Posts Tagged ‘Piero Ciampi’

BILLIGE LEDERJACKE

12 febbraio 2009

“Non è vero quel che è vero ma fa male, lo so“. Con queste ruvide ed inconsuetamente poetiche parole si apriva l’Elogio della collimazione partecipativa,  la cui attenta lettura è condizione necessaria ma non sufficiente per potersi abbeverare senza timori reverenziali all’inaudita saggezza del secondo Stielike, ormai scevro dai dogmi della difesa a uomo che, alla luce dell’odierno ordinamento mondiale, ne hanno inopinatamente frenato l’ascesa verso i vertici della cultura planetaria. Ma non è questo il punto.

Il punto è che, dopo aver caricato il video su iutub, vedo che ce n’è un altro con lo stesso titolo ma di un altro gruppo, lo guardo e le parole del testo sono le mie, roba da non crederci. Sensazioni contrapposte s’ invertebrano nel mio testolone, da un lato sono sicuramente contento, anche perchè il pezzo è proprio carino e l’atmosfera musicale è di quelle che mi piacciono un casino, caotica e dissonante. 

Dall’altro vien da pensare che se i larsen lombriki hanno deciso di usare un mio testo, almeno potevano citarmi.  A dirla tutta, neanche io con Annie Lennox (a cui appartiene  inconfutabilmente  la maternità melodica del ritornello) credo di averlo fatto, ma è tutta un’altra situazione a livello di riconoscibilità.

Vabbè, alla fine devo scegliere e scelgo di essere contento, sarei solo curioso come i larsen lombriki siano venuti a conoscenza di questa mia canzone, sulla cui paternità ci sono prove inconfutabili. Che poi, casomai dovessero farci i miliardi qualcosa salta fuori anche a me, altrimenti la prendo come la vendetta di Annie Lennox

HA TUTTE LE CARTE IN REGOLA PER DIVENTARE SANTO

29 giugno 2008

Scusate il titolo, è una volontaria storpiatura del titolo di una bellissima canzone di Piero Ciampi. E scusate anche gli antefatti, ma qui bisogna per forza parlarne.

Franz Pahl, il presidente del Consiglio regionale del Trentino Alto Adige (sembra tanto, ma in realtà è una carica solo onorifica, da noi la Regione non conta nulla, decidono tutto le province) ha promesso che, se entro il 23 Luglio, data dell´arrivo a Bressanone di Sua Santità il Papa  in vacanza estiva, la rana crodifissa esposta al  Museo di Bolzano non verrà tolta, inizierà lo sciopero della fame. Ed ecco il primo antefatto:

Circa un mese fa è stato inugurato in pompa magna a Bolzano il Nuovo Museo d´Arte contemporanea, un´opera architettonicamente bellissima, almeno così è stata unanimemente definita. A me pare il solito scatolone di vetro e cemento anzi, come dice Giuy , se lo dipingessero di blu con un dollarone in facciata potrebbe sembrare la copia del Deposito di Zio Paperone. Ma subito è scoppiata la polemica per via di una rana crocifissa esposta nel museo stesso, opera di Martin Kippenberger già morto e sepolto da tempo. Chi la voleva togliere, chi la voleva lasciare, tutti a parlare di questo. Con Obmann, Hauptmann e Bischof (capo della SVP, presidente della Provincia e Vescovo) schierati per la rimozione, il fatto che la rana sia ancora lì puzza un po’ di lancio pubblicitario. Alla fine, quelli del Museo sono usciti con un´idea geniale, hanno coperto la rana con dei fogli di giornale recanti gli articoli ad essa dedicati, chi la vuole vedere faccia due passi avanti e morta lì. Geniale davvero, vien solo da chiedersi cosa si aspetti uno che paga il biglietto d´ingresso per un Museo d´Arte Contemporanea, solo opere assolutamente politically correct?

Comunque la polemica sembrava finita, ma adesso Franz Pahl ( uno dei duri della SVP, paladino dei valori cristiani e della separazione etnica) la riaccende minacciando lo sciopero della fame. Ma come al solito, fa le cose a metà, quando con un piccolo supplemento d´impegno potrebbe benissimo aspirare ad un posto nella storia. Franz ascoltami che ti dico io come fare, ok?

Innanzitutto la data, lo sciopero della fame impara da Pannella e inizialo subito, non aspettare il 23 luglio, anzi già che ci sei fai anche quello della sete bevendo le tue stese urine, funziona alla grande sia a livello fisico che mediatico. Quando il Papa arriverà dovresti essere già quasi moribondo e scordati che nel frattempo tolgano la ranazza, nella SVP c´è una marea di gente che aspira al tuo posto. Se riesci a schiattare dopo qualche giorno di presenza del Papa ci saranno ondate di gente al tuo funerale con i cartelli monolingui “sofort heilig gesprochen“, e Ratzi commosso ti riserverà un onore pari se non superiore a quello concesso al suo polacco predecessore.

Franz, con sole due piccole modifiche al tuo progetto hai l´occasione per entrare nella storia, in un solo colpo diventeresti santo e martire di riferimento e supremo eroe popolare sudtirolese,  ma ti rendi conto che faresti addirittura le scarpe ad Andreas Hofer?

HA TUTTE LE CARTE IN REGOLA PER ESSERE UN ARTISTA

22 ottobre 2007

ansa_11445374_53100.jpg fran_12019175_33530.jpgfoto Ansa

UPDATE 16.01.2008: il post si riferisce all´episodio della fontana di Trevi, ma alcune delle considerazioni valgono anche per la performance odierna. Solo un particolare stona, lo sponsor

Che volete che vi dica, a me questo Graziano Cecchini, il tizio che ha colorato di rosso l´acqua della Fontana di Trevi, mi sta simpatico. Aldilà di quello che ha fatto prima e di quali siano le sue idee, ha compiuto una performeins artistica, indipendentemente dalle motivazioni che lo hanno spinto a ciò.

Se una roba del genere l´avesse fatta un artista con tutti i crismi e le giuste frequentazioni, un artista ufficiale e riconosciuto, uno che alle sue spalle si sia seduto almeno una volta su qualche seggiola televisiva, adesso nessuno parlerebbe di un esecrabile gesto che “arreca un danno d´immagine a chi da sempre lavora al servizio dei cittadini“. Tutti ne discuterebbero, anche dissentendo e criticandolo, ma mai mettendo in discussione il suo essere artista, meglio ancora se “scomodo“.

Verrebbero usati paroloni come coscienza critica, spina nel fianco e vai col liscio, crescerebbe l´attesa per la sua prossima installazione, perchè così sarebbe stato definito il suo gesto dell´altro ieri, altro che atto vandalico.

E invece il poveraccio viene additato all´opinione pubblica come cattivo esempio, per non dire di peggio. Viene tacciato di vandalismo, messo sotto taglia e anche denunciato per reati penali. Roba che ci rimette anche il bollino verde di Beppe Grillo senza neanche prendere  il tapiro di Striscia la Notizia. Christo, l´impacchettatore di monumenti, non è che faccia di meglio, eppure è osannato e ben retribuito, che mondo.

Un po’ se l´è anche cercata, questo bisogna ammetterlo. Se avesse anticipato il gesto di una settimana e si fosse travestito da monaco buddista sarebbe diventato un eroe, qui in blogosfera almeno. O poteva aspettare che il  GP del Brasile andasse com´è andato, e avrebbe potuto sfruttare a modino la copertura ideologica del rosso Ferrari

Non credo che per lui sia di grande consolazione, ma io lo metto fra quelli buoni, fra Gabriele Paolini e Mathias Rust, quello che quando c´era ancora il muro è atterrato sulla Piazza del Cremlino con un aereo da turismo. E chissà tra quanti altri di cui non si sa niente, chissà quanti non-artisti ci sono in giro, eppure magari, come scriveva e cantava Piero Ciampi, hanno tutte le carte in regola per esserlo