Posts Tagged ‘SESSO SFRENATO’

CANE CRIMINALE

25 aprile 2011

La logica non dev’essere solo ferrea, ma anche zincata e possibilmente a caldo, altrimenti arruginisce. Confutare queste lapidarie ma allo stesso tempo qualcos’altro parole, sarebbe fuorviante come far finta di rinunciare all’energia nucleare per non dover presenziare ai propri processi. Niente a che vedere col circo, nè acrobata nè mangiatore di fuoco, piuttosto un santo a piedi nudi.

Miley, la mia bovara di Stielike, ha sì commesso dei crimini, ma questi si possono considerare tali solo dal punto di vista delle vittime. Un paio di mesi fa, mentre stavamo potando i luridi meli del socioconcorrente, una vecchietta piangente ci informò che la bovarina aveva appena spezzato il collo a quattro delle sue amatissime galline.

Seppur dubbioso, mi offersi di rifonderle il danno, cosa che infatti è avvenuta. Anche se poi ho scoperto che la vecchietta lasciava razzolare  i di lei volatili sulla strada interpoderale, e la povera Miley aveva solo tentato di sottrarre le galline al pericolo di essere investite dai trattori, mica colpa sua se gli esseri umani le hanno plasmate con un collo così esile, utile solo per sopprimerle con maggiore velocità e minore sofferenza.

La Pasqua ha tanti simboli, c’è la croce, l’agnello e c’è pure il coniglio. La Pasquetta, secondo la ferrea e zincata logica del bovaro di Stielike, razza canina alla quale Miley appartiene, vede questi simboli ridotti di almeno della metà. Non essendo giorno di elezioni e non potendo votare in quanto cane, Miley la crocetta non la poteva proprio mettere. Però, fortunatamente, da una gabbia dei vicini lasciata improvvidamente aperta, proprio oggi è scappato un coniglietto partorito dalla madre appena un mese fa.

Logico che la povera Miley, conoscendo la ricorrenza e vedendoselo passare davanti, non ci abbia pensato su due volte a sbranarselo. Mica poteva andare a torino a far fuori John Elkann

NON TUTTI I MEMORIAL PORTANO SFIGA

13 dicembre 2010

Lungi da me il luddismo, ma a me un po’ dispiace che i nuovi televisori li fanno piatti. Suonava poetico sintonizzare il tubo catodico sul canale austriaco. Il plasma lo associo troppo alle trasfusioni e alla respirazione difficoltosa. Ma niente muore per sempre, è tornato il vinile, tornerà anche il non digitale.

Ignorate pure il presente paragrafo, ma per me quando in un posto che si chiama Camera, sei costretto a chiedere la fiducia a uno che si chiama Bocchino, tanto lontano non vai. Meglio il classico bagno tanto caro alla sinistra preveltroniana. Dell’altra, ancora nulla si sa.

Insomma, mi fanno il Memorial, ma non è tutto loro quello che luccica. Sto imparando a suonare meglio la chitarra. Dopo cinque lustri abbondanti passati a galleggiare tra il terzo e il quarto mese di impraticatura col sopracitato strumento, nelle ultime due settimane sono quasi arrivato al terzo anno. E tutto ciò è senz’altro positivo, un Memorial preso col giusto piglio non deve per forza portar sfiga

ARIDATECE LA RANA, O ALMENO UN SERIAL KILLER

3 agosto 2010

Fratelli e sorelle, l’anno scorso qui in Sudtirolo ci si divertiva di più. Non parlo a titolo personale, anzi per me va molto meglio quest’anno, specialmente a livello di crescita e vendita degli ortaggi, in questo campo davvero non v’è nulla di cui lamentarsi. Ho riconfermato la mia liderscip cittadina nei cetriolini, nei mazzi di fiori e nei pomodori cuore di bue (anche se quest’anno ce ne sono parecchi che non raggiungono la pezzatura ideale, e per questo vengono ribattezzati “cuor di vitello”, Kalbsherz in tedesco). Ho tenuto la posizione coi rapanelli, ho anticipato tutti con le zucchine, sto innovando con le melanzane Nubia e quando sarà l’ora dei fichi e poi dei cachi, non ce ne sarà per nessuno.

Quello che rompe i coglioni è che quest’anno, come tutti gli anni in cui non succede un cazzo, qua dalle mie parti si parla di toponomastica. Almeno l’anno scorso c’era la rana crocifissa a tenere banco, non che si pretenda tutti gli anni un serial killer, ma almeno qualcosa di nuovo ogni tanto ci vorrebbe.

Comunque pare che si stia arrivando alla soluzione del problema, la SVP ha presentato un disegno di legge in consiglio provinciale, dove ha la maggioranza assoluta. Risolverà sicuramente il problema in modo equo e duraturo, anche se l’andazzo non mi sembra dei migliori. Da come la vedo io, anche per rispetto dei turisti, andrebbero tradotti in italiano solo i termini che indicano il tipo di posto dove si sta andando: lago, fiume, comune, frazione, monte e valle, almeno uno sa che scarpe mettersi. Assolutamente non si deve tradurre il termine Hof in maso. Potrebbe succedere che il povero turista, appena uscito dall’autostrada con lo stomaco che reclama i canederli, capiti al Maso della Pace (Friedhof) e non vi trovi anima viva

OGNI TANTO VA BENE ANCHE POSTARE UN VIDEO

28 luglio 2010

DOPPIETTA DI HUNTELAAR

5 luglio 2010

Innegabile è una parola scomoda, ma d’altronde se onnegabile non esiste e annegabile vuol dire tutta un’altra cosa, e le restanti due vocali starebbero bene solo in tedesco e francese, non ci si può esimere dal sottolinearne la giustezza dell’ uso in questo caso. Logica supporrebbe che a questo punto il lettore si chiedesse “si, ma in questo caso cosa?'”. Non cadete nel presunto tranello e passate oltre, fate vostro il diciottesimo comma dello scibile di Stielike, tanto qui si parla del caldo.

Il caldo a Luglio è inevitabile, questo lo sanno anche i sassi e probabilmente lo sapevano anche prima di noi. Bolzano è una delle città a rischio e i suoi sassi lo sanno, anche quelli portati qui dopo la grande guerra. Gli anziani sono la categoria più esposta a malori e cedimenti strutturali, ma questa è cosa normalissima, succede anche quando fa tanto freddo e poi almeno un minimo di ricambio generazionale ci vuole.

A me il caldo piace, anzi deve piacermi per forza, altrimenti come giustificherei il fatto che tengo sei serre e sono in procinto di costruirne altre? le piante in serra stanno da dio, è un piacere vederle così rigogliose grondare di ortaggi. Fagiolini modello Amazzonia, pomodori alti tre metri, cetriolini che crescono a guardarli, melanzane Nubia che spuntano da tutte le parti e altro ancora. Certo, le devi curare e difendere, ma il tubo goccia e il macerato d’ortica e d’equiseto aiutano parecchio e non molto.

E poi ci sono i mondiali. Bellissimi questi, i migliori che abbia mai visto, nell’ orto ho piazzato un televisore perennemente piazzato sulla tv austriaca che trasmette tutte le partite e di Salvatore Bagni ignora addirittura l’esistenza.  Tenevo per il Portogallo, l’Olanda, il Ghana e la Svezia che neanche c’era. Una mi è rimasta e la vedo vincente in finale. Doppietta di Huntelaar al 74 e 87simo

NON È PANZA, È PROTEZIONE ADDOMINALE

18 gennaio 2010

Peraltro niente di eclatante, ultimamente. Ma poi, peraltro cosa?.  Io nel dubbio l’ho messo, ma si può mettere un punto normale dopo un punto esclamativo? ed è lecito che questa frase continui iniziando con una minuscola? Son dubbi da poco, facilmente risolvibili e quindi assai poco interessanti. Molto meglio sarebbe riuscire stabilire contemporaneamente velocità, posizione e massa del bosone di Stielike, sempre che esso non sia egli.

Sabato sono andato ad un concerto di un gruppo di combat-folk politicamente correttissimo, socialmente impegnato, libertario e terzomondista. Neanche malaccio, a dirla tutta. Pezzi propri, testi più che onesti e anche una discreta tecnica, per quanto di essa non ne sia io ferratissimo. Li ho ascoltati fino alla fine, me ne sono andato solo quando sembrava che il pubblico non chiedesse il bis. Mi son detto “prima che cambino idea, meglio cambiare aria, magari questi ti piazzano il “Bella Ciao” che, da quando l’hai sentita cantare a Santoro, ti fa venire l’arioma col fischio”.

Meglio spaccar legna. Lo spaccazocche del Sior Zelger  funziona alla grande e quella che vedete non è panza, ma una protezione addominale. Per come è concepito, le zocche che a volte saltano di colpo, dovrebbero essere espulse di lato, ma non si sa mai che trovi quella anarchica ti va secca sugli zebedei. La Iso lo aveva battezzato come ennesimo rudere, ma ogni giorno che passa ne vien vieppiù affascinata e non è detto che prima o poi non lo vorrà provare.

Peraltro, qui a Bolzano ballano sul Taitènic. In attesa delle prossime elezioni comunali, discutono di alleanze, di candidature e di primi e doppi turni. Non lo sanno che un fantasma s’aggira per Bolzano, pronto a bivaccare pacatamente e serenamente  nella sordida e grigia sala del Consiglio Comunale . Il suo nome lo sapete

DUE EURO SENZA CONSUMAZIONE

22 ottobre 2009

urna

Potrebbe davvero valerne la pena, di andare a votare per Ignazio Marino alle primarie del PD. Sarebbe senz’altro una buona ragione per aiutare questo giovane partito a lanciarsi verso un suo totale rinnovamento che sarebbe certo cosa buona e giusta anche per l’intera nazione. Un rinnovamento effettivo e non di facciata, nuovi ideali ed un cambio generazionale ormai non piú differibile, una nuova classe politica spinta dalla passione e non dall’interesse personale.

Potrebbe davvero valerne la pena, tra l’altro dalle nostre parti le primarie si fanno nei circoli e nei bar, si potrebbe anche rendere il dilettevole all’utile, entrando a mo’ di torrente in piena nel crogiolo della dicotomia di Stielike, per la quale é indifferente quale sia l’uno e quale sia l’altro, e financo che l’uno o l’altro ci sia o ci siano.

Quanto vogliono?  due euro senza consumazione. Troppo, non ne vale la pena

KUSCHELTIER E KUSCHELMENSCH

1 ottobre 2009

miley 090

È d’uopo come minimo [nel post precedente ho messo che lo era alla grande, ma pare che nessuno abbia apprezzato (stronzi che non siete altro) ] un aggiornamento su Miley, la cucciola di Bovaro di Stielike che ormai è entrata a pieno titolo come componente della famiglia Ferrari-Pichler.

Devo ammettere, suo malgrado, che Miley sta ampiamente rendendosi degna del suo ruolo di capostipite di questa nuova razza canina, sia a livello somatico che comportamentale. Ancora non riesce a dominare alcuni suoi istinti, ma il raggiungimento dell’equilibrio  isologico stielikiano non pare più essere un’utopia. Giorni fa abbiamo organizzato un incontro degno di Maria de Filippi tra Miley e Shayla, sorelle separate  della stessa cucciolata e relativi esseri umani affidatari. Officiante della cerimonia Tingo, il porcocane di Xeena che si è prodotto nella sua specialità, il correre a vanvera senza costrutto alcuno. Miley in quest’ occasione ha mostrato una discreta padronanza delle tecnica stielikista delle sfiancare l’avversario fino a renderselo complice, se non addirittura amico.

 I suoi tratti somatici,  ed in particolare le orecchie, sono certamente un indizio per stabilirne l’autoctonia,. Scorrendo nelle sue vene sangue di Bovaro Bernese e di Pastore Tedesco, Miley ha un orecchio sù ed uno giù, alternati a secondo dell’umore, del tempo atmosferico e di un’altra variabile che ancora non sono riuscito ad individuare. Una perfetta sintesi tra il “taca la bala ” di Herrera e il “Occ, pazènzia e bùs d’e cul” di Arrigo Sacchi.

Ma è nel comportanento, ed in particolare quello che attiene al momento di andare a dormire, che la ferrea logica  stielikiana viene a manifestari. Miley, quando sente la frase “gheamol Haia” (ancora non sa l’italiano), va a ripararsi nel suo angolino portandosi dietro una bambolina di pezza. Logico al massimo, i cuccioli umani vanno a dormire con un Kuscheltier (un orsetto o un qualsiasi altro animale di pelùsc), lei da animale qual è,  va a a nanna con un Kuschelmensch, la bambolina appunto

MANGIO TROPPI POMODORI?

2 agosto 2009

merda 02.08.09

…che poi, sarà merda oppure sugo?

BERLUSCONI È IL PADRONE D’ITALIA, RENDIAMOGLIELA PIÙ PICCOLA

26 Mag 2009

tetta_gigante

Che ormai Berlusconi è il padrone dell’Italia, e che lo sarà per molto tempo ancora, ormai lo sanno anche i sassi chiari di montagna sui quali scorre l’acqua cristallina. Se la sta disegnando a sua immagine e somiglianza e non vale certo la pena di insistere sui dettagli, il succo è quello. Ed è pure bravo a ritagliare un cospicuo spazio per i suoi denigratori, ad essere maligni (e lo sono) verrebbe da pensare che mette a libro paga pure loro. Essere italiani comincia ad essere una rottura di coglioni. 

Travaglio amico di Santoro, a sua volta amico di Costanzo, a sua volta ancora amicone di Berlusconi, sembrano tutti personaggi di una commedia in stile Goldoni (non quello dei preservativi),  starli ad ascoltare è solo perdere tempo per niente, specialmente quando è in corso un’erezione e c’è la lavastoviglie da svuotare ( e qui non c’è nulla di autobiografico, sono solo parole sputate per terra a mo’ dei celeberrimi aforismi scatarrati che Hristo Stoichkov ci donò nel mai abbastanza rimpianto 1994).

Ma, come sempre, il Partito per Tutti ha una soluzione materassabile anche per questo, semplice ed efficace come è nel suo stile dal 2005. Berlusconi è il padrone dell’Italia? bene, allora rendiamogliela più piccola. Inizieremo noi del Sudtirolo che, magari insieme ai trentini, chiederemo l’annessione alla Svizzera.

La strategia potrà poi proseguire coi triestini che lascieranno l’Italia per aderire all’Istria, coi valdostani che torneranno francesi, compresa la signora Franzonì. Poi ci sarà la Liguria che si unirà alla Corsica e alla Sardegna, la Sicilia che finalmente entrerà a far parte degli USA, Friuli e Veneto che andranno con l’Austria, San Marino si annetterà l’Emilia, le Marche, L’Abruzzo, il Molise, Umbria e Toscana. Il Lazio se lo riprenderà il Vaticano e, a completare il quadro la Puglia, che potrà scegliere tra Albania e Montenegro.

Al momento non ho una soluzione per Piemonte, Calabria, Basilicata, Campania e Lombardia. Ma qualcosa al Berlusca bisognerà pur lasciarglielo, foss’anche solo per la gioia della Wood, che abita a Moncalieri

pipuntoessepunto: l’immagine non c’entra nulla col post, ma una tetta fa sempre odiens

DACIA LOGAN, L’AUTO DI SINISTRA

5 febbraio 2009

A parte Mutu, l’attaccante della Fiorentina noto per la sua loquacità, per i rumeni in Italia non è un gran periodo. Nell’immaginario collettivo ormai si è radicata la convinzione che se uno è rumeno, un po’ più attento ci devi stare, e anche nei media una notizia di cronaca nera rende di più se il protagonista è originario della terra di Ungureanu rispetto ad un generico straniero. Di ciò ne consegue che anche il Made in Romania, che già di per sè non è mai stato sinonimo di assoluta qualità, in Italia si contorna di un fetido alone d’antipatia, a volte anche non completamente meritato.

Prova ne è che il nuovo spot della Dacia Logan MCV, sulle Tv italiane non l’ho ancora mai visto. Eppure è molto carino anche se non ho capito ancora chi è la canuta signora che gioca a calciobalilla con Martin Luther King, sempre che sia lui. Renderebbe anche l’auto appetibile ad una clientela di nicchia che, se l’adottasse come oggetto cult,  magari prenderebbe maggiore coscienza si sè e dello sbarramento al 4% non ne farebbe poi questo dramma.  Considerando anche il fatto che la si pagherebbe meno di una Panda, un discreto successo commerciale potrebbe anche averlo.

Anzi, quasi quasi un pensierino ce lo farei, a me il Made in Romania piace parecchio, mi rimanda inopinatamente al concetto di essenzialità antitecnocratica ben espresso nel sesto ed ultimo postulato del decalogo di Stielike. E il marchio Dacia mi ricorda il mio primo risveglio in terra di Romania, quando rimasi scioccato dal fatto che tutte le auto parcheggiate sulla strada erano uguali. Portavano il marchio Dacia, ma in realtà erano delle Renault 6,  un’auto all’epoca dei fatti  seconda come bruttezza  solo alla Ami 8 berlina

pipuntoessepunto chiedo scusa, mi son sbagliato e per fortuna me ne son reso conto da solo. Le Dacia che vedevo sulla strada a Timisoara non erano delle Renault 6, bensì delle Renault 12 color pastello. Il discorso sulla bruttezza comunque resta valido, anzi…

ERAVAMO IN TREDICI

14 novembre 2008

Eravamo in tredici ieri sera a Laives (BZ) a vederci il concerto degli Ahleuchatistas, a me sono piaciuti tantissimo. Se qualcuno riesce ad ascoltare tutto il brano diventa automaticamente amico mio su feisbùc

SO ISST SÜDTIROL

2 luglio 2008

A me piace parecchio essere nato e vivere in Sudtirolo, quello che non sopporto è che si dia un´enfasi esagerata a tutto quello che è rigorosamente Meid in Sauttirol, sia che siano persone, che cose, che cibi. I Sudtirolesi sono persone brave e laboriose, ma hanno il difetto di considerarsi l´ombelico del mondo e questo li fa assomigliare più agli abitanti dell´Isola di Pasqua che agli Olandesi, per me i migliori del mondo.

Sembra che l´essere sudtirolese ti dia quel po’ di più rispetto ad uno normale, e non è vero niente, è solo una questione di marketing ben fatto, e non a caso il sudtirolese che guadagna di più è quello che si occupa di promuovere il prodotto Südtirol. E pensare che c´è qualcuno che lo accusa di sfavorire l´uso della lingua italiana nella promozione, chi fa questo capisce meno di niente , il Sudtirolo meno italiano è più piace agli italiani, che sono i turisti migliori e quelli che spendono di più.

Prendete per esempio lo speck, il prodotto sudtirolese tipico che più tipico non si può. È tutto fatto coi maiali olandesi o ungheresi, o di dove costano meno, lo speck vero te lo puoi mangiare solo se conosci di persona qualcuno che ha i maiali, e anche lì occhio a che gli da da mangiare, come in tutto il resto del mondo. Le mele poi, almeno metà delle mele col marchio Südtirol vengono dal Brasile o dalla Cina, basta che il titolare abbia la residenza qui. Tu vai a mangiare in una tipica malga di montagna convinto che facciano tutto loro e ti appioppano i piatti tipici sudtirolesi confezionati da operai pachistani nella zona industriale di Bolzano, però almeno li scongelano bene.

E poi le persone, alla fine non credo siano molti quelli come me, che se vanno a ritroso nell´albero genealogico trovano al massimo una bisnonna nata fuori dai confini sudtirolesi, eppure per una strana coincludenza di sliding doors sono di madrelingua e cultura italiana, ma anche sudtirolese. Tutta questa pappardella per un meme? ebbene si.

Spaghetti mit Knödel mi invita ad una catena dove i vari blogger sudtirolesi (che palle!) devono confessare i cinque piatti che non devono mancare almeno una volta al mese. SMK, che vuoi che ti dica? mangio quello che mangia tutto il mondo, se vuoi ti faccio un elenco dei cibi tipici sudtirolesi che mi piacciono o meno.

I Leberknödel (canederli di fegato) secondo me fanno pietà ai sassi, ho  provato a mangiarli un paio di volte ma per me sono da abolire, la Sauersuppe è un buttare via le trippe che si potrebbero fare alla parmigiana, il Blutwurst (che poi altro non sarebbe che il sanguinaccio) mi fa vomitare. Alla fine la cucina è essenzialmente questione di ingredienti, quelli tipici sudtirolesi non si trovano nei market, il Beerlauch (aglio orsino), i Rübenkeim (germogli di rapa fatti al buio) e, per non smentirmi, i rapanelli di tutti i colori (bianchi, rossi e neri), che in altri posti non fanno.

Alla fine mi rendo conto che non ho neanche fatto il meme, ma faccio sempre così, anche coi blog non sudtirolesi

 

SE FOSSI VAN BASTEN

13 giugno 2008

Fossi Marco Van Basten , il cigno di Utrecht attuale CT dell´Olanda, la possibilità di far fuori in un colpo solo Italia e Francia non me la farei scappare. Sono squadre che alla fin fine ti può capitare di incontrare in semifinale, meglio togliersele di torno subito e mandare in pasto alla Spagna i rumeni, che poi non si sa mai che la facciano fuori al di fuori di ogni pronostico. Poi li ribecchi e gli fai vedere che stavi solo scherzando, vai in finale e come va va.

Marco, pensa un po’ che alla TV italiana stanno già dubitando della tua onestà e rettitudine sportiva, proprio nel paese dove ti hanno massacrato scientificamente  le caviglie, a te che eri il miglior calciatore che io abbia mai visto, meglio di Pelè e meglio anche di Maradona. Marco, manda in campo le riserve e prenditi una goleada dai rumeni, hai anche la scusa di fare un gesto antirazzista e politicamente corretto nei confronti dei rumeni che in Italia ormai sono il capro espiatorio di tutto, per i francesi non ti preoccupare che una batosta non gli fa mai male.

Mi rendo conto che questo post è incomprensibile per chi non sia appassionato di calcio, e prometto di scriverne un altro domani

APDÈIT quindici del sei alle zero uno: ho visto che il possibile biscottone dell´Olanda è diventato l´argomento del giorno, e nessuno che accenni al fatto che se Francia e Italia pareggiano 0 a 0 (cosa possibilissima), i rumeni passerebbero anche in caso di sconfitta per 5 a 2 o comunque con meno di tre gol di scarto (cosa possibilissima anche questa). Per cui, Marco non ascoltarli neanche

ZOCCOLACCIA ISTERICA

8 giugno 2008

Come facilmente si evince dal titolo, si tratta di una canzone d´amore. Pacatamente, serenamente vi confesso che potrebbe essere autobiografica, ma anche no

il testo lo trovate qui