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SIGNORE E SIGNORI, ECCO A VOI IL MERDòN

15 agosto 2010

Il fatuo ed il vacuo sono un cuoco senza fuoco, con questa mirabolante iperbole mancata l’allora imberbe Fernando Couto assurse in modo repentino e mirabolante ai pochi onori letterari che in quel tempo poteva permettersi, ed indagare oltre toglierebbe leggerezza al post, cosa che vorrei evitare ma non credo affatto di essere sulla strada buona. La citazione iniziale non è neanche tanto d’uopo, serve solo a giustificare un mio mancato intervento sul litigio tra Fini e Berlusconi, ed il fatto che con la tastiera italiana non riesco a fare la o maiuscola con l’accento.

Detto del vatuo e del facuo, non posso esimermi dal presentarvi uno tra i peggiori tra gli animali che fanno parte della mia vita quotidiana, il Merdòn. Esso iniziò ad insinuarsi più o meno un lustro fa, attirato dai croccantini che la Iso era solita piazzare a beneficio della femmina di riccio che aveva appena partorito una numerosa cucciolata, e da allora viene regolarmente alimentato in modo anche non subordinato. Esso (il Merdòn) deve il suo nome ad una brillante intuizione del Sior Zelger  il quale, alla prima visione dell’animale esclamò “che schifeza de bestia, el par cascà col mus en d’ ena merda“.

Finito lo svezzamento dei ricci, dei quali doveva attendere la sazietà per attingere ai croccantini, la Iso smise di riempire la ciotola. Il povero Merdòn dovette allora imparare a raggiungere la terrazza attraverso il fico, cosa che la Tussi  faceva in modo leggiadro e silenzioso da anni, ma che a lui risultava palesemente ostica, almeno a giudicare dai sordi tonfi che si sentivano ogni tanto.

 A dispetto del luogo comune secondo cui bellezza ed intelligenza sono slegate, il Merdòn, oltre che brutto è anche stupido. Soffia alla Iso che lo foraggia e scappa terrorizzato appena qualcuno gli si avvicina, dimenticandosi spesso che la discesa dal fico è più perigliosa della salita, e infatti ogni tanto i sordi tonfi si sentono ancora.

Anche nel rapporto con gli altri animali, per il Merdòn le cose non vanno meglio. All’arrivo della Miley, la bovarina di Stielike che ormai  da un anno fa parte della nostra esistenza, la Tussi la mise subito in riga, un paio di graffioni ben assestati stabilirono subito le gerarchie, basate sull’ordine di arrivo. La Miley tiene un reverenziale timore verso la Tussi, anche se ancora non si rassegna al fatto che non tutti le vogliano bene. Il Merdòn invece, non possedendo evidentemente uguale carisma, viene inseguito e cacciato in malo modo dalla bovarina, che pare riservare a lui tutta la sua non abbondantissima aggressività.

Alla fine, neanche sappiamo se qualche merlo o topo lo becca, ma comunque ogni tanto trovo dei merli morti col torace intatto. Sapendo che alla Tussi piace sventrarli, è possibilissimo che la loro uccisione sia opera del Merdòn

KUSCHELTIER E KUSCHELMENSCH

1 ottobre 2009

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È d’uopo come minimo [nel post precedente ho messo che lo era alla grande, ma pare che nessuno abbia apprezzato (stronzi che non siete altro) ] un aggiornamento su Miley, la cucciola di Bovaro di Stielike che ormai è entrata a pieno titolo come componente della famiglia Ferrari-Pichler.

Devo ammettere, suo malgrado, che Miley sta ampiamente rendendosi degna del suo ruolo di capostipite di questa nuova razza canina, sia a livello somatico che comportamentale. Ancora non riesce a dominare alcuni suoi istinti, ma il raggiungimento dell’equilibrio  isologico stielikiano non pare più essere un’utopia. Giorni fa abbiamo organizzato un incontro degno di Maria de Filippi tra Miley e Shayla, sorelle separate  della stessa cucciolata e relativi esseri umani affidatari. Officiante della cerimonia Tingo, il porcocane di Xeena che si è prodotto nella sua specialità, il correre a vanvera senza costrutto alcuno. Miley in quest’ occasione ha mostrato una discreta padronanza delle tecnica stielikista delle sfiancare l’avversario fino a renderselo complice, se non addirittura amico.

 I suoi tratti somatici,  ed in particolare le orecchie, sono certamente un indizio per stabilirne l’autoctonia,. Scorrendo nelle sue vene sangue di Bovaro Bernese e di Pastore Tedesco, Miley ha un orecchio sù ed uno giù, alternati a secondo dell’umore, del tempo atmosferico e di un’altra variabile che ancora non sono riuscito ad individuare. Una perfetta sintesi tra il “taca la bala ” di Herrera e il “Occ, pazènzia e bùs d’e cul” di Arrigo Sacchi.

Ma è nel comportanento, ed in particolare quello che attiene al momento di andare a dormire, che la ferrea logica  stielikiana viene a manifestari. Miley, quando sente la frase “gheamol Haia” (ancora non sa l’italiano), va a ripararsi nel suo angolino portandosi dietro una bambolina di pezza. Logico al massimo, i cuccioli umani vanno a dormire con un Kuscheltier (un orsetto o un qualsiasi altro animale di pelùsc), lei da animale qual è,  va a a nanna con un Kuschelmensch, la bambolina appunto

IL PASTORE DI STIELIKE

19 agosto 2009

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Eccheccazzo, quando si deve ti tocca, e devo ammettere che mi ero sbagliando, a me i cani piacciono. È passata solo una settimana e già mi sento di dover ringraziare quell’animale del mio socioconcorrente per avermi rifilato Miley, la cucciola di Bovaro di Alzheimer  (Appenzeller, scusate) che nessuno voleva perchè troppo piccola e troppo petulante. E invece è proprio un capolavoro di cane, l’unico difetto che ha è che per essere proprio di Appenzeller DOC gli manca la coda arricciata all’indietro in senso orario. Ovvierò a questo particolare nominandola capostipite di una nuova razza canina, il Pastore di Stilieke.

Miley è veramente un cane simpatico e non rompe neanche tanto i coglioni, ormai sa quasi già tutto quel che può e non può fare e dove può e non può andare. Logico che ogni tanto sgarra, ma magari imparerà anche a non farsi beccare. Ha pianto un paio d’ore le prime due sere, ma poi adesso ha capito che nel suo recinto è al sicuro e dorme tranquilla, che tanto al mattino qualcuno arriva. È già caduta nel fosso, e la successiva lavata con acqua fredda le ha fatto alzare il livello d’attenzione quando passa da quelle parti, ottimo.

L’unica roba che mi fa imbestialire (niente di difficilissimo, tra uomo e animale mi sento proprio al limite), è la conferma empirica che se vuoi che un cane ti capisca, l’unica è parlargli in tedesco. “kim do her, Sitz, Platz, so isch di Maili brav” lo capisce. Viene, si siede e si gode le coccole. “Vei mo chi, Sentate zò, Stà ferma, Che brava la Maili” è come parlargli arabo. D’altronde, è un Pastore di Stielike, mica un Bastard Son of Dioniso 

pipuntoessepunto: le cose cambiano velocemente, la foto è vecchia di qualche giorno e alla Miley abbiamo tolto il collare

HABEMUS CANEM

16 agosto 2009

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Alla fin fine aveva ragione Stilieke, che nella sua  Teoria umanistico-niutoniana del precocemente indimenticato 1991, pontificava che “la volontà influisce sulle circostanze in modo direttamente proporzionale alla somma della loro importanza, ed in modo inversamente proporzionale al quadrato del prodotto del doppio abbondante della loro evitabilità“. Era quindi scontato che prima o poi un cane lo dovessi avere, che lo volessi oppure no.

Mai ho avuto un cane in vita mia e mai lo avrei voluto,  mai ho provato eccessiva stima per questo tipo di animale e neanche per chi, per far vedere agli altri quanto è intelligente il proprio cane si fa porgere la zampa a mo’ di saluto e lancia un legno per poi farselo riportare. Ho sempre preferito i gatti, che almeno ogni tanto qualche merlo ladro di ciliege lo tolgono dalle spese.

Ma questa volta le circostanze erano davvero troppo ineludibili per potermi sottrarre al fato, una cucciolata da otto inopinata ed inattesa da Claudio il  socioconcorrente, ed il concomitante compleanno della primogenita hanno dato la prima spallata alle mie convinzioni.  Le discrete pressioni della Iso ed il fatto che il posto per un cane ce l’ho, hanno fatto quasi tutto il resto.

La mazzata finale è stata rappresentata dalla razza alla quale Miley (questo è il nome della nuova arrivata, direttamente preso dal serial Hanna Montana) appartiene. Poteva il segretario del Partito per Tutti, il quale propugna l’annessione del Sudtirolo alla Svizzera come suo principio montante e fondante, rifiutare l’adozione ad una cucciola di Bovaro di Appenzell?