Posts Tagged ‘rapanelli neri’

VOTO LA MAGLIA NERA

27 ottobre 2008

Alla fine, a votare ci sono andato anch’io e mi sono pure divertito. Devo ringraziare la Iso perchè se non fosse per lei non avrei varcato la soglia del seggio elettorale, ed essendoci ormai dentro non votare mi sembrava più stupido che farlo.

Come molti di voi sanno, il Partito per Tutti di cui sono segretario, non si è presentato alle elezioni per il rinnovo del Consiglio Provinciale di Bolzano, ritenendole inutili in quanto la soluzione definitiva e materassabile dell’eterna questione sudtirolese sta nell’annessione dello stesso alla Svizzera, tutto il resto è fuffa, pizza e fichi e anguria con la mortadella.

Chiaro che dopo aver indicato la luna, mettersi a votare qualcuno che guarda il dito non è una gran cosa, ma se guardi il tutto sotto l’aspetto ludico ti puoi anche divertire. Ho votato cercando di imbroccare la maglia nera, ossia il candidato o la candidata che in queste elezioni prenderà il minor numero di preferenze personali.

In queste elezioni è facile che la palma della lista meno votata se la giocheranno la Bürgerbewegung e i Comunisti Italiani, qui il voto inutile è pacifico, non hanno alcuna possibilità di eleggere consiglieri e quindi la coscienza è a posto. La Bürgerbewegung ha solo sei candidati e quindi è difficile che fra loro si trovi la maglia nera, meglio puntare sui Comunisti Italiani, così almeno una volta nella vita mi tolgo lo sfizio di fare il cattocomunista, coniugando la falce e martello col “beati gli ultimi perchè saranno i primi”.

Solitamente, le donne prendono meno voti degli uomini e allora voto una donna mettendomi la coscienza a posto del tutto, e già che ci sono scelgo quella con la data di nascita meno recente (qui forse ho sbagiato criterio, ma avendo visto il manifesto elettorale pensavo fosse quella che sembrava una Margherita Hack da giovane). Insomma ho votato la numero 7 di questa lista, se non ho imbroccato la maglia nera pazienza, mica era il superenalotto

SUPERENALOTTO, ECCO I NUMERI VINCENTI

23 ottobre 2008

Guardatela bene, questa è la schedina che vincerà i 100 milioni di euro al Superenalotto. Di solito non gioco mai, ho sempre considerato il lotto come una tassa sulla stupidità, ma d’altronde ero al tabacchino per comprare le sigarette e, stupidità per stupidità, tanto vale buttarsi.

Che ne farò di tutti questi soldi ancora non lo so, ma comunque almeno il cinquanta per mille li voglio devolvere a tutti quelli che commenteranno questo post corredandolo con un insulto a me rivolto. Andateci giù duri con tranquillità, per gli insulti che ancora non merito vedrò di fare il possibile

pipuntoessepunto: se qualcuno decide di giocare gli stessi numeri, per favore rivolga gli insulti anche verso se stesso

PANNELLI SOLARI PER FARE OPPOSIZIONE

16 ottobre 2008

Non c’è niente da fare. l’abetone vicino a casa mi toccherà tagliarlo, è diventato troppo grande e quando c’è vento ondeggia paurosamente, le radici stanno entrando nelle fondamenta e la chioma sta smerdando di resina il tetto. Logico che dispiace ma il sacrificio è necessario, ma comunque ho trovato il modo di mettermi la coscienza alla pari con Madre Natura quella stronza, installando dei pannelli solari a cui l’alberone farebbe ombra rendendoli pressochè inutili.

Nonostante il lavoro che faccio, Madre Natura non mi è per niente simpatica, anche perchè essa si manifesta il più delle volte sotto forma di erbacce, lumache, malattie fungine e parassiti vari. Salverei solo l’acqua, il sole e le api, ma per quanto riguarda il resto se vuoi ottenere qualche risultato la Natura devi violentarla e piegarla ai tuoi voleri, mai che essa faccia crescere spontaneamente piante di pomodori cuor di bue perfettamente sane, non bisognose di spollonatura e con palo di sostegno annesso di default. Ti tocca fare tutto te.

Dicevo dei pannelli solari, oltre che per motivi economici ed ecologici, li metto anche per rappresaglia politica contro Berlusconi, che a Bruxelles è andato a dire che L’Italia è pronta a porre il veto se l’Europa andrà avanti con la decisione di ridurre l’emissione di CO2 e di aumentare la quota di energia rinnovabile. Ma perchè bisogna andare in giro a fare di queste figure, addicendo come scusa la non buona situazione economica, proprio rappresentando l’Italia, il paese più soleggiato d’Europa e quello che più di tutti dipende dall’importazione di combustibili fossili?

IL PD CE L’ HA MOLLO?

27 luglio 2008

Che flesc ieri mattina, fratelli e sorelle. Come ogni sabato, ero al mercato contadino di Laives e stavo dando il meglio di me stesso vendendo pomodori, cetriolini, rapanelli e quant´altro. E come sovrappiù, mi concedevo anche dissertazioni varie sullo scibile umano, ricette inventate sul momento, critiche alle pettinature e consigli d´abbigliamento alle mie clienti. Insomma tutto filava liscio come doveva andare se fosse andato bene.

Ad un certo punto il flesc, all´orecchio m’ arrivano note inconsuete per quel posto, dove solitamente verso le undici riecheggia la marcia nuziale della chiesa dove si celebrano i matrimoni. Altra musica, era “Bandiera Rossa“, roba da non crederci e infatti ho dovuto mollare tutto e andare a vedere se per caso non fossero arrivati i cosacchi. Niente di tutto questo, era solo un gazebo informativo della neonata alleanza elettorale tra Partito Socialista, Rifondazione Comunista e Sinistra Democratica (i Comunisti Italiani vanno per conto loro, giusto per dare alla gente la scelta tra due diverse versioni della falce e martello). Sotto il tendone quattro persone e un amplificatore, nessuno che se li cagasse neppure di striscio ma comunque bravi come digei del popolo, hanno messo anche “La locomotiva” di Guccini e (mi sembra) “Contessa” di Pietrangeli, mica paglia da soma.

In serata, sono andato alla festa del PD, era quasi un dovere di blogger. Devo ammettere che, nonostante cercassi continuamente appigli per parlarne male, non ci riesco. Di solito, in quel posto (i prati del Talvera, che già conoscete come futura ubicazione della Festa della Ciavada Foresta) ci fanno feste non dico oceaniche ma quasi, con la gente scatenata che balla sotto il palco e gruppi che bene o male il piede te lo fanno muovere. Qui invece poca gente, pacata e serena, assisteva al concerto di un gruppo latinoamericano a volume moderato che, giusto essere pacati e sereni anche loro, suonavano senza basso e batteria veri, al massimo qualche basetta. Per la birra nessuna fila, pacatamente e serenamente te la servivano, quasi ci mettevano di più per la minerale.

Anche a gnocca quelli del PD non sono messi malaccio, si vede che perdere fa bene sotto quest´aspetto. Ma quel che più mi ha colpito è stata l´assenza dei maggiorenti del partito che sparecchiano i tavoli, alle feste dell´Unità dei bei tempi erano un classico. Giusto per dirlo, a quelli dell´anno scorso è andata di lusso, una è diventata deputata, l´altro è segretario del PD in pol posiscion per diventare assessore provinciale. Migliorati ambedue nel luc, la matrona deputata sfoggiava una polo al ginocchio massima misura, con le maniche che le arrivavano a metà strada tra gomito e polso e il segretario, abbandonati gli imperdonabili pinocchietti dell´anno scorso, aveva optato per un sobrio paio di braghette stile boiscaut.

Per gli sparecchiatori di quest’ anno non vedo niente di tutto questo, tra l´altro si notavano anche meno, quasi nessuno mangiava. Alla fine siamo stati gli ultimi ad andare via, una festa senza eccessi, educata e responsabile, altro che le kermesse casiniste della Lega dove tutti urlano e sbraitano. Generalizzando alla grossa si potrebbe proprio dire che il PD è il contrario della Lega.

Oddio, ma allora ce l´ha mollo?

CERVI E RANE, QUI NON SI PARLA D´ALTRO

24 luglio 2008

Giusto per non parlarvi sempre di verdura e dei cazzi miei in generale, vi aggiorno su quello che sta succedendo dalle mie parti. Innanzitutto pare che il gran momento sia arrivato. Franz Pahl, uno dei duri e puri della Volkspartei, ha iniziato lo sciopero della fame con l´obiettivo di far rimuovere dal nuovo Museo d´arte contemporanea la rana crocifissa che, oltre ad offendere il tradizionale sentimento religioso dei sudtirolesi, sarebbe anche motivo di doglianza per sua santità il Papa che fra poco arriva in ferie da noi, come se non ne avessimo abbastanza dell´Inter

Fatto sta che il buon Franz si è affrettato a precisare che proseguirà lo sciopero della fame “finchè le forze lo sosterranno”, come a dire “faccio un po’ di dieta” o “provo a smettere di fumare”. Eh no Franz, così son buoni tutti a farlo, almeno ad uno straccio di ricovero per accertamenti ci devi arrivare, altrimenti fai una figura barbina come la mia di un paio d´anni fa, quando ho minacciato un quarto d´ora di sciopero della fame per protesta contro l´infelice collocazione dei manifesti elettorali del Partito per Tutti.

Dopo la rana, il cervo. Molti di voi sapranno del cervo che, dopo un´incursione nel centro storico di Bolzano, è finito in un parcheggio sotterraneo e lì è stato abbattuto a pistolettate da chi di dovere. Ne è venuto fuori un casino, organizzazioni ambientaliste infuriate perchè il cervo doveva essere narcotizzato e trasportato con un´apposita ambulanza ad un centro specializzato dove avrebbe potuto essere curato e poi reinserito nel suo habitat naturale. E, una volta riambentatosi, essere pronto per farsi prendere a fucilate da qualche cacciatore, magari proprio da Kaiser Luis Durnwalder, lider maximo del Sudtirolo e cacciatore a tempo perso.

Ci sono state prese di posizione dure anche dal mondo politico, e il nostro autorevole quotidiano Alto Adige (anzi direi autorevolissimo, come altrimenti definire un giornale che nelle pagine culturali pubblica un megaservizio sull´apertura di un nuovo supermercato di uno dei suoi maggiori azionisti?) è pieno di lettere di protesta di cittadini indignati. Che volete che vi dica? qui di cervi ce ne sono a migliaia e ogni anno ne abbattono qualche centinaio, sono quasi come i polli d´allevamento, bestie con la stessa dignità dei cervi ma di cui ognuno si ciba senza preoccuparsi di come vivano e muoiano.

Ma ora il grosso interrogativo è un altro, dov´è finita la carcassa del cervo? nessuno sa dove sia ma io si. Ho due alternative: o l´hanno messo in freezer per festeggiare la fine dello sciopero della fame di Franz Pahl, oppure l´hanno imbalsamato per poi crocifiggerlo al posto della rana. Bakunin, hai qualche ricetta facile e veloce per cucinare il cervo?

pipuntoessepunto: un pensiero per il cervo: caro ungulato, almeno tu prima di finire impallinato, ti sei tolto la soddisfazione di ferire, anche se solo leggermente, qualche umano. Glia altri tuoi simili di solito finiscono in ragù senza neanche un minimo di gloria

DI TUTTO, MA NON DI PIÙ

3 giugno 2008

Tremendo, sono pieno di arretrati, dovrei dire la mia su un sacco di cose ma non riesco a trovare il tempo di farlo, anche colpa del pc che improvvisamente e senza un motivo plausibile, ogni tanto si spegne. Avesse le foglie, capirei subito perchè lo fa, magari soffre di carenza d´azoto o di ferro o ci sono parassiti o malattie fungine, ma il pc si spegne e basta, c´è solo da sperare che si metta a posto da solo, come la lavatrice della Brigida.

Comunque, qua in Südtirol stanno tutti impazzendo per una rana crocifissa esposta al nuovo museo d´arte contemporanea appena inaugurato. Schützen che protestano, quintali di lettere al quotidiano Dolomiten (la bibbia dei sudtirolesi), dibattiti dappertutto e tutto per una rana crocifissa che sarà stata una delle prime robe che mi sono arrivate per mail da quando ho internet, e saranno almeno dieci anni.

In più sabato c´era la festa della chiusura del Masetti, pensavo ci fosse qualcosa di coinvolgente e invece mi sono imbattuto in un concerto di un gruppo schifoso, per decenza non ne faccio il nome, anche perchè non lo ricordo perfettamente. Se c´è una cosa che ho sempre odiato è il rock da oratorio ( e per me dall´oratorio arrivano anche Elio e compagnia bella), quel pseudodemenzialgoliardico senza volontà d´offendere fatto di riprese di canzoni altrui rifatte con un umorismo e un groove degni di messa beat, una ciofeca suprema a livello musicale per tacere dei look da bocconiani poveri. Unica nota postiva la gnocca, ce n´era in abbondanza anche se era la tipica gnocca da canonica. E non è affatto un diminuitivo, la più grande chiavata collettiva della storia secondo me si è svolta a Tor Vergata durante il giubileo dei giovani, altro che Woodstock dove erano troppo fatti per darsi alle copule.

Per il resto, solo grigliate e lavoro. E una partita a risiko non finita, che avrei vinto con sagacia e scaltrezza se la Xeena non avesse scodellato dei punteggi miracolosi coi dadi. Alla fine sono comunque stato dichiarato vincitore morale della partita, il peggio che possa succedere. E oggi è pure il compleanno della Iso, dite che il solito cartone da sei di Teroldego Rotaliano va bene?

LA BERTÈ, IL PD, SANREMO E LA FIAT 500

29 febbraio 2008

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Sfuggire a Sanremo non è impossibile, è inutile (parafrasando una celebre massima di un parente postumo acquisito di Sofia Loren). Poco o tanto ti si insinua nel cranio e finisce che ne parli per forza, tipo la storia dell´esclusione di Loredana Bertè che, leggo adesso , si è esibita in manette. Ecco, giusto per dire la mia,  per me l´ha fatto apposta e ha fatto anche bene. Difficile credere che un volpone come Alberto Radius abbia fatto la taroccata convinto di farla franca e credo anche che senza il colpaccio del plagio (che poi plagio non è, si tratta solo di un pezzo non inedito), Loredana Bertè sarebbe passata inosservata, più o meno come una candidatura nel PD di un reduce da più di due legislature.

Io ci ho provato a sfuggire a Sanremo, sono andato a vedermi Andrea Parodi, un cantautore omonimo dello scomparso leader dei Tazenda anche se le premesse non erano delle migliori, avevo letto di una sua collaborazione con Claudio Lolli e già questo era foriero una serata non proprio all´insegna dell´allegria. Insomma prendo la Fiat Palio Weekend, passo a prendere Cabassa e andiamo al  Masetti a subire il supplizio.

Il tipo è tremendo, non basta che faccia pezzi del primo De Gregori e che presenti canzoni sue di quelle che trent´anni fa ti avrebbero evitato una copula più che meritata per sopravvenuta indisponibilità della potenziale partner. Non basta, questo assomiglia come due gocce d´acqua (il disslesimento è voluto) a Lello Arena, solo un po’ meno strabico, anche se dopo la terza birra è proprio lui. Serataccia, a volte capita e ce ne andiamo, torno a casa, accendo la Tv e mi trovo la tettona Tatangela che canta con Michael Bolton, il testimone di nozze ideale per un matrimonio gay, politicamente correttissima come situazione.

Alla fine la cosa che mi rimane di più è che vicino a me era parcheggiata una Fiat 500 di quelle nuove. Dico io, ma se volevano proprio fare una bella cosa, perchè non l´hanno fatta con le porte che si aprono controvento come quella originale?

OSKAR KHUELLO FERO

13 febbraio 2008

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Qui da noi in Südtirol, delle elezioni ce ne frega pochissimo, è dura dirla ma chiunque vinca, per noi è lo stesso. Ho buone ragioni per pensare che questo mio blog sia molto più frequentato fuori dai confini sudtirolesi (che spesso sono molto più mentali che orografici) che dalle mie parti, e allora qualche volta mi diverto a “spiegare” il Sudtirolo agli altri italiani, che ne hanno un´immagine molto spesso da cartolina, tutta mercatini e piste da sci.

Da noi le elezioni si potrebbe anche fare a meno di farle, in fin dei conti sono tempo e soldi buttati via, tanto che a parte un´eccezione (quella canonica che conferma la regola, a Bolzano una volta hanno eletto il sindaco sbagliato per sette voti, ma hanno subito rimediato), le elezioni sono sempre andate come dovevano andare. Casomai dove si decide qualcosa è nei caucus della SVP, il partito votato dal 90% dei tre quarti degli elettori.

Non si sa ne perchè ne percome, ma qui si al Senato si vota ancora coi collegi uninominali, col Mattarellum insomma, il Sudtirolo è diviso in 3 collegi, vince chi prende più voti. Nei collegi di Merano e Bressanone non c´è trippa per gatti, il senatore è talmente SVP che addirittura nella prima repubblica ci fu l´unico caso di elezioni suppletive al Senato ( era morto l´unico senatore che aveva preso più del 65% necessario per non essere eletto coi resti come tutti gli altri). Nel collegio di Bolzano invece, in teoria la cosa sarebbe più equilibrata, ma anche qui la SVP ha fatto bottino pieno.

C´è da riconoscere che quelli della SVP sono dei grandi, nel 2001 fecero uno scambio alla pari con l´Ulivo,  seggio al Senato per Oskar Peterlini (SVP), seggio alla Camera per Gianclaudio Bressa ( bellunese Ulivo, a Bolzano nessuno sapeva chi fosse). Nel 2006 alla Camera andarono per conto loro (col proporzionale) ma al Senato riconfermarono Peterlini con i voti del centrosinistra. Adesso puntano a ricandidare Peterlini punto e basta, e alla fine ce la faranno, tranquilli tutti.

Qualcuno del PD ha proposto che al posto di Peterlini fosse candidato un loro esponente di lingua italiana, giusto per rendersi presentabili al loro elettorato. A loro voglio tendere la mia generosa mano, candidate me, ho tutte le carte in regola. Non so perfettamente il tedesco, ma nel dialetto sudtirolese me la cavo alla grande, l´unico ostacolo potrebbe essere rappresentato dal mio Oscar senza kappa (anche se metà della posta che mi arriva è indirizzata Oskar Ferrari). Ma tranquilli che faccio solo due anni e mezzo, giusto per prendere la pensione, e poi potete di nuovo mandarci Oskar khuello fero 

L´AFRICA, IMPORTANTE MA NON FONDAMENTALE

28 gennaio 2008

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Ogni tanto su questo blog arrivano gli occhioni di Lune, e fa sempre piacere vederli. Anche quando senza volerlo ti fanno ricordare che sta scadendo il termine per postare su Rotocalco, un interessante quindicinale web dove un tema unico viene analizzato da diversi scrittori (c´è scritto così). Normalmente sono sempre l´ultimo a mandare il mio contributo, non di rado sfiorando la sforamento del tempo massimo. L´ultimo tema era l´Africa, e mi sento in dovere di rendervi partecipi di quanto partorito in extremis, anche se poi questa volta proprio l´ultimo non sono stato.

L´Africa, importante ma non fondamentale     

L´Africa è importante, altrochè se lo è, specialmente da quando è stato chiarito senza ombra di dubbio che confina effettivamente col Medio Oriente, ponendo definitivamente la parola fine a diatribe ed equivoci che si protraevano inutilmente da troppo tempo. Chi controlla l´Africa non solo è ben piazzato per il reperimento delle risorse necessarie al proseguimento dei conflitti, ma allo stesso tempo limita anche le altrui ambizioni di dominio sul mondo.

L´Africa è detta anche “il continente nero”, ma allo stato attuale i neri ne controllano solo una piccola parte centrale, lo storico Congo. Madagascar e Africa del Sud sono saldamente occupati dagli anglofoni blu, mentre l´Africa Orientale e l´Egitto rischiano di restare stabilmente in mano verde islamica. L´Africa del Nord passa di mano in mano con troppa volubilità per poterne attribuire il possesso a qualcuno, anche se i viola latini hanno su di essa un´inflenza storica che indubbiamente li favorisce.

I rossi russi, che una volta in Africa disponevano di zone sotto la loro influenza, hanno dovuto abbandonare il continente, e questo è stata la miccia che ha innescato il decadimento dell´allora impero sovietico. Assenti anche i gialli asiatici, che però hanno dalla loro la forza dei numeri e non tarderanno molto a farsi presenti, almeno nelle immediate vicinanze.

Nonostante i conflitti che avvengono in Africa siano tra i più sanguinosi che la storia ricordi, stranamente essi non provocano grandi attenzioni nel resto del mondo, capita anche di imbattersi in guerre dimenticate o addirittura sconosciute, e il motivo di tutta questa indifferenza può tranquillamente risiedere nel fatto che nessuno ha l´Africa come suo obiettivo fondamentale, e che mantenerla con l´attuale status quo faccia comodo un po’ a tutti.

Ovviamente, quanto scritto finora, ha un suo senso solo se l´umanità stesse giocando una gigantesca partita di Risiko a livello planetario, una versione globale degli Scacchi di Marostica, e sicuramente così non è. Anche se ci assomiglia

TONY BLAIR O SOFIA LOREN?

7 gennaio 2008

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Dai blog di Ani  e Sara prendo spunto per fare anch´io questo innocente giochino in cui trovi le somiglianze che matrigna natura ti ha concesso di avere coi Vip. Carico una foto e mi viene una roba (quella di sopra), ne carico un´altra e le cose cambiano radicalmente. Certo che se è vera la seconda, nella vita ho proprio sbagliato tutto

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L´ULTIMO COLPO DEL TONNO

31 dicembre 2007

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Uscita senza pretese, è stato qualche giorno fa. Vado a vedermi un concerto dei miei amici Eugenie e a fine serata non so perchè ne per come, ma mi ritrovo con una chitarra in mano seduto sul palco con la gente rimasta davanti. Come chitarrista non sono mai stato un granchè, la suono da 25 anni e sono fermo al sesto mese, ma è quasi meglio così, qualcuno rideva anche per quello.

Attacco a snocciolare qualche pezzo dei miei e subito si crea una bella atmosfera, vado avanti una mezzoretta, la gente si diverte e io pure. Tutto questo senza neanche un microfono, impegno tecnico zero, niente da caricare o montare. Mi autoauguro che il nuovo anno mi porti ancora momenti come questo, magari nei posti da dove mi state leggendo.

Vi faccio gli auguri postando il testo di una canzone a cui ancora non ho messo una melodia che mi convinca, ne ho una provvisoria che, come spesso mi accade, lo resterà per parecchio

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L´ULTIMO COLPO DEL TONNO

E così, mi vuoi lasciare, senza neanche darmi il tempo di potermi almeno un po’ preparare.

Com´è triste uscire di scena, e com´è umile dover rinunciare ad un´ultima cena

e arrivare a imprecare contro la sorte, con la voce che sempre più forte assomiglia a quella di un bestione ferito

 che si avventa su tutto ciò che sia in movimento, aggredisce la sua ombra,

cerca di strapparla, portarla con sè nella tomba.

Poi svanisce la tensione dai nervi, e sale cinico il canto dei corvi.

Il momento è solenne e l´orchestra in silenzio sottolinea il supplizio,

nonostante sia freddo nessuno tossisce, qui bigogna piazzarci un bel colpo ad effetto:

L´ULTIMO COLPO DEL TONNO, L´ULTIMO COLPO DEL TONNO, QUELLO DA CUI LUI NON SI RIPRENDE PIÙ

Il tonno è un animale poco considerato, per alcuni è degno solo di stare inscatolato

ma nell´ultimo colpo che il tonno dà, c´è una suprema dignità…

L´ULTIMO COLPO DEL TONNO, L´ULTIMO COLPO DEL TONNO, QUELLO DA CUI LUI NON SI RIPRENDE PIÙ

Arpionato sulla schiena dalla fiocina del pescatore il povero tonno no, non lo sa che sta per crepare

caricato a forza sulla barca da agili e fragili braccia umane, solamente adesso realizza di essere prossimo alla fine

e si dibatte, e si contorce e si ribella, anche se sa che non serve a niente, poi s´acquieta sembra andato finalmente

ma lui sta solo preparando un´uscita di scena decente, l´ultimo colpo del tonno, l´unico davvero importante

L´ULTIMO COLPO DEL TONNO, L´ULTIMO COLPO DEL TONNO, QUELLO DA CUI LUI NON SI RIPRENDE PIÙ

E come me, che tra un po’ ti dovrò salutare, e vedrò questa storia d´amore miseramente finire

un´ultima soddisfazione ti prego non mi negare, l´ultimo colpo del tonno lasciami almeno provare a tirare

L´ULTIMO COLPO DEL TONNO, NON È COME IL CANTO DEL CIGNO MA TI GIURO SICURAMENTE A ME VIENE MEGLIO

BUON COMPLEANNO E BUONANOTTE, BLOG

3 dicembre 2007

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A dire la verità è un anno e qualche giorno, ma ho v0luto serbarmi l´opportunità di questo post per un momento di stasi, di poca voglia di scrivere. Sono le cinque e mezza di mattina, mi sono appena risvegliato sul divano con la tv accesa, ho la bocca impastata e non so neanche il perchè. Quale momento migliore di questo per fare gli auguri al blog e dormire un´altra ora e mezza?

Un´altra cosa: ieri ero a casa di Correntone Rossi e il mio blog si vedeva in modo strano, con tutta la barra laterale spostata in basso. Siete in tanti a vederlo così?

PARTITO PER TUTTI, SERVE UN RESTYLING?

26 novembre 2007

Broders end Sisters, qua è ora di fare qualcosa. Il Partito Democratico ha sfornato di fresco il nuovo simbolo, e uno può dire quel che vuole,  ma si vede che è un lavoro fatto bene. E anche Berlusconi vuol fondare il Partito del Popolo delle Libertà, e mi sa che il motivo per cui vuole farlo è proprio il simbolo, quello di Forza Italia ormai sembra il logo di un ard discaunt, è ora passata di cambiare.

E noi del Partito per Tutti che si fa? ci teniamo questo o gli facciamo il reistailing?

altri video e altro altro qui

BLOG D´AUTORE? MA MI FACCIA IL PIACERE…

6 novembre 2007

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Sarò anche strano io, ma qualsiasi cosa porti la definizione “d´autore” tende inevitabilmente a farmi schifo e, come il cane di Pavlov, vengo pervaso da un conato di vomito anche essendo totalmente a digiuno, solo al pensiero di dover fruire di cotanta arte.

La canzone d´autore, tanto per dirne una, è cosa terribile, anche perchè per essere tale deve rispondere a dei canoni ben prestabiliti che non riguardano neanche solo essa, ma si riferiscono necessariamente anche al suo interprete o autore. Innanzitutto mettiamo al bando l´allegria, sia nel testo e nella melodia, che nella faccia del cantante. Giusto per rendere bene l´idea, un pezzo sulla diaspora degli armeni cantato da Peppe Servillo (il frontman degli Avion Travel), arrangiato con un bel paio di violini strazianti suonati col seghetto da traforo, è quanto di meglio ci possa essere in giro in fatto di canzone d´autore.

Per i film d´autore, specialmente per quelli italiani, valgono più o meno le stesse regole. Un bel tre ore di storia d´amore partigiana immersa nella fitta nebbia del Po, le inquadrature fisse sulla brughiera e l´irrinunciabile comparsa di una tetta di Monica Guerritore, è film d´autore sputato. Secco.

Decidere se qualcosa è d´autore o meno è compito della critica e della stampa. Poi ovviamente il pubblico fa quello che vuole, ma una buona critica serve sempre, dagli e ridagli gli Avion Travel alla fine  hanno pure vinto un Festival di Sanremo.

I blog, al pari della pubblicità, delle soap opera e del porno, fino a poco fa riuscivano a sfuggire alla definizione “d´autore”, ma ora non più. Adesso, anche nel piccolo Sudtirolo dove vivo, sono spuntati alcuni  blog d´autore nel sito dell´Alto Adige, il quotidiano locale. Certo che, se per essere “d´autore” i blog devono essere come questi, allora siamo a posto, dubitare degli Avion Travel è più che lecito.

Critici e giornalisti, magari sui film e le canzoni riuscirete ancora a darla a bere a qualcuno, ma lasciate perdere i blog. Non è proprio il vostro pane

E QUESTA CHE ROBA È?

28 settembre 2007

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Sbucciateli (la polpa interna è bianca) e tagliateli a fettine molto sottili, o a julienne, o grattugiateli, fate quel che vi pare ma non lasciateli interi.

Corpargeteli di sale, mescolateli, e lasciateli riposare coperti per almeno dieci minuti. Nel frattempo portatevi pure avanti col lavoro, accendete un marlborone e bevetevi una birretta propedeutica.

Trascorso il tempo necessario (non mettetevi fretta, non serve), eliminate l´acqua che si è inesorabilmente depositata sul fondo del piatto, conditeli con dell´olio d´oliva di quello buono e del pepe nero. Anche qui sarebbe meglio aspettare qualche minuto, anzi se avete in programma un amplesso nelle prossime cinque-sei ore, meglio sarebbe anticiparlo, a meno che non si tratti di un solitario.

Tutto questo per chi non soffre di tosse secca. Chi ne è afflitto, ne appiattisca le estremità affinchè stiano ( anzi stia, ne basta uno) in piedi. Senza sbucciarlo, ricavi con un coltello o altro arnese un incavo nella parte superiore, a mo’ di cratere vulcanico.

Al mattino riempia il cratere di grappa (quella che volete, purchè non aromatizzata), durante il giorno faccia la sua vita di sempre e alla sera si scoli il liquido ottenuto. Dopo la seconda volta, al massimo la terza,  la tosse secca sarà solo un ricordo.

Ah, giusto per saperlo, sono rapanelli neri

p.s. occhio a non esagerare con le birre, altrimenti come dice aghost, si viene colti da BIER-MANIA