Posts Tagged ‘palline colorate’

È NATO IL PARTITO DI RUTELLI

12 novembre 2009

talpa nuda

Sarebbe anche da scriverci qualcosa, ma forse basta la foto

 

AD OGNUNO LA SUA FESTA

1 maggio 2009

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Da scrivere ne avrei parecchio d’altro, ma questa storia fra un po’ si sgonfia da sola, come quasi sempre succede dallie mie parti, Bolzano e dintorni. Son tutti imbestialiti contro il vicesindaco Ellecosta. Il buonuomo  ha detto che per lui il 25 Aprile non c’è niente da festeggiare, e che la liberazione vera porta la data dell’8 settembre, la data in cui i tedeschi si riappropriarono del Sudtirolo. Gliene hanno dette talmente tante che alla fine ha dovuto chiedere scusa, neanche avesse bestemmiato in chiesa.

Eppure per me Ellecosta, dal suo punto di vista, ha ragione. È  la prima volta che succede e credo anche l’ultima. I festeggiamenti di solito si fanno per ricordare un momento positivo, per gli altri si fanno le commemorazioni. Immaginatevi che per vent’anni vi avessero impedito di parlare la vostra lingua  e cambiato i vostri nomi, vi arrivano quelli che te lo permettono e siete all’8 settembre. Le truppe naziste sono state accolte con mazzi di fiori in Sudtirolo, ma anche fossero arrivati i bolschevichi sarebbe stato uguale, l’importante è che fossero stati tedeschi. È stata una festa.

Immaginatevi che poi fossero arrivati quelli che rimettono tutto come prima, con la generale promessa che migliorerà ma che comunque sarete sempre patrioti all’estero. Festa non si fa di sicuro, e questo è stato il 25 Aprile sudtirolese. Niente di cui festeggiare l’anniversario, la sparata di Ellecosta potrebbe magari rappresentare un nuovo concetto di unità nazionale.

Le feste andrebbero celebrate solo per ricordare i momenti positivi di un popolo, i momenti  nei quali tutta la nazione diventa una persona sola, quelli ricordare. In Italia, ad esempio, si potrebbero festeggiare la data del discorso di Mussolini con l’annuncio dell’entrata in guerra, e  l’undici luglio, quando gli azzurri vinsero il mondiale in Spagna. Se qualcuno ne sa indicare un altro lo segnali, ma bello sarebbe il poter aggiungerci la data della ricostruzione de L’Aquila, e lasciare che di feste ognuno celebri le sue

UNA GIORNATA NON AL MARE

9 luglio 2008

Quasi una giornata intera, e perdippù infrasettimanale, era parecchio che non me la prendevo. Nel periodo tra Aprile e Novembre il tempo è scandito dal ritmo settimanale imposto dall´attività mercatatoria. Lunedì, giovedì e venerdì pomeriggio si raccoglie per il giorno successivo, il martedì pomeriggio e il mercoledì sono solitamente dedicati alla semina, piantagione e cura delle piante. Sabato pomeriggio e domenica mattina raramente sfuggono al lavoro e rimane la domenica pomeriggio. Così va il mio mondo, se vuoi fare bene le cose l´ultimo dei pensieri è contare le ore.

Però, tenuto conto che la primogenita in questi giorni ha il compleanno, e dato che è anni che mi stressa per andare a Gardaland, prima o poi ci si doveva andare.

Però le ho detto ” ascolta il tata (così i bambini di madrelingua tedesca chiamano il papà), con questo caldo Gardaland dev´essere uno strazio, se poi ci vai anche di domenica peggio ancora. Ti portiamo un mercoledì al parco acquatico di Caneva e vedrai come ti diverti”.

Confortato dal fatto che nel primogenito,  che finalmente sgessato lavora con me  al mattino per 8 euro all´ora, ho un valido sostituto per le emergenze, quel mercoledì era oggi.

Missione compiuta, a Caneva Uòrdl la primogenita s´è divertita come una pazza, unico lato negativo le lunghe file, chissà come dev´essere la domenica. L´altro unico lato negativo era che a lei, alta meno di 1,40, erano precluse le versioni strong delle attrazioni acquatiche, anche se un paio di volte abbiamo bleffato alla grande.

È piaciuto anche alla Iso, ma alla fine quello che si è divertito di più sono quasi stato io, e senza fare neanche un po’ di fila, l´unica attrazione dove non c´era da aspettare neanche un minuto e anzi ti facevano passare avanti quasi gli stessi facendo un favore, era il mega scivolone quasi verticale da 32 metri in picchiata. La Iso non vuole ma io ci vado lo stesso. La Iso crede che rinuncierò, ma dove c´è da buttarsi e sotto c´è acqua io giù dalle scale non ci torno.

Arrivo in cima e subito un baldo giovinotto alto quasi due metri, tatuato, codinato e slippato come trend comanda, con grande aplòmb  e savuair fer mi cede il suo posto. Seguo scrupolosamente le istruzioni del bagnino (piedi incrociati e gomiti stretti dietro la nuca) e vado. Che botta, fratelli e sorelle, roba che non ci credi che alla fine sei ancora intero. 

La Iso ha filmato tutto e  sembra un filmato di quelli degli Ufo, e come questi ha un valore non cinematografico ma di pura e semplice testimonianza. Ma sopratutto non criticatemi la panzotta, a parte un piccolo e trascurabile particolare ho il fisico perfetto per fare l´attore porno

un paio di piesse: era pieno di giovani volontariati e parrocchiati e magliettati uguali, ma questo sarebbe il loro modo di fare del bene? piesse due: capisco gli errori grossolani in tedesco, almeno “inosservanza” dovrebbero saperlo che si scive con una enne e due esse e non il contrario

PER UN PO’, BASTA SÜDTIROL

4 luglio 2008

Siccome non c´è tre senza due e le gambe hanno le bugie corte, a buon intenditor non si guarda in bocca, come dice spesso la Santa Guressa. Ultimamente ho scritto due post in salsa sudtirolese e quindi mi pare giusto concludere la trilogia prima che si quadrizzi, una barza per il uìcchend è proprio quel che ci vuole.

Siamo in una fabbrica di speck IGP originale, nella zona industriale di Bressanone/Brixen, la cittadina che il Papa ha scelto per le sue vacanze estive. Gennaro E., immigrato una trentina d´anni fa da Castellamare di Stabia e provetto mulista, alla fine del suo turno di lavoro si ferma a parlare con Franz H., sudtirolese che più sudtirolese proprio non si può:

A Frà, che mi sai dire pecchè o’ maiale che viene dall´Olanda resta qui tre mesi a stagionare e poi diventa “Echter Südtiroler Speck “, o’ maiale che viene dall´Ungheria in due settimane diventa “Echter Südtiroler Schinken“, e io che invece sto qui da trent´anni rimango sempre Walscherfock?

Giusto per capirla meglio, echter sta per autentico, Walscherfock (letteralmente maiale straniero) è invece il dispreggiativo usato per indicare gli italiani residenti in Sudtirolo. Ormai lo usa solo qualche testa calda e quindi ridiamoci sopra

PIÙ O MENO COME L´ANNO SCORSO

28 marzo 2008

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Anche l´anno scorso era di questi tempi, verso la fine di marzo e anche allora la foto era venuta male. Buon segno, questi sono i primi rapanelli dell´anno (i primi per modo di dire, la mia primogenita è quasi un mese che se ne ciba andando con cura e occhio clinico in serra a cercarsi quelli di dimensione commestibile).

La foto è venuta male perchè ho finito che era ormai buio, la luce che montato apposta per poter lavorare di notte ha rovinato un po’ il colore dei rapanelli e ci ho anche messo anche del mio non facendomi la barba per un giorno e  mezzo.

Comunque, stamattina al mercato in Piazza Municipio, i miei erano i rapanelli migliori, sia come dimensione che come colore. Sul gusto fidatevi dell´Oscar, nei terreni sabbiosi i rapanelli diventano grossi più velocemente, ma non hanno mai il gusto che solo un substrato giustamente torboso riesce a donar loro

P.s. era magari meglio un´altra foto tra queste?

L´ULTIMO BALUARDO MASCHILE, IL BARBECUE

14 marzo 2008

Mai dire ad una donna che a grigliare son più bravi i maschi

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grazie Vince per la foto

BUFALE CAMPANE, VERRANNO TEMPI MIGLIORI

4 febbraio 2008

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” Buongiorno, mi dia una bottiglia di Champagne, ma non quello originale Doc-Igp-Docg-Pdci o come si chiama adesso, non bado a spese, voglio Champagne taroccato, possibilmente cinese,rumeno o tunisino“. Sentendo una frase del genere uno potrebbe tranquillamente pensare di trovarsi in un film con Steve Martin, tra l´altro uno dei miei attori preferiti (se non altro perchè non se tira più di tanto), ma la realtà non è tanto diversa, è meno frizzante ma più saporita.

Fino a qualche settimana fa la mozzarella di bufala campana era una sciccheria, un piccolo lusso che però valeva la pena permettersi, non c´era confronto proprio. Adesso mi è stato riferito che cotanto bendiddio giace invenduto e in attesa di scadenza sugli scaffali, non c´è offerta speciale che tenga e, a differenza di quanto è stato fatto con i polli italiani ai tempi dell´influenza aviaria, nessuno spende due parole in favore del supremo latticino italico.

Purtroppo, e sottolineo se, la posizione della mozzarella di bufala campana è pressocchè indifendibile, sono troppe le immagini di bovini curvocornuti che pascolano in prossimità di cumuli di rifiuti, troppe le sorvolate in elicottero che mostrano discariche autorizzate o abusive che rilasciano percolati nelle falde acquifere per promuovere messaggi tranquillizzanti ai consumatori, meglio un discreto silenzio e limitare i danni. Infatti della crisi della mozzarella, ma anche di tutti gli altri prodotti agricoli campani, nessuno ne parla più, si spera solo che la gente dimentichi il più velocemente possibile. E così sarà

IL PAPA, LE PALLINE COLORATE E MASTELLA. GIORNATONA IERI

17 gennaio 2008

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Giornatona ieri, di quelle da segnare sul calendario. Tra il “Papa imbavagliato“, Mastella che si dimette con tanto di signora agli arresti domiciliari in una villa con piscina, il referendum che sotterra tutte le menate sulla legge elettorale, Capello indagato per frode fiscale e il Milan eliminato dalla Coppa Italia, ne abbiamo viste di tutti i colori. E questo anche grazie al mezzo milione di palline scaraventate giù da Trinità dei Monti dal  grandissimo Graziano Cecchini, che ha degnamente fatto il bis dell´acqua rossa di Trevi, stavolta rimediando addirittura uno sponsor da 20.000 Euro. Averne, di giornate così, notizie toste e neanche un morto.

Giusto per solidarietà col povero Pontefice privato del diritto di parola (ma non è stato lui a non voler andare?), posto un articolo che ho scritto un paio di mesi fa su Rotocalco, un quindicinale web che vi invito a visitare spesso, punti di vista diversi su un unico tema. Eccolo:

CHE HA FATTO OGGI IL PAPA?  

 Nella TV italiana è inevitabile venire quotidianamente a conoscenza di ciò che il Papa ha fatto quel giorno, di chi ha ricevuto in udienza, dei doni che ha ricevuto e di chi è stato sottoposto alle sue reprimende. È un fatto normale in Italia, ormai non ci si fa neanche più caso, eppure si tratta pur sempre di un martellamento mediatico che, giorno dopo giorno, fa apparire agli italiani come fondamentale l´opinione del Santo Padre della Chiesa Cattolica in qualsiasi ambito dello scibile umano. È pur vero che ogni capo di stato che si reca in visita a Roma, oltre che con gli esponenti del governo italiano va a parlare anche col Papa, ma temo che questo accada perché egli è considerato non come capo della cristianità, ma come il vero governatore d´Italia.
Guardi la TV italiana, e subito a prima vista salta all´occhio la vivacità dei colori nelle scenografie degli show, la generosa abbondanza di tette e culi che danno bella mostra di sé. Persino le cosiddette giornaliste impegnate sono sicuramente più autorevoli se tirano fuori almeno un minimo della gnocca che è in loro, agli italiani non puoi fargliela mancare, se c´è la gnocca ti digeriscono anche i programmi di denuncia sociale senza problemi.
Se poi andiamo a vedere come si comporta la “gente comune” in TV, parrebbe che gli italiani conoscano solo la litigiosità e l´indignazione, la prima spesso ben filtrata da programmi che propongono “storie vere interpretate da attori”, la seconda chiamata alla fiaccolata o all´applauso da un capo claque professionista.
Guardando una partita di calcio è stupefacente il fiume di parole che copre l´avvenimento. Nella TV italiana non basta un discreto commentatore come nel resto del mondo, serve anche uno che esprima un parere tecnico snocciolando statistiche ed aneddoti sui protagonisti, coadiuvato anche dall´inviato a bordo campo, che raccoglie in tempo reale gli umori della panchina.
Per quanto riguarda l´informazione, essa non può certo sottrarsi all´esaudire la preghiera principe del telespettatore italico “dacci oggi il nostro mostro quodiano”. Mentre scrivo, questo scranno è momentaneamente occupato dai rumeni, ma prima di loro vi erano gli ubriachi al volante, che inspiegabilmente ora sono scomparsi dalle news. Che si siano tutti ravveduti o semplicemente hanno solo rotto le scatole e non sono più degni di apparire nei TG?
Soluzioni ce ne sarebbero a josa, ma adesso non ho tempo di trovarle, devo guardami l´Isola dei Famosi

Oscar Ferrari/ Rotocalco, 6 Novembre 2007