Posts Tagged ‘ítölsku innrásinni’

L’APOLOGIA MUSICATA

7 novembre 2009

A questo punto un post agricolo ci sarebbe stato proprio a puntino, come il grana sugli spaghetti allo scoglio secondo la Iso che non a caso,  essendo originaria del paese del Gewürztraminer, porta sulle sue  efebiche e giunoniche spalle buona parte del peso della quattordicesima dicotomia di Stielike, quella che lega in modo indissolubile le autoreggenti alle infradito col tacco da otto.

Ma per un post agricolo ci vogliono  le foto, e in questi utlimi giorni o dimentico di farle, o dimentico la macchinetta per farle, o dimentico di caricare le pile. Vedrò di rimediare al più presto, nel frattempo godetevi la trasposizione in musica con la mano gonfia di uno dei primi post apparsi su questo blog, l’apologia del cazzo piccolo

CHE CI FACCIO SU FEISBUC

12 marzo 2009

pidocchio

Per adesso mi sto spidocchiando, come minimo ci metterò un paio di giorni e poi rifletterò sul da farsi. Ieri ho gufato contro l’Inter, ma un minimo di comprensione me la merito, era da tre giorni che mi ero fatto la pipì addosso. Mi sono permesso anche di augurare un buon 8 Marzo ai Nuovi Tori che, come si dovrebbe facilmente evincere dal nome, in teoria di femminile hanno poco o nulla.

Ho cincischiato il giusto che basta, ma dopo la vana ricerca di un martelletto di gomma col quale potermi percuotere ritmicamente  lo scroto, inopitamente come il Mago Manco, protagonista della meno nota fiaba di Fernando Couto, mi sono sentito pacatamente e serenamente scoglionato.

Non me ne sono tanto doluto quando sono stato plagiato, anche se qualche bofonchiata me la sono, forse troppo generosamente, concessa. Credendo a torto che una sigaretta durasse anche più di una settimana, non mi sono reso conto che era ora passata di seminare i pomodori cuore di bue, ma tutto questo è poca cosa rispetto a quanto stavo errando prima di allora.

Andavo a slittare, al cinema e a comprare l’albero, e non mi accorgevo che la mia vera vocazione in quei giorni era riflettere sulla episodicità passionalistica della rifrazione magnetocratica non totalmente attinente all’eventuale danno subito o solo accennato.

Per fortuna che su feisbuc racconto anche qualche balla, altrimenti sarebbero già venuti a prendermi…

BILLIGE LEDERJACKE

12 febbraio 2009

“Non è vero quel che è vero ma fa male, lo so“. Con queste ruvide ed inconsuetamente poetiche parole si apriva l’Elogio della collimazione partecipativa,  la cui attenta lettura è condizione necessaria ma non sufficiente per potersi abbeverare senza timori reverenziali all’inaudita saggezza del secondo Stielike, ormai scevro dai dogmi della difesa a uomo che, alla luce dell’odierno ordinamento mondiale, ne hanno inopinatamente frenato l’ascesa verso i vertici della cultura planetaria. Ma non è questo il punto.

Il punto è che, dopo aver caricato il video su iutub, vedo che ce n’è un altro con lo stesso titolo ma di un altro gruppo, lo guardo e le parole del testo sono le mie, roba da non crederci. Sensazioni contrapposte s’ invertebrano nel mio testolone, da un lato sono sicuramente contento, anche perchè il pezzo è proprio carino e l’atmosfera musicale è di quelle che mi piacciono un casino, caotica e dissonante. 

Dall’altro vien da pensare che se i larsen lombriki hanno deciso di usare un mio testo, almeno potevano citarmi.  A dirla tutta, neanche io con Annie Lennox (a cui appartiene  inconfutabilmente  la maternità melodica del ritornello) credo di averlo fatto, ma è tutta un’altra situazione a livello di riconoscibilità.

Vabbè, alla fine devo scegliere e scelgo di essere contento, sarei solo curioso come i larsen lombriki siano venuti a conoscenza di questa mia canzone, sulla cui paternità ci sono prove inconfutabili. Che poi, casomai dovessero farci i miliardi qualcosa salta fuori anche a me, altrimenti la prendo come la vendetta di Annie Lennox

ERAVAMO IN TREDICI

14 novembre 2008

Eravamo in tredici ieri sera a Laives (BZ) a vederci il concerto degli Ahleuchatistas, a me sono piaciuti tantissimo. Se qualcuno riesce ad ascoltare tutto il brano diventa automaticamente amico mio su feisbùc

ZOCCOLACCIA ISTERICA

8 giugno 2008

Come facilmente si evince dal titolo, si tratta di una canzone d´amore. Pacatamente, serenamente vi confesso che potrebbe essere autobiografica, ma anche no

il testo lo trovate qui

IÙ MEIC MAI DEI AUÒRD

30 marzo 2008

 Ogni tanto è cosa buona e giusta andare giù di premi, questo memone del Iù meic mai dei auòrd con cui Flavio ed Enrico (due maschi, devo cominciare a preoccuparmi?) mi hanno premiato, impone di segnalare 10 blog che rendono la mia giornata meno afflitta dal lento ma inesorabile decadimento del mio io, saturo di mestizia e gravido di melanconia, in perenne procinto di attuare il piano B, quello che prevede il ritmico percuotimento dello scroto con un martelletto di gomma appositamente adattato all´uso.

Un meme ogni tanto è bello farlo, ma è ancora meglio cambiarne le regole. E quindi non premio i blog ma gli avatar dei commenti, con un particolare riguardo per quelli che raffigurano la faccia del titolare, mi piace un sacco immaginarli mentre dicendo quello che hanno scritto. Ecco qui i miei premiati:

CHIT: il suo faccione da latin lover, nel suo idillio mediatico con l´efebica islandese Ester Ester, è stato uno dei momenti più esilaranti di questo scorcio di 2008

WOOD: sarebbe da ritirarglielo il premio, perchè ha appena cambiato il suo avatar da gaudente proseccata. Sperando che lo rimetta, lei è una che non te le manda a dire, e quel sorriso era ottimo per digerire le sue cattiverie

BRIGIDA FRAIOLI: le sue punture di spillo si adattano perfettamente all´immagine lucreziaborgista, ma non era male anche l´avatar estivo

UYULALA: non so perchè, ma mi ricorda un personaggio di Lost, e leggendo i suoi post vien quasi da pensare che abbia avuto un ruolo nella sceneggiatura

MELANIA: mai capito che roba è quello spuntone grigioscuro su fondo grigiochiaro, sarà mica la radiografia di un´unghia incarnita? la Iso dice invece che si tratta di un mento alzato..

VOX NOVA: l´alpino dall´aspetto poco marziale è sempre un piacere leggerlo, quasi ti aspetti che stappi la bottiglietta di grappa clandestina che sicuramente ha in tasca

ÉTRANGER: lui usa l´immagine di Amedeo Modigliani, premio al contrario. Siccome non tutta la blogosfera conosce la faccia di questo celeberrimo cuoco astigiano, qualcuno potrebbe essere tratto in errore pensando che quella sia la sua vera faccia

ALEYAKKE: il finto zio bonario e contemplativo che però non ci credi che abbia smesso

LA GURESSA: la femme fatale che connubia Mata Hari e Patty Pravo

LUNE: gli occhioni più belli del web, che sicuramente mi perdoneranno per non aver risposto alle mail e non aver scritto niente sul prossimo Rotocalco

ROSELIA: acidina e cattivella pure lei, anche se l´avatar con la berretta rasta in testa le dava quel tocco di cinismo disarmante in più

Mi rendo conto di aver discriminato per cause di forza maggiore i non wordpressati, purtroppo la blogosfera ancora risente della separazione fra le varie piattaforme, anche se in ogni caso ci sarebbe il gravatar, mediante il quale anche chi non ha un blog può trovare modo di firmarsi con un´immagine

p.s. so che sono più di dieci, ma davvero non posso fare a meno di un´ultima premiazione:

HILDIGUNNUR: colei che mi ha fatto scattare la molla della conquista d´Islanda

p.s. 2 – il video non c´entra nulla è solo una continuazione del post dei rapanelli

L´ULTIMO BALUARDO MASCHILE, IL BARBECUE

14 marzo 2008

Mai dire ad una donna che a grigliare son più bravi i maschi

grill.jpg

grazie Vince per la foto

Kæru íslensku vinir

1 marzo 2008

 oscar-nashi.jpg

Ég er Oscar Ferrari, aðalsökudólgurinn í ítölsku innrásinni á bloggin ykkar. Nú er hún að mestu leyti búin og ég vil gjarnan þakka ykkur öllum og hrósa fyrir þann góða húmor og þolinmæðina sem þið hafið sýnt. Síðast en ekki síst biðst ég afsökunar á vandræðum og/eða pirringi sem innrásin hefur mögulega valdið.

Ég vona að þetta hafi verið jafn áhugavert og skemmtilegt fyrir ykkur og það var fyrir mig, enn einu sinni hefur það sýnt sig að internetið getur minnkað bil milli fólks með mismunandi tungumál og frá misjöfnum menningarheimum. Smælingjarnir (broskallarnir) hafa líka hjálpað til, sem og auðvitað avatarmyndirnar.

 Um þær verð ég að viðurkenna að ein af ástæðunum til að ég valdi ykkar tungumál var að við sjáum myndir af langflestum ykkar og völdum oft að senda athugasemdir á fólk sem okkur líkaði við myndirnar af…

Í lokin vil ég snúa örlítið út úr frægri tilvitnun í J.F. Kennedy forseta í Berlín 1963: Ef það að vera Íslendingur þýðir að hafa góðan húmor og kunna að meta vinsamlega kaldhæðni ásamt því að taka við framandi hlutum og hugmyndum án fordóma, þá vil ég gjarnan geta sagt: Ég er Íslendingur.

Oscar Ferrari, Bolzano/Bozen – South Tyrol, Italy

p.s. Ég vil gjarnan þakka Hildigunni & Blaine fyrir þýðinguna og bið hana um einn lokagreiða. Bakunin vinur minn langar mikið að vita íslensku nöfn eftirfarandi Walt Disney fígúra og yrði mjög þakklátur ef einhver gæti þýtt þau. Með fyrirfram þökk

Donald Duck, – Scrooge Mc Duck, – Huey, Dewey and Louie, – Fethry Duck, – Gladstone Gander, Superduck, – Junior Woodchucks, – Daisy Duck, – April, May and June, – Grandma (Elviry) Duck
Gus Goose, – Gyro Gearloose, – Little Helper, – Emil Eagle, Beagle Boys, – (John D.)
Rockerduck
Magica De Spell, – Jubal Frostfeathers Pomp, – Ludwig Von Drake, – Primus von Quack
Neighbor Jones

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