con il mio ritiro della patente, con annessi cinque giorni di arresto tramutati in ammenda, con la mia carica di segretario del Partito per Tutti, io il cuore me lo sono messo già in pace.

Ma è che in giro vedo la gente preoccupata, vedo persone che al mattino camminano come zombies assonnati, e dalle loro occhiaie grosse come melanzane intuisco che la notte non dormono. Persone che quando si siedono tamburellano nervosamente le dita, loro fanno finta di niente ma si vede lontano un miglio che stanno pensando: ” avrò o non avrò i requisiti per prendere il bollino verde di Beppe Grillo?”.

Beppe, cerca di capirli, fra poco è ora di fare il cambio stagione. Ieri ho visto una signora assorta davanti ad una vetrina di un negozio d´abbigliamento e ho intercettato i suoi pensieri: ” bella questa giacca di renna, quasi la prenderei, ma se dopo a Beppe Grillo non va bene, che cosa ne faccio?”.

Beppe, qui a Bolzano siamo gente pragmatica, pensa che quelli del tuo mitap hanno già deciso di riunirsi sabato per discutere di una eventuale lista. Metti che uno non abbia i requisiti giusti, non mi sembra giusto fargli perdere tempo per niente.

Certo che questa storia dei requisiti è complicata: Noi del Partito per Tutti l´avevamo fatta molto più semplice. Tutti potevano candidarsi, bastava solo rispondere esattamente a tre domandine facili facili, tipo queste:

1) Qual´è la capitale del Sudan?

2) Quanto fa 56 meno 24?

3) il contrario di accentrato?

PERCHÈ LE DONNE NON BESTEMMIANO?

18 settembre 2007

 

Sarei quasi tentato di lasciare vuoto questo post, basterebbe il titolo. Infatti lo lascio vuoto, anche se mi sarebbe piaciuto raccontarvi di come a volte gente che conosco  usa la bestemmia come una sorta di punteggiatura verbale (virgole, punti esclamativi, punti e virgole, due punti, ogni segno ortografico trova la sua bestemmia corrispondente e questa può variare da persona a persona, anche se il dioccan al posto della virgola è un classico).

Ma quello che mi preme sapere è perchè la bestemmia (che non mi scandalizza, sia chiaro, è che dopo la quinta in un minuto annoia) sia  una abitudine quasi solo maschile, quasi mai si sentono donne che bestemmiano

Eppure, in fondo, per come è andato il mondo fino adesso, ad avercela con Dio dovrebbero essere sopratutto loro. O forse no?

ANNI SETTANTA

11 settembre 2007

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Che periodo di merda, gli anni settanta, almeno per me che ho cominciato a viverli consapevolmente solo dalla seconda metà. Periodo di merda se consideriamo che il parametro con cui si giudica un periodo della propria vita è collegato in modo direttamente proporzionale (anzi direi quasi esponenziale) alla quantità e qualità di gnocca che riesci a tirar su.

C´è stato un periodo nel quale per raccattare gnocca era fondamentale “stare male, averci dei problemi, essere in crisi” e via dicendo. A me questo non è mai riuscito in maniera credibile, eppure ce la mettevo tutta, giravo con l´Eskimo, ascoltavo Claudio Lolli, leggevo Marcuse, insomma ci provavo seriamente, ma a tradirmi arrivava sempre la mia faccia da culo che mi sbugiardava in un nanosecondo.

E quando finalmente avevo imparato a recitare discretamente la parte del giovane Werther, mi arrivano John Travolta e Olivia Newton John a cambiarmi le regole del gioco

PROVACI ANCORA, SAM (LUCA)

31 agosto 2007

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Come sempre, sono arrivato in ritardo. Più o meno come ai concerti, dove arrivo in tempo per i due ultimi pezzi e i bis. Luca Marcon ha tenuto un incontro pubblico dove avrebbe dovuto annunciare la sua candidatura a leader del partito democratico di Bolzano e provincia, e invece ha annunciato di voler rinunciare all´impresa a causa dell´eccessivo numero di firme necessarie (500 e passa) per poter essere ammesso.

Onestamente non me lo aspettavo, anche perchè che ci fosse questo ostacolo lo sapeva anche prima di annunciare alla stampa la sua intenzione di candidarsi, ma forse sperava in uno sconto o una modifica in extremis del regolamento, o qualche altra cosa.

Ha comunque intrattenuto gradevolmente i presenti ( non molti ma neanche pochi per una situazione del genere, una quindicina di persone, compreso lui, me, vince e Correntone Rossi che, tenendo fede al suo ruolo di leader dell´opposizione interna del Partito per Tutti, ha palesato una sospetta identità di vedute col Marcon).

Non che le prossime primarie del partito democratico avessero un gran fascino già di loro, ma senza almeno un candidato esterno ai partiti fondatori, il tutto si riduce ad una semplice conta degli azionisti. Luca ormai non può più farci niente, ma se io fossi tra i maggiorenti del nascente partito democratico una cosa la farei, eccola:

In nome del nobile motto di Voltaire (o era Stielike?), “disapprovo ciò che dici, ma darei la vita perchè tu lo possa esprimere“,  le firme a favore di Luca Marcon le raccoglierei io (non io io, io se fossi il PD, o anche uno degli altri candidati, una volta raggiunto il numero sufficiente per me).

Sarebbe un bellissimo gesto che riparerebbe l´ingiustizia dell´esorbitante numero di firme richieste,  porterebbe più gente (e più botte da 5 euro al colpo) al voto alle primarie e le renderebbe più credibili.

L´unico problema sarebbe il fatto che gliel´ho detto io

   

LUCA, SIAMO AMICI O NO?

29 agosto 2007

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Non so ancora se Luca Marcon sia mio amico o no, però un po´ ci spero. Al Luca  è venuta l´idea di candidarsi alla guida del partito democratico del Sudtirolo (la provincia di Bolzano), e fin qui niente di male, in fin dei conti le primarie le abbiamo fatte anche noi del Partito per Tutti, e anche prima degli altri.

Certo, qualche problemuccio pratico la cosa te la crea, Luca deve raccogliere entro l´11 settembre (che data!) minimo 500 firme autenticate per potersi presentare. Neanche tante, se si ragiona in termini assoluti.  Parecchie,  tenendo conto che alle primarie dell´Ulivo in Alto Adige (la provincia di Bolzano), nel 2005 hanno votato 7728 persone, e si pagava solo 1 euro invece di 5 come adesso. E c´era anche Bertinotti, che ha preso quasi 1000 voti, che adesso bisognerà per forza sottrarre. Ed era anche la prima volta (escluse quelle del PPT) che si tenevano delle elezioni primarie. Ovvio che firme e voti sono cose diverse, ma un minimo di proporzione c´è sempre.

A me piace la gente che ci prova, e mi dispiace non poterci provare anch´io. Vi devo confessare che anche  la Guressa ed io volevamo presentarci in tandem, stile Pannella e Bonino, alle primarie del partito democratico. E ciò che ci ha fatto dissuadere dall´intenzione non sono state le firme, nè la mia presunta ineleggibilità. È stata tutta colpa della necessità di aderire al manifesto programmatico del partito democratico. 

Io, magari, soffrendo e bestemmiando, ce l´avrei anche fatta, ma anche solo pensare di far aderire la Guressa, che è tutta piena di curve, alla superficie necessariamente piatta di un manifesto, è pura fantascienza