Posts Tagged ‘pomodori stramaturi’

PICCOLI RAPANELLI CRESCONO

9 marzo 2010

Stielike non decretava interpretando, nè mai bestemmiava. Solo una volta, sugli sviluppi di una palla inattiva, ricevette un fallo da dietro da ultimo uomo, cadde riverso al suolo ed interrogandosi sull’esistenza o meno di Dio non riuscì ad esimersi dal citare ad alta voce la frase che, nel suo celeberrimo incubo di un giorno d’inverno intero, credeva di aver letto nell’involucro di un dado da brodo. “Certo che esiste, l’ho appena sentito abbaiare”.

Ma che c’è poi da obiettare se il Partito della Libertà presenta la lista fuori tempo massimo, presentandola dopo le ore 12 del secondo giorno utile e poi con un decreto cerca di mettere le cose a posto  neanche riuscendoci? è o non è il partito più votato dagli italiani?

I rapanelli comunque crescono bene nonostante la stagione sia di dieci giorni indietro rispetto al solito

È NATO IL PARTITO DI RUTELLI

12 novembre 2009

talpa nuda

Sarebbe anche da scriverci qualcosa, ma forse basta la foto

 

ODIO ALZARMI PRESTO

9 luglio 2009

markt

“Chissà che presto ti devi alzare” è una frase che avrò sentito rivolgermi chissà quante volte. quando dico che che l’unico mio hobby redditizio è il coltivare frutti e ortaggi per venderli direttamente al consumatore finale (di lavoro faccio il narcisista qualunque, non chiedetemi che cos’è,  mi piace la definizione).  Di solito annuisco digrignando il giusto che basta  sollevando leggermente la spalla sinistra, ma a volte rispondo che il 90% della gente si alza prima di me, e spesso inutilmente.

Al mercato del contadino (Bauermarkt), in pochi sono riusciti nell’impresa di arrivare dopo di me, generalmente arrivo quando i miei colleghi sono lì già da mezz’ora abbondante e si saranno alzati due ore prima, hanno fatto colazione e allestito con calma lo stand. Io invece mi alzo, trangugio un caffè e poi parto, dal momento del risveglio alla girata di chiave del Fiorino  (vediamo chi conosce quel fiore fluorescente) passano al massimo due minuti, cinque se devo raccogliere i fiori di zucca che vanno venduti aperti.

Nel periodo buono (che sarebbe questo) ho l’asso nella manica che risponde al nome di Claudia Xeena, mentre io scarico e allestisco in fretta e furia uno stand che poi spesso e volentieri si rivela esteticamente il migliore, la Xeena si dedica alla vendita e, manco a dirlo, i primi che vanno via sono i fiori di zucca.  Domani la Xeena non c’è, ho fatto un tentativo con la Mangrovie ma è in ferie, sono da solo e il Fiorino è pieno. L’unica soluzione materassabile è alzarsi prima, una roba che odio. Sveglia alle sei meno un quarto, per me che ho il meridiano di Grinvic spostato verso l’Atlantico, pura autosodomia, sono uno che lavora volentieri fino a tardi ma per me l’alba è veleno.

Eppure la soluzione ci sarebbe, perchè mai il mercato si deve tenere per forza al mattino? per la gente che lavora e a cui la roba è destinata,  sarebbe molto più comodo un orario tipo dalle nove di sera all’una, non dovrebbero mandare qualcuno a fare la spesa al posto loro. E avrebbero anche il vantaggio (trascurabilissimo, lo ammetto) della merce raccolta lo stesso giorno anzichè il giorno prima. Ho provato a proporlo, ma con scarsissime adesioni, che il problema siano proprio i fiori di zucca?

pipuntoessepunto: intanto che metto i tag, mi sto preparando la cena di mezzanotte con le cipolle del nuovo bar, i pomodori cuor di bue stramaturi, l’olio dell’amico muratore italocalabrese e i peperoncini del balcone. La pasta è abruzzese, dite che va bene?

DI ME NON PREOCCUPATEVI

14 aprile 2009

civetta

Mi me non dovete preoccuparvi, va tutto discretamente bene, appena un pelo peggio di come avevo  previsto (e qui mi spiace davvero, ma devo tirarla un po’ lunga sull’uso delle parentesi. A volte si mettono per supportare un concetto inesorabilmente  svilito dal tempo e dall’ossidazione dilatatorea urticante,  più spesso diventano inutili orpelli da civetta bifolca smarrita,  e più spesso ancora uno le mette e poi si dimentica il perchè, al punto tale da chiudere la parentesi e metterci un punto).

Già comunque il fatto di avere previsto che tutto andasse meglio di come va denota una certa tendenza all’ottimismo, che però si accompagna necessariamente ad un pizzico di delusione. Di qui potremmo facilmente postulare che gli ottimisti sono dei delusi, se solo fosse questo l’argomento del post.

I rapanelli son pronti, l’amico italocalbrese ha quasi finito di posare gli pseudocubetti, cresce tutto e abbiamo trovato un nuovo bar. Di questo vi racconto nel prossimo post, anche se l’ultima volta che ho fatto una minaccia del genere poi non l’ho messa in pratica [ma rimedierò, in fondo due parole sulla Fiat Palio Weekend si trovano sempre.

 E già che si sono, se siete arrivati a leggere fin qui, definitela voi (la Fiat Palio Weekend) in due parole. Per la miglior definizione metto in palio una Tschrt con la testata di questo blog.  E non voglio neanche decidere io, come giudice unico nomino Bakunin, Alianorah e la Wood.

Nel frattempo, se volete leggere di chi nel terremoto ci vive dentro, andate da Miss Kappa

VADO IN FERIE

5 aprile 2009

bullone

Fra poco me ne vado a fare una sacrosanta settimana al mare. So per molti di voi Sharm el Sheik è un posto di merda e francamente non saprei neanche come darvi torto, ma vado lì, e non è neanche la prima volta. Da quando l’agricoltura è diventata il mio unico hobby redditizio (di lavoro faccio il cantautore demenzialprogressista, anche se la mia qualifica professionale è quella di perito industriale meccanico), in pratica sono sempre andato lì, stavolta mi becco addirittura lo stesso posto dell’anno scorso, e qui magari ho un po’ il dubbio di aver esagerato.

Fra poco significa più o meno sette ore meno il tempo che ci metto a scrivere questo post, a trovare un’immagine, a linkare qualcosa e a metterci le tag.  Poi mi danno un passaggio fino alla stazione [anche se si potrebbe tranquillamente anche prendere l’autobus, siamo in tre e abbiamo una valigia e mezzo (di più non serve, odio quelli che per fare una settimana si portano dietro due armadi di roba)], mi caricano sul pullman e poi sull’aereo. Mi portano entro il recinto dell’albergo dal quale mai uscirò, se non strettamente necessario, fino al termine della vacanza. Poi mi faranno fare il giro inverso. Emozionalmente un disastro, l’unica sorpresa saranno i libri che comprerò all’aeroporto.

Ma d’altronde, in estate in ferie non ci posso andare,  provi a  mancare due giorni ed è un attimo ritrovarsi con  zucchini da un metro, cetriolini ingialliti e pomodori stramaturi, tutta roba commestibilissima ma praticamente invendibile, e quindi restano a disposizione solo il metà autunno e la primavera incipiente. Sarebbe stato meglio una sattimana prima, ma per il momento la mia carica di segretario del Partito per Tutti purtroppo ancora non mi permette di influire sostanzialmente sulla data della Pasqua e delle a lei relative vancanze scolastiche della primogenita.

In teoria questo periodo sarebbe sbagliatissimo, nelle serre tutto è in crescita e nel cortile si stanno posando gli pseudocubetti che finalmente faranno da cornice alla sgommate della Iso con la Fiat Palio Weekend. Ma se il primogenito (che rimane per propria scelta e lo capisco) innaffia e apre le serre come da istruzioni ricevute, e il mio amico muratore  italocalabrese Daniele non spacca i tubi delle utenze, tutto dovrebbe filare liscio.

Se non dovessimo comunicare prima, buona Passione, buon Venerdì Santo e buona Pasqua a tutti