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SEMINATRICI E CONCERTI

6 marzo 2009

seminatrice

Non è un granchè il tempo in questi giorni, quello materiale scarseggia e quello atmosferico fa schifo, per cui conviene ripararsi in serra, che tanto da fare non manca mai. Sospesa la potatura, io e il mio socio/concorrente Claudio ci siamo buttati anima e corpo sulla messa in opera della seminatrice pneumatica che abbiamo acquistato a prezzo di ferrovecchio da un ex giardiniere che ora si dedica alla coltivazione di lamponi.

Pian piano riusciamo a capirci qualcosa, anche se più di una volta il lugubre pensiero che il cambio di attività del venditore sia stato almeno in parte causato dalla rottura della seminatrice ci sfiora. Ma noi andiamo avanti, puliamo gli ugelli e sostituiamo i tubi, regoliamo le aspirazioni, apriamo e chiudiamo le mandate (video). Insomma ci stiamo provando e qualche risultato si inizia a vedere.

Intanto stasera suoniamo a Bolzano al Masetti, e facciamo pure una cover di Lu Rid, magari domani ritorna il sole

TUTTO A POSTO E NIENTE IN ORDINE

11 Mag 2008

Tutto a posto e niente in ordine, bella serata e concerto andato come meglio non doveva neanche andare. Dopo una mattinata di mercato dove è andata non alla grandissima, sono avanzati una decina di mazzi di rapanelli e quei grezzoni di laivesotti hanno un po’ snobbato i nostri splendidi mazzi di fiori. Ma non è neanche colpa loro, il fatto è che per la prima volta sono arrivati anche gli altri partecipanti al mercato e in un ambiente sostanzialmente paesano, hanno pesato anche fattori che fanno a pugni con la meritocrazia. Niente di grave, solo non capisco perchè uno debba venire al mercato senza ombrellone nè merce da vendere ed occupare con la sua auto il posto più in vista, d´altronde se costui è il presidente della locale associazione dei contadini mercatari, il non averne mai voluto far parte non è una cosa di cui mi pentirò in punto di morte.

Nel pomeriggio, avendo subodorato la possibilità di una pioggia provvidenziale, mi sono messo a piantare i fagiolini all´esterno (quelli in serra stanno quasi già fiorendo), era un lavoro che andava fatto proprio ieri. Le piantine erano cresciute al punto giusto, altri due giorni e sarebbero state troppo grandi. Dopo una fresata al terreno che è diventato soffice come il caffè, ho abbondantemente bagnato le piantine e, resomi conto che la pioggia non mi avrebbe consentito di finire il lavoro da solo, ho chiamato a coadiuvarmi il primogenito che, dopo qualche iniziale rimostranza, ben si è prestato all´opera, fornendomi le piantine dislocandele con occhio e sagacia più o meno dove andavano messe a dimora. Alla fine il tempo è stato clemente e mi ha anche permesso un´ennesima seminata di rapanelli.  Poi, giù acqua come se piovesse, infatti pioveva.

Doccia, barba, scelta del luc, stampa della scalettta, chitarra acustica alla mano e via, arrivo al Masetti un´ora abbondante prima del concerto, basta e avanza. Attacco la chitarra (grazie Nando che me la accordi sempre tu) all´impianto, due minuti di prova voce, un paio di birre propedeutiche con annessi marlboroni sempre buoni per il timbro vocale e si parte. Un paio di pezzi in acustico da solo, poi sale la band e si inizia davvero. Avevo un po’ paura che il pubblico fosse scarso e sotto quest´aspetto il locale non dava eccessive garanzie, sabato scorso erano in tre. Invece sala piena e anche un discreto giro di gnocca, quando ci sono tante donne è sempre un buon segno, parola di Cabassa.

Il concerto fila via liscio come l´olio, il pubblico sottolinea a risate ed applausi ogni finale di pezzo e qualche volta anche mentre suoniamo. Si divertono e sono contenti anche i gestori del circolo, questa non è la solita clientela che se ne sta seduta in religioso silenzio per tutta la serata sorseggiando una minerale e a volte neanche quella ascoltando il sinistro impegnato di turno. Questi mandano giù bene e chiacchierano fra di loro, ascoltano i testi e li commentano, più che un concerto quasi una festa.

Sandro il batterista da buon sergente di ferro guida la band, fulminando di occhiatacce Nando e Cabassa e persino il Maestro Marco, colpevole di non essersi segnato gli accordi di qualche pezzo. Io ci metto del mio sbagliando il giusto e sento che la voce vien fuori bene, con la chitarra ritmica me la cavo più che onestamente suonandola il meno possibile, riservandomi l´impegno per i due assoli a cui ho diritto per contratto. In più tiro fuori anche il feticcio, uno scialle di perline nere fregato di soppiatto ad Anna Kanakis dopo una serata in Liguria e che il buon Nando conserva come una reliquia.

Alla fine, dopo un´ora e mezzo tirata senza soste, ignoriamo anche il segnale degli ultimi due pezzi sforando di una decina di minuti e i gestori si rassegnano a ciò pensando che, se alla fine coi vicini ci devi litigare per forza, almeno che succeda in una serata dove ne è valsa la pena. Finisce il concerto, amatriciana per tutti e la festa va ancora avanti un´ora abbondante, la gente ci fa i complimenti e forse abbiamo anche trovato una manager, proprio quello che ci servirebbe.

E stamattina, dopo una notte di pioggia le piante di fagiolini sono belle dritte come soldatesse dell´Armata Rossa, tanto per parlare ancora al femminile. Cabassa ha ragione, quando ci sono tante donne, difficile che vada male

p.s.  link e foto li metto dopo, adesso stiamo preparando una grigliata, qui non ci si ferma. Un saluto al proprietario di questa pelata  

FIORI E CONCERTI. E ANCHE ANNUNCI

8 Mag 2008

Non so se esserne contento oppure no, ma in questi ultimi tempi, quel che succede in Italia o nel mondo mi baipassa beatamente, come fosse l´acqua piacevolmente frescolina della doccia e non la gelida secchiata gettata sullo scroto di un cavallo ruffiano che ha esaurito il suo compito. È che ho troppo da fare,  non quel troppo che ti manda in depressione, ma giusto quel pelo che ti serve per sapere che sei indietro sì, ma che te la caverai come hai fatto sempre. E poi questo è sostanzialmente un post di annunci, e allora bando alle ciance e annuncio.

Annuncio che non si vive di solo pane e neanche di soli rapanelli, c`è dell´altro nella vita, sabato sera suono con la band al Circolo Masetti a Bolzano, chi vuole venire venga, mi sa che è una delle ultime volte che faccio rock. Il rock mi stava bene addosso finchè assomigliavo come una goccia d´acqua a Brad Pitt, ma adesso che mi sto brusuillisszando, penso che sia ora passata di uscire dalla crisalide e diventare una specie di Fred Bongusto, confidenziale uguale, però molto, ma proprio molto più stronzo. Comunque, l´appuntamento è per sabato, tenete conto che alle 23.30 devo smettere.

Non si vive solo di pane e rapanelli, ci sono anche i fiori, e vendere i fiori è gran bello, quasi meglio direi. Anche perchè, se i rapanelli hanno una base d´utenza preferibilmente maschile, i fiori li comprano quasi esclusivamente le donne, e questo è un terribile segno della decadenza del maschio. In questo periodo sbocciano le prime rose, i garofani giapponesi e le bocche di leone, in combinazione fra loro vengono dei mazzi di fiori che sono un capolavoro.

E allora, oggi tutti al lavoro, io e Elmar a raccogliere i fiori come dei manovali e Xeena e la Iso a comporli in mazzi ognuno diverso dall´altro, dando libero sfogo alla propria dimensione artistica. Fiori belli e che durano, ma sono sicuro che domani, su 62 mazzi preparati, quelli comprati dagli uomini saranno al massimo due.

p.s. dal momento che questo è un post di annunci, chi passasse da Bassano per la festa degli Alpini si becchi il libro di VOX NOVA, l´alpino più tosto del web. Vox, sarà dura che possa esserci anch´io, sarà per la prossima, tien duro e auguroni