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C’È SANREMO E NEANCHE QUEST’ANNO CI SONO

20 febbraio 2010

Nur Idioten halten Ordnung, ein Genie beherrscht das Chaos“. Con queste semplici, ma allo stesso tempo così realisticamente infutili, iniziava l’Incompiuta di Stielike, che tale restò anche a causa del fatto che l’autore non seppe trovare la cartuccia di riserva della penna stilografica con la quale, in modo simpaticamente desueto, ancora si dilettava a vergare le proprie considerazioni.

Cari amici vicini e lontani, qua è un casino. Tra scavi fognari con relativi tubi tuboni e pozzetti, il meleto del socioconcorrente in potatura, il piano cottura del primogenito con la termocoppia che non c’è e doveva esserci, la lavastoviglie con la porta piegata neanche mi fosse entrato in casa Uri Geller la notte di soppiatto anzichè quella di Natale o Ferragosto, il vaso d’espansione della caldaia con la membrana andata, il Ciao rottamato,  il Bravo che volevo prendere con la modifica 65 e rogne non voglio andarmene a cercare, pure piove.

Per fortuna la Iso ha finito di spaccare la legna  aufstockenandola così bene che guardarla è uno spettacolo. Ma non ho ancora fatto le foto, per cui la quale vi posto un video. C’è Sanremo e neanche quest’anno ci sono

GRANA SULLO SCOGLIO

31 luglio 2008

Isolde, guarda che lo so che la Nutella l´hai nascosta in quel piccolo scomparto della cucina, dietro alle salviette verdi. Lo so da domenica scorsa e non l’ ho ancora toccata e allora, visto che non ti fidi di me, mi tocca raccontare di quella volta che hai messo il grana sugli spaghetti allo scoglio.

Era una delle ultime volte che ci siamo permessi una vacanza estiva, prima che il dedicarsi principalmente allla produzione ortofrutticola ce lo impedisse. L´idea era di andare in Slovenia a godersi la bellissima terrazza sul mare della Frau Rosa, solo che arrivati al confine ci hanno fatto notare che ambedue avevamo la carta d’identitá scaduta e quindi nisba, l´unica era cercare un posto in Italia. Dopo vari giri a vuoto e tentativi andati male, avevamo trovato un grazioso appartamento a Lignano Sabbiadoro e lì ci siamo accampati, io, te e il primogenito.

Il giorno dopo, avendo saltato la colazione per mancanza di materia prima, mi propongo come cuoco per il pasto di mezzogiorno e, consapevole della sua importanza, decido di uscire e dare il meglio di me stesso per preparare un piatto di spaghetti allo scoglio fatti come Dio comanda. Il pesce lo trovo da un ambulante appena arrivato per il suo giro, un kilo di cozze e uno di vongole, una decina di scampi e delle sarde stupende appena pescate, che con lo scoglio non c’ entrano nulla ma come antipasto vanno più che bene.

Con lo stesso metodo mi procuro poi dei pomodori e della cipolla rossa oltre ad un peperoncino ricevuto in omaggio e con tutto l´occorrente torno all´appartamento, fuori tutti dalla cucina e ci vediamo in terrazza per il pranzo. Lavo e spurgo i mitili, preparo il soffrittino e li faccio aprire per poi togliere quasi tutti i gusci, qualcuno come decorazione deve rimanere, aggiungo il pomodoro, butto la pasta e adesso basta aspettare. Vien fuori un capolavoro, arrivo in terrazza, servo i piatti e mi giro un attimo aspettando i conati di piacere quando la Iso e il primogenito assaggeranno la prima forchettata.

Saranno  stati al massimo trenta secondi, mi volto e vedo una montagnola di formaggio grana depositata sugli spaghetti allo scoglio della Iso e del pargolo. Mi è caduto il mondo addosso