Posts Tagged ‘ortodossia stielikiana’

PEGGIO DEL CONSUMATORE C’E’ SOLO L’ ELETTORE

9 agosto 2010

Consumatore è una gran brutta parola, se uno mi telefona e dice che sta svolgendo un’indagine statistica sui consumatori, gli metto giù la cornetta di brutto. E se, come suggerì Stielike  nella quarta parte della Trilogia dell’ inutile affaticamento, faccio mente locale e provo ad immaginarmelo davanti, mi salta fuori una specie di Homer Simpson con in più i pinocchietti e i calzini nei sandali.

Eppure, tutta l’economia si basa sui bisogni e sulle aspettative si basa su questa somma di individui in cui le intelligenze invece di sommarsi, pare si sottraggano. Il consumatore è protetto da decine di associazioni (ho appena letto sul blog di Chit che la Federconsumatori ha protestato perchè non fanno i tolc sciò in estate), è informato e ha tanti diritti.  Ciò nonostante, continua e comportarsi da cretino e, tanto per dirne una, compra i pomodori dove tutti i frutti sul ramo sono maturi contemporaneamente.

Non ho voglia di tirarla lunga, dico solo che per me, peggio del consumatore c’è solo l’elettore

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MAI PIÙ SENZA KRÄUTERSPIRALE

18 marzo 2010

Fra poco ci sono le elezioni, ma non è che me ne freghi poi molto, nel Partito per Tutti è consuetudine preoccuparsi delle cose non troppo prima che accadano, tenendo fede alla massima rimasta in gola a Stielike quando pontificò che se ciò che conosci lo eviti, se lo eviti non lo conoscerai mai. E che se ci si preoccupa troppo presto di ciò che accadrà, questo potrebbe anche non accadere.

Per adesso, qua si decide, si pianifica e si festeggia. La fogna e la legna sono a posto e i vari miglioramenti procedono con discreta solerzia e celerità. Anche un nuovo cesso è stato approntato al pianterreno, in modo che alle prossime grigliate nessuno caschi più nel fosso cercando un posto appartato per fare pipì.

Ma per dare un senso all’incipiente primavera, ancora qualcosa mancava. E così la Iso ha cavato fuori l’idea di una Kräuterspirale, un manufatto di sassi e terra atto ad inserire nella nostra fattoria il concetto di agricoltura permanente, tanto caro a Masanuba Fukuoka e ripreso in modo eccellente dall’australiano Bill Mollison. Deciso, festeggiato e pianificato.

Entro domenica devo procurarmi una griglia nuova, un disco per la flex,  una quintina di carriole di ghiaia grossa e un pezzo di collo di maiale, fattibilissimo. La Iso si procura piante di varie erbe più o meno officinali, fattibilissimo anche questo. Servono anche dei sassi e della sabbia, e a questo punto, anche dei volontari. Entro domenica ora di pranzo devo disporre in abbondanza di sassi e sabbia, e il posto dove essi si trovano in abbondanza è il fiume Adige.

 Il Fiorino porta 5 quintali e quindi il trasporto non è un problema,  i volontari saranno ricompensati con un lauto pasto e la soddisfazione morale di aver contribuito alla realizzazione di un’opera a cui ormai è difficile rinunciare, per il progetto si fa un po’ a ocio, alla fine verrà sicuramente bene. Mi raccomando, avvertite per tempo

TUTTI ARTISTI COL CULO DEGLI ALTRI

12 ottobre 2009

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Nelle uggiose giornate di un inverno che tanto incipiente non sembra, ma che sicuramente verrà e spero che non abbia occhi di Pavia, mi riprometto di approfondire le letture di Stielike, foss’anche solo per guardare le figure  tra le cui righe carpirne  il pensiero riguardo all’arte. Logica, sintassi e collegamenti ipertestuali a volte fanno a pugni tra di loro. Per cui,  se la frase precendente vi fosse risultata ostica o incomprensibile, passate tranquillamente oltre e fate finta di non averla letta.

Una rigorosa osservanza dell’ortodossia stielikiana porterebbe dritto come un fuso di pece a considerare l’arte al pari della non-arte, ma il suo matematicismo insito, anche se mai completamente espresso da alcuni dei suoi più emeriti discepoli, rende comunque necessario stabilire uno spartiacque tra ciò che è arte e ciò che non lo è, tra chi è artista e chi no. A scanso di equivoci, come nella meccanica quantistica anche qui è necessario buttarla giù alla grossa, trascurando eventuali eccezioni che, per la loro limitatezza, non inficiano più di tanto l’assioma portante di ciascuna delle enunciazioni.

In una democrazia compiuta, l’artista mai e poi mai dovrebbe essere finanziato con fondi pubblici. Quando succede, o non è un artista o non c’è democrazia

APDEIT di un paio di giorni dopo; Triste data quella odierna, per quanto riguarda la libertà di espressione. A causa di un infame complotto ordito da Wood e Xeena mi vedo costretto a cedere al vile ricatto di quest’ultima, e a sostituire la foto originaria di questo post con una ad ella sicuramente più gradita e consona. Cliccateci pure sopra