Posts Tagged ‘Nelson Mandela’

SOLO PER CHI HA VISTO MATRIX

12 dicembre 2009

Fratelli e sorelle, siamo stati gabbati di brutto, come il santo vestito d’amianto dopo la festa. In Matrix, nella scena dove Mr. Andersson (per me con due esse è più bello), doveva scegliere tra la pillola rossa e quella blu, ci hanno fatto credere che la scelta ci fosse davvero. In realtà, Mr. Andersson doveva prendere per forza la rossa, perchè in caso contrario il film finiva lì, dopo un quarto d’ora lui si dimenticava tutto e buonanotte al secchio. Sarebbe stato un capolavoro, ma commercialmente non avrebbe mai funzionato e non ci avrebbero rifilato tutto il resto del film e pure i seguiti.

Pazienza, ormai è andata così e tanto non era neanche di questo che volevo scrivere. Per chi ha la pazienza di sovraintendere ad una suddivisione sintattica non confondibile in nessun modo con un bieco e puro esercizio di dislessia, è ora passata che si inizi.

Fratelli e sorelle, ho preso un altro rudere, ma l’ho fatto a fin di bene. Uno spaccazocche autocostruito dal Sior Zelger il quale, per raggiunti limiti di età ha ritenuto opportuno disfarsene, non potevo certo farmelo scappare, sopratutto tenendo conto che l’occasione mi è capitata proprio a fagiuolo. Con un migliaio di zocche di pomaro da spaccare,  ben accetta eredità del nuovo bar, sarei stato un idiota a non prenderlo a poco più del prezzo da ferrovecchio. È un ottimo attrezzo, facilmente applicabile ad un trattore, ma anche ad una qualsiasi altra fonte di energia cinetica alimentata a motore e sicuramente ha effetti più devastanti di uno qualsiasi suo omologo andante ad elettrico (perdonatemi la scarsa eleganza nell’espressione del concetto).

A dirla tutta, quasi quasi avrei ceduto anche alle lusinghe del sopracitato Sior Zelger, quando mi proponeva di prendere anche il trattore rottamato a cui applicare lo spaccazocche.  Ma la Iso mi avrebbe ucciso, facendo pure rima baciata

L’APOLOGIA MUSICATA

7 novembre 2009

A questo punto un post agricolo ci sarebbe stato proprio a puntino, come il grana sugli spaghetti allo scoglio secondo la Iso che non a caso,  essendo originaria del paese del Gewürztraminer, porta sulle sue  efebiche e giunoniche spalle buona parte del peso della quattordicesima dicotomia di Stielike, quella che lega in modo indissolubile le autoreggenti alle infradito col tacco da otto.

Ma per un post agricolo ci vogliono  le foto, e in questi utlimi giorni o dimentico di farle, o dimentico la macchinetta per farle, o dimentico di caricare le pile. Vedrò di rimediare al più presto, nel frattempo godetevi la trasposizione in musica con la mano gonfia di uno dei primi post apparsi su questo blog, l’apologia del cazzo piccolo

HABEMUS CANEM

16 agosto 2009

miley 052

Alla fin fine aveva ragione Stilieke, che nella sua  Teoria umanistico-niutoniana del precocemente indimenticato 1991, pontificava che “la volontà influisce sulle circostanze in modo direttamente proporzionale alla somma della loro importanza, ed in modo inversamente proporzionale al quadrato del prodotto del doppio abbondante della loro evitabilità“. Era quindi scontato che prima o poi un cane lo dovessi avere, che lo volessi oppure no.

Mai ho avuto un cane in vita mia e mai lo avrei voluto,  mai ho provato eccessiva stima per questo tipo di animale e neanche per chi, per far vedere agli altri quanto è intelligente il proprio cane si fa porgere la zampa a mo’ di saluto e lancia un legno per poi farselo riportare. Ho sempre preferito i gatti, che almeno ogni tanto qualche merlo ladro di ciliege lo tolgono dalle spese.

Ma questa volta le circostanze erano davvero troppo ineludibili per potermi sottrarre al fato, una cucciolata da otto inopinata ed inattesa da Claudio il  socioconcorrente, ed il concomitante compleanno della primogenita hanno dato la prima spallata alle mie convinzioni.  Le discrete pressioni della Iso ed il fatto che il posto per un cane ce l’ho, hanno fatto quasi tutto il resto.

La mazzata finale è stata rappresentata dalla razza alla quale Miley (questo è il nome della nuova arrivata, direttamente preso dal serial Hanna Montana) appartiene. Poteva il segretario del Partito per Tutti, il quale propugna l’annessione del Sudtirolo alla Svizzera come suo principio montante e fondante, rifiutare l’adozione ad una cucciola di Bovaro di Appenzell?

POST AGRICOLO

30 luglio 2009

Patate 009

Post agricolo doveva essere e post agricolo sarà. Nessuna concessione ai temi della politica, anche perchè con la nuca sto guardando un programma sulla tv austriaca sull’Italia berlusconiana, e non capisco proprio come mai Martin Graf, un politico austriaco, voglia prendersene un pezzettino incoraggiando un referendum per il ritorno del Sudtirolo all’Austria. Forse perchè ultimamente la politica si sta impadronendo anche della gnocca, ponendo i suoi viscidi tentacoli anche sull’ultimo valore condiviso da tutte le razze, le etnie, religioni e ideologie. La gnocca è di tutti, come l’acqua e l’aria dev’essere un diritto e non una merce, come giustamente postulato in una delle più truculente fiabe romanzate di Fernando Couto.

Si cavan patate e si piantano zucchine, questo succede al nuovo bar, che decisamente va molto meglio di quello dell’anno scorso. Per essere una varietà precoce, il raccolto delle prime Primura è stato decisamente ottimo e abbondante, discreta la quantità e la pezzatura e più che discreto anche il gusto, anche se siamo ancora sottoposti alla spada di Sofocle del giudizio universale di Bakunin, se ben si accompagnano ai ragni fritti siamo in una botte di ferro, speriamo non in mezzo all’oceano. Occhio che questo post va per le lunghe.

Dove c’erano le patate, adesso ci sono le zucchine. Non capisco proprio come la quasi tutti i miei colleghi comprino le piantine e non se le facciano da soli, come me. Rinunciano alla parte più creativa del lavoro, logico che da loro non mi posso aspettare che apprezzino l’idea del mercato serale, speriamo in altri. Dopo il cavamento delle patate e la suddivisione dei beni, io e il mio socioconcorrente Claudio ci siamo messi di buzzo buono ed abbiamo messo a dimora 250 piante di zucchine da me preparate con un tempismo ed una sagacia che non pensavo di possedere. Ma non è tutto qui.

Vi ricordate della crisalide di quella serra desolata che poi si è trasformata in un tripudio di garofani e zucchine? è tornata crisalide, al prossimo giro vi racconto tutto

NANDO CHE BALLA BEN

8 luglio 2009

nando01front

Nando, quello che balla ben, fa l’autista dell’autobus. Dopo il lavoro si fa un paio di birre e torna a casa in bicicletta. La ronda di turno formata da ex carabinieri lo vede e lo segnala ai colleghi in attesa di pensione. Lo fermano e gli ritirano la patente per tasso alcolico eccessivo, così impara a farsi anche  gli sciacqui col listerin prima di uscire. Addio lavoro, Nando.

Nando cerca di giustificarsi dicendo che deve tornare a casa perchè la badante della mamma alzhaimerata ha la sera libera. Bel colpo, espellono la badante perchè clandestina ed arrestano lui perchè le aveva dato una stanza tutta per sè, è come affittarla ed è reato.

Nando pensa a chi può essere stato a metterlo in queste condizioni col decreto sicurezza, guarda il TG ed è stato uno degli otto grandi della terra, tra l’altro anche il più scarso e lui l’ha anche votato.  Nando pensa positivo, chissà che gli sarebbe capitato  se cadeva nelle grinfie di uno degli altri sette

CHE REFERENDUM DI MERDA SON QUESTI?

17 giugno 2009

merda

Fratelli e sorelle, sto malissimo. C’è il referendum e son giorni che mi arrovello sul che fare, se andare o non andare, votare si o votare no e si o no a tutti e tre oppure no? Roba da perderci la testa e magari anche un po’ di virilità, se vogliamo dare il giusto credito ad uno dei principali postulati che Ruud Krol espresse in lingua partenopea, quello che recita “‘o cazz nun vuole pensieri“.

Ma alla fine una soluzione si trova sempre, basta scomporre il problema. Ad esempio, la scheda riguardante il Senato che me la danno a fare, dal momento che nella mia regione (il Trentino Alto Adige) si vota coi collegi uninominali dove chi prende un voto in più becca non il 55%, bensì il 100% (uno su uno)? che diritto ho io di decidere come devono votare gli altri? scarabocchione

Resta quello della Camera. e sinceramente a me che il premio di maggioranza sia attribuito alla lista o alla coalizione di liste che ottiene più voti frega pochissimo, in un sistema proporzionale il premio di maggioranza è una ciofeca in se stesso, così come lo sono gli sbarramenti, perchè mai quattro persone e un’unghia hanno diritto ad essere rappresentate e tre persone e mezzo no? scarabocchione

Resta anche quello delle candidature multiple, e qui votare si o no non porta ad alcun risultato pratico, alla fine gli eletti saranno sempre e comunque stabiliti dai partiti, voti di preferenza non ce ne sono. Mi sfugge solo il senso della posizione di Di Pietro, che prima ha raccolto le firme e poi va a votare no, sarà un gesto alla Voltaire o la consapevolezza che lui comunque al 4% ci arriva?

GIUSTA O SBAGLIATA, L’IMPORTANTE È FARLA

6 Mag 2009

canottiera-arancione

A fare le cose giuste a volta si sbaglia, è normale. E, come postula Stielike nella sua “Interessenza dell’illogicità“,  pubblicata postuma prima ancora ch’egli nascesse,  ogni tanto conviene farne una sbagliata,  magari ti sbagli proprio quella volta lì ed allora diventa giusta, è solo questione d’osmosi.

Detto questo, la cosa giusta sarebbe aggiornarvi sul cortile, dove ormai gli pseudocubetti fanno generosa mostra di sè, e addirittura si potrebbe ipotizzarne la trasformazione in piazza, con tanto di targa col nome del personaggio ad esso dedicata (a me piacerebbe Piazza Luther Blissett, ma in presenza di un’idea migliore sarei disposto anche a cambiare idea).  Per chi avesse la pazienza di vedersi le foto, notate l’evoluzione della mini-rotonda del fico.

Giusto sarebbe anche tener fede alle promesse, in questo post vi avevo mostrato come può essere brutta una serra quando è allo stato di preparazione, di quanto poco poetica sia un’ immagine dove  i protagonisti sono piastroni cementosi, teli pacciamanti e teli protettivi. E invece adesso il tripudio di fiori previsto si è quasi realizzato,  e per almeno una terzina di settimane non potrà altro che migliorare. Ed è arrivata pure la canottiera arancione, anche se sotto le mentite (e, a mio parere riduttive) forme di una polo.

La cosa sbagliata che volevo fare la faccio nel prossimo post, se intanto volete portarvi avanti col lavoro, preparate una vostra foto di come siete adesso dove vi piacete tanto

IL NUOVO BAR E UN PO’ DI FILOSOFIA

22 aprile 2009

nuovo-bar-patate

Ho appena scritto un commento dalla Wood in  un suo post sul cibo molecolare, di cui fino a poco fa ignoravo l’esistenza, e questa è una pecca che mi duole in modo preponderandemente molto maggiore sotto l’aspetto cognitivo,  ed in modo speculare, postrischiasveglio poco minore sopra la realtà effettiva dei fatti. Ma queste sono solo divagazioni.

Ma mentre scrivevo il commento, piano piano di me s’andava impossessando la convinzione di stare scrivendo qualcosa di indelebile nello scibile, qualcosa di molto simile alla folgorazione di Stielike sulla via di Neuchâtel. Alla fine il risultato è questo:

il telefono è cellulare, il cibo molecolare. A questo punto è logico attendersi che lo stadio successivo (quello atomico) sia anch’esso soddisfazione di uno dei bisogni primari dell’essere umano, maschile o femminile che sia. Comunicare e spravvivere sembrano a posto, manca solo il riprodursi

Peccato per l’errore d’ortografia in sopravvivere, altrimenti potrebbe  anche non essere mio. Potrebbe significare la definitiva introduzione del comunicare come bisogno primario, e anche la prospettiva che il sesso diventi atomico non credo spaventi più nessuno, in fondo meglio atomico che virtuale.

Ma non è di questo che volevo parlarvi, volevo comunicarvi che io e Claudio abbiamo un nuovo bar (nella foto, una delle due metà), ci abbiamo seminato 850 Kili di patate di varie razze dai nomi improbabili (alla fine del post trovate un sondaggio, indicate quale sarà la migliore nel rapporto resa/bontà). E poi cipolle, cime di rapa, carote, cipolle e rapanelli. E poi faremo anche il resto, zucche, zucchini, fagioli e magari anche meloni a angurie. Da fare ci sarà sempre, e questo è già abbastanza

DI ME NON PREOCCUPATEVI

14 aprile 2009

civetta

Mi me non dovete preoccuparvi, va tutto discretamente bene, appena un pelo peggio di come avevo  previsto (e qui mi spiace davvero, ma devo tirarla un po’ lunga sull’uso delle parentesi. A volte si mettono per supportare un concetto inesorabilmente  svilito dal tempo e dall’ossidazione dilatatorea urticante,  più spesso diventano inutili orpelli da civetta bifolca smarrita,  e più spesso ancora uno le mette e poi si dimentica il perchè, al punto tale da chiudere la parentesi e metterci un punto).

Già comunque il fatto di avere previsto che tutto andasse meglio di come va denota una certa tendenza all’ottimismo, che però si accompagna necessariamente ad un pizzico di delusione. Di qui potremmo facilmente postulare che gli ottimisti sono dei delusi, se solo fosse questo l’argomento del post.

I rapanelli son pronti, l’amico italocalbrese ha quasi finito di posare gli pseudocubetti, cresce tutto e abbiamo trovato un nuovo bar. Di questo vi racconto nel prossimo post, anche se l’ultima volta che ho fatto una minaccia del genere poi non l’ho messa in pratica [ma rimedierò, in fondo due parole sulla Fiat Palio Weekend si trovano sempre.

 E già che si sono, se siete arrivati a leggere fin qui, definitela voi (la Fiat Palio Weekend) in due parole. Per la miglior definizione metto in palio una Tschrt con la testata di questo blog.  E non voglio neanche decidere io, come giudice unico nomino Bakunin, Alianorah e la Wood.

Nel frattempo, se volete leggere di chi nel terremoto ci vive dentro, andate da Miss Kappa

CARPE DIEM E SPERIAMO IN BENE

28 marzo 2009

serra-povera

A parte quella dove, in  un poco meno che congruo ritardo dovuto essenzialmente all’andatura termica stagionale e non  mi dilungo oltre per non appesantire ulteriormente la frase, i rapanelli e le cime di rapa stanno per essere pronti al raccolto, le mie serre sono più o meno tutte ridotte in questo stato.

Esteticamente di una bruttura indicibile, il colpo d’occhio fornito dal telo pacciamante e da quello coprente, unito alla assai poco poetica presenza di sassi e piastre messe lì con l’unico scopo di fare peso, è decisamente poco invitante. Si nota quasi più la presenza del tubo goccia inutilizzato che quella delle giovani e timide piantine messe a dimora. 

Ma non sarà sempre così, le cose cambieranno in meglio, altrimenti non avrebbe alcun senso fare tutto questo. Fra un mese al posto del telo bianco ci saranno i garofani dei poeti in piena fioritura, con i loro vari colori  risultati dal miscuglio tra il bianco e l’eosin.

Il tubo goccia inutilizzato rimarrà arrotolato lì dov’è, ma neanche lo si noterà più, sommerso come sarà dalle foglie bianche e verde scuro delle zucchine e dal tripudio del giallo sgargiante dei loro fiori. Insomma sarà un pascolo per gli occhi.

Vi farò una foto, a patto che convinciate la Iso a regalarmi una canottiera arancione

STASERA GUFO

11 marzo 2009

gufo

Esaurita la doverosa parentesi  ottomarzaiola dedicata al gentil sesso, torniamo a parlare di cose serie. Stasera l’Inter  si gioca l’accesso ai quarti di finale di Cempions Lig contro il Mencester Iunaited e io, da buon milanista, spero che perda. Certo che affermarlo pubblicamente ed in maniera così perentoria può apparire uno schiaffo alla sportività, un insulto al calcio italiano e, in ultima analisi, una carognata bella e buona.

Ma anch’io ho i miei argomenti, la sportività col calcio nulla ci azzecca, il calcio non è uno sport bensì un gioco e a mio parere il più illustre pedatore in attività porta il nome di Pippuzzo Inzaghi, capace di segnare con ogni parte del corpo e finora  ingiustamente privato di riconoscimenti ufficiali quali il Pallone d’oro e quant’altro. Dei destini del calcio italiano non me ne può fregare meno, tra l’altro la Cempions Lig si svolge tra squadre di club nelle quali sono presenti giocatori appartenenti alle più svariate nazionalità. Ma anche quando ci sono gli Europei o i mondiali io, oltre che per gli azzurri,  faccio il tifo per l’Olanda e il Portogallo, anzi qualche volta ci ho anche scommesso un deca.

E poi non sopporto l’ipocrisia politicamente corretta, un vero milanista mai e poi mai può assistere ad una partita dei cugini nerazzurri senza sperare che vengano sotterrati da valanghe di gol segnati con la mano e rigori inesistenti a tempo scaduto, falcidiati da espulsioni immotivate e penalizzati da scandalose decisioni arbitrali sul fuorigioco.

Se stasera l’Inter vince, fate finta di non aver mai letto questo post

CESARE BATTISTI, ANCORA LUI?

30 gennaio 2009

battisti10

Ma basta, questo Cesare Battisti non porta altro che rogne, adesso magari per colpa sua non fanno neanche la partita amichevole Italia-Brasile. E sarebbe un vero peccato, non si sa mai che potremmo vedere  Pippuzzo Inzaghi conto Kakà, il vero vincitore del Pallone d’oro 2007 contro il suo usurpatore. E poi non sarebbe neanche una cosa risolvibile alla svelta, l’ultima volta che un Cesare Battisti si è messo in mezzo, sono passati sei anni dalla sua esecuzione capitale prima che Italia e Austria si affrontassero di nuovo su un campo di calcio.

E poi parliamoci chiaro, è tutta una questione geografica, il Cesare Battisti antico che in Italia è un eroe irredentista martirizzato, sopra Trento è un comune disertore, così come il Battisti Cesare moderno che in Brasile fa il rifugiato politico, in Italia è un terrorista criminale. E andate in Russia a chiedere che ne pensano del grande statista Gorbaciov premio Nobel per la pace, o a Hiroshima a chiedere un parere su Harry Truman che sganciò l’atomica per il bene dell’umanità.

È solo una questione geografica e, come afferma l’oracolo focomelico spesso presente negli ingiustamente sottovalutati racconti giovanili di Fernando Couto, “a buon intenditor non si guarda in bocca”

OBAMA, NON SMETTERE DI FUMARE

22 gennaio 2009

 zwei_zigaretten

A parlar male di Obama in questi giorni ce ne vuole troppa, ci rinuncio. E poi, perchè mai dovrei farlo, mi sta troppo simpatico con quel ghigno alla maniera del miglior Celentano (quello di Yuppi du, tanto per intenderci) che ha sfoggiato nella danza con la Michelle, anche lei una bella tipa, roba da togliere il saluto per sempre a chi ci sputerebbe sopra. E poi mi piace anche il fatto che abbiamo più o meno la stessa età eppure sembriamo giovani uguale.

Spero che Obama sarà un grande, certo che anche per lui è condizione necessaria ma non sufficiente è che a suo favore si riveli essere un fattore fonfamentale, la cui meno prolissa definizione la si deve a Stielike  nella sua celebre enciclica “ci vuole culo”  datata non mi ricordo. Finora tutto sembra filare per il verso giusto, nell’immaginario collettivo le immagini dell’insediamento di Obama si sovrappongono a quelle del ritiro israeliano da Gaza, aggiungiamoci l’abolizione della tortura e la chiusura di Guantanamo e va ancora meglio.

 Proprio a voler cercare il pelo nell’uovo, si potrebbe obiettare che Obama è favorevole alla pena di morte, ma gli americani sono fatti così, mica che i 54 milioni che gli hanno votato contro siano degli abolizionisti. A proposito, che fine ha fatto il 47% che ha votato Mc Cain?

Giusto per tornare (senza peraltro mai esserci andato) al titolo del post, l’unico pericolo che vedo è che Obama smetta di fumare. Sarebbe veramente deleterio affidare i destini del mondo ad uno in piena astinenza da cicca, e magari travolto (come spesso succede) dall’ integralismo antitabagista che, come tutti gli integralismi, non aiuta  a risolvere alcuna questione

UGHI, ALLEVI, JOHNNY ROTTEN

30 dicembre 2008

A me di Giovanni Allevi non è che finora me sia fregato più di tanto, è che in questi ultimo giorni l’ho visto da Lilli Gruber, ho letto un’intervista dove Uto Ughi (un altro di cui ho fatto tranquillamente a meno senza danni apparenti) lo demoliva, e non mi son fatto mancare neanche la controreplica dove Allevi bolla Ughi come difensore della casta dei vecchi musicisti.

Allevi, ti ho visto dalla Lilli e mi è ballato l’occhio quando ti sei autodefinito “simpaticamente megalomane“. Allevi, lascia che il “simpaticamente” lo decidano gli altri se aggiungerlo o no, altrimenti fai la figura di quello che quando deve indicare il suo peggior difetto se ne esce con un “sono troppo sincero“, e tutti capiscono che è vero il contrario.

Ughi, fatti i cazzi tuoi. Se Allevi davvero non ti piace, lascialo perdere, uno come te  mica deve perder tempo a parlar male degli altri, che ti frega di uno che reputi neanche degno di passare l’esame al conservatorio?  Ci fai quasi la figura del pensionato che guarda attraverso le assi dei cantieri e sbotta che a suoi tempi sì che si lavorava.

Comunque, c‘era da votare e ho votato Allevi, sono in minoranza ma questo è quasi un buon segno. Comunque, per andare sul sicuro,  meglio Johnny Rotten, anche se non si chiamava più così

É NATALE, FATEMI FARE LA ROCKSTAR IN ESTONIA

23 dicembre 2008

Fratelli e sorelle, è arrivato Natale, arriverà Capodanno e le Befane in giro non sono mai mancate. Giusto per non fare gli alternativi ad ogni costo, sarebbe il caso che anche voi vi sentiste più buoni, ed io non me la sento di farvene mancare l’opportunità. A Natale fate un bel gesto, datemi una mano a diventare una rockstar in Estonia.

Uno: Cercate su questa lista il blog che vi sta più simpatico, visitatelo e postate questo commento:

Buon Natale e felice anno nuovo da me e dal mio amico Oscar Ferrari. Guarda che bravo che è:

http://de.youtube.com/watch?v=MdFGiGRB3BE

(copiaincollandolo, ovviamente)

Tre: beccatene altri due a caso scegliendoli nel blogroll del malcapitato ed invitate altri tre perditempo come voi a fare altrettanto, o spiegando loro tutta la faccenda oppure mandandoli direttamente a questo post (magari con un commento tipo “in Italia abbiamo un genio e non ce lo meritiamo, regaliamolo agli estoni“). Non ci sono nomineiscions, lo faccia chi vuole, incliccabili compresi. Sono solo pochi semplici gesti, quattro come le dita di una mano e gli estoni rimarranno estasiati.

Sappiate comunque che per i primi trentasette metto a disposizione le suites del miglior albergo di Kuusalu, in occasione del mio concerto allo stadio di Tallin con  gli Abba riuniti per l’occasione a fare da gruppo spalla