Posts Tagged ‘mucchi di ramaglia’

PARTITO PER TUTTI, PEZZI DI PROGRAMMA

2 febbraio 2013

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Il punto fondante, ma anche fondente, è l’annessione del sudtirolo alla svizzera.
i motivi ci sono tutti, siamo già una piccola svizzera, c’è gente che parla due lingue o anche tre, ci sono i ladini e la conformazione geografica è quella. Il tessuto socioeconomico è simile così come l’attenzione per i problemi ambientali. E anche il cioccolato che si fa da queste parti non ha niente da invidiare a quello svizzero. E pure Andreas Hofer era svizzero.

La nostra era una posizione che ci auspicavamo fosse condivisa da tutti. Dai verdi innanzitutto, se i TIR passano di qua è perchè dalla Svizzera non possono, e poi i verdi non dovevano essere tanto preoccupati, in fondo gli inceneritori ci sono anche in Svizzera.
Dalla sinistra , basta fare un confronto fra uno stipendio di un operaio svizzero e uno italiano per capire che è cosa buona e giusta. Anche il 5Stelle avrebbe potuto condividere la candidatura, in fondo Grillo continua a citare la svizzera come buon esempio, che c’è di meglio che annettersi ad essa?
Da quelli che “Südtirol ist nicht Italien“, in fondo basta che spostino il cartello dal Brennero al Tubre. E anche a quelli che piangono merenda sentendosi stranieri in patria. In svizzera gli stranieri sono un quarto della popolazione. Che non ci appoggi Giannino è addirittura scandaloso. Si esce dalla trappola dell’euro e si usa il franco svizzero, la moneta più stabile al mondo.

Che tutti questi abbiano preferito crogiolarsi in candidature puramente di testimonianza, in un collegio territoriale come quello di Bolzano, ci è incomprensibile, tanto più che non ci siamo presentati alla Camera perchè, per onestà intellettuale, non potevamo certo chiedere il voto ai Trentini. E quindi abbiamo praticato la desistenza per tutti.
L’annessione alla svizzera è la soluzione definitiva e materassabile per la questione sudtirolese, e in questo senso non ci stupisce affatto che i partiti che con la questione sempre aperta ci campano sopra da decenni non ci abbiano appoggiato.

Detto questo, sappiamo che la politica si fa anche a piccoli passi e per questo abbiamo stilato un succinto programma di avvicinamento

RIFORMA ELETTORALE: domande stile patente e le schede con una risposta sbagliata vanno a finire, insieme alle bianche e alle nulle nel PARTITO DEL CASO, dove ogni cittadino si può iscrivere (anche distratti, indifferenti e ignoranti hanno diritto alla rappresentanza)
AEROPORTO: io non lo userò e quindi si libera l’area che verrà utilizzata per rifare le semirurali, liberando così il quartiere Casanova dove sarà ubicato il nuovo carcere modello europeo. Un detenuto riabilitato al Casanova sarà più ricercato di un laureato alla Bocconi (che poi si è visto che i bocconiani non è che siano dei geni).
RIFORMA DELLE PENSIONI: si va tutti alla stessa età e con la stessa cifra
RIFORMA DEI FINALI DELLE PARTITE DI CALCIO. Al 90′ si tirano i rigori e poi la squadra che perde ha 20 minuti per fare un gol. Si rivede il catenaccio, che è un’invenzione svizzera
IL LAIVESOTT LINGUA PARIFICATA, Mez per sort e Krautwalschn gruppi linguistici riconosciuti.
In conclusione, consideriamo come avversari solo coloro che premono perchè la questione sudtirolese non abbia mai fine, in pratica PD e SVP, rappresentati dal candidato Palermo.
A chi preme perchè venga stilato il Terzo Statuto, noi rispondiamo che lo abbiamo già. Dopo il los von Trient e il los von Rom, LOS VON BRÜSSEL

DI MUSICA NON CI HO MAI CAPITO UN CAZZO

13 gennaio 2011

Che c’entri il diasporismo illuminato di Tomas Skuhravy con legittimo impedimento appena bocciato non è mio compito saperlo, preferisco tenere il primo in relazione privilegiata col disco d’esordio di Jenny SorrentiLa casa del lago, il brano guida si chiama Tristana, il gruppo Saint Just e lei Jane).  Non fu affatto un disco memorabile, come d’altronde non lo sono stati la maggiorissima parte di quelli che ho acquistato legalmente nel corso della mia miserabile vita.

Cito volentieri al riguardo Processione sul mare di Toni Esposito, e Accusato di libertà di Luigi Grechi ( anche qui, il fratello di De Gregori, forse era una mia fissa di quei tempi, consulterò il prontuario di Stielike per saperne di più e vi farò sapere). Non che in vita mia abbia comprato solo delle supreme ciofeche, ma la percentuale è abbastanza alta per essere uno che di musica ne capisce. Infatti, io di musica non ci ho mai capito un beato cazzo, e se chiedete a Correntone Rossi, sarà ben lieto di confermare

NON TUTTI I MEMORIAL PORTANO SFIGA

13 dicembre 2010

Lungi da me il luddismo, ma a me un po’ dispiace che i nuovi televisori li fanno piatti. Suonava poetico sintonizzare il tubo catodico sul canale austriaco. Il plasma lo associo troppo alle trasfusioni e alla respirazione difficoltosa. Ma niente muore per sempre, è tornato il vinile, tornerà anche il non digitale.

Ignorate pure il presente paragrafo, ma per me quando in un posto che si chiama Camera, sei costretto a chiedere la fiducia a uno che si chiama Bocchino, tanto lontano non vai. Meglio il classico bagno tanto caro alla sinistra preveltroniana. Dell’altra, ancora nulla si sa.

Insomma, mi fanno il Memorial, ma non è tutto loro quello che luccica. Sto imparando a suonare meglio la chitarra. Dopo cinque lustri abbondanti passati a galleggiare tra il terzo e il quarto mese di impraticatura col sopracitato strumento, nelle ultime due settimane sono quasi arrivato al terzo anno. E tutto ciò è senz’altro positivo, un Memorial preso col giusto piglio non deve per forza portar sfiga

ARIDATECE ER COMMISSARIO

2 maggio 2010

Almeno le centinaia di zampe d’asparago che ho piantato stamattina non me l’hanno chiesto il perchè per cui alle elezioni comunali di Bolzano il Partito per Tutti non c’è. Si sono lasciate dolcemente divaricare e posare in file spaiate, per poi farsi ricoprire leggermente di terra in attesa di farsi inumidire dalla tenue pioggerellina primaverile caduta nel pomeriggio postcarbonariano. Meglio di così non potevo trattarle, e anche se avessi bonariamente cercato di spiegar loro che il giorno era festivo esse, data la loro provenienza olandese, non lo avrebbero compreso.

Intanto non è che puoi continuare ad offrire metc bol alla gente come fossero perle ai porci, bravo chi 5 anni fa ha votato per Mr.Alex sindaco e che gli altri si fottano. E poi, il PPT mica è un partito di stupidi, noi lo sappiamo benissimo che queste elezioni saranno un nulla di fatto, qualunque sindaco verrà eletto non disporrà della necessaria maggioranza in consiglio comunale. Si andrà al commissariamento e in novembre ci saranno nuove elezioni. “Senza speranza non v’è certezza“, questo celeberrimo motto di Fernando Couto sintetizzerebbe alla grande ciò fin qui scritto.

Sei mesi di commissariamento per Bolzano sarebbero grasso che cola e grazie alle spese elettorali si alzerebbe anche il pil, anche se gli spesso effetti collaterali non sempre possono distogliere dai probociti sonntinlasci di assai arcaica destinazione. E se 21 liste non riescono ad esprimere un sindaco, logica vorrebbe che il commissario venga pescato nel partito che mancava, e qui il Partito per Tutti non può esimersi dal far bere a Mr. Alex l’amaro calice consistente nel dover gestire Bolzano fino a quando le foglie non saranno cadute dagli alberi.

Più di così proprio non possiamo fare

TUTTO È CONFUTABILE

26 febbraio 2010

Repubblica.it 26 febbraio a un quarto all’una

Mills, la Cassazione ha deciso
“Il reato c’è, ma è prescritto”
    allora arrestate il medico

G8, la lettera sigillata sugli appalti
“Ecco chi si aggiudicherà i lavori”
   sigillata perchè?

 Gheddafi: jihad contro la Svizzera “No al referendum sui minareti”   ma come, era a fine Novembre e lo hai saputo solo ora?

Bridge, no ai Mondiali: “Mi sento tradito” altro che mi sento”…

La ricerca: “Fumare riduce l’intelligenza”  sarà anche vero, ma allora come mai ci sono in giro sempre meno fumatori e sempre più stupidi?

Celentano interviene ad “Annozero”  “Dopo il principe, Sanremo può chiudere”   Anche Annozero dopo Celentano

Andrei anche avanti, ma è un casino col copiaincolla e son quasi pronti gli spaghetti. Tutto è confutabile, tranne il fatto che qualcuno dalle mie parti scarica nel pluviale cose che andrebbero altrove

POESIA PURA

30 dicembre 2009

Sto uscendo troppo poco la sera in questi ultimi tempi (tranquilli, non è questione di anni, si parla al massimo dell’ultimo mese), mi sto quasi immedesimando nel diciottesimo coprotagonista di una pis teatrale di Stileke, della quale putroppo ancora è ignoto il titolo, quello che nella sestultima scena se ne usciva chiosando qualcosa che non mi ricordo più, a parte che c’entravano i sassi.

È che più tempo hai e più lo butti via, non ho mai visto tanta televisione come in queste ultime settimane, e non è un bel dire. È anche vero che ultimamente o nevica o piove o fa un freddo boia,  e me l’inverno ogni anno che passa mi sta più sui coglioni,  è anche vero che  una mano rotta qualcosa ti toglie, ma ho sempre il sospetto che sia dell’altro, magari legato all’età.

Ma poi mi tranquillizzo, pensavo le stesse cose l’anno scorso e poi hoi ho trascorso una più che onesta bella stagione in sella al Ciao al quale, se siete arrivati a leggere fin qui, ricordatemi che devo dedicare un post

SVIZZERI, MINARETI E CAMPANILI (ma anche armi)

30 novembre 2009

E insomma, stavolta gli svizzeri  ha fatto incazzare tutto il mondo tranne i leghisti che,  prendendo bisi per fave come al solito, hanno festeggiato una vittoria del cristianesimo. Razzisti, nemici della libertà religiosa, fomentatori di odio ed altro, così sono stati definiti i cittadini elvetici, che hanno sancito il divieto di costruire minareti vicino alle moschee. E l’hanno fatto attraverso un referendum, sconfessando tra l’altro le indicazioni dei partiti, roba che in un altro contesto sarebbe stata visto come un trionfo della democrazia diretta.

Un referendum è una domanda secca alla quale si risponde con un si o un no, oppure non si va a votare e ci si rimette al giudizio degli altri. Qui non si chiedeva di limitare la libertà religiosa di nessuno, si chiedeva solamente di vietare la costruzione di nuovi minareti e, nonostante non sia un amante dei divieti, probabilmente avrei votato si. Anche perchè questo divieto non potrebbe altro che estendersi anche ai campanili, a meno di non mandare a puttane tutta la legislazione sulla libertà di religione.

È un peccato che si debba vietare quello che non andrebbe fatto per puro buonsenso. Ditemi voi che senso ha costruire minareti (ma anche campanili) nel 2009 in Svizzera. Il minareto, come il campanile, non è un luogo di culto, nessuno ci va dentro a pregare, ed infatti quasi tutte le  nuove chiese che si costruiscono non hanno il campanile. Minareti e campanili servivano nel secolo scorso a segnare i momenti della giornata, ma allora l’orologio lo avevano in pochissimi e il telefonino manco esisteva.

Adesso è tutta un’altra cosa, e sarebbe ora passata di far smettere di suonare le campane a vanvera, uno si abbona e gli mandano un sms quando è ora di andare a messa e quell’altro si mette la suoneria col muezzin quando è ora di pregare. Al posto di minareti e campanili, che si piantino alberi, ma mi raccomando non olmi, che poi bisogna abbatterli perchè prendono le cimici.

Se proprio volete dargli addosso agli svizzeri, fatelo almeno perchè hanno bocciato un altro referendum, quello che chiedeva di vietare l’esportazione di armi. Ma lì nessuno ha detto niente, chissà perchè

IL DALAI LAMA HA ROTTO I COGLIONI

19 novembre 2009

Fratelli e sorelle qui dalle mie parti non se ne può più. Puntuale come la scoreggia dopo i rapanelli, anche quest’anno il Dalai Lama è atterrato a Bolzano portando con sè il suo solito messaggio di pace e fratellanza e perorando la causa del Tibet, di cui detiene per reincarnazione la carica di capo del governo in esilio. Ormai il Dalai Lama fa parte del paesaggio sudtirolese, quasi come Paolo Fresu, un jazzista di fama mondiale che tutte le città si contendono e  che da noi viene a suonare una decina di volte l’anno. Se non è fortuna questa…

Il Dalai Lama da noi si trova bene, gli piace il cibo e la venerazione che il nostra Landeshauptmann Luis Durnwalder nutre verso di lui lo inorgoglisce. In realtà il nostro Durni, forse anche incalzato dall’età non più verdissima,  si sente alla fine della carriera politica e, non avendo ancora trovato un successore degno di lui, volentieri opterebbe per la propria reincarnazione alla guida del Sudtirolo. E il Dalai Lama qualche drittta potrebbe anche dargliela.

Dopo un paio di appassionanti dibattiti sull’autodeterminazioni dei popoli, il Dalai Lama si è spostato a Trento, dove ha incoronato con una sciarpa bianca il locale presidente Dellai, giunto recentemente agli onori delle cronache nazionali per essere uno dei co-fondatori del partito di Rutelli, una garanzia. Poi è andato a Roma  per incontrare Fini e il sindaco Alemanno (trovando anche il tempo di dire la sua sul crocifisso in aula) , e probabilmente adesso sarà in qualche altro posto dove è cittadino onorario a farsi baciare le mani, in pratica il suo mestiere.

Non male come vita, sicuramente migliore delle sua reincarnazione precedente, roba che vien da pensare che se la Cina non avesse invaso il Tibet, potrebbe tranquillamente avere  tutto un altro andazzo. Come leader di un regime teocratico e feudale, (qual era il Tibet dalaista) potrebbe già ritenersi soddisfatto che non fosse ancora arrivato nessuno ad esportargli la democrazia

È NATO IL PARTITO DI RUTELLI

12 novembre 2009

talpa nuda

Sarebbe anche da scriverci qualcosa, ma forse basta la foto

 

MANGIO TROPPI POMODORI?

2 agosto 2009

merda 02.08.09

…che poi, sarà merda oppure sugo?

LE PATATE SONO IN FIORE

12 giugno 2009

bar patate

Giusto un aggiornamento per dire che nel nuovo bar tutto fila sufficientemente liscio

CHE SPOLLONATA, RAGAZZI

21 maggio 2009

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Se nel frattempo non ci sarà riuscito il primogenito, sapreste per caso dirmi come si fa, con il cellulare della foto, a trasferire i numeri dal telefono alla SIM?  Io ce l’ho messa tutta ma non ci riesco e secondo me non dipende sicuramente dl fatto che le lingue disponibili sono solo il tedesco, il francese e l’inglese.
Più di una volta ho fatto lo scherzo di impostare il telefonino in turco alla vittima di turno, e sono sempre riuscito a tornare indietro, tranne la prima  (e, se la mia cognata preferita legge ‘sto post, sicuramente non mancherà  di rigirare il coltello di Sofocle nella piaga di Stielike). E poi io il tedesco lo so, anzi lo so benissimo.
Se non potete aiutarmi pazienza, mi rimangono sempre due opzioni, il ricopiarmi i numeri a mano oppure il tenermi questo gioiellino di modernariato, paragonabile a livello si spessore culturale solo al Wega 781 (ce l’ho, bianco) e alla Fiat Palio Weekend (ce l’ho, grigio Vinci). La seconda ipotesi sembra una scelta obbligata.
Ma non sarebbe neanche questo il punto di questo post,  anche se questo post un punto non ce l’ha, la citazione è del Blasco ma il concetto è da attribuire al rimpianto  Fernando Couto del periodo parmense. Volevo parlarvi della spollonatura e delle sue conseguenze se non attuata a tempo debito e con le dovute attenzioni.

Ieri io e la Iso abbiamo spollonato il pomeriggio intero, anzi per la precisione abbiamo finito che già iniziava ad imbrunire (il giorno, non la Iso). Ci abbiamo dato dentro parecchio, ma alla fine tutto lo spollonabile era stato spollonato e con nostra grande soddisfazione, quando si inizia qualcosa è sempre meglio portarla a termine. Che spollonata, ragazzi

DI ME NON PREOCCUPATEVI

14 aprile 2009

civetta

Mi me non dovete preoccuparvi, va tutto discretamente bene, appena un pelo peggio di come avevo  previsto (e qui mi spiace davvero, ma devo tirarla un po’ lunga sull’uso delle parentesi. A volte si mettono per supportare un concetto inesorabilmente  svilito dal tempo e dall’ossidazione dilatatorea urticante,  più spesso diventano inutili orpelli da civetta bifolca smarrita,  e più spesso ancora uno le mette e poi si dimentica il perchè, al punto tale da chiudere la parentesi e metterci un punto).

Già comunque il fatto di avere previsto che tutto andasse meglio di come va denota una certa tendenza all’ottimismo, che però si accompagna necessariamente ad un pizzico di delusione. Di qui potremmo facilmente postulare che gli ottimisti sono dei delusi, se solo fosse questo l’argomento del post.

I rapanelli son pronti, l’amico italocalbrese ha quasi finito di posare gli pseudocubetti, cresce tutto e abbiamo trovato un nuovo bar. Di questo vi racconto nel prossimo post, anche se l’ultima volta che ho fatto una minaccia del genere poi non l’ho messa in pratica [ma rimedierò, in fondo due parole sulla Fiat Palio Weekend si trovano sempre.

 E già che si sono, se siete arrivati a leggere fin qui, definitela voi (la Fiat Palio Weekend) in due parole. Per la miglior definizione metto in palio una Tschrt con la testata di questo blog.  E non voglio neanche decidere io, come giudice unico nomino Bakunin, Alianorah e la Wood.

Nel frattempo, se volete leggere di chi nel terremoto ci vive dentro, andate da Miss Kappa

MEN AT UÒRC

18 marzo 2009

 

pachera

Essendo anch’io stufo di veder campeggiare il pidocchio del post precedente, e resomi conto della sua non eccessiva densità di senso, cambio registro e passo ad aggiornarvi su qualcosa di più terra-terra, anzi direi terra e basta. Venerdì scorso ho affittato un bobcat, una di quelle pacherette da movimento terra con cui ci si diverte un sacco.

 Dovendo spianare una decina di camion di terra, e mettendo in conto una non eccessiva perizia nel manovrare il mezzo, avevo programmato un paio di giorni per portare a termine il compito. Ma per fortuna è andata meglio del previsto, poco dopo l’imbrunire il lavoro era compiuto. Per fortuna, perchè poi telefona il socioconcorrente che riferisce di aver trovato 500 metri quadri di pseudocubetti sagomati da pavimentazione cortili, tutto aggratis, basta caricarli e portarseli via, l’unico neo della faccenda è che bisogna farlo prima di lunedì mattina.

Nessun problema, sabato si carica il bobcat e, con l’aiuto di Daniele, il mio amico muratore italocalabrese, ci si mette di buzzo buono e si portano via i mattoncini cercando di fare il più alla svelta possibile, anche perchè per domenica mattina era già stato programmato un altro lavoro. Ma, come teorizzato da Stielike nella quarta parte della sua ancora incompiuta Trilogia del Brentòn, l’imprevisto è dietro l’angolo anche nelle situazioni tutte tonde, e quindi una foratura del bobcat ci costringe ad operare a mano.

Nel frattempo aveva chiamato la Iso per avvertire che erano arrivati i pompieri per tagliare l’alberone davanti a casa, un leccio ancora in buona salute, ma che col vento ondeggiava paurosamente, con le fronde stava già entrando sotto le tegole del tetto e con le radici nelle fondamenta. Con grande spiegamento di mezzi e di uomini, i Vigili del Fuoco di San Giacomo in poco tempo hanno ridotto l’abetone e fettoni di legna e mucchi di ramaglia (che però abbisogna di una ulteriore sramatura la quale per forza di cose va operata a roncola e olio di gomito).

men-at-work

Domenica mattina, come programmato, la collaudata tasc fors formata da dall’intellighenzia provvisoria del Partito per Tutti (segretario, lider dell’opposizione interna, apostolo del dissenso) con il determinante appoggio esterno di Claudio ed Elmar, ha dato ottima prova di sè  in quel che meglio le riesce, cambiare il telo ad una serra. Grigliata d’ordinanza organizzata dalla Iso, dialoghi sui massimi sistemi, qualche birra, rapida approvazione a maggioranza (semplice, assoluta e qualificata allo stesso tempo) della riforma pensionistica del PPT e poi di nuovo a raccattar pseudocubetti fino all’oscurità.

Lunedì cubetti al mattino e roncola al pomeriggio, martedì mercato al mattino e pomeriggio misto tra piantar rose e caricar ramaglia, oggi invece un ingaggio per una potatura di pino marittimo e taglio radicale di fico. Quest’anno è già il terzo, dopo una potatura di caco da una parrucchiera e il ripristino alla civiltà del giardino dell’Impiastrato.

Ah, dimenticavo: nel frattempo, grazie ai vostri voti, ho vinto il premio per il miglior post giornalistico del 2008