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MERLI MORTI, I MIEI CACHI NON SONO STATI

5 gennaio 2011

A dire il vero, un merlo morto l’ho trovato pure io, stecchito e congelato sulle piastre di waschbeton dove d’estate si monta la piscinetta , proprio sotto le scale a pioli appena unte con l’olio cotto. E la settimana scorsa la Iso ha riferito di un pesce spiaggiato sulla riva erbosa del fosso, bello rigido anche lui. Niente a che vedere coi grandi numeri dell’Arkansas dove le vittime, tra pesci tamburo e merli dalle ali rosse si contano a migliaia, e infatti al momento non mi sovvien alcuna voglia di mettermi a suonare il banjo. Comunque sia, colpa mia non è.

Ogni tanto è anche giusto che uno di questi uccellacci malefici ci rimetta la scorza, mai provato pena per loro quando li ho visti tirare gli ultimi tra le fauci dei gatti, anche quelle del Merdòn. A vederli zompettare in giro così sfacciatamenti opulenti, il sapere che su di loro pende una spada di Damocle rincuora, quasi vien da trasporre tutto al genere umano, anche se non ci sono gatti in grado di far fuori gli arroganti e i disonesti.

Ma l’essere avvelenati no, quello non se lo meritano neanche i merli, è un gesto troppo subdolo e vile. Eppure, un paio di mesi fa ho subito un sequestro di sei kili di cachi dall’autorità sanitaria provinciale. A me sembrava impossibile, ma avevano ricevuto segnalazioni secondo le quali il 70% dei cachi controllati risultavano positivi ad un pesticida usato appunto contro i volatili. In realtà i kili dovrebbero essere stati otto, ma ho rinunciato alla quantità campione che avrei dovuto conservare per le controanalisi.

Se cliccate sulla foto, vedete tutto meglio. Ah, dimenticavo: Oskar con la kappa pure questi….

VIOLENZA SUI BAMBINI

12 dicembre 2008

Ultimamente ho poca voglia di scrivere, ma mi passerà. Ne approfitto per piazzare un video con tanto di testo e magari anche sondaggio. Anche perchè con l’andazzo che tira non è da escludere che iutùb ci metta il bollino rosso

Il mio bimbo ha un carattere speciale, è un po’  asociale

sta sempre zitto e poi neanche a pallone, lui sa giocare

è testardo come un mulo e con i miei amici non vuole parlare

sarà forse perchè lo riempio di botte, prima di andare a dormire

 quando avevo la sua età  io volevo diventare ingegnere

poi si sa come va, il difficile è realizzare

lui mi succhia fuori tutte le risorse ed io lo devo sopportare

di questo mostriciattolo senza collo io sono il genitore

  Io dopo un giorno di duro lavoro, io  voglio solo riposare

e lui invece cerca in tutti i modi di attirare attenzione

rompe i piatti e quando c’è  la partita vuole cambiare canale

non lo sopporto davvero non lo sopporto, non lo sopporto più

 quando non è a scuola sta tutto il giorno davanti al televisore

se voglio  avere un rapporto con lui, per forza lo devo massacrare

e quell’ idiota che fa, il telefono azzurro mi va a chiamare

i carabinieri in casa, i vicini che ridono, la foto sul giornale

 VIOLENZA SUI BAMBINI, QUESTI PICCOLI MOSTRI CI RENDONO  LA VITA IMPOSSIBILE

VIOLENZA SUI BAMBINI, STRANGOLIAMOLI DI NOTTE NEI LORO PANNOLINI

 quanti piccoli esserini, che ci invadono i giardini

mi han stancato quei bambini, con i loro gridolini

sani, belli, riccioluti crescerebbero paffuti,

 interveniamo noi d’urgenza ,sui bambini con violenza

 quelli  sporchi ciechi e sordi arrostiamoli come tordi          

quelli piccoli, i neonati da noi verranno torturati

quando dormono tranquilli, infilziamoli con gli spilli

nelle culle e nei lettini, soffochiamoli coi cuscini

sostituite la poppata, con un´energica legnata

gonfi di omogeneizzati, seppelliamoli nei prati

VIOLENZA SUI BAMBINI, QUESTI PICCOLI MOSTRI CI RENDONO  LA VITA IMPOSSIBILE

VIOLENZA SUI BAMBINI, STRANGOLIAMOLI DI NOTTE NEI LORO PANNOLINI

 

GRILLO, CHE PALLA

1 dicembre 2008

biowashball

Se Beppe Grillo ha detto che funziona, bisogna fidarsi per forza, d’ora in poi a non averci la Biowashball ci si dovrà sentire dei deficienti buttasoldi al soldo delle multinazionali dei detersivi. Questa pallina di plastica contenente delle sferette di ceramica permette di lavare senza detersivi per tre anni, basta metterla un’ora al mese al sole e si autorigenera. In più, se la si mette nel frigo, anche gli alimenti si conservano meglio, costa meno di 40 euro, davvero impossibile farne a meno.

Ho letto in giro parecchi commenti e molti sono estremamente soddisfatti della Biowashball, anche se ovviamente è pieno il mondo di traditori invidiosi che cercano di confutarne scientificamente l’efficacia basandosi sulle obsolete leggi della fisica e della chimica, gente che addirittura arriva ad insinuare che non solo la pallina lava come l’acqua, ma che addirittura almeno la metà di quanto dichiara la ditta venditrice è falso. Tutta gente che non si rende conto che quel che sgorga dalla gola di Aristotele Grillo non va nè discusso nè confutato, è vero tutcurt. E anch’io devo fare pubblica ammenda per aver dubitato del fatto che la pallina emetta potenti raggi infrarossi senza bisogno di pile come il mio telecomando.

Pallina o non pallina, dubitare di Grillo è peccato e questo prima o poi riuscirò a ficcarmelo in testa. Per la questione delle firme non valide per i suoi referendum, il Sommo non ha ritenuto di dover dare spiegazioni su come siano andate le cose, forse per non turbare la fede di chi ha perso tempo e soldi per andare a raccoglierle, in fondo la bestemmia contro Grillo è come la carie, prevenire è meglio che curare.

Ma purtroppo, come affermato da Stielike nell’improvvidamente poco citato 1981, “non è tutto loro quello che luccica”, e quindi per il  Sommo Grillo si annunciano venti di censura e fantasmi dell’esilio. Ma Grillo non è Pertini e neanche Socrate, lui ha preso in tempo le dovute contromisure. Ha preso casa in un altro Paese e da lì, come Radio Londra continuerà ad illuminarci. Dalla Svizzera, magari anche vicino alla ditta che vende le Biowashball

SE VI PIACE, CHIAMATEMI ANSGARIO

5 ottobre 2008

Sotto un certo aspetto, io ho avuto un’infanzia, un’adolescenza e anche un pezzo dell’età adulta difficile. Nulla di grave, ma il vedere che tutti hanno un onomastico tranne te non viene certo in aiuto della tua autostima. Peggio che peggio,  ti vengono pure a dire che l’onomastico lo puoi festeggiare a Ognissanti, sai che goduria far festa il giorno in cui si portano i crisantemi al cimitero e che da un pò è anche il giorno dopo Alloùin

A togliermi dalle peste ci pensò il destino, solitamente cinico e baro ma a volte anche provvidenziale. Esso si presentò sotto forma di un ricovero ospedaliero nel dicembre del 1988, all’incirca gli stessi giorni in cui Stielike formulò il suo ancora non sufficientemente compreso “paradosso degli scalini variamente coincidenti”.

Niente di grave neanche quella volta lì, si trattava solo di un trauma acustico che mi ero procurato un po’ suonando il basso in un gruppo punk e un po’ lavorando con una sega circolare non ben limata. Comunque cinque giorni di flebo per riacquistare udito ed equilibrio mi ci son volute, ma per fortuna quella rimane per ora la mia ultima esperienza ospedaliera con ricovero annesso.

Ma fu proprio passeggiando senza costrutto alcuno nei lugubri corridoi del reparto otorino, che trovai un senso a ciò che mi stava succedendo. Aspettando che la Iso, incazzata come una jena col suo parrucchiere di fiducia per via di una permanente a la Gimi Hendrics, mi venisse a trovare portandomi pure le sigarette, mi cadde l’occhio su una stampa appesa alla parete che raccontava la storia di San Ansgario, Oscar tra parentesi.

Buono, adesso il Santo ce l’avevo pure io, fine delle frustrazioni e dei complessi d’inferiorità, impegnandomi un attimo e con un po’ di culo (un po’ tanto, almeno abbastanza da poterlo dar via). avrei potuto anche diventare una rockstar. Non è successo, ma è comunque andata bene, e forse anche per merito di quella stampa appesa alla parete.

Oggi, nell’era di Internet, ho scoperto anche che il mio onomastico cade il 3 febbraio, troppo freddo per poterlo far coincidere con la Festa della Ciavada Foresta, una delle innovazioni che il Partito per Tutti attuerà non appena conquistato il potere. Pazienza, la organizzeremo all’onomastico di qualcun altro

CHI VUOL VENIRE, VENISCA

14 agosto 2008

Per sabato sera 16 Agosto di quest´anno, tempo permettendo o no,  è indetta una grigliata fra bloggers bolzanini, dintornanti e passanti. La locheiscion è il giardino di casa mia, per l´occasione tiro anche una decespugliata all´erba e per chi vuole farsi il bagnetto c´è a disposizione la piscinetta da quattro e settanta di diametro per uno e venti di altezza.

Per la carne ci penso io, per la Kartoffelnsalat la Iso, la verdura è l´ultimo dei problemi, per chiunque voglia partecipare o anche semplicemente passare a far visita certamente non sgozzeremo il vitello grasso, ma certamente non negheremo un ottimo bicchiere d´acqua di rubinetto (in altre parole, nessuno vi redarguirà se arrivate con qualche buona bottiglia).

Sicure sono le presenze di Xeena, della Guressa e della Joe con il loro codazzo di maschioni materassabili, per il resto affidiamoci al caso, anche gli incliccabili sono i benvenuti, anzi di più.

Giusto per dare un´idea ad occhio su quanta carne prendere, se fate un fischio su questo post ve ne saremo grati

UNA GIORNATA NON AL MARE

9 luglio 2008

Quasi una giornata intera, e perdippù infrasettimanale, era parecchio che non me la prendevo. Nel periodo tra Aprile e Novembre il tempo è scandito dal ritmo settimanale imposto dall´attività mercatatoria. Lunedì, giovedì e venerdì pomeriggio si raccoglie per il giorno successivo, il martedì pomeriggio e il mercoledì sono solitamente dedicati alla semina, piantagione e cura delle piante. Sabato pomeriggio e domenica mattina raramente sfuggono al lavoro e rimane la domenica pomeriggio. Così va il mio mondo, se vuoi fare bene le cose l´ultimo dei pensieri è contare le ore.

Però, tenuto conto che la primogenita in questi giorni ha il compleanno, e dato che è anni che mi stressa per andare a Gardaland, prima o poi ci si doveva andare.

Però le ho detto ” ascolta il tata (così i bambini di madrelingua tedesca chiamano il papà), con questo caldo Gardaland dev´essere uno strazio, se poi ci vai anche di domenica peggio ancora. Ti portiamo un mercoledì al parco acquatico di Caneva e vedrai come ti diverti”.

Confortato dal fatto che nel primogenito,  che finalmente sgessato lavora con me  al mattino per 8 euro all´ora, ho un valido sostituto per le emergenze, quel mercoledì era oggi.

Missione compiuta, a Caneva Uòrdl la primogenita s´è divertita come una pazza, unico lato negativo le lunghe file, chissà come dev´essere la domenica. L´altro unico lato negativo era che a lei, alta meno di 1,40, erano precluse le versioni strong delle attrazioni acquatiche, anche se un paio di volte abbiamo bleffato alla grande.

È piaciuto anche alla Iso, ma alla fine quello che si è divertito di più sono quasi stato io, e senza fare neanche un po’ di fila, l´unica attrazione dove non c´era da aspettare neanche un minuto e anzi ti facevano passare avanti quasi gli stessi facendo un favore, era il mega scivolone quasi verticale da 32 metri in picchiata. La Iso non vuole ma io ci vado lo stesso. La Iso crede che rinuncierò, ma dove c´è da buttarsi e sotto c´è acqua io giù dalle scale non ci torno.

Arrivo in cima e subito un baldo giovinotto alto quasi due metri, tatuato, codinato e slippato come trend comanda, con grande aplòmb  e savuair fer mi cede il suo posto. Seguo scrupolosamente le istruzioni del bagnino (piedi incrociati e gomiti stretti dietro la nuca) e vado. Che botta, fratelli e sorelle, roba che non ci credi che alla fine sei ancora intero. 

La Iso ha filmato tutto e  sembra un filmato di quelli degli Ufo, e come questi ha un valore non cinematografico ma di pura e semplice testimonianza. Ma sopratutto non criticatemi la panzotta, a parte un piccolo e trascurabile particolare ho il fisico perfetto per fare l´attore porno

un paio di piesse: era pieno di giovani volontariati e parrocchiati e magliettati uguali, ma questo sarebbe il loro modo di fare del bene? piesse due: capisco gli errori grossolani in tedesco, almeno “inosservanza” dovrebbero saperlo che si scive con una enne e due esse e non il contrario

TUTTO A POSTO E NIENTE IN ORDINE

11 maggio 2008

Tutto a posto e niente in ordine, bella serata e concerto andato come meglio non doveva neanche andare. Dopo una mattinata di mercato dove è andata non alla grandissima, sono avanzati una decina di mazzi di rapanelli e quei grezzoni di laivesotti hanno un po’ snobbato i nostri splendidi mazzi di fiori. Ma non è neanche colpa loro, il fatto è che per la prima volta sono arrivati anche gli altri partecipanti al mercato e in un ambiente sostanzialmente paesano, hanno pesato anche fattori che fanno a pugni con la meritocrazia. Niente di grave, solo non capisco perchè uno debba venire al mercato senza ombrellone nè merce da vendere ed occupare con la sua auto il posto più in vista, d´altronde se costui è il presidente della locale associazione dei contadini mercatari, il non averne mai voluto far parte non è una cosa di cui mi pentirò in punto di morte.

Nel pomeriggio, avendo subodorato la possibilità di una pioggia provvidenziale, mi sono messo a piantare i fagiolini all´esterno (quelli in serra stanno quasi già fiorendo), era un lavoro che andava fatto proprio ieri. Le piantine erano cresciute al punto giusto, altri due giorni e sarebbero state troppo grandi. Dopo una fresata al terreno che è diventato soffice come il caffè, ho abbondantemente bagnato le piantine e, resomi conto che la pioggia non mi avrebbe consentito di finire il lavoro da solo, ho chiamato a coadiuvarmi il primogenito che, dopo qualche iniziale rimostranza, ben si è prestato all´opera, fornendomi le piantine dislocandele con occhio e sagacia più o meno dove andavano messe a dimora. Alla fine il tempo è stato clemente e mi ha anche permesso un´ennesima seminata di rapanelli.  Poi, giù acqua come se piovesse, infatti pioveva.

Doccia, barba, scelta del luc, stampa della scalettta, chitarra acustica alla mano e via, arrivo al Masetti un´ora abbondante prima del concerto, basta e avanza. Attacco la chitarra (grazie Nando che me la accordi sempre tu) all´impianto, due minuti di prova voce, un paio di birre propedeutiche con annessi marlboroni sempre buoni per il timbro vocale e si parte. Un paio di pezzi in acustico da solo, poi sale la band e si inizia davvero. Avevo un po’ paura che il pubblico fosse scarso e sotto quest´aspetto il locale non dava eccessive garanzie, sabato scorso erano in tre. Invece sala piena e anche un discreto giro di gnocca, quando ci sono tante donne è sempre un buon segno, parola di Cabassa.

Il concerto fila via liscio come l´olio, il pubblico sottolinea a risate ed applausi ogni finale di pezzo e qualche volta anche mentre suoniamo. Si divertono e sono contenti anche i gestori del circolo, questa non è la solita clientela che se ne sta seduta in religioso silenzio per tutta la serata sorseggiando una minerale e a volte neanche quella ascoltando il sinistro impegnato di turno. Questi mandano giù bene e chiacchierano fra di loro, ascoltano i testi e li commentano, più che un concerto quasi una festa.

Sandro il batterista da buon sergente di ferro guida la band, fulminando di occhiatacce Nando e Cabassa e persino il Maestro Marco, colpevole di non essersi segnato gli accordi di qualche pezzo. Io ci metto del mio sbagliando il giusto e sento che la voce vien fuori bene, con la chitarra ritmica me la cavo più che onestamente suonandola il meno possibile, riservandomi l´impegno per i due assoli a cui ho diritto per contratto. In più tiro fuori anche il feticcio, uno scialle di perline nere fregato di soppiatto ad Anna Kanakis dopo una serata in Liguria e che il buon Nando conserva come una reliquia.

Alla fine, dopo un´ora e mezzo tirata senza soste, ignoriamo anche il segnale degli ultimi due pezzi sforando di una decina di minuti e i gestori si rassegnano a ciò pensando che, se alla fine coi vicini ci devi litigare per forza, almeno che succeda in una serata dove ne è valsa la pena. Finisce il concerto, amatriciana per tutti e la festa va ancora avanti un´ora abbondante, la gente ci fa i complimenti e forse abbiamo anche trovato una manager, proprio quello che ci servirebbe.

E stamattina, dopo una notte di pioggia le piante di fagiolini sono belle dritte come soldatesse dell´Armata Rossa, tanto per parlare ancora al femminile. Cabassa ha ragione, quando ci sono tante donne, difficile che vada male

p.s.  link e foto li metto dopo, adesso stiamo preparando una grigliata, qui non ci si ferma. Un saluto al proprietario di questa pelata  

PER COLPA SUA, NIENTE V-DAY

25 aprile 2008

Io ci sarei anche andato, al Vudei tvù di Grillo. A parte il fatto che lo facevano vicino ad una gelateria, l´argomento era più interessante e la roba da firmare più sensata di quellodell´altra volta, che avevo battezzato come una mezza ciofeca. Pazienza, i referendum sicuramente troverò modo di sottoscriverli e ho ampie giustificazioni per il mattino, il pomeriggio e la sera.

Il mattino era già occupato per la raccolta della verdura destinata all´Einsamer Leiferer Bauernmarkt, mica potevo lasciare i laivesotti a secco di rapanelli, festivo o non festivo mi sarei fottuto le mie già scarse possibilità di diventarne il Sindaco. Quindi  il programma postmattutino prevedeva un succulento pranzo con le Wienerschnitzel della Iso e poi un giro in città con la primogenita, vicino al Vudei c´era anche un bel parco giochi e magari avrei potuto unire l´obbligatorio al dilettevole convincendola a fare una partita a minigolf (lo confesso, a me il minigolf piace).

Niente da fare, appena messo su il caffè telefona Claudio, e mi chiede una mano per la potatura abbondantemente ritardataria dei suoi meli ormai in fiore. È buono l´odore dei fiori di melo, stateci in mezzo 4 ore di seguito e poi vediamo, Comunque a Claudio non posso dire di no, siamo praticamente culo e camicia e in un quarto d´ora sono da lui ad andare di forbicione ad aria compressa e chiacchiere sui massimi sistemi, rutti e scoreggie in libertà, si fotta il pomeriggio e anche il Vudei (o Videi?).

Ritorno rintronato all´ovile, raccolgo ancora dei rapanelli (per sicurezza, meglio abbondare), carico il furgone ed in teoria avrei finito. Guardo su internet per vedere se da qualche parte festeggiano il 25 Aprile e niente trovo. Pazienza, in fin dei conti si tratta dell´anniversario della liberazione dai nazisti e a casa mia comandano ancora loro, che festeggierei a fare?

Detto e fatto, mi mandano a prendere delle pizze dai cinesi di S.Giacomo che di solito sono delle schegge, dall´ordinazione al momento in cui ti consegnano i cartoni passano pochi minuti, fai appena in tempo a berti una birra propedeutica. Stavolta ci ho messo un´ora, passata ad aspettare tra gente nervosa, cani che litigavano fra loro e un bimbo con gli occhi mandorlati che scorrazzava allegramente incurante degli sgambetti che si sarebbe ampiamente meritato.

In più, dopo un´attesa di oltre dieci minuti, piacevolmente ingannata dalla lettura della Gazzetta dello Sport di due settimane fa, mi servono la birra in una flute da procecco e sto pure zitto. Arrivano le pizze, ne manca una e ovviamente è la mia, quella con gorgonzola e salame piccante. Pazienza, il prossimo Vudei lo organizzo io, contro i laivesotti, la Iso, Claudio e i pizzaioli cinesi. E anche contro WordPress, dal momento che è la seconda volta che scrivo questo post

INTER, SFIORATA L’ IMPRESA

12 marzo 2008

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A pochi giorni dalla festa del centenario, l´Inter ha compiuto un´altra delle sue epiche imprese che l´hanno resa famosa in Italia, in Europa e nel mondo. Non traggano in equivoco i numeri, che per definizione sono solo fredde entità che non possono rappresentare il pathos, quello scarno e arido 0:3 accumulato nella doppia sfida col Liverpool è assolutamente marginale nel contesto della eroica prestazione dei nerazzurri.

La missione era effettivamente ardua fino al confine del sottomettibile, l´Inter doveva segnare 3 goals e non subirne alcuno per poterla portare a termine, un compito improbo ma non irrealizzabile per una squadra del suo lignaggio. E infatti, giunta nel mezzo del cammin di questa sfida con all´attivo ben tre occasioni per portarsi ad un terzo dell´opera, l´Inter sembrava avviata inesorabilmente al raggiungimento dell´obiettivo, anche perchè poteva schierare contemporaneamente Vieira e Ibrahimovic, tra i pochi calciatori al mondo in grado di vincere tre scudetti in due anni.

Nel secondo tempo, pur con un uomo in meno, pur con l´improvvisa necessità di dover segnare un quarto ulteriore goal, l´Inter continuava dare l´impressione di poter portare agevolmente a termine la difficile missione, l´unico dubbio era sui tempi e sui modi coi quali avrebbe concretizzato il tutto.

Purtroppo, per soli quattro goals mancanti, l´Inter ha dovuto subire una inopinata sconfitta casalinga con conseguente eliminazione dalla Cempions Lig. Non che non ci fosse l´abitudine, ma son sempre cose che un minimo di fastidio la provocano, anche se il fantastico feirplei dei tifosi interisti ha certamente contribuito ad indorare la pillola. Esemplare, sotto questo aspetto, l´assoluta assenza di fischi durante l´irridente torello finale messo in atto dai giocatori del Liverpool

È GIÀ ARRIVATA LA PSICOPOLIZIA?

6 marzo 2008

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Non c´è giustizia a questo mondo, qualunque stronzata abbia scritto Nostradamus, basta che accada una cosa che le somigli alla lontana e, il giorno dopo, subito tutti a dire che lui l´aveva prevista.

Invece Julius Verne ha dovuto aspettare quasi un secolo per veder realizzate le sue premonizioni, e meno male che a Orwell sembra che le cose vadano un pelo meglio (vi risparmio Stielike, le cui visioni espresse nel celebre ” Interessenzialità del postdivenire” verranno a galla solo dopo la dipartita della maggioranza di noi medesimi).

Orwell, in 1984, aveva preconizzato l´esistenza della Psicopolizia, dello psicocrimine che andava represso come e più di un crimine reale e, con soli 24 anni di ritardo, sembra che ci stiamo arrivando sul serio. Pare che abbiano inventato la macchina per leggere il pensiero, almeno secondo quest´articolo di Repubblica sembra che su 1000 immagini, questa macchina indovini quella giusta otto volte su dieci, e già qui mi balla l´occhio, se le immagini sono 1000 dovrebbero scrivere che ne ha indovinate 800, o dico cazzate?

Comunque, anche se la cosa è avallata da citazioni importanti, come la sua prossima pubblicazione su Nature (la Bibbia della scienza), non mi convince più di tanto. Credo che molto di più di una macchina possa essere in grado di fare l´umano intuito. Faccciamo una prova, secondo voi a quale cosa sta pensando il mio amico  Cabassa, l´individuo ritratto nella foto?

FERMATE LA CATENA – STÖÐVA REKKI

21 febbraio 2008

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Insomma ce l´abbiamo fatta, abbiamo conquistato l´Islanda, praticamente ogni blog della terra dei ghiacci si ritrova con dei commenti in italiano o, peggio ancora, con commenti in un islandese da translate. Abbiamo anche uno straccio di copertura ideologica, ieri 21 Febbraio era la Giornata internazionale della lingua madre, roba dell´Unesco, mica paglia deumidificata. Roba che se entravamo nel progetto “Adotta una lingua“, non dico il Nobel, ma almeno un viaggetto premio alla casa natale di Björk non ce lo negava nessuno.

Alla fine tutto questo non è neanche stato un Meme, volendo proprio esagerare (cosa che mi riesce discretamente), lo si può tranquillamente definire un´opera d´arte collettiva, un gesto di anarchia condivisa o, come lo definirebbe Stielike, ” un sommesso ticchettìo nell´uovo di un altro”.

Con questo post voglio ringraziare tutti quelli che hanno partecipato a questa lucida follia, con menzione particolare per Bakunin, il nostro Werner Von Braun che ha scovato il traduttore online. E ovviamente i nostri amici islandesi, che hanno preso la cosa con ironia e buongusto, con pochissime eccezioni.

Solo adesso non tiriamogliela troppo per le lunghe a questi poveri islandesi, il gioco è bello finchè dura poco, non m´illudo che serva a qualcosa ma lancio un appello per alleggerire la pressione. È stato uno show, e come in tutti gli show il momento più difficile è l´uscire di scena. Facciamolo alla grande, takk báðir kveðja

p.s. – comunque si può sempre indirre un premio per il blog islandese che ha preso meglio la cosa, un TILNEFNING TIL ÍSLENSKU VERÐLAUNANNA. Voi che ne dite? nel caso io voto Hildigunnur e Bumbulina

SONIA O TERESA?

12 febbraio 2008

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Dal quotidiano Alto Adige riporto due lettere apparse in questi ultimi giorni a proposito di un tema da decenni all´ordine del giorno:

Care donne, è un errore
non indossare le gonne
   Alto Adige, lettere dei lettori, Sabato 9 Febbraio 

 Camminando per la strada giorni fa, ho potuto notare che quasi tutte le donne, compresa la sottoscritta, indossano i tanto pratici pantaloni. Mi chiedo che fine hanno fatto le gonne tanto femminili e che contraddistinguono la donna dall’uomo. Se la donna vuole imitare l’uomo attraverso l’abbigliamento, si sbaglia. I diritti e i doveri sono uguali per entrambi, sia in gonna che in pantaloni. E poi che fine hanno fatto i bei vestitini anni ’60 e ’70 per la donna? Io mi auguro che ricompaiano a rendere la donna più emancipata e femminile.
Teresa Marinelli BOLZANO

Da donna dico: meglio
indossare i pantaloni
        Alto Adige, lettere dei lettori, Domenica 10 Febbraio

 In merito alla lettera scritta da Teresa Marinelli vorrei sottolineare che non sno le gonne o i vestitini che ci distinguono dagli uomini nè tanto meno che ci fanno emancipare. Io personalmente non metto nè l’una nè l’altra da più di 10 anni ma non per sembrare un uomo ma perchè sono comodi e pratici e perchè no anche femminili. L’abbigliamento deve piacere alla donna non deve mettere qualcosa saolo per piacere all’uomo deve trovare piacere anche in sè stessa e se le donne si trovano meglio coi pantaloni perchè non metterli? Io dico W i pantaloni! (pensiamo ad anni addietro quando metterli era considerata una cosa vergognosa)…..
Sonia Ianeselli

Che dire, se non che da uomo, qualunque cosa si dica è inevitabilmente sbagliata, allo stesso modo degli interventi maschili sulla legge 194 (quella sull´aborto)?

Ma se si dovesse votare per l´una o per l´altra, chi scegliereste?


 

BUFALE CAMPANE, VERRANNO TEMPI MIGLIORI

4 febbraio 2008

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” Buongiorno, mi dia una bottiglia di Champagne, ma non quello originale Doc-Igp-Docg-Pdci o come si chiama adesso, non bado a spese, voglio Champagne taroccato, possibilmente cinese,rumeno o tunisino“. Sentendo una frase del genere uno potrebbe tranquillamente pensare di trovarsi in un film con Steve Martin, tra l´altro uno dei miei attori preferiti (se non altro perchè non se tira più di tanto), ma la realtà non è tanto diversa, è meno frizzante ma più saporita.

Fino a qualche settimana fa la mozzarella di bufala campana era una sciccheria, un piccolo lusso che però valeva la pena permettersi, non c´era confronto proprio. Adesso mi è stato riferito che cotanto bendiddio giace invenduto e in attesa di scadenza sugli scaffali, non c´è offerta speciale che tenga e, a differenza di quanto è stato fatto con i polli italiani ai tempi dell´influenza aviaria, nessuno spende due parole in favore del supremo latticino italico.

Purtroppo, e sottolineo se, la posizione della mozzarella di bufala campana è pressocchè indifendibile, sono troppe le immagini di bovini curvocornuti che pascolano in prossimità di cumuli di rifiuti, troppe le sorvolate in elicottero che mostrano discariche autorizzate o abusive che rilasciano percolati nelle falde acquifere per promuovere messaggi tranquillizzanti ai consumatori, meglio un discreto silenzio e limitare i danni. Infatti della crisi della mozzarella, ma anche di tutti gli altri prodotti agricoli campani, nessuno ne parla più, si spera solo che la gente dimentichi il più velocemente possibile. E così sarà

DA ERBA A SANREMO, BASTA VOLERLO

30 gennaio 2008

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La Giustizia è una delle cose che in Italia stanno messe peggio, questo è indubbio. Processi che durano una vita, gente che sta in galera per niente e chi invece se la cava semplicemente perchè il reato se ne va in prescrizione. Ogni governo che arriva fa la sua riforma e quello successivo la annulla e ne fa una propria, giudici che vanno a fare gli show in TV, ministri della Giustizia pescati tra i trombati per quello della Difesa, che rende di più e da meno rogne. Peggio di tutto è la carenza di fondi, a volte mancano anche i soldi per le matite.

Come teorizzato da Stielike nel 1979, “niente è più socialmente inutile che avere la gallina dalle uova d´oro e non poterla mungere“,  e la Giustizia non riesce a sfruttare le occasioni che le procurerebbero finanziamenti, gratitudine popolare, e forse anche un addetto alla moviola.

Al processo per la strage di Erba c´erano solo 60 posti disponibili per assistervi e sono andati a ruba, sembra che ci sia gente che ha pagato 200 euro per averne uno, e l´amministrazione non ci ha ricavato nulla. Roba che se il processo l´organizzavano in un palasport non solo lo riempivano,  ma nelle dirette Tv gli spot “sette secondi per noi” pagati a peso d´oro,  e una gara d´appalto tra stilisti per il look degli  imputati, avrebbero sicuramente portato una cospicua iniezione di liquidi alla macchina giustizia.

Stessa cosa per il caso della moglie di Mastella. Arresti domiciliari con tanto di telecamere alla Grande Fratello, con relativo confessionale quotidiano e angolo delle nomineiscion. Auditel alla mano, anche qui grana mica da sputarci sopra, unanime consenso e magari anche un´apparizione a Sanremo in qualità di superospite, in fin dei conti non è detto che Woodcock canti peggio di Jovanotti

SIAMO TUTTI DA CONDANNARE

24 gennaio 2008

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Amici di questo blog, siamo messi male. Il presidente del Senato ha detto che siamo gente da condannare, e qui spero che non mi lascerete solo a mo’ di un Mastella qualunque, perchè se da un lato mi assumo la piena responsabilità di quanto accaduto, dall´altro anche voi, seguendo l´ormai appetibilmente consolidato principio della consequenzialità corresponsabile ( detto anche della corresponsabilità consequenzale) postulato da Stielike nel mai abbastanza rimpianto 1980, siete certamente, in maniera qualcosa ma anche no, da chiamare in correo.

 Da Repubblica.it  -  Il presidente del Senato, Franco Marini, prima di dare la parola a Prodi, critica “alcuni quotidiani” che hanno pubblicato le foto di tutti quei senatori che, al loro primo incarico, rischiano di finire la legislatura senza poter percepire il vitalizio. “Questo è un modo di fare da condannare – dichiara – a loro va la mia solidarietà”. Tutti i parlamentari hanno applaudito a lungo la critica di Marini


CARO MARINI, DA CONDANNARE PERCHÈ?
LE FOTO DEI SENATORI SONO PUBBLICHE, E QUINDI UTILIZZABILI, E LA LIBERTÀ DI OPINIONE E DI SATIRA
(nel caso di questo post) IN ITALIA ESISTE ANCORA. Che poi tutti abbiano applaudito non sorprende, non era accaduto lo stesso con Mastella che faceva la vittima. giorni fa?


A tutti i commentatori del post precedente chiedo scusa per averli coinvolti in una cosa che la seconda carica dello stato considera “da condannare”, e quindi chiedo scusa a: Xeena, Flavio, Melania, Vince, Ceko, Fabioletterario, prontpernar, Ozzy, Bakunin, Roselia, Chit, Newyorker, Artemisia, Duhangst, Francesca, Dona, Negrosky, La Joe, Iso, Wood, Signor Ponza e Provinciali 2008

p.s. ieri, 24 Gennaio, era il mio compleanno. Oggi, 25 Gennaio, è quello di Cabassa


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