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IL WEB NON E’ LA BIBBIA

19 gennaio 2011

Potremmo continuare a parlarne per anni, arrovellarci le sinapsi fino al ginocchio, ma di certe cose mai ne verremo a capo. E anche qualora il mai si realizzasse, non ne avremmo probabilmente coscienza. Il cercare le soluzioni sul web non agevola di certo l’avvento dell’era del mai, quando realtà e finzione e futuro e passato s’avvolgeranno insieme, elicoidandosi intorno ad un filo immaginario, ma lasciando al contempo che altri concetti si sviluppino, arzigogolandosi come ramificazioni laterali. 

Come sovrappiù o carico da undici, si potrebbe anche aggiungere altro, ma meglio fermarsi qui. Tramite il web si trovano solo le soluzioni che nessuno intende nascondere, se Stielike abbia o meno mai portato le basette rimane comunque confinato nell’angusto recinto delle opinioni da bar. Ci sono le foto, ma è dai tempi del soldato russo che issa la bandiera sul Reichstag che hanno smesso di essere attendibili, e con esse i filmati.

La mia appartenenza all’ortodossia stielikiana mi impone di considerare il vero e il falso come due o più entità che tendono naturalmente ad equilibrandosi, alla stessa stregua del buio e la luce. La loro variabilità non influisce sostanzialmente sull’andazzo, al pari della  Luna che non cade mai sulla Terra. Il web invece tende sempre a dare una risposta univoca, anzi è quasi la sua stessa ragione d’ essere. Il web vuole diventare la Bibbia.

Già, la Bibbia. Una volta, a uno che continuava citarla, glielo dissi. Guarda, già il giornale di oggi son metà balle e domani devo stare attento a non mettere la pagina dei morti come fondo delle cassette delle prugne. Con un libro scritto duemila e passa anni fa, che ci dovrei fare?

DOPPIETTA DI HUNTELAAR

5 luglio 2010

Innegabile è una parola scomoda, ma d’altronde se onnegabile non esiste e annegabile vuol dire tutta un’altra cosa, e le restanti due vocali starebbero bene solo in tedesco e francese, non ci si può esimere dal sottolinearne la giustezza dell’ uso in questo caso. Logica supporrebbe che a questo punto il lettore si chiedesse “si, ma in questo caso cosa?'”. Non cadete nel presunto tranello e passate oltre, fate vostro il diciottesimo comma dello scibile di Stielike, tanto qui si parla del caldo.

Il caldo a Luglio è inevitabile, questo lo sanno anche i sassi e probabilmente lo sapevano anche prima di noi. Bolzano è una delle città a rischio e i suoi sassi lo sanno, anche quelli portati qui dopo la grande guerra. Gli anziani sono la categoria più esposta a malori e cedimenti strutturali, ma questa è cosa normalissima, succede anche quando fa tanto freddo e poi almeno un minimo di ricambio generazionale ci vuole.

A me il caldo piace, anzi deve piacermi per forza, altrimenti come giustificherei il fatto che tengo sei serre e sono in procinto di costruirne altre? le piante in serra stanno da dio, è un piacere vederle così rigogliose grondare di ortaggi. Fagiolini modello Amazzonia, pomodori alti tre metri, cetriolini che crescono a guardarli, melanzane Nubia che spuntano da tutte le parti e altro ancora. Certo, le devi curare e difendere, ma il tubo goccia e il macerato d’ortica e d’equiseto aiutano parecchio e non molto.

E poi ci sono i mondiali. Bellissimi questi, i migliori che abbia mai visto, nell’ orto ho piazzato un televisore perennemente piazzato sulla tv austriaca che trasmette tutte le partite e di Salvatore Bagni ignora addirittura l’esistenza.  Tenevo per il Portogallo, l’Olanda, il Ghana e la Svezia che neanche c’era. Una mi è rimasta e la vedo vincente in finale. Doppietta di Huntelaar al 74 e 87simo

SCIARM E LA SUCCESSIONE DI FIBONACCI

5 aprile 2010

Magari è troppo presto, ma per non sapere nè leggere nè scrivere, una mia foto in posa da sirenetto ve la posto comunque, è una questione d’intuito. Così secsi non sono mai stato in vita mia, ma può tranquillamente essere che migliori ulteriormente, dipende tutto dal rapporto che la mia avvenenza ha con lo scorrere del tempo, se essa segua una curva controiperbolica oppure che sia legata alla successione di Fibonacci come la determinazione dell’albero genealogico di un fuco, inteso come il maschio dell’ape.

La settimana a Sciarm ci voleva proprio, e quasi la cosa più bella non è l’aver trovato un tempo ed un mare stupendo (stupendo nel senso di temperatura, pulizia, facile accessibilità e possibilità di tuffo da 3 metri, ma nient’altro), ma dal fatto che dalle mie parti ha piovuto e fatto freddo. Come quando ti dai una martellata sui coglioni e godi per aver sbagliato il colpo. A parte queste considerazioni che trovano il tempo che lasciano, tutto a posto, solo non capisco perchè le uova in Egitto sono sempre bianche  e da noi solo a Pasqua.

Dell’Italia ho solo saputo di come sono andate le elezioni, di chi è andato via dall’Isola dei famosi e della storia del cadavere di Elisa Claps, roba che appena rientrato a casa, la prima cosa che ho fatto è stato l’andare in soffitta a sincerarmi che non ci sia niente di strano, mica son sicuro che la magistratura avrebbe avuto con me la stessa comprensione che ha dimostrato con la Santissima Trinità. Ah no, ho visto anche il bellissimo gol di Huntelaar, uno che nel mio cuore rossonero potrebbe anche prendere il posto di Luther Blissett e di Pippuzzo