Posts Tagged ‘guressa’

CUARTA CLASSE, SI RICOMINCIA

1 ottobre 2007

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Arriva l´autunno e, implacabile e puntuale come una mosca nella birra, ritorna Cuarta Classe, il programma di chi ha perso il treno, in onda ogni lunedì alle 22.35 su Radio Tandem Popolare Network di Bolzano.

La frequenza è settimanale, (scusate volevo dire 98.400 MHz), il numero di telefono è lo 0471 970084.

Oltre a me, animano la trasmissione la dolce Stefanella e Cabassa (che per il mese di ottobre sarà assente). Inoltre ci avvarremo della collaborazione del Prof Muschio, del Poeta Giovanni, e dulcis in fundo, avremo la Guressa, che per le sue forme rotondeggianti sarà la nostra inviata nella blogosfera

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BLAUKRAUT BLEIBT BLAUKRAUT UND BRAUTKLEID BLEIBT BRAUTKLEID

1 ottobre 2007

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Qualunque cosa succeda, un cavolo cappuccio rosso  (Blaukraut) e un abito da sposa (Brautkleid) rimarranno sempre cose distinte, in qualunque modo vengano chiamati è questione di sostanza e non di nome. Allo stesso modo il partito democratico si poteva tranquillamente chiamare margheresse e nessuno lo avrebbe mai scambiato per una salsa da bollito parigina, e il MEME, quello in cui sono stato nominato dalla procace Guressa, altro non è che una defatigante catena di S. Antonio, dove il mio compitino consiste nell´elencare otto particolari inediti di me stesso, anche mentendo.

1. Non so fare le bolle con il ciuingam, e non provo neanche tantissima ammirazione per chi ci riesce

3. Non sono in grado di rollarmi una sigaretta da solo, ma prima o poi ci riuscirò, farebbe un casino bene alla mia immagine pubblica girare con il tabacco e le cartine.

4. Sto imparando a stappare le bottiglie con l´accendino, non voglio esagerare dicendo di fare passi da gigante, ma almeno adesso la bottiglia viene stappata prima che finisca il gas.

5. So dire “perestroika” ruttando.

6. Dico sempre di essere di Bolzano ma in realtà abito a Laives, comune del quale prima o poi diventerò sindaco, a meno che non ci sia un altro posto disposto ad accollarsi l´incombenza (al massimo 15.000 abitanti, il ballottaggio non lo sopporto, brutta parola tra l´altro).

8. Sono nato lo stesso giorno di Nastassja Kinsky

Passo la catena a  Xeena la Joe

LUCA, SIAMO AMICI O NO?

29 agosto 2007

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Non so ancora se Luca Marcon sia mio amico o no, però un po´ ci spero. Al Luca  è venuta l´idea di candidarsi alla guida del partito democratico del Sudtirolo (la provincia di Bolzano), e fin qui niente di male, in fin dei conti le primarie le abbiamo fatte anche noi del Partito per Tutti, e anche prima degli altri.

Certo, qualche problemuccio pratico la cosa te la crea, Luca deve raccogliere entro l´11 settembre (che data!) minimo 500 firme autenticate per potersi presentare. Neanche tante, se si ragiona in termini assoluti.  Parecchie,  tenendo conto che alle primarie dell´Ulivo in Alto Adige (la provincia di Bolzano), nel 2005 hanno votato 7728 persone, e si pagava solo 1 euro invece di 5 come adesso. E c´era anche Bertinotti, che ha preso quasi 1000 voti, che adesso bisognerà per forza sottrarre. Ed era anche la prima volta (escluse quelle del PPT) che si tenevano delle elezioni primarie. Ovvio che firme e voti sono cose diverse, ma un minimo di proporzione c´è sempre.

A me piace la gente che ci prova, e mi dispiace non poterci provare anch´io. Vi devo confessare che anche  la Guressa ed io volevamo presentarci in tandem, stile Pannella e Bonino, alle primarie del partito democratico. E ciò che ci ha fatto dissuadere dall´intenzione non sono state le firme, nè la mia presunta ineleggibilità. È stata tutta colpa della necessità di aderire al manifesto programmatico del partito democratico. 

Io, magari, soffrendo e bestemmiando, ce l´avrei anche fatta, ma anche solo pensare di far aderire la Guressa, che è tutta piena di curve, alla superficie necessariamente piatta di un manifesto, è pura fantascienza 

QUEL GRAN GENIO DEL MIO AMICO…

23 agosto 2007

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A dire la verità non so se siamo amici, l´ho incontrato di persona solo un paio di volte, ma mi è risultato subito instintivamente simpatico, e sinceramente non m´importa di essere ricambiato o meno, è come quando linko qualcuno sul blog, se lo faccio è perchè mi piace, non perchè lui faccia altrettanto.

Ho letto sul suo blog che Luca Marcon ( da me è Lo Spulciatore, e anche uno o più altri nick che non so se mi è concesso di rivelare) vuole candidarsi come segretario del partito democratico di Bolzano e provincia. Niente di male, per carità, ognuno fa del suo tempo quello che vuole e poi, come ho già scritto, è uno che mi sta simpatico, forse proprio perchè è diversissimo da me, quasi il mio contrario. Come lui è preciso, ordinato e metodico, io sono pressapochista e disordinato, ma potrei purtoppo, anzi spero, avere altre qualità che a lui mancano.

Bel gesto però, una mezza idea di farlo era venuta anche a me, dato che la Guressa non sembra intenzionata a dare corso alla proposta che avevo fatto qualche post fa. Solo che, leggendo il regolamento, vengo a scoprire che ci vogliono come minimo 500 firme, e perdipiù autenticate. Cazzo, mica son poche, tenendo conto che si tratta di un partito che se prenderà 10.000 voti (il 10%), si sentirà il rumore dei tappi di Champagne fino a Roma ( in Sudtirolo le percentuali dei partiti  italiani vanno come minimo dimezzate, bisogna tener conto che i cittadini di lingua tedesca, che sono il 70% della popolazione, votano quasi tutti per la SVP). Più o meno come se per sfidare Veltroni servissero mezzo milione di firme. Ma se lo fa lui, perchè non posso farlo io?

Metti che riesca a raccattare le firme, poi si dovrà scontrare contro il segretario del DS locali, che di riffa o di raffa, avrà a disposizione tutto l´apparato del partito. Gran dura, ma se lo fa lui, perchè non posso farlo anch´io?

Qui casca l´asino, io non posso farlo perchè, essendo il segretario mondiale del Partito per Tutti rientro, al pari di Pannella e di Di Pietro e di qualche altra dozzina di persone, in quella categoria di individui che non sono ammissibili alla candidatura (art.7/4).

Per fortuna che adesso ho un sacco da fare (pomodori, cetriolini, prugne, pesche, insalata, cavoli, fichi, mele, fagiolini, erbe aromatiche, fiori, zucchini, biete, cicorietta, pere, e tutto questo come minimo  moltiplicato per due, ma più spesso tre o quattro varietà, senza tener conto di quel che ho dimenticato), altrimenti mi verrebbe da dire;

Che sfiga…

p.s. sui numeri, tenete conto che non sono stato proprio preciso, ma più o meno sono quelli

ECCOLO, IL MEME

20 agosto 2007

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Ormai l´hanno fatto quasi tutti, il MEME di ferragosto, che poi sarebbe una normalissima catena internettesca dove devi elencare un numero da 5 a 10 di cose che ti danno fastidio. Ho provato ad evitarla, magari anche inconsapevolmente, ma il pensiero di quest´obbligo morale verso la Guressa (mi ha nominato) mi scuote l´anima, non mi fa dormire, mi rende meno rilassante persino l´evacuazione mattutina, insomma mi da fastidio. E una, anzi due perchè metto in conto anche il fastidio che mi sale quando non si chiamano le cose col proprio nome (MEME sta per catena come afroamericano a negro e operatore ecologico a spazzino).

Mi reputo una persona abbastanza tollerante, sia nei confronti degli altri che (sopratutto) di me stesso, per cui non sono molte le cose che mi urtano, e dover per forza pensare proprio a queste mi da fastidio. E tre.

In questo periodo sto raccogliendo fichi. Fichi di colore blu scuro, dolcissimi ed inconsueti, almeno dalle mie parti dove tutti hanno quelli verdi (buoni anche quelli, per carità, ma quelli della foto sono un´altra cosa).

 Le foglie e i rami del del fico al contatto con la pelle provocano una sensazione di prurito per niente gradevole, la resina lattea che producono ti si incolla su tutta la peluria disponibile (che nel mio caso è parecchia), e anche questo non è piacevolissimo. Se poi fa caldo e ti capita di doverti detergere il sudore la sensazione di fastidio aumenta ulteriormente, specialmente se magari hai la barba d´un paio di giorni. Aggiungendo anche che i miei alberi di fico sono abbastanza alti (abito al secondo piano e il più grande sta già superando il tetto), e che quindi devo usare delle scale da incastrare bene tra i rami, che sono molto elastici ma quando si rompono lo fanno senza preavviso, si intuisce che il livello di attenzione deve sempre essere al massimo.

Prurito, bruciore, braccia, mani e pelurie appiccicose, ogni tanto qualche goccia di latte urticante che mi cade nel collo e non mi posso neanche distrarre, concedetemi che questa valga almeno come due.

…e adesso devo passare la catena, e lo faccio chiamando in causa chi ne ha voglia, con un occhio particolare  agli inlinkabili, quelli il cui nick compare in nero nei commenti

UPDEIT: aggiungo altre cose che mi danno fastidio

6. La sabbia nei preservativi

7. la senape nel caffè

8. quelli che dicono di non saper mentire

OPPSS…LA CATENA!!!

16 agosto 2007

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Ferragosto è ormai trascorso, passata la festa gabbato lo Santo, chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato. È ora di lasciar perdere le frivolezze e il chiacchiericcio sul nascente Partito Democratico e su chi lo guiderà, questo è il momento di pensare alle cose serie, come ad esempio la catenaccia infame in cui la Guressa mi ha nominato, con la quale devo svelare le cose che mi danno maggiormente fastidio, minimo 5, massimo 10.

Sono sempre molto contento quando mi nominano in una catena di S.Antonio mediatica, mi provoca quella sensazione desueta da compito a casa, che regolarmente copiavo alla mattina prima della scuola da qualche compiacente compagna (le femmine erano sempre molto più diligenti). A dire il vero, mi capita spesso di scrivere con la ferma intenzione di aderire alla catena e poi, forse per un eccesso di zelo, finire il post senza aver svolto il compito.

A proposito della Guressa, proprio stamattina mi frullava in testa che forse sarebbe una ottima candidata alla guida del PD bolzanino, specialmente se si tengono nel dovuto conto i parametri e le motivazioni che hanno portato i DS, o chi per loro, a proporre la candidatura di Christian Tommasini (“È giovane, preparato e bilingue”).

Anche la Guressa è giovane, come la stragrande maggioranza della donne tra i 30 e i 50 anni e a volte anche oltre, è fresca ventinovenne. Per quanto riguarda il bilinguismo, la Guressa parla correttamente tre lingue, oltre a sapersi districare discretamente anche con l´italiano. Sulla sua preparazione qualche dubbio è lecito nutrirlo, ma dal momento che, almeno a parole, il PD nasce come soggetto politico innovativo, la preparazione non mi sembra affatto una dote da considerare come prioritaria, anzi potrebbe risultare addirittura deleteria.

Oltretutto la Guressa è una donna e, particolare che non guasta, anche gnocca il giusto che basta per non rendersi invisa all´elettorato femminile

p.s. oppss…. la catena!!!

IL GURU (l´immagine nulla c´entra)

10 agosto 2007

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Ad eleggerlo suo guru è stato correntone Rossi, che poi questo diventasse il suo soprannome è una cosa venuta da sè. In effetti del guru lui ha tutto, a cominciare dall´aspetto fisico. Magro come un chiodo, capelli canuti radi ma lunghi, occhiali spessi e un volume di voce talmente sommesso da rendere estremamente ardua la comprensione del di lui verbo.

Ma, a parte tutto, un guru è sempre meglio averlo che non averlo, e così me se sono cercato uno anch´io, avendo ben cura di differenziarmi nella sua scelta il più possibile da correntone Rossi, specialmente per l´aspetto estetico, che alla fin fine è la cosa più importante di un guru.

La Guressa è stata la persona giusta al momento giusto, era proprio il contrario del Guru. Femmina dalle forme procaci e dalla capigliatura volubilmente variopinta, una parlantina sciolta ed efficace, insomma proprio quello che ci voleva, ma questa è solo una parentesi.

Come ho già scritto, del Guru ignoro quasi totalmente quali siano le idee e le opinioni, ma qualche giorno fa un SMS  mi avverte che il giornale locale, l´Alto Adige del 12.07.07, ha pubblicato una sua lettera. Se di persona comprendere il Guru mi è sempre risultato ostico, la carta stampata non ha migliorato di molto la situazione. Se qualcuno mi può dare una mano, di seguito riporto integralmente la lettera

  Lo scettro secolare
della medicina alternativa
 La Medicina Ufficiale sradica e prende lo scettro secolare della medicina alternativa. Così subisce una battuta d’arresto anche il desiderio di una sanità pubblica forte e onnicomprensiva.
La Medicina alternativa de-soverchia l’interrato sapere, il sommerso economico, aggiunge concorrenza sul mercato e rilancia un settore merceologico vasto, inserendosi nella liberalizzazione, estrapolando l’ideologia egemone manageriali che bonifica e ripulisce il territorio dal marasma di presunte scientificità di dottor e quant’altro.
 Si adopera per la salute, e al benessere psichico e fisico un nuovo servizio sanitario pubblico è offerto.
 Supponiamo un qualche sponsor, a coprire i costi d’avvio, stipendi di logica piramidalizzati, primario e aiuto, assistenti e collaboratori e si profila una nuova specializzazione di assistente al medico specialista in medicina alternativa; ai padiglioni l’alternativa di una o due volte alla settimana il medico specialista presta servizio e riceve in ambulatorio.
 Pensare al prelievo o supporre una forma mutuabile, della prestazione: consulenza e visita, ammessa la necessità di ulteriori indagini diagnostico srumentali o di laboratorio e la prescrizione della cura o terapie che orbiteranno nei dintorni del cosmo metafisico demagogizzato, che impazzisce nell’eterna prassi radical orientaleggiante, o nella sublimata teologia della new age; ritornello delle alternative e le altre metodiche diagnostiche e terapeutiche, è stato questo per anni: cose particolari, eccessivamente empiriche.
 Gli «alternativi» al limite dell’interesse sociologico e psichiatrico, oggi saranno definti precursori progressisti, per non dire di altre discipline di collaboratori diretti sottoposti, tollerati fintanto che prestano la mano d’opera: apportare rinnovando cure e terapie è un fatto più che etico, non sempre è morale.
 Scrutando la somma delle culture e la forma mentale culturale è nascente di necessità una epistemologia oltre il bene e il male: filosofia, piacere e medicina è esclusivamente un fatto medico. A giustificare oggi chi sa che: semplicemente una nuova visione, un baluardo capo linea di ri-partenza di come porsi di fronte a sofferenze e mali, offrendo servizi aggiuntivi e opzioni, un pacchetto shopping in alternativa ai viaggi della speranza, a costi che si profilano elevati per il cliente, utente, paziente, o l’essere umano, chiarissimo neppure è questo punto.
 Il prendere una posizione difficile non sarebbe; sull’utilità e di ciò che si considera scientifico, pertanto una scienza. Il riconoscere della scientificità non presuppone una scienza anche se il medico specialista in questione è formato dalla prassi della scienza della medicina in merito riabilita altri prodotti e tutto è logico.
 Se per tale si considerassero di logica le priorità o la priorità; delle cose di fatto, andando oltre alle cose eterne e sicure dell’ostracismo. Di fatto realtà e ambienti da ottimizzare e nulla sfugge in materia di sanità e di salute pubblica nell’analisi degli addetti ai lavori: di ciò che frutta o di ciò che risultano essere solo costi.

  Allora?