Posts Tagged ‘Landeshauptmann Luis Durnwalder’

PICCOLI RAPANELLI CRESCONO

9 marzo 2010

Stielike non decretava interpretando, nè mai bestemmiava. Solo una volta, sugli sviluppi di una palla inattiva, ricevette un fallo da dietro da ultimo uomo, cadde riverso al suolo ed interrogandosi sull’esistenza o meno di Dio non riuscì ad esimersi dal citare ad alta voce la frase che, nel suo celeberrimo incubo di un giorno d’inverno intero, credeva di aver letto nell’involucro di un dado da brodo. “Certo che esiste, l’ho appena sentito abbaiare”.

Ma che c’è poi da obiettare se il Partito della Libertà presenta la lista fuori tempo massimo, presentandola dopo le ore 12 del secondo giorno utile e poi con un decreto cerca di mettere le cose a posto  neanche riuscendoci? è o non è il partito più votato dagli italiani?

I rapanelli comunque crescono bene nonostante la stagione sia di dieci giorni indietro rispetto al solito

IL DALAI LAMA HA ROTTO I COGLIONI

19 novembre 2009

Fratelli e sorelle qui dalle mie parti non se ne può più. Puntuale come la scoreggia dopo i rapanelli, anche quest’anno il Dalai Lama è atterrato a Bolzano portando con sè il suo solito messaggio di pace e fratellanza e perorando la causa del Tibet, di cui detiene per reincarnazione la carica di capo del governo in esilio. Ormai il Dalai Lama fa parte del paesaggio sudtirolese, quasi come Paolo Fresu, un jazzista di fama mondiale che tutte le città si contendono e  che da noi viene a suonare una decina di volte l’anno. Se non è fortuna questa…

Il Dalai Lama da noi si trova bene, gli piace il cibo e la venerazione che il nostra Landeshauptmann Luis Durnwalder nutre verso di lui lo inorgoglisce. In realtà il nostro Durni, forse anche incalzato dall’età non più verdissima,  si sente alla fine della carriera politica e, non avendo ancora trovato un successore degno di lui, volentieri opterebbe per la propria reincarnazione alla guida del Sudtirolo. E il Dalai Lama qualche drittta potrebbe anche dargliela.

Dopo un paio di appassionanti dibattiti sull’autodeterminazioni dei popoli, il Dalai Lama si è spostato a Trento, dove ha incoronato con una sciarpa bianca il locale presidente Dellai, giunto recentemente agli onori delle cronache nazionali per essere uno dei co-fondatori del partito di Rutelli, una garanzia. Poi è andato a Roma  per incontrare Fini e il sindaco Alemanno (trovando anche il tempo di dire la sua sul crocifisso in aula) , e probabilmente adesso sarà in qualche altro posto dove è cittadino onorario a farsi baciare le mani, in pratica il suo mestiere.

Non male come vita, sicuramente migliore delle sua reincarnazione precedente, roba che vien da pensare che se la Cina non avesse invaso il Tibet, potrebbe tranquillamente avere  tutto un altro andazzo. Come leader di un regime teocratico e feudale, (qual era il Tibet dalaista) potrebbe già ritenersi soddisfatto che non fosse ancora arrivato nessuno ad esportargli la democrazia