Posts Tagged ‘Nuovi Tori’

CHE SPOLLONATA, RAGAZZI

21 maggio 2009

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Se nel frattempo non ci sarà riuscito il primogenito, sapreste per caso dirmi come si fa, con il cellulare della foto, a trasferire i numeri dal telefono alla SIM?  Io ce l’ho messa tutta ma non ci riesco e secondo me non dipende sicuramente dl fatto che le lingue disponibili sono solo il tedesco, il francese e l’inglese.
Più di una volta ho fatto lo scherzo di impostare il telefonino in turco alla vittima di turno, e sono sempre riuscito a tornare indietro, tranne la prima  (e, se la mia cognata preferita legge ‘sto post, sicuramente non mancherà  di rigirare il coltello di Sofocle nella piaga di Stielike). E poi io il tedesco lo so, anzi lo so benissimo.
Se non potete aiutarmi pazienza, mi rimangono sempre due opzioni, il ricopiarmi i numeri a mano oppure il tenermi questo gioiellino di modernariato, paragonabile a livello si spessore culturale solo al Wega 781 (ce l’ho, bianco) e alla Fiat Palio Weekend (ce l’ho, grigio Vinci). La seconda ipotesi sembra una scelta obbligata.
Ma non sarebbe neanche questo il punto di questo post,  anche se questo post un punto non ce l’ha, la citazione è del Blasco ma il concetto è da attribuire al rimpianto  Fernando Couto del periodo parmense. Volevo parlarvi della spollonatura e delle sue conseguenze se non attuata a tempo debito e con le dovute attenzioni.

Ieri io e la Iso abbiamo spollonato il pomeriggio intero, anzi per la precisione abbiamo finito che già iniziava ad imbrunire (il giorno, non la Iso). Ci abbiamo dato dentro parecchio, ma alla fine tutto lo spollonabile era stato spollonato e con nostra grande soddisfazione, quando si inizia qualcosa è sempre meglio portarla a termine. Che spollonata, ragazzi

RATZI, ALMENO IN FERIE NIENTE VIGNE

30 luglio 2008

Se ne va l´Interarriva Ratzi, giusto così, il troppo stroppia. L´umile coltivatore della vigna del Signore è dalle nostre parti per un periodo di riposo e, visto che qui in Sudtirolo ci sono vigne da tutte le parti, proprio non ci arrivo a capire la scelta del luogo. È come se un operaio delle Acciaierie andasse in vacanza nella Ruhr, o uno che lavora alla De Cecco partisse per un tour gastronomico alla scoperta dei cerchi nel grano. Vabbè, ratzi suoi, ognuno organizza le proprie ferie come meglio crede, l´importante è averne.

Certo che se volesse distrarsi un po’ ed evadere dalle vigne senza restarne troppo lontano, potrebbe benissimo venire a darmi una mano ad addomesticare i miei cetriolini. Questa foto è stata scattata a due metri e ottanta d´altezza, sinceramente non mi era mai capitato di vedere delle piante con un simile sviluppo, addirittura per riuscire a passarci in mezzo ho duvuto pergolarle. E qui uno che di vigne se ne intende potrebbe essermi parecchio utile

FIORI E CONCERTI. E ANCHE ANNUNCI

8 maggio 2008

Non so se esserne contento oppure no, ma in questi ultimi tempi, quel che succede in Italia o nel mondo mi baipassa beatamente, come fosse l´acqua piacevolmente frescolina della doccia e non la gelida secchiata gettata sullo scroto di un cavallo ruffiano che ha esaurito il suo compito. È che ho troppo da fare,  non quel troppo che ti manda in depressione, ma giusto quel pelo che ti serve per sapere che sei indietro sì, ma che te la caverai come hai fatto sempre. E poi questo è sostanzialmente un post di annunci, e allora bando alle ciance e annuncio.

Annuncio che non si vive di solo pane e neanche di soli rapanelli, c`è dell´altro nella vita, sabato sera suono con la band al Circolo Masetti a Bolzano, chi vuole venire venga, mi sa che è una delle ultime volte che faccio rock. Il rock mi stava bene addosso finchè assomigliavo come una goccia d´acqua a Brad Pitt, ma adesso che mi sto brusuillisszando, penso che sia ora passata di uscire dalla crisalide e diventare una specie di Fred Bongusto, confidenziale uguale, però molto, ma proprio molto più stronzo. Comunque, l´appuntamento è per sabato, tenete conto che alle 23.30 devo smettere.

Non si vive solo di pane e rapanelli, ci sono anche i fiori, e vendere i fiori è gran bello, quasi meglio direi. Anche perchè, se i rapanelli hanno una base d´utenza preferibilmente maschile, i fiori li comprano quasi esclusivamente le donne, e questo è un terribile segno della decadenza del maschio. In questo periodo sbocciano le prime rose, i garofani giapponesi e le bocche di leone, in combinazione fra loro vengono dei mazzi di fiori che sono un capolavoro.

E allora, oggi tutti al lavoro, io e Elmar a raccogliere i fiori come dei manovali e Xeena e la Iso a comporli in mazzi ognuno diverso dall´altro, dando libero sfogo alla propria dimensione artistica. Fiori belli e che durano, ma sono sicuro che domani, su 62 mazzi preparati, quelli comprati dagli uomini saranno al massimo due.

p.s. dal momento che questo è un post di annunci, chi passasse da Bassano per la festa degli Alpini si becchi il libro di VOX NOVA, l´alpino più tosto del web. Vox, sarà dura che possa esserci anch´io, sarà per la prossima, tien duro e auguroni

A PROVE COI NUOVI TORI

20 aprile 2008

Ultimamente ho perso un attimo il ritmo col blog, ma non me ne cruccio poi tanto, tanto lo so che non mi sto rincoglionendo. È che mica lo si deve prendere come un lavoro, anche se si salta un giro mica è la fine del mondo, alla fine sai sempre che c´è qualcuno che viene comunque a trovarti. E poi a me dell´avere un blog piace anche, o quasi sopratutto, andare a vedere in giro cosa scrivono gli altri e dove c`e l´occasione piazzare un commento il più acido possibile. Ma questo è anche un diario e allora vi racconto questi ultimi giorni.

Giovedì sera, a prove coi Nuovi Tori. Era parecchio che non suonavamo insieme, a parte qualche pezzo occasionale, non suonavamo il nostro repertorio almeno da un anno. Siccome il 10 Maggio abbiamo una data al Masetti, ci siamo ritrovati, strumenti alla mano, per un ripasso generale. L´inizio è stato terribile, i pezzi che li ricordavamo solo io e Sandro il batterista, il vero capo del gruppo. I primi tre o quattro brani sono stati una tortura, non ci arrivavo proprio con la voce, per stare dietro al tempo e alla melodia dovevo usare un timbro che non era il mio, una voce che sentivo non mi apparteneva. Il tutto intervallato da scatarrate ringhiottite a gogò, mica puoi sputare addosso a Cabassa, tanto per citare quello che era più a tiro.

Poi di colpo ingrano e tutto fila via liscio, la voce ritorna la mia e, specialmente sui pezzi lenti, mi trovo addirittura migliorato sotto il profilo dell´interpretazione, stimolato anche dalla presenza del pubblico femminile, composto da Mariangela, che ci ha anche fatto le foto.  Andiamo avanti e ripiglio il filing con Nando Deguitar e il Maestro Dalleluche e i brani iniziano a suonare come il disco, d´altronde era un laiv. E addirittura riesco a strappare, anche se col consenso controvogliato di tutta la band, anche il permesso di iniziare qualche pezzo alla chitarra e addirittura l´avallo per due assoli, che ovviamente preparerò con la necessaria diligenza per uscire contemporaneamente di ritmo e di melodia.

Per il resto, le solite cose, il secondo emplein di rapanelli, un concerto di Andrea Chimenti mancato per l´assenza di quest´ultimo, e una vittoria a Risiko contro quelle che dovrebbero giocare con le barbi invece di cimentarsi in questi giochi di strategia. Insomma, a parte il concerto, ottimamente sostituito con una chiacchierata con qualche sinistro deluso, tutto come dovrebbe sempre andare, se ci fosse una giustizia in questo mondo