Posts Tagged ‘Papa Ratzinger’

COSI’ PARLO’ L’ITALOCALABRESE

18 dicembre 2011

vado via un attimo con mio cognato, tu intanto inizia che tra due minuti arrivo“. A volte è impressionante la quantità di legna che si riesce a tagliare in due minuti

VADO UN PO’ DI POESIA

21 marzo 2011

Stormi di rettili primordiali predatori s’avventano sugli avventori ancora ignari al Bar della Stazione

Cadaveri di bimbi paraplegici ammucchiati, con gli arti inferiori orribilmente massacrati a bastonate

L’olezzo acre di membra putrefatte si sparge nella brughiera, eppure sembra non sia ancora sera

Sorelle defraudate dalle altrui virtù, a volte vere, a volte solo millantate

I giovani del posto raccolgono i ricci di mare, altrimenti i preziosi turisti si potrebbero ferire

Sul ciglio della strada nasce un fungo, un parroco irsuto lo scorge e inscena da solo un tango

Qualcuno su facebook gonfia il torace e trova anche quello che mette il mi piace

Magari ero anche partito bene ma poi…

adesso continuate voi

TRANQUILLI TUTTI, NON CAMBIA NIENTE

8 settembre 2008

E insomma fra un po’ ci siamo, a fine ottobre da noi ci sono le elezioni che contano davvero, quelle per il consiglio provinciale dell´Alto Adige-Südtirol. Contano per modo di dire, perchè dal dopoguerra in poi le ha sempre vinte la Südtiroler Volkspartei con l´abbondante maggioranza assoluta dei voti e dei seggi ma, come quasi tutte le elezioni di questo mondo le si sta cercando di spacciare per svolta epocale, questa potrebbe essere la volta buona che la SVP perde la maggioranza assoluta.

A parte che questa premonizione la sento girare ormai da una trentina d´anni e non si è mai avverata, anche se si realizzasse non cambierebbe nulla. Per il nostro statuto d´autonomia per forza in giunta ci devono andare anche due esponenti del gruppo linguistico italiano, la SVP per principio non ne può candidare e quindi è giocoforza allearsi con qualcuno. In teoria è come se la maggioranza assoluta non l´avesse mai avuta e comunque ha sempre deciso tutto lei lo stesso. Mi rendo conto che dev´essere complicatissimo capire questi meccanismi e cerco di limitarmi al succo.

Il succo è che fra i partiti che pescano nell´elettorato di lingua italiana è indetta la gara a chi entrerà in giunta con la SVP. Fosse rimasto Prodi al governo nazionale il PD partirebbe favoritissimo per un posto in giunta, ma adesso chi glielo fa fare alla SVP di allearsi con chi adesso a Roma conta meno di niente? E allora è tutto un fiorire di campagne acquisti, di liste ad personam. Insomma tutti in corsa per un posto in giunta da zerbino della SVP, con la Lega che scardina la sua impostazione da movimento popolare per assicurarsi candidature ex eccellenti e Di Pietro l´innovatore che non trova di meglio che candidare un assessore provinciale centrista in carica da dieci anni come minimo.

Per quanto riguarda i maggiori partiti italiani, il PD e il PDL, la loro situazione non è buona. Nonostante stiano ambedue dichiarando che la vera sfida è fra di loro, per la SVP  blockfrei ( fuori dagli schieramenti) sono gli ultimi due rospi da baciare.

Apparentemente sembrerebbe un gran casino, ma tranquilli tutti che dalle nostre parti non cambierà nulla

UN PO’ DI POLITICA ESTERA OGNI TANTO NON GUASTA

27 agosto 2008

Fratelli e sorelle, mi butto sulla politica estera. Non che non abbia altro di cui scrivere, giusto per dirne una lunedì mattina sono cascato per terra da tanto la testa mi girava, e per tutto il giorno sono stato rincoglionito, non stavo per niente bene. Ma alla fine tutto si è risolto, era solo colpa di un blocco intestinale provocato da una serata al freddo assistendo ad uno spettacolo delle Articolate dopo una ipermangiata di funghi ombrelloni impanati. E per fortuna la Iso, Elmar e la Xeena mi hanno tirato fuori dalle strazze aiutandomi nella preparazione del mercato di stamattina. Insomma tutto a posto, anche se mi ero un po’ preoccupato.

Dicevo della politica estera, anche qui tutto in ordine. Buttandola lì alla grossa, senza dietrologie legate ad oleogasdotti strategici e mettendola solo sul morale, non si può che salutare col dovuto rispetto l´indipendenza dell´Ossezia del Sud e dell´Abkhazia ed il suo repentino riconoscimento da parte della Russia. E anche se l´Occidente è contrario e bolla questo gesto di Mosca come irresponsabile, gli tocca solo di stare zitto e riconoscere che se il principio di autodeterminazione vale per il Kosovo, allora vale anche per gli altri e morta lì. Tutt’al più, saranno cazzi di chi si ritroverà l´Abkazia nel giorne di qualificazione ai mondiali, ma tanto adesso ci sono i navigatori satellitari.

Due popoli oppressi in meno, alla fin fine una buona notizia per l´umanità, adesso mancano solo i tibetani e i sudtirolesi e poi siamo quasi a cavallo. Per i sudtirolesi alla fin fine il problema non è neanche granchè sentito, i tibetani invece secondo me hanno il grosso gap di essere rappresentati dal Dalai Lama. Suvvia, ma come si fa a farsi prendere sul serio dall´Occidente (che si spera abbia conservato almeno un po’ dello spirito illuminista) mandando in giro uno che  ha ottenuto la sua carica tramite reincarnazione?

Eccheccazzo. almeno uno straccio di governo in esilio, qualcosa di tangibile insomma. Altrimenti è logico che in Europa ti diano gli onori da capo di stato solo il Papa e Luis Durnwalder, lider maximo del Sudtirolo. Gli unici due che sono, o si credono, in carica a vita

È FINITA LA CRISI ECONOMICA

21 agosto 2008

Allegria, fratelli e sorelle, la crisi economica sta finendo.  Mi è capitato appena adesso in faccia uno spot dei rosari da collezione (hanno quello di Padre Pio, di Madre Teresa e di Wojtyla, secondo me anche quello di Ratzi è già pronto a mo’ di coccodrillo). Poco prima ne avevo visto uno dei modellini di Moto Guzzi e poi c´era la raccolta dei DVD con la storia del Terzo Reich, e altro ancora. Se girano spot del genere vuol dire che si suppone che la gente ricominci ad avere qualche soldo da buttar via.

Fino a qualche anno fa era piena la TV di queste pubblicità, sembrava che la gente non avesse altro da fare che collezionare oggetti inutili come soldatini, modellini di auto delle forze dell´ordine, bambole, bamboline, foulard, orologi e qualsiasi altro oggetto dell´ingegno umano. Poi sembrava che avessero smesso, travolti dal petrolio schizzato alle stelle, dal prezzo impennato dei cereali e forse anche dalla minaccia della colonizzazione economica cinese.

Dove poi la gente metterà tutta questa roba, questo per me rimane un mistero. Vabbè che la nuova tendenza del mercato immobiliare è verso case più grandi, ma a tutto dovrebbe esserci un limite, non credo proprio che uno abbia bisogno di stanze supplementari per depositarvi il ciarpame che acquista settimanalmente al tabacchino o all´edicola.

Che poi io parlo parlo, ma i imiei scheletri nell´armadio li tengo pure io, da qualche parte devo averci un pacco con dentro gli album delle figurine Panini che L’ Unità di Uòlter dava in allegato.

Comunque, sarebbe interessante cercare di dare una mano ai marketing manager del settore collezionistico, che ogni tanto devono pur lanciare qualche nuovo prodotto sul mercato e produrne il relativo spot. Io ci metto del mio, se avete qualche suggerimento scrivetelo nei commenti, magari alla fine almeno da bere ci offrono.

Si potrebbe proporre la collezione dei santini elettorali della prima repubblica, con le immagini sorridenti di Fanfani, De Mita e Pomicino sul tema musicale di “Legata ad un granello di sabbia”.  Male non sarebbero neanche i miniassegni che per un periodo degli anni ’70 sostituirono la moneta (a pensarci bene roba da non crederci, uno Stato che non ce la fa a stampare la propria moneta). 

Ma se si decidono a lanciare sul mercato una collezione di stronzate collettive, giuro che un paio di palline clic-clac anni ’70 me le compro. Le Crocs, anche se sono quelle del Consorzio Agrario, le ho già

IL PD CE L’ HA MOLLO?

27 luglio 2008

Che flesc ieri mattina, fratelli e sorelle. Come ogni sabato, ero al mercato contadino di Laives e stavo dando il meglio di me stesso vendendo pomodori, cetriolini, rapanelli e quant´altro. E come sovrappiù, mi concedevo anche dissertazioni varie sullo scibile umano, ricette inventate sul momento, critiche alle pettinature e consigli d´abbigliamento alle mie clienti. Insomma tutto filava liscio come doveva andare se fosse andato bene.

Ad un certo punto il flesc, all´orecchio m’ arrivano note inconsuete per quel posto, dove solitamente verso le undici riecheggia la marcia nuziale della chiesa dove si celebrano i matrimoni. Altra musica, era “Bandiera Rossa“, roba da non crederci e infatti ho dovuto mollare tutto e andare a vedere se per caso non fossero arrivati i cosacchi. Niente di tutto questo, era solo un gazebo informativo della neonata alleanza elettorale tra Partito Socialista, Rifondazione Comunista e Sinistra Democratica (i Comunisti Italiani vanno per conto loro, giusto per dare alla gente la scelta tra due diverse versioni della falce e martello). Sotto il tendone quattro persone e un amplificatore, nessuno che se li cagasse neppure di striscio ma comunque bravi come digei del popolo, hanno messo anche “La locomotiva” di Guccini e (mi sembra) “Contessa” di Pietrangeli, mica paglia da soma.

In serata, sono andato alla festa del PD, era quasi un dovere di blogger. Devo ammettere che, nonostante cercassi continuamente appigli per parlarne male, non ci riesco. Di solito, in quel posto (i prati del Talvera, che già conoscete come futura ubicazione della Festa della Ciavada Foresta) ci fanno feste non dico oceaniche ma quasi, con la gente scatenata che balla sotto il palco e gruppi che bene o male il piede te lo fanno muovere. Qui invece poca gente, pacata e serena, assisteva al concerto di un gruppo latinoamericano a volume moderato che, giusto essere pacati e sereni anche loro, suonavano senza basso e batteria veri, al massimo qualche basetta. Per la birra nessuna fila, pacatamente e serenamente te la servivano, quasi ci mettevano di più per la minerale.

Anche a gnocca quelli del PD non sono messi malaccio, si vede che perdere fa bene sotto quest´aspetto. Ma quel che più mi ha colpito è stata l´assenza dei maggiorenti del partito che sparecchiano i tavoli, alle feste dell´Unità dei bei tempi erano un classico. Giusto per dirlo, a quelli dell´anno scorso è andata di lusso, una è diventata deputata, l´altro è segretario del PD in pol posiscion per diventare assessore provinciale. Migliorati ambedue nel luc, la matrona deputata sfoggiava una polo al ginocchio massima misura, con le maniche che le arrivavano a metà strada tra gomito e polso e il segretario, abbandonati gli imperdonabili pinocchietti dell´anno scorso, aveva optato per un sobrio paio di braghette stile boiscaut.

Per gli sparecchiatori di quest’ anno non vedo niente di tutto questo, tra l´altro si notavano anche meno, quasi nessuno mangiava. Alla fine siamo stati gli ultimi ad andare via, una festa senza eccessi, educata e responsabile, altro che le kermesse casiniste della Lega dove tutti urlano e sbraitano. Generalizzando alla grossa si potrebbe proprio dire che il PD è il contrario della Lega.

Oddio, ma allora ce l´ha mollo?

CERVI E RANE, QUI NON SI PARLA D´ALTRO

24 luglio 2008

Giusto per non parlarvi sempre di verdura e dei cazzi miei in generale, vi aggiorno su quello che sta succedendo dalle mie parti. Innanzitutto pare che il gran momento sia arrivato. Franz Pahl, uno dei duri e puri della Volkspartei, ha iniziato lo sciopero della fame con l´obiettivo di far rimuovere dal nuovo Museo d´arte contemporanea la rana crocifissa che, oltre ad offendere il tradizionale sentimento religioso dei sudtirolesi, sarebbe anche motivo di doglianza per sua santità il Papa che fra poco arriva in ferie da noi, come se non ne avessimo abbastanza dell´Inter

Fatto sta che il buon Franz si è affrettato a precisare che proseguirà lo sciopero della fame “finchè le forze lo sosterranno”, come a dire “faccio un po’ di dieta” o “provo a smettere di fumare”. Eh no Franz, così son buoni tutti a farlo, almeno ad uno straccio di ricovero per accertamenti ci devi arrivare, altrimenti fai una figura barbina come la mia di un paio d´anni fa, quando ho minacciato un quarto d´ora di sciopero della fame per protesta contro l´infelice collocazione dei manifesti elettorali del Partito per Tutti.

Dopo la rana, il cervo. Molti di voi sapranno del cervo che, dopo un´incursione nel centro storico di Bolzano, è finito in un parcheggio sotterraneo e lì è stato abbattuto a pistolettate da chi di dovere. Ne è venuto fuori un casino, organizzazioni ambientaliste infuriate perchè il cervo doveva essere narcotizzato e trasportato con un´apposita ambulanza ad un centro specializzato dove avrebbe potuto essere curato e poi reinserito nel suo habitat naturale. E, una volta riambentatosi, essere pronto per farsi prendere a fucilate da qualche cacciatore, magari proprio da Kaiser Luis Durnwalder, lider maximo del Sudtirolo e cacciatore a tempo perso.

Ci sono state prese di posizione dure anche dal mondo politico, e il nostro autorevole quotidiano Alto Adige (anzi direi autorevolissimo, come altrimenti definire un giornale che nelle pagine culturali pubblica un megaservizio sull´apertura di un nuovo supermercato di uno dei suoi maggiori azionisti?) è pieno di lettere di protesta di cittadini indignati. Che volete che vi dica? qui di cervi ce ne sono a migliaia e ogni anno ne abbattono qualche centinaio, sono quasi come i polli d´allevamento, bestie con la stessa dignità dei cervi ma di cui ognuno si ciba senza preoccuparsi di come vivano e muoiano.

Ma ora il grosso interrogativo è un altro, dov´è finita la carcassa del cervo? nessuno sa dove sia ma io si. Ho due alternative: o l´hanno messo in freezer per festeggiare la fine dello sciopero della fame di Franz Pahl, oppure l´hanno imbalsamato per poi crocifiggerlo al posto della rana. Bakunin, hai qualche ricetta facile e veloce per cucinare il cervo?

pipuntoessepunto: un pensiero per il cervo: caro ungulato, almeno tu prima di finire impallinato, ti sei tolto la soddisfazione di ferire, anche se solo leggermente, qualche umano. Glia altri tuoi simili di solito finiscono in ragù senza neanche un minimo di gloria

VA TUTTO BENE, ANZI QUASI

21 luglio 2008

Va tutto bene, anzi quasi. Da lavorare ne ho, la produzione è ottima e abbondante e riesco a vendere quasi tutto. La gente è contenta e ci credo, a prezzi più che competitivi si porta a casa della frutta e degli ortaggi di qualità parecchio superiore a quella standard del supermercato. Oltre ai miei soliti punti forti di questa stagione (i cetriolini da mengiare senza sbucciarli, i pomodori cuore di bue, i fagiolini e le pesche noci, per non citare sempre i rapanelli), quest´anno mi vengono molto bene anche le melanzane bianche a strisce viola. Guai a lamentarsi.

In più. quest´anno vado spesso anche a funghi con Elmar, e ci sono andato anche oggi. Domenica scorsa abbiamo fatto un raid e portato a casa una discreta quantità di finferli e porcini, per cui abbiamo pensato bene di ripetere la sortita, fiduciosi nella luna piena e nel culo, che andando a funghi non deve mai mancare. Sarebbe stato da andare al mattino, ma siamo stati precettati nella preparazione della grigliata per il compleanno della primogenita e quindi, senza crederci neanche tanto, abbiamo optato per la procastinazione eventuale e possibile, ma comunque non certo probabile.

Grigliatona andata alla grande, mangiata pantagruelica (Claudio ha portato una torta fatta con 24 uova) e abbondantemente d´alcool innaffiata, bambini che giocavano in piscina, persino Tingo (il cane della Xeena) è stato al gioco, anche per merito mio che in mattinata l´ho sfiancato a forza di farlo correre e giocare. Alla TV davano la formula uno, una gara sonnolenta di cui nessuno si è accorto della fine, il Tur de Frans era una palla e così io e Elmar abbiamo preso congedo per un paio d´ore nominali, scarpe buone e via, andiamo a funghi.

Andiamo nel suo posto, e subito penso che per me sarà una pessima sortita, ho la panza piena, ho bevuto più del giusto e arranco sulla scarpata che bisogna risalire per trovare il posto dei miracoli micologici. Bene o male ci arrivo, quello che non fanno le gambe lo fa l´orgoglio ma Elmar ha già un paio di bei porcini in saccoccia e io solo qualche finferlo, una bella botta all´autostima ma tiro avanti. E alla fine, dopo gli inevitabili travasi di bile ogni volta che Elmar trova un porcino, la mia tenacia viene premiata con uno spiazzo dove i finferli sembravano seminati, una goduria chiamare il mio socio e chiedergli di aiutarmi a raccoglierli.

Torniamo, e mentre io sono già sulla strada e pronto a salire in macchina; Elmar trova una bellissima brisa a due metri da dove ero passato io da ubriaco, altra botta. Ma alla fine, sostanziale pareggio, lui ha trovato i porcini ma senza il mio spiazzo di finferli domani funghi non se ne mangiavano. In piú, il socio è anche scivolato cadendo addosso alla sua saccoccia, schiacciando i finferli ed accorgendosi che la brisa più grande era piena di vermi. 

E questo a mio parere è imperdonabile per un fungaiolo, puoi cascare e scivolare quanto vuoi, ma la prima cosa da salvare è la borsa dei funghi, come la radio e la mitragliatrice per gli alpini

p.s. per quello che non va bene, sarà per il prossimo post

TENCHIÙ EVRI MECC, ERIC FORRESTER

5 giugno 2008

La grande magia della letteratura è che un libro può cambiarti la vita, e non è affatto necessario che sia un capolavoro o un´opera di grande spessore culturale, come potrebbe ad esempio essere una fin troppo veementemente auspicata autobiografia non autorizzata del non ancora compianto Stielike. Un qualsiasi libro ti può cambiare, a me ad esempio il fato ha dato in pasto quasi metà della mia vita ad un manuale di yoga, anzi più precisamente ad una sola mezza pagina di esso.

Avevo comprato questo manuale in autogrill ed avevo iniziato a leggerlo in modo volutamente distratto, leggevo solo i titoli e non andavo oltre. D´altronde, erano quasi tutte spiegazioni tecniche con figure annesse per imparare il modo di ingerire acqua salata dalla bocca per poi espellerla dal naso e dall´ano, niente di particolarmente invitante alla lettura.  Ma improvvisamente un trafiletto catturò la mia attenzione, diceva che per rimanere giovani il più a lungo possibile bisognava fare, con regolarità almeno quotidiana, delle abluzioni gelide sui coglioni (così si chiamano, inutile andare sul raffinato), perchè la differenza fra un uomo giovane e uno vecchio sta lì, il giovane li ha attaccati al resto del corpo come un mollusco allo scoglio, al vecchio penzolano come gli impiccati alla forca . 

Non trovai alcuna piega nella spiegazione e da allora quel trafiletto mi ritorna in mente ogni giorno, mentre ne seguo i dettami. Dopo la doccia, punto il getto dell´acqua sui coglioni e lo tengo fermo fino a quando diventano sodi e compatti. Non so se funziona ma ormai mi conviene crederci.

Diversamente analoga è la questione per quanto riguarda i film, qui per cambiarmi la vita non è certo servita una pietra miliare delle cinematografia, è bastata una dichiarazione ad un giornale femminile di un attore di soap opera, John McCook che interpreta Eric Forrester in Beautiful. Esso confessò di farsi la barba con del normale sapone, senza schiume, matite fermasangue, balsami, gel e dopobarba vari.

Saranno una quindicina d´anni che seguo il consiglio del vecchio Eric e devo dire che funziona, per la barba un minuto e venti mi basta e a volte anche meno, non mi taglio e per quanto riguarda il profumo, finchè so naturalmente di buono non vedo perchè cambiare.

Grazie Eric per la dritta, e vedo che te la stai passando mica male con la sorellina di Brooke, altro che quel cretino di tuo figlio Thorn

 

IÙ MEIC MAI DEI AUÒRD

30 marzo 2008

 Ogni tanto è cosa buona e giusta andare giù di premi, questo memone del Iù meic mai dei auòrd con cui Flavio ed Enrico (due maschi, devo cominciare a preoccuparmi?) mi hanno premiato, impone di segnalare 10 blog che rendono la mia giornata meno afflitta dal lento ma inesorabile decadimento del mio io, saturo di mestizia e gravido di melanconia, in perenne procinto di attuare il piano B, quello che prevede il ritmico percuotimento dello scroto con un martelletto di gomma appositamente adattato all´uso.

Un meme ogni tanto è bello farlo, ma è ancora meglio cambiarne le regole. E quindi non premio i blog ma gli avatar dei commenti, con un particolare riguardo per quelli che raffigurano la faccia del titolare, mi piace un sacco immaginarli mentre dicendo quello che hanno scritto. Ecco qui i miei premiati:

CHIT: il suo faccione da latin lover, nel suo idillio mediatico con l´efebica islandese Ester Ester, è stato uno dei momenti più esilaranti di questo scorcio di 2008

WOOD: sarebbe da ritirarglielo il premio, perchè ha appena cambiato il suo avatar da gaudente proseccata. Sperando che lo rimetta, lei è una che non te le manda a dire, e quel sorriso era ottimo per digerire le sue cattiverie

BRIGIDA FRAIOLI: le sue punture di spillo si adattano perfettamente all´immagine lucreziaborgista, ma non era male anche l´avatar estivo

UYULALA: non so perchè, ma mi ricorda un personaggio di Lost, e leggendo i suoi post vien quasi da pensare che abbia avuto un ruolo nella sceneggiatura

MELANIA: mai capito che roba è quello spuntone grigioscuro su fondo grigiochiaro, sarà mica la radiografia di un´unghia incarnita? la Iso dice invece che si tratta di un mento alzato..

VOX NOVA: l´alpino dall´aspetto poco marziale è sempre un piacere leggerlo, quasi ti aspetti che stappi la bottiglietta di grappa clandestina che sicuramente ha in tasca

ÉTRANGER: lui usa l´immagine di Amedeo Modigliani, premio al contrario. Siccome non tutta la blogosfera conosce la faccia di questo celeberrimo cuoco astigiano, qualcuno potrebbe essere tratto in errore pensando che quella sia la sua vera faccia

ALEYAKKE: il finto zio bonario e contemplativo che però non ci credi che abbia smesso

LA GURESSA: la femme fatale che connubia Mata Hari e Patty Pravo

LUNE: gli occhioni più belli del web, che sicuramente mi perdoneranno per non aver risposto alle mail e non aver scritto niente sul prossimo Rotocalco

ROSELIA: acidina e cattivella pure lei, anche se l´avatar con la berretta rasta in testa le dava quel tocco di cinismo disarmante in più

Mi rendo conto di aver discriminato per cause di forza maggiore i non wordpressati, purtroppo la blogosfera ancora risente della separazione fra le varie piattaforme, anche se in ogni caso ci sarebbe il gravatar, mediante il quale anche chi non ha un blog può trovare modo di firmarsi con un´immagine

p.s. so che sono più di dieci, ma davvero non posso fare a meno di un´ultima premiazione:

HILDIGUNNUR: colei che mi ha fatto scattare la molla della conquista d´Islanda

p.s. 2 – il video non c´entra nulla è solo una continuazione del post dei rapanelli

RIDATEMI LA PRIMAVERA E L’ALIMENTATORE

24 marzo 2008

dp302.jpg

Che brutto, l’ alimentatore è rotto. Non bastavano i 30 gradi di scossone termico tra le mattinate di Sciarm e quelle di qui, tra i tuffi in mare dal pontile in mezzo ai pescioni colorati e la neve che imbianca le montagne vicino casa e quasi minaccia di arrivare anche sui tetti dele serre dove i rapanelli crescono molto lentamente di circonferenza.

Che trauma, gente. Mica per il tempo, a quello ero preparato, anzi non c’è niente di meglio di starsene con la panza al sol sapendo che dalle tue parti soffrono il freddo di un ritorno di fiamma dell’inverno che sembrava ormai passato. Il trauma è che l’ alimentatore è rotto, e la speranza che si trattasse solo di un umile fusibile si è volatilizzata dopo lo smontaggio del cassettone che mi collegava al mondo intero.

Tornando a casa, la telefonata del mio primogenito era stata categorica, ma un flebile filo di speranza ce l’ avevo ancora, in fondo finora lo avevo sempre resuscitato. Ma stavolta mi sa che lo devo portare dal dottore, a meno di non trovare un alimentatore compatibile proprio a Pasquetta (più facile sarebbe trovare un alimentarista, ma non è lui che serve).

Vabbè, a tutto c’è rimedio e lo dimostra il fatto che sto scrivendo. Stamattina alle 7 il mio primogenito mi annuncia la sua assoluta necessità di essere alla fermata dell’ extraurbano entro dieci minuti, pena la sua decadenza dal diritto di disputare la finale del contest di snowboard alla quale si era qualificato. Nè una piega nè un lamento, saltiamo sulla Fiat Palio Weekend e tentiamo l’ impresa, cercando di anticipare il bussone che porta in Val Senales.

Grazie alle scorciatoie e alla potenza del nostro mezzo stiamo per portare felicemente a termine l’ impresa, quando il mio primogenito si accorge di essere sprovvisto di guanti e di contante, per cui inizia una gara ad inseguimento col bussone fino a quando finalmente è tutto a posto, guadagno un discreto vantaggio e raggiungo la fermata, il primogenito scende alla Starsky, raccatta tutto l’ armamentario e finalmente lo vedo salire sul bussone.

Tornando a casa, faccio un breve ma impietoso confronto con la mattinata precedente, che per me è ancora quella del tuffo nella limpida acqua a ridosso della barriera corallina, e quasi mi viene da ridere. Decido di passare alla radio (da dove vi sto scrivendo) ed approfittare del suo pc. E piano piano tutto andrà a posto, arriverà la primavera e porterà con se un alimentatore nuovo

ES TUT UNS SEHR LEID, NON POSSUMUS

9 marzo 2008

papa.jpg

Dai commenti al post precedente ho notato che a molti piacerebbe che il Papa ce lo tenessimo fisso qui in Sudtirolo, invece di restituirlo alla città eterna e all´Italia intera, sano e ritemprato nel corpo e nello spirito dopo le strasudate ferie estive a Bressanone. Fosse per me nulla osterebbe a ciò, ma putroppo ancora non sussistono le condizioni perchè questo possa realizzarsi.

Non è certo una questione climatica, anzi il clima secco e frizzante delle nostre parti ben si adatta al fisico teutonico del Sommo Pontefice, e tutto intorno alla sua residenza vacanziera (che sarà l´Abbazia di Novacella, le notizie ufficiali lo danno ospite al Seminario maggiore, ma io non ci credo), vi è tutto un fiorire di vigne, dove l´umile lavoratore di quella del Signore potrebbe perfezionare la sua tecnica e magari passare vieppiù di grado fino a raggiungere la qualifica di Kellermeister.

Nessun problema linguistico, a parte che impari alla svelta lo slang sudtirolese, diverso da valle a valle. Nessun problema logistico, qui arrivano milioni di turisti, basta mettersi d´accordo e organizzare i grandi raduni al di fuori delle alte stagioni. Volendo abbiamo anche un aeroporto da far impallidire la spianata di Tor Vergata con cui battere il record della più colossale copula collettiva della storia (il Giubileo dei Giovani del 2000, che a sua volta aveva strappato l´ambito primato a Woodstock).

Insomma problemi grossi non ce ne sarebbero, anzi addirittura le agenzie turistiche potrebbero organizzare dei tour ludico-culturali dove il turista potrebbe sciare, far visita al Mercatino di Natale, compiere la visita di rito a Ötzi (la mummia del Similaun) e concludere il tutto con un´udienza papale. Se ne tornerebbe stracontento al luogo d´origine con la faccia abbronzata, qualche gadget made in China, un pezzo di speck e, come bonus,  un´indulgenza plenaria. Mica paglia deumidificata, come direbbe Stielike.

L´unico problema è che noi un Papa ce l´abbiamo già, il Landeshauptmann Luis Durnwalder. Come ho scritto in “Sudtirolo o Vaticano?”, le analogie tra il ruolo del Sommo Pontefice e quelle del Presidente della Provincia di Bolzano sono troppe per poter essere ignorate, si rischierebbe una situazione da due galli in un pollaio.

Entrambi concedono le udienze ed elargiscono benedizioni, entrambi hanno a disposizione guardie con costumi pittoreschi, entrambi sono infallibili. Solo che, mentre dal dopoguerra in poi sullo scranno di Pietro si sono succeduti ben 6 Pontefici, i Landeshauptmann sono stati solo due.

Sorry (es tut uns sehr leid),  non possumus, tocca tenervelo voi

CHE BELLO, IL PAPA VIENE IN FERIE DA NOI

8 marzo 2008

alto-adige.jpg

… ma in fondo è come se ci fosse sempre stato, anche in versione 8 Marzo

ratzinger.jpg