Posts Tagged ‘OSCAR’

GIUSTIZIA PER STEFANO? NO GRAZIE

1 novembre 2009

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Ho visto uno striscione che in uno stadio chiedeva Giustizia per Stefano Cucchi, il ragazzo arrestato per qualche grammo di fumo, messo in galera e poi morto dopo una settimana senza che ai suoi familiari sia stato concesso di vederlo e neanche di poter parlare con i medici. Ma Stefano di Giustizia è morto, e infatti sul suo caso è in corso un’indagine contro ignoti.

La Giustizia con Stefano ha semplicemente seguito il suo corso, la Legge ha stabilito che il fumo nella sua tasca era troppo, il Giudice l’ha applicata e lo ha spedito in galera, i Carabinieri hanno fatto il loro dovere, secondini e medici il loro lavoro. Dell’avvocato difensore non ho trovato nessuna dichiarazione, ma sicuramente avrà anche lui fatto la sua parte e io non ho cercato abbastanza. D’altronde il caso Cucchi non sta più nelle prime pagine, lo sfogo di Cassano gli ha tolto visibilità

La Giustizia è questa, la Legge è stata rispettata e chi ha fatto la legge è presidente della Camera, voluto e votato dal popolo italiano, sempre pronto ad applaudire manette e galere. Ma per giustizia, fateci almeno sapere il colore dei calzini del giudice

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É TUTTO UN COMPLOTTO

28 ottobre 2009

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Fratelli e sorelle, qui è tutto un complotto. Dalle mie parti hanno fatto un referendum per far smettere alla Provincia di finanziare  a vanvera un aeroporto, e non ha raggiunto il quorum perchè quelli che ci abitano vicini e che si lamentano dei rumori degli aerei non sono andati a votare. Giusto così, anche Tafazzi non avrebbe gradito che gli fregassero la bottiglia con la quale amava percuotersi i coglioni. 

E poi ci sono i complotti dei giudici comunisti contro lo Zio Silvio, quelli dei frati benedettini contro Marrazzo, quelli dei rutelliani (che a dirla così, sembrerebbero i compagni di pianeta del cugino di Mr.Spock) contro il nuovo segretario del PD e, buon ultimo, quello dei minuti di recupero che hanno permesso al Napoli di pareggiare contro il Milan.

Ma il complotto più sordido e fetido, più cinico e bieco, è stato quello ordito dal Servizio Sanitario verso il segretario del Partito per Tutti, che poi sarei me medesmo. Dopo la caduta dal cacaro, mi hanno diagnosticato una sublussazione alla spalla ed una contusione alla mano, facendo spudoratamente finta di non vedere la frattura al metacarpo che per quasi una settimana ha mantenuto la mia mano gonfia come  il pallone areostatico che molti miei concittadini hanno scambiato per un UFO nei giorni scorsi.

Quando finalmente, dopo una seconda radiografia sollecitata da me e dal mio medico di famiglia (grande estimatore delle patate del bar), si sono avveduti della frattura, altro di meglio non hanno saputo fare che applicarmi una doccia gessata che già dopo poche ore provocava indicibili dolori dovuti anche alla sua inesteticità.  Che sia stato un complotto oppure l’esigenza di smaltire scorte di gesso questo ancora non lo so, ma dopo meno di 24 ore ero già nello studio di un luminare dell’ortopedia a chiedere lumi, che altro sennò?

Costui, vista la situazione, mi ha tolto il gesso e applicato un tutore che adesso mi permette di scrivere con due mani, e fra un  paio abbondanti di giorni, forse anche di guidare. Nominato sul campo Ministro dell’Ortopedia nel prossimo governo del PPT

 

 

 

AGGIORNAMENTO SUL SUDTIROLO

18 maggio 2009

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Se siete stati attenti a quello che succede dalle mie parti (Bolzano-Sudtirolo) vi sarete certamente accorti che in questi ultimi tempi, di noi  se ne sta parlando a livello nazionale, ci sono articoli e anche interrogazioni parlamentari, e pure qualche scandaletto interno ai partiti. Se non siete stati attenti avete fatto come me, con quale coraggio potrei venirvi a dire che avete fatto male?

È la solita storia di sempre, ogni volta che ci sono delle elezioni salta fuori la questione etnica tra italiani e tedeschi, ognuno tira l’acqua al proprio mulino e tutti ci guadagnano qualcosa, alla fin fine si porta comunque a votare della gente per una cosa che non la tocca minimamente. Qui da noi l’Europa non la capiscono e d’altronde perchè dovrebbero, ci sono una marea di leggi e principi europei che valgono dappertutto meno che qua, probabilmente è l’unico posto dove per fare qualsiasi cosa a livello pubblico devi fare una dichiarazione d’appartenenza ad un gruppo linguistico (italiano, tedesco o ladino). A livello europeo sarebbe una colossale stronzata, ma qui pare non se ne possa fare a meno.

Comunque, se qualcuno si fosse preoccupato per quello che succede qui, posso traquillamente rassicurarlo, succede meno qui tra italiani e tedeschi, che a Roma tra laziali e romanisti o a Genova tra genoani e sampdoriani

CHI VIENE CON ME A CAROMAN?

1 febbraio 2008

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 Otto anni di seguito ci sono andato, in colonia marina all´isola di Caroman, nella laguna di Venezia. Ci andavo perchè mio padre, che lavorava alla Acciaierie di Bolzano, poteva avvalersi del servizio messo a disposizione con una buona dose di paternalismo aziendale dall´industriale Falck. Il quale, forse conscio di tutta la robaccia che faceva respirare ai suoi dipendenti, li agevolava per comprarsi la casa, mandare i figli al mare per tre settimane, e ogni anno organizzava la Befana dell´operaio. Quando era ora, ci mettevano sul treno, un saluto a mamma e papà e poi via, la prima volta  avevo quattro anni. Si arrivava a Venezia dove eravamo accolti dalle Suore Canossiane di bianco vestite, che ci accompagnavano sul vaporetto charter, e lungo il tragitto, oltre alle meraviglie di Venezia, vedevamo anche piccole isole artificiali, una menzione speciale se la merita l´ottagono di Caroman. Arrivati, era come fare il militare da bambino, ci davano la divisa, un prendisole (specie di pagliaccetto di cotone grosso che sembrava fatto ad uncinetto), e tutto il resto, rigorosamento blu scuro e con il marchio Falck in evidenza.

Altri ricordi: l´aereo con la strascico pubblicitario che ogni tanto lanciava dolciumi appesi a piccoli paracadute, le camminate per arrivare alla spiaggia cantando “Viva la gente”, le palline con le immagini dei ciclisti ( con quella bianca di Adorni ne avrò vinte almeno altre venti), l´alzabandiera alla mattina (l´abitudine mi è rimasta inconsciamente), i fruttini ( marmellata gelatinosa di pere cotogne), il pranzo, che quando c´era il vitello di mare era buonissima, la cena, di cui ho ancora stampato nella retina il piatto bianco con il budino, il pane e la fetta di mortadella. E poi quella pastina in brodo con quella forma strana che anche a volerlo non la trovi più da nessuna parte. Poi quella volta che le suore ci fecero alzare di notte a pregare per la Cecoslovacchia invasa dai sovietici. E quando feci la prima comunione taroccata, ma per raccontarvela devo chiedere com´è andata esattamente a mia sorella, e lo farò, non avrò pietà di voi.

Vorrei tornarci a Caroman, chi viene con me?

data originale del post: 01.02.2007

QUELLA CAREZZA DELLA SERA

4 ottobre 2007

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Anche una carezza a volte può far male, come quella  che una donna ti regala lasciandoti. O come questa, che un crudele tifoso scozzese, emulo tardivo dei protagonisti di Trainspotting, ha rifilato al mastodontico e incolpevole Dida, che ora tutti accusano di averla fatta un po’ sporca, essendosi addirittura fatto trasportare in barella fuori dal campo.

Ma che se sappiamo noi di cosa è successo veramente? chi siamo noi per giudicare? e se dietro l´apparente innocuità del gesto si nascondesse una precisa e ferrea volontà di far male sul serio, finanche forse d´uccidere?

Nessuno può ragionevolmente escludere che il sanguinario energumeno di Scozia stringesse in mano un ragno velenoso, o un piranha, o addirittura una manciata di polonio, o più semplicemente una puntina da disegno.

Eppure adesso il grande Dida viene additato al pubblico ludibrio come un simulatore, una persona moralmente esecrabile, dato in pasto alla pubblica opinione già sazia di Mastella e bisognosa di carne fresca.

Per favore, non facciamo di Dida un mostro, è già bruttino di suo, cantiamo tutti in coro questa canzone dei New Trolls

LO SPARECCHIATORE CANDIDATO

13 agosto 2007

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Ogni tanto una la imbrocco giusta. Qualche post fa, scrivendo a proposito della festa de l´Unità a Bolzano, mi sono soffermato sull´importanza dei ruoli assegnati alla gente che ci lavora, in particolar modo ho segnalato di quanto sia importante la mansione, in apparenza tra le più umili, dello sparecchiatore di tavoli.

Lo sparecchiatore di tavoli rende moltissimo in termini di visibilità e di prestigio politico, non a caso molto spesso la faccia che ti porta via il bicchiere (a volte anche con dentro l´ultimo prezioso sorso riservato al dopo sigaretta), te la ritrovi qualche mese dopo sui manifesti elettorali. È una specie di prassi consolidata, un messaggio criptato ma facilmente traducibile, un po´ come quando la radio sovietica trasmetteva musica classica e tutti ne deducevano che era morto il capo del PCUS.

Così è stato anche stavolta, il giovane segretario dei DS bolzanini, è stato candidato alla guida del PD locale. Fin qui nulla di strano, lo fanno dappertutto ed è normale che i DS candidino il loro segretario, altrimenti perchè mai se lo sarebbero scelto? Sul personaggio niente da eccepire, non lo conosco molto, ma se posso fare il segretario di partito io, lo può fare chiunque. Certo che, avendolo visto girare indossando senza imbarazzo degli imperdonabili pinocchietti blu, qualche remora è comprensibile.

La cosa strana è che non lo hanno candidato i DS, ma un gruppo di persone che ci tengono moltissimo a precisare di non fare parte di nessuna direzione di partito e di non avere tessere in tasca (su di loro si sono gettati come falchi gli specialisti in gossip del Muro di Radio Tandem, allo scopo di svelarne parentele e legami vari con l´area DS), e anche i DS stessi si affrettano a chiarire che quella di Christian Tommasini non è una candidatura scaturita dal loro partito.

Ma allora, perchè lo hanno messo a sparecchiare?

IL GURU (l´immagine nulla c´entra)

10 agosto 2007

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Ad eleggerlo suo guru è stato correntone Rossi, che poi questo diventasse il suo soprannome è una cosa venuta da sè. In effetti del guru lui ha tutto, a cominciare dall´aspetto fisico. Magro come un chiodo, capelli canuti radi ma lunghi, occhiali spessi e un volume di voce talmente sommesso da rendere estremamente ardua la comprensione del di lui verbo.

Ma, a parte tutto, un guru è sempre meglio averlo che non averlo, e così me se sono cercato uno anch´io, avendo ben cura di differenziarmi nella sua scelta il più possibile da correntone Rossi, specialmente per l´aspetto estetico, che alla fin fine è la cosa più importante di un guru.

La Guressa è stata la persona giusta al momento giusto, era proprio il contrario del Guru. Femmina dalle forme procaci e dalla capigliatura volubilmente variopinta, una parlantina sciolta ed efficace, insomma proprio quello che ci voleva, ma questa è solo una parentesi.

Come ho già scritto, del Guru ignoro quasi totalmente quali siano le idee e le opinioni, ma qualche giorno fa un SMS  mi avverte che il giornale locale, l´Alto Adige del 12.07.07, ha pubblicato una sua lettera. Se di persona comprendere il Guru mi è sempre risultato ostico, la carta stampata non ha migliorato di molto la situazione. Se qualcuno mi può dare una mano, di seguito riporto integralmente la lettera

  Lo scettro secolare
della medicina alternativa
 La Medicina Ufficiale sradica e prende lo scettro secolare della medicina alternativa. Così subisce una battuta d’arresto anche il desiderio di una sanità pubblica forte e onnicomprensiva.
La Medicina alternativa de-soverchia l’interrato sapere, il sommerso economico, aggiunge concorrenza sul mercato e rilancia un settore merceologico vasto, inserendosi nella liberalizzazione, estrapolando l’ideologia egemone manageriali che bonifica e ripulisce il territorio dal marasma di presunte scientificità di dottor e quant’altro.
 Si adopera per la salute, e al benessere psichico e fisico un nuovo servizio sanitario pubblico è offerto.
 Supponiamo un qualche sponsor, a coprire i costi d’avvio, stipendi di logica piramidalizzati, primario e aiuto, assistenti e collaboratori e si profila una nuova specializzazione di assistente al medico specialista in medicina alternativa; ai padiglioni l’alternativa di una o due volte alla settimana il medico specialista presta servizio e riceve in ambulatorio.
 Pensare al prelievo o supporre una forma mutuabile, della prestazione: consulenza e visita, ammessa la necessità di ulteriori indagini diagnostico srumentali o di laboratorio e la prescrizione della cura o terapie che orbiteranno nei dintorni del cosmo metafisico demagogizzato, che impazzisce nell’eterna prassi radical orientaleggiante, o nella sublimata teologia della new age; ritornello delle alternative e le altre metodiche diagnostiche e terapeutiche, è stato questo per anni: cose particolari, eccessivamente empiriche.
 Gli «alternativi» al limite dell’interesse sociologico e psichiatrico, oggi saranno definti precursori progressisti, per non dire di altre discipline di collaboratori diretti sottoposti, tollerati fintanto che prestano la mano d’opera: apportare rinnovando cure e terapie è un fatto più che etico, non sempre è morale.
 Scrutando la somma delle culture e la forma mentale culturale è nascente di necessità una epistemologia oltre il bene e il male: filosofia, piacere e medicina è esclusivamente un fatto medico. A giustificare oggi chi sa che: semplicemente una nuova visione, un baluardo capo linea di ri-partenza di come porsi di fronte a sofferenze e mali, offrendo servizi aggiuntivi e opzioni, un pacchetto shopping in alternativa ai viaggi della speranza, a costi che si profilano elevati per il cliente, utente, paziente, o l’essere umano, chiarissimo neppure è questo punto.
 Il prendere una posizione difficile non sarebbe; sull’utilità e di ciò che si considera scientifico, pertanto una scienza. Il riconoscere della scientificità non presuppone una scienza anche se il medico specialista in questione è formato dalla prassi della scienza della medicina in merito riabilita altri prodotti e tutto è logico.
 Se per tale si considerassero di logica le priorità o la priorità; delle cose di fatto, andando oltre alle cose eterne e sicure dell’ostracismo. Di fatto realtà e ambienti da ottimizzare e nulla sfugge in materia di sanità e di salute pubblica nell’analisi degli addetti ai lavori: di ciò che frutta o di ciò che risultano essere solo costi.

  Allora?

PINOCCHIETTO BURNING

6 agosto 2007

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Forse avremmo dovuto pensarci prima, mai come stavolta abbiamo dovuto appellarci al “non è mai troppo tardi per redimersi“. D´altronde, il nostro pentimento era sincero e la nostra pericosità sociale era dovuta ad altro, ma il pericolo della reiterazione sussisteva ancora, quei pinocchietti nei nostri armadi incombevano sulla nostra rettitidune misteralexiana come tanti scheletri di Somerset.

Ma  quando si ha a che fare con Mister Alex, l´essere a posto sotto il profilo pseudogiuridico non è abbastanza, bisogna per forza valutare la cosa anche per quando riguarda il suo aspetto morale ed ecumenico, per cui abbiamo pensato bene di corroborare la nostra abiura dei pinocchietti con due elementi tipici dei riti religiosi, il cibo e il fuoco.

Per cui, grigliata da me e Isolde. Alla quale sono stati invitati tutti i commentatori del mio blog della zona di Bolzano (con l´occasione mi scuso per chi non ho invitato personalmente, è stata una cosa decisa velocemente).

Assenti giustificati Zelig, la zia e il vince, ci siamo impinocchiettati io, Cabassa e Juri, oltre alla Guressa e alla Joe che però, essendo donne, non avevano l´obbligo del pentimento, questo sempre secondo il verbo del Sommo. Presenti all´officiazione anche la Iso, la Petronilla, Martina e correntone Rossi, il lider del dissenso interno al PPT che asserendo di non aver mai posseduto dei pinocchietti, si è presentato con un paio di politicamente correttissime braghe corte. Mai credere del tutto a correntone Rossi il grigliatore, si mormora che aver visto il giovane segretario impinocchiettato dei DS bolzanini lo abbia molto colpito. 

Insomma si mangia, e anche bene. Buona la carne, succulenta la Iso´s Kartoffelsalat, ottime le melanzane, buono tutto, un plauso particolare alla Guressa per aver realizzato il primo budino vivente della storia.

Ed eccoci al sacrificio, i pinocchietti vengono sapientemente tagliati sopra al ginocchio dalle esperte mani di Mr.Alex e della Iso, il pezzo eccedente viene gettato al rogo ed il fuoco purificatore ci libera per sempre dall´infamia, siamo definitivamente spinocchiettizzati, non cadremo mai più in tentazione. È fatta.

E per fortuna che non era un voto di castità…

p.s. nei link ci sono dei video, se non vi bastano eccovi la Guressa in versione Patty Pravo

SCIUDASTEI OR SCIUDAGÒ?

3 agosto 2007

Ci sono in giro discussioni su come si debba scrivere sui blog. A qualcuno danno un fastidio cane i xkè, i +ttosto, i  -male mutuati dal linguaggio SMS, altri hanno messo su una campagna con tanto di banner “l´italiano non è un´opinione“, volta a promuovere l´uso corretto della lingua di Dante nella blogosfera.

A me personalmente di queste cose frega pochissimo, che uno scriva come gli pare, sia sui post che nei commenti, l´importante è che si faccia capire, sempre che lo voglia. E poi sinceramente non ho proprio voglia di riempire il mio blog di banner, per cui non aderisco mai a campagne contro o a favore di questa o di quell´altra cosa, a concorsi di bellezza bloggarola, faccio eccezione per le catene nella quali ogni tanto mi incatena (scusate, anzi no) la nonsonounasconnessa.

E ancora, non mi va di vietare niente, mi piace casomai segnalare qualcosa che mi piace, come il vezzo di scrivere l´inglese come si pronuncia, un´abitudine che ho cominciato a prendere frequentando il Muro di Radio Tandem, quando (si era era ancora agli albori),  con cicciobomba e il vecio, si parlava di andare a Sciarm per concedersi un uic end in stile ghei praid, ed esibirsi in un trenino sulla spiaggia al suono dei Villag pipol con la mitica aiemsiem, ma andava benissimo anche taindev lov dei Depesc mod.

Certo che magari forse, se si affrontano temi più impegnativi quali la riforma del uelfer, la crisi del meid in itali, o lo slov fuding

POST CORTO, E ANCHE IDEOLOGICO

31 luglio 2007

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C´è per caso in giro qualcuno che mi sa spiegare cosa è arte cosa non lo è? io conosco un sacco di gente che fa l´artista (di  professione), e se mi basassi solo su questo dovrei pensare che l´arte è quello che un qualsiasi imbecille riesce a fare, basta che disponga delle giuste entrature.

Ormai è gia stato detto, musicato, scritto, dipinto, filmato, doppiato e tradotto, prodotto  tutto. Può essere che l´arte sia fare qualcosa di interessante sempre con gli stessi ingredienti?

Se fosse così, allora le uniche forme d´arte ancora degne di questo nome sarebbero la cucina, le soap opera, la pubblicità e il porno.

O anche il bloggare?

CIAO GINO (O.Ferrari)

27 luglio 2007

 

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ascolta il brano

 

Ciao, Gino ciao

è triste abbandonarti così

Ciao, Gino ciao

povero cagnolino, davvero non vorrei

lasciarti qui, sulla corsia d´emergenza

no, non è cattiveria, è che vado in vacanza

STAI ATTENTO A NON FARTI SCHIACCIARE DAI CAMION

COME GLI ALTRI, CHE HO TROVATO AL RITORNO

SPIACCICATI SULL`ASFALTO

ED IO HO PIANTO PER LORO

Ciao, Gino ciao

ti lascio una bistecca, ma non mangiarla in fretta

sennò stai male

Gino ciao,

tira via la coda, altrimenti urlerai

quando chiuderò la portiera

 

MR.ALEX CHE ODIA I PINOCCHIETTI

24 luglio 2007

Pinocchietto Cabassa

Ormai lo sapete, per me, ma anche per Cabassa, correntone Rossi e un po´ tutta la banda del Partito per Tutti, Mr.Alex rappresenta l´anello di congiunzione fra l´umanità e quell´essere superiore, di cui solo dopo la nostra dipartita da questo infame mondo terreno, conosceremo o meno l´esistenza. In altre parole, io non so se Dio esista o no, ma se esiste ed ha un vice, costui altro non può essere che Mr.Alex.

Mr.Alex la imbrocca sempre giusta, di lui ci fidiamo, avere la sua benedizione (cosa che raramente accade) per una iniziativa, per una canzone, o semplicemente per un giudizio su quanto una ragazza possa incarnare il solo valore assoluto che tutti i popoli e le etnie riconoscono, è fondamentale. Per ogni cosa insomma, è sempre cosa buona e giusta e fonte di salvezza chiedere un parere a Mr.Alex, sempre ringraziando il cielo per essere fra quelli a cui lui concede udienza.

E quando il germe del dubbio si instaura nelle nostre menti, facendoci dubitare del di lui verbo, è bene scacciarlo  come il segno di un´entità maligna, ed è proprio di questo che vi voglio raccontare.

L´anno scorso, di ritorno da un viaggio insieme a Cabassa, Mr.Alex si scatenò in una crociata contro i pinocchietti (lui li chiama così), quei pantaloni da uomo a tre quarti di gamba che ancora oggi molti portano impunemente. “Puoi suonare bene quanto vuoi, ma se hai i pinocchietti sei comunque una schifezza”, questa fu una delle sue frasi più convincenti. In questa sua crociata, il nostro fu coadiuvato alla grande da Cabassa, fino a quel momento pinocchiettaro convinto (ne aveva un paio simili a quelli della foto) ma che da allora in poi, come tutti gli spretati e gli ex fumatori, si rivelò il più acerrimo nemico del proprio passato.

Non ho ancora capito cosa ci sia di male ad indossarli, ma per non saper nè leggere nè scrivere, mi sono adeguato al verbo di Mr.Alex e i pinocchietti che avevo, o li ho tagliati al ginocchio, oppure li ho semplicemente buttati via, o jeans o pantaloni corti.

Ma perchè Mr.Alex odia così tanto i pinocchietti? guardate come stanno bene addosso alla Brigida

QUARTIERE ALEXANDER LANGER?

20 luglio 2007

 A Bolzano sono più o meno un paio di mesi che si discute se sia il caso di intitolare o meno una via ad Alexander Langer,  che è stato forse l´uomo politico più famoso del Sudtirolo, al di fuori dei suoi angusti confini, ovviamente.

Fondatore dei Verdi, attivo pacifista, europarlamentare, Langer è morto suicida nel 1995, e proprio su questo fatto si sono manifestate delle resistenze da parte della SVP (il partito che qui comanda) ad intitolargli una via, per non offendere la profonda religiosità degli abitanti di questa terra.

Motivazione ridicola che però ne nascondeva un´altra venuta allo scoperto pochi giorni orsono, la SVP non vuole una Via Alexander Langer perchè tutta la storia politica locale di Langer si basava sul superamento delle gabbie etniche atte a mantenere separati gli abitanti di lingua tedesca da quelli di lingua italiana. Essendo la SVP il partito di raccolta del gruppo linguistico tedesco, è ovvio che il superamento delle barriere etniche ne decreterebbe l´inutilità e quindi la fine. Quindi, meglio dimenticarsi alla svelta di Langer, altro che dedicargli una via.

Quando la SVP dice che una cosa non si fa, non si fa e basta, al limite si può giocare un po´ al poliziotto buono e a quello cattivo, come stanno facendo il capo supremo del Sudtirolo Durnwalder, che si dimostra possibilista e la SVP di Bolzano città, compatta per il niet.

La motivazione religiosa è terrificante, ma in fondo da gente che ha negato i funerali cristiani a Welby non ci si può aspettare niente di diverso, anche se Langer negli ultimi anni della sua vita si era avvicinato molto alle posizioni di  Papa Wojtyla, anche quelle riguardanti l´aborto. Puó certamente suonare blasfemo, ma mi azzardo a dire che se Langer fosse ancora vivo anche noi in Sudtirolo avremmo il nostro Rutelli.

La motivazione politica è ridicola quanto quella religiosa, anzi non vedo proprio quale fastidio abbia mai dato realmente Langer allo strapotere di un partito che si regge su ramificazioni famigliari ed economiche tali da non metterne affatto in dubbio la sopravvivenza, anzi un po´ di dissenso è essenziale al mantenimento dello status quo.

A questo punto sono saltati fuori i migliori, i cerchiobottisti, hanno detto: “intitoliamo a Langer la maestosa biblioteca provinciale, che sarà pronta fra cinque o sei anni”, in pratica spostiamo tutto sperando che nel frattempo Langer venga dimenticato.

Buon ultimo, mi ci metto anch´io: non una via, non un edificio ma un intero quartiere, il costruendo quartiere Firmian (per la giunta di Bolzano sarà un quartiere modello, ma molte case rimangono invendute), dovrà chiamarsi  “quartiere Langer“, ed ho pronta anche una motivazione coi fiocchi:

Il “quartiere Langer”, esiste proprio grazie a lui, ad Alexander Langer. È stato lui, in effetti, a vendere buona parte dei terreni su cui sorge al costruttore Tosolini, sempre che sia vero quanto riportato sul quotidiano Alto Adige il 5 Aprile 2006 nell´intervista rilasciata a Valeria Frangipane dal Tosolini stesso.

Anche a me pare strano, un ambientalista convinto quando vende un terreno, se vuole che resti campagna, l´ultima cosa che deve fare è venderlo ad un imprenditore del settore edilizio. O no?

LADY DIANA, SE CI RIPENSO…

7 luglio 2007

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Poche persone come me e Cabassa, si sono rammaricate della tragica fine di Lady Diana Spencer. “Lady Diana” era il pezzo con il quale chiudevamo i concerti, a volte chi già ci conosceva lo invocava già a metà concerto (perchè gli piaceva il pezzo o per farci finire alla svelta?).

Su una base scopiazzata alla buona da Foxy Lady di Jimi Hendrix io simulavo, prima rispettosamente riluttante poi sempre più convinto,  un amplesso con l´allora consorte del Principe di Galles.  Il pezzo piaceva davvero tanto, anche se io in un certo modo mi rammaricavo di ciò, con tutto l´impegno che ci mettevo per scrivere testi più complessi e melodie più raffinate.  D´altronde, mai sputare nel piatto dove si mangia, e quindi “Lady Diana” non mancava mai nel repertorio.

Al Cabassa, che già da allora si dilettava con discreto successo con la house music,  le venne l´idea di farne una versione ballabile, roba da radio e discoteche insomma. La facemmo uscire su vinile, e subito arrivarono delle buone notizie, le radio la trasmettevano ed entrava anche nelle  charts,  addirittura si stava approntando la distribuzione del disco in Inghilterra.

Passano un paio di mesi e Lady Diana muore sotto il tunnel, e con lei le nostre speranze di sfondare nel mondo house. Inoltre ci tocca anche avere il buongusto di non eseguire più  il pezzo dal vivo e di toglierlo dal disco live, una vera jattura, insomma.

Eccovi comunque quello che poteva essere il tormentone di quell´estate , in quattro versioni:

LADY DIANA HOUSE 1 by CABASSA

LADY DIANA HOUSE 2

LADY DIANA GOTHIC by DALLELUCHE

LADY DIANA acappella

                                          

CERCATE LA SOCIETÀ CIVILE? AVETE SBAGLIATO NUMERO

28 giugno 2007

                            

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  • Una volta erano le streghe, bastava il sospetto e andavi dritta al rogo. Poi sono arrivati gli ebrei, i comunisti, i capelloni, gli autonomi, gli indiani metropolitani, i brigatisti rossi,  gli islamici e chiedo scusa se ne dimentico qualcuno.

Qualcuno di che? qualcuno degli untori, dei nemici che ogni società umana deve necessariamente avere per  potersi  permettere una certa quiete e coesione, qualcuno da additare come cattivo esempio, qualcuno da cercare di recuperare.

In questo periodo, i nuovi untori della società sono: i lavoratori autonomi, ladri ed evasori. I fumatori, gente che avvelena il prossimo per un proprio piacere. Chi si mette alla guida di un veicolo con qualche birra di troppo. Gente che non la puoi definire “società civile“.

Sfortunatamente, appartengo a tutte e tre le categorie di nuovi untori, coltivo verdura e la vendo direttamente al consumatore finale, so che fumare fa male, ma con 4 euro e passa  al pacchetto mi  sto finanziando abbondantemente l´inevitabile chemio.

Per quanto riguarda l´alcool e la guida,  sono stato beccato due volte alla guida della mia Fiat Palio Weekend  con un tasso dello 0,78-0,79 %.  ( valore che fino al 2002 ti sarebbe valso una stretta di mano e un invito a guidare piano), per cui dovrò presentarmi fra un anno con delle analisi del sangue più o meno come queste, ed un attestato che certifichi la mia frequentazione ad un corso di riabilitazione alla guida. Poi la Commissione deciderà il da farsi. Speriamo in bene.

Due volte 15 giorni di sospensione della patente, due volte dieci punti,  due volte la sanzione, la fedina penale macchiata, sicuramente tre volte, se non di più,  le analisi del sangue. Vada anche per il corso di riabilitazione, tanto ormai quando esco bevo solo una birra e poi vado di minerale. Non discuto niente di tutto ciò, la legge è questa e io l´ho violata, e mi è andata anche bene, viste le nuove norme in approvazione. E non succederà più che io mi metta alla guida di un qualsiasi veicolo senza essere strasicuro di essere in regola.

Solo una cosa, se lo scopo di tutto questo è ridurre gli incidenti stradali, non posso certo essere d´aiuto alla causa. Non ne ho mai fatto uno in vita mia