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NON È PANZA, È PROTEZIONE ADDOMINALE

18 gennaio 2010

Peraltro niente di eclatante, ultimamente. Ma poi, peraltro cosa?.  Io nel dubbio l’ho messo, ma si può mettere un punto normale dopo un punto esclamativo? ed è lecito che questa frase continui iniziando con una minuscola? Son dubbi da poco, facilmente risolvibili e quindi assai poco interessanti. Molto meglio sarebbe riuscire stabilire contemporaneamente velocità, posizione e massa del bosone di Stielike, sempre che esso non sia egli.

Sabato sono andato ad un concerto di un gruppo di combat-folk politicamente correttissimo, socialmente impegnato, libertario e terzomondista. Neanche malaccio, a dirla tutta. Pezzi propri, testi più che onesti e anche una discreta tecnica, per quanto di essa non ne sia io ferratissimo. Li ho ascoltati fino alla fine, me ne sono andato solo quando sembrava che il pubblico non chiedesse il bis. Mi son detto “prima che cambino idea, meglio cambiare aria, magari questi ti piazzano il “Bella Ciao” che, da quando l’hai sentita cantare a Santoro, ti fa venire l’arioma col fischio”.

Meglio spaccar legna. Lo spaccazocche del Sior Zelger  funziona alla grande e quella che vedete non è panza, ma una protezione addominale. Per come è concepito, le zocche che a volte saltano di colpo, dovrebbero essere espulse di lato, ma non si sa mai che trovi quella anarchica ti va secca sugli zebedei. La Iso lo aveva battezzato come ennesimo rudere, ma ogni giorno che passa ne vien vieppiù affascinata e non è detto che prima o poi non lo vorrà provare.

Peraltro, qui a Bolzano ballano sul Taitènic. In attesa delle prossime elezioni comunali, discutono di alleanze, di candidature e di primi e doppi turni. Non lo sanno che un fantasma s’aggira per Bolzano, pronto a bivaccare pacatamente e serenamente  nella sordida e grigia sala del Consiglio Comunale . Il suo nome lo sapete

POESIA PURA

30 dicembre 2009

Sto uscendo troppo poco la sera in questi ultimi tempi (tranquilli, non è questione di anni, si parla al massimo dell’ultimo mese), mi sto quasi immedesimando nel diciottesimo coprotagonista di una pis teatrale di Stileke, della quale putroppo ancora è ignoto il titolo, quello che nella sestultima scena se ne usciva chiosando qualcosa che non mi ricordo più, a parte che c’entravano i sassi.

È che più tempo hai e più lo butti via, non ho mai visto tanta televisione come in queste ultime settimane, e non è un bel dire. È anche vero che ultimamente o nevica o piove o fa un freddo boia,  e me l’inverno ogni anno che passa mi sta più sui coglioni,  è anche vero che  una mano rotta qualcosa ti toglie, ma ho sempre il sospetto che sia dell’altro, magari legato all’età.

Ma poi mi tranquillizzo, pensavo le stesse cose l’anno scorso e poi hoi ho trascorso una più che onesta bella stagione in sella al Ciao al quale, se siete arrivati a leggere fin qui, ricordatemi che devo dedicare un post

SIAMO GIÀ ALLE PRIME CONSEGUENZE

15 dicembre 2009

Fratelli e sorelle, siamo già alle prime conseguenze, e questo non può che avvalorare i paradossi espressi nella celeberrima Tesi multipla di Neuchâtel, con la quale Stielike posò la prima pietra miliare di un itinerario ancora oggi sconosciuto ai più. Anche da noi in Südtirol, il ferimento di Berlusconi ha iniziato a creare i suoi strascichi, e neanche tanto corti.

Il sindaco di Bolzano, Luigi Spagnolli, ha dichiarato che,  per motivi personali, non si ricandiderà per un secondo mandato. E nessuno gli crede, tutti si arrovellano sulle probabili cause del suo gesto estremo (estremo nel senso di raro, non succede spesso una cosa del genere), ed è opinione dominante che gli stia troppo sui coglioni il dover partecipare a delle elezioni primarie.  Se fosse così avrebbe ragione da vendere, una coalizione che non ripresenta il proprio leader dopo essere stata al governo, implicitamente ammette di aver fatto non bene. Se poi vuole costringerlo a farsi le primarie, vuol dire che sa di aver fatto non bene ma vuole scaricare la colpa su di lui. E poi perchè proprio le primarie, con tutte le infermiere che ci sono in giro?

In realtà i motivi personali che hanno spinto il nostro Gigi a tal gesto, personali lo sono davvero. Gli ha preso la sghibbia che quel che è successo a Berlusconi possa accadere anche a lui. Come segretario del Partito per Tutti lo so che non dovrei, ma non me la sento a livello umano di non dover rassicurare il sindaco. Gigi stai tranquillo, qua non è mica Milano, un angioletto Thun in faccia non fa poi così male

PRESCRIZIONE BREVE

15 novembre 2009

manette

Agli italiani piace la galera, come una volta piacevano la gogna, la forca e la ghigliottina. A chiederla come pena, magari aiutato dai media che si buttano a pesce sull’emegenza di turno, un bel po’ di gente riesci sempre a tirartela dietro. Certo c’è differenza, c’è la galera progressista e di sinistra invocata e ottenuta per gli evasori, i molestanti e gli stolcheri e c’è la galera reazionaria di destra contro i clandestini e i fumatori di canne.

E poi c’è quella bipartisan, succede di raro ma capita e per poco non ci cascavo dentro. Adesso sui media non le trovi più, ma qualche tempo fa non passava giorno che non ci fosse notizia dell’ubriaco al volante che aveva provocato un incidente. E la politica non tardò molto ad accontentare il popolo bue, furono varate leggi più restrittive. Per fortuna, col mio 0,7 per mille mentre andavo a 45 all’ora, me la sono cavata con due settimane di ritiro patente-corso di riabilitazione alla guida-ripetute visite di controllo con analisi del sangue-condanna penale a cinque giorni di arresto tramutati in ammenda. Era ancora la vecchia legge, ma non è di questo che volevo parlare, volevo fare un post sulla prescrizione breve.

In linea di principio sarebbe sacrosanta, lo stato per giudicarti non può avere un tempo infinito, sei anni devono bastare e strabastare anche in caso di accanimento e dovrebbe valere per qualsiasi reato, dalla strage al vilipendio delle istituzioni, senza eccezioni di alcun tipo. La rivoluzione francese (o chi per lei) ha stabilito che nessuna legge può essere retroattiva, e quindi i processi in corso si farebbero con le vecchie regole, non vedo il verme eppure c’è.

Il verme è la legge che stravolge il principio, il verme è la giustizia che non ha risorse e che perde il suo tempo in stronzate, ma il verme è anche la gente che chiede manette a vanvera