Posts Tagged ‘larsen lombriki’

OGNI TANTO VA BENE ANCHE POSTARE UN VIDEO

28 luglio 2010

IL DOPO BERLUSCONI È ADESSO

13 dicembre 2009

Berlusconi non tornerà più lui, questo è il succo di quello che è successo oggi, senza star lì a perder tempo a commentare il gesto. Se si guardano le foto, non si ha l’impressione dell’uomo ferito, sembra molto di più un giocattolo rotto, e a livello di carisma il confronto fra le due cose appare davvero improponibile. I volti delle persone intorno a lui, finanche quello dell’aggressore, hanno espressioni umane recepibili a livello emozionale, il volto di Berlusconi è invece (probabilmente a causa dei lifting) quasi inespressivo.

Magari ce la faranno anche a rimetterlo a posto, ma sarà comunque un pessimo investimento sotto l’aspetto del puro rapporto costi-benefici. Colpito in faccia (alla quale deve il suo successo) da uno che magari non è neanche comunista,  a Milano con un modellino del Duomo di Milano nel giorno in cui il Milan ha preso due pezzi in casa dal Palermo. La gente lo ha visto debole e, come le galline, non glielo  perdonerà.

Berlusconi ci arriverà da solo a capire che è ora di togliersi dai piedi, farà approvare delle leggi che lo mettano al riparo da presenti e future rotture di coglioni giudiziarie, magari finirà anche la legislatura a livello onorifico e ci riconsegnerà l’Italia in mano alla riedizione della Democrazia Cristiana dei bei tempi andati. In sostanza, quello che voleva.

E alla fin fine, se ci sarà qualcuno che potrà lamentarsi del posto che la Storia gli consegna, non si chiamerà di certo Silvio Berlusconi. A Craxi e a Mussolini è andata molto peggio, tanto per restare in Italia

ERA GIÀ TUTTO PREVISTO

2 agosto 2009

Patate e pomodori 017

Era già tutto previsto, ma comunque mi è dispiaciuto sradicarvi di brutto e lasciarvi assecchire per poi ammucchiarvi in attesa che le intemperie autunnali vi decompongano. Care le mie piante di zucchine della serra crisalide, vi devo confessare che siete state tra le migliori che abbia mai avuto, avete prodotto con rigogliosa regolarità degli ottimi frutti e  bellissimi fiori di notevole dimensione, ma ora basta.

Era già tutto previsto, adesso la mosca bianca sta deponendo milioni di uova  da cui sarebbero scaturiti milioni di insetti la cui melata avrebbe annerito le vostre foglie, rendendovi pressocchè inattuabile la sistesi clorofilliana. Il mal bianco ha cominciato la sua lenta ma inesorabile opera di opacizzazione  che vi avrebbe comunque tolto l’ossigeno. Certo, avrei potuto intervenire chimicamente per allungarvi la vita, ma sarebbe stato uno strazio anche per voi, e poi non c’è solo questo.

Anche non volendo non sottrarsi ad impegni precedendemente non presi, l’interessenza dell’illogicità della quindicesima enunciazione del decalogo di Stielike porta comunque al mantenimento dell’intenzione primaria, indipendentemente dall’avverarsi o meno delle previsioni. Se poi buona parte di esse si esattiscono, tanto meglio. E per fortuna è andata così. 

Di zucchine ormai ce ne sono a josa, ci sono quelle del nuovo bar (sono 250 in piena produzione, e altrettante  ne sono state piantate la settimana scorsa) e poi ci sono quelle che iniziano a produrre adesso. Era già tutto previsto, ci sono le piante di pomodoro alla grandezza più che giusta per essere messe a dimora che reclamano il vostro posto. Grazie di tutto, avete fatto di una schifezza un tripudio, adesso tocca ad altri e speriamo che siano vostri degni successori

IL PROSSIMO POST LO FACCIO AGRICOLO

24 luglio 2009

Grillo-MENU

Dai e dai, alla fine mi ron rotto i coglioni anch’io di vedere la foto storta del post precedente a questo. È che ultimamente di tempo per stare su internet ne ho davvero poco, e poi non è che ci sia un gran che di cui parlare. C’era la storia di Grillo che vuole iscriversi al PD e loro non vogliono, e all’ uopo ho convocato il gran consiglio del Partito per Tutti per stabilire la linea da tenere nel caso venisse  bussare anche da noi, che in Italia  le primarie le abbiamo fatte per primi.

È passata, come spesso succede, la linea dettata da Correntone Rossi, il lider maximo dell’opposizione interna. Se Grillo volesse iscriversi al PPT nessun problema, lui supera il piccolo esamino di cultura generale ed è fatta. Non credo proprio che per uno come lui sia difficile, data massa e circonferenza della Terra, stabilirne la densità. Grillo non è pensionato, non fa l’informatore medico e neanche l’amministratore di condominio, quindi nulla osta alla sua cooptazione. Noi si che siamo democratici, altro che il PD.

Per il resto, tutto a posto. Si cavano patate e si piantano zucchine, si cavano zucchine e si piantano pomodori, prometto che il prossimo post lo faccio agricolo

AD OGNUNO LA SUA FESTA

1 maggio 2009

gillian-warden-6

Da scrivere ne avrei parecchio d’altro, ma questa storia fra un po’ si sgonfia da sola, come quasi sempre succede dallie mie parti, Bolzano e dintorni. Son tutti imbestialiti contro il vicesindaco Ellecosta. Il buonuomo  ha detto che per lui il 25 Aprile non c’è niente da festeggiare, e che la liberazione vera porta la data dell’8 settembre, la data in cui i tedeschi si riappropriarono del Sudtirolo. Gliene hanno dette talmente tante che alla fine ha dovuto chiedere scusa, neanche avesse bestemmiato in chiesa.

Eppure per me Ellecosta, dal suo punto di vista, ha ragione. È  la prima volta che succede e credo anche l’ultima. I festeggiamenti di solito si fanno per ricordare un momento positivo, per gli altri si fanno le commemorazioni. Immaginatevi che per vent’anni vi avessero impedito di parlare la vostra lingua  e cambiato i vostri nomi, vi arrivano quelli che te lo permettono e siete all’8 settembre. Le truppe naziste sono state accolte con mazzi di fiori in Sudtirolo, ma anche fossero arrivati i bolschevichi sarebbe stato uguale, l’importante è che fossero stati tedeschi. È stata una festa.

Immaginatevi che poi fossero arrivati quelli che rimettono tutto come prima, con la generale promessa che migliorerà ma che comunque sarete sempre patrioti all’estero. Festa non si fa di sicuro, e questo è stato il 25 Aprile sudtirolese. Niente di cui festeggiare l’anniversario, la sparata di Ellecosta potrebbe magari rappresentare un nuovo concetto di unità nazionale.

Le feste andrebbero celebrate solo per ricordare i momenti positivi di un popolo, i momenti  nei quali tutta la nazione diventa una persona sola, quelli ricordare. In Italia, ad esempio, si potrebbero festeggiare la data del discorso di Mussolini con l’annuncio dell’entrata in guerra, e  l’undici luglio, quando gli azzurri vinsero il mondiale in Spagna. Se qualcuno ne sa indicare un altro lo segnali, ma bello sarebbe il poter aggiungerci la data della ricostruzione de L’Aquila, e lasciare che di feste ognuno celebri le sue

BILLIGE LEDERJACKE

12 febbraio 2009

“Non è vero quel che è vero ma fa male, lo so“. Con queste ruvide ed inconsuetamente poetiche parole si apriva l’Elogio della collimazione partecipativa,  la cui attenta lettura è condizione necessaria ma non sufficiente per potersi abbeverare senza timori reverenziali all’inaudita saggezza del secondo Stielike, ormai scevro dai dogmi della difesa a uomo che, alla luce dell’odierno ordinamento mondiale, ne hanno inopinatamente frenato l’ascesa verso i vertici della cultura planetaria. Ma non è questo il punto.

Il punto è che, dopo aver caricato il video su iutub, vedo che ce n’è un altro con lo stesso titolo ma di un altro gruppo, lo guardo e le parole del testo sono le mie, roba da non crederci. Sensazioni contrapposte s’ invertebrano nel mio testolone, da un lato sono sicuramente contento, anche perchè il pezzo è proprio carino e l’atmosfera musicale è di quelle che mi piacciono un casino, caotica e dissonante. 

Dall’altro vien da pensare che se i larsen lombriki hanno deciso di usare un mio testo, almeno potevano citarmi.  A dirla tutta, neanche io con Annie Lennox (a cui appartiene  inconfutabilmente  la maternità melodica del ritornello) credo di averlo fatto, ma è tutta un’altra situazione a livello di riconoscibilità.

Vabbè, alla fine devo scegliere e scelgo di essere contento, sarei solo curioso come i larsen lombriki siano venuti a conoscenza di questa mia canzone, sulla cui paternità ci sono prove inconfutabili. Che poi, casomai dovessero farci i miliardi qualcosa salta fuori anche a me, altrimenti la prendo come la vendetta di Annie Lennox