Posts Tagged ‘Guantanamo’

NON TUTTI I MEMORIAL PORTANO SFIGA

13 dicembre 2010

Lungi da me il luddismo, ma a me un po’ dispiace che i nuovi televisori li fanno piatti. Suonava poetico sintonizzare il tubo catodico sul canale austriaco. Il plasma lo associo troppo alle trasfusioni e alla respirazione difficoltosa. Ma niente muore per sempre, è tornato il vinile, tornerà anche il non digitale.

Ignorate pure il presente paragrafo, ma per me quando in un posto che si chiama Camera, sei costretto a chiedere la fiducia a uno che si chiama Bocchino, tanto lontano non vai. Meglio il classico bagno tanto caro alla sinistra preveltroniana. Dell’altra, ancora nulla si sa.

Insomma, mi fanno il Memorial, ma non è tutto loro quello che luccica. Sto imparando a suonare meglio la chitarra. Dopo cinque lustri abbondanti passati a galleggiare tra il terzo e il quarto mese di impraticatura col sopracitato strumento, nelle ultime due settimane sono quasi arrivato al terzo anno. E tutto ciò è senz’altro positivo, un Memorial preso col giusto piglio non deve per forza portar sfiga

SOLO PER CHI HA VISTO MATRIX

12 dicembre 2009

Fratelli e sorelle, siamo stati gabbati di brutto, come il santo vestito d’amianto dopo la festa. In Matrix, nella scena dove Mr. Andersson (per me con due esse è più bello), doveva scegliere tra la pillola rossa e quella blu, ci hanno fatto credere che la scelta ci fosse davvero. In realtà, Mr. Andersson doveva prendere per forza la rossa, perchè in caso contrario il film finiva lì, dopo un quarto d’ora lui si dimenticava tutto e buonanotte al secchio. Sarebbe stato un capolavoro, ma commercialmente non avrebbe mai funzionato e non ci avrebbero rifilato tutto il resto del film e pure i seguiti.

Pazienza, ormai è andata così e tanto non era neanche di questo che volevo scrivere. Per chi ha la pazienza di sovraintendere ad una suddivisione sintattica non confondibile in nessun modo con un bieco e puro esercizio di dislessia, è ora passata che si inizi.

Fratelli e sorelle, ho preso un altro rudere, ma l’ho fatto a fin di bene. Uno spaccazocche autocostruito dal Sior Zelger il quale, per raggiunti limiti di età ha ritenuto opportuno disfarsene, non potevo certo farmelo scappare, sopratutto tenendo conto che l’occasione mi è capitata proprio a fagiuolo. Con un migliaio di zocche di pomaro da spaccare,  ben accetta eredità del nuovo bar, sarei stato un idiota a non prenderlo a poco più del prezzo da ferrovecchio. È un ottimo attrezzo, facilmente applicabile ad un trattore, ma anche ad una qualsiasi altra fonte di energia cinetica alimentata a motore e sicuramente ha effetti più devastanti di uno qualsiasi suo omologo andante ad elettrico (perdonatemi la scarsa eleganza nell’espressione del concetto).

A dirla tutta, quasi quasi avrei ceduto anche alle lusinghe del sopracitato Sior Zelger, quando mi proponeva di prendere anche il trattore rottamato a cui applicare lo spaccazocche.  Ma la Iso mi avrebbe ucciso, facendo pure rima baciata

PRESCRIZIONE BREVE

15 novembre 2009

manette

Agli italiani piace la galera, come una volta piacevano la gogna, la forca e la ghigliottina. A chiederla come pena, magari aiutato dai media che si buttano a pesce sull’emegenza di turno, un bel po’ di gente riesci sempre a tirartela dietro. Certo c’è differenza, c’è la galera progressista e di sinistra invocata e ottenuta per gli evasori, i molestanti e gli stolcheri e c’è la galera reazionaria di destra contro i clandestini e i fumatori di canne.

E poi c’è quella bipartisan, succede di raro ma capita e per poco non ci cascavo dentro. Adesso sui media non le trovi più, ma qualche tempo fa non passava giorno che non ci fosse notizia dell’ubriaco al volante che aveva provocato un incidente. E la politica non tardò molto ad accontentare il popolo bue, furono varate leggi più restrittive. Per fortuna, col mio 0,7 per mille mentre andavo a 45 all’ora, me la sono cavata con due settimane di ritiro patente-corso di riabilitazione alla guida-ripetute visite di controllo con analisi del sangue-condanna penale a cinque giorni di arresto tramutati in ammenda. Era ancora la vecchia legge, ma non è di questo che volevo parlare, volevo fare un post sulla prescrizione breve.

In linea di principio sarebbe sacrosanta, lo stato per giudicarti non può avere un tempo infinito, sei anni devono bastare e strabastare anche in caso di accanimento e dovrebbe valere per qualsiasi reato, dalla strage al vilipendio delle istituzioni, senza eccezioni di alcun tipo. La rivoluzione francese (o chi per lei) ha stabilito che nessuna legge può essere retroattiva, e quindi i processi in corso si farebbero con le vecchie regole, non vedo il verme eppure c’è.

Il verme è la legge che stravolge il principio, il verme è la giustizia che non ha risorse e che perde il suo tempo in stronzate, ma il verme è anche la gente che chiede manette a vanvera

CHE CI FACCIO SU FEISBUC

12 marzo 2009

pidocchio

Per adesso mi sto spidocchiando, come minimo ci metterò un paio di giorni e poi rifletterò sul da farsi. Ieri ho gufato contro l’Inter, ma un minimo di comprensione me la merito, era da tre giorni che mi ero fatto la pipì addosso. Mi sono permesso anche di augurare un buon 8 Marzo ai Nuovi Tori che, come si dovrebbe facilmente evincere dal nome, in teoria di femminile hanno poco o nulla.

Ho cincischiato il giusto che basta, ma dopo la vana ricerca di un martelletto di gomma col quale potermi percuotere ritmicamente  lo scroto, inopitamente come il Mago Manco, protagonista della meno nota fiaba di Fernando Couto, mi sono sentito pacatamente e serenamente scoglionato.

Non me ne sono tanto doluto quando sono stato plagiato, anche se qualche bofonchiata me la sono, forse troppo generosamente, concessa. Credendo a torto che una sigaretta durasse anche più di una settimana, non mi sono reso conto che era ora passata di seminare i pomodori cuore di bue, ma tutto questo è poca cosa rispetto a quanto stavo errando prima di allora.

Andavo a slittare, al cinema e a comprare l’albero, e non mi accorgevo che la mia vera vocazione in quei giorni era riflettere sulla episodicità passionalistica della rifrazione magnetocratica non totalmente attinente all’eventuale danno subito o solo accennato.

Per fortuna che su feisbuc racconto anche qualche balla, altrimenti sarebbero già venuti a prendermi…

OBAMA, NON SMETTERE DI FUMARE

22 gennaio 2009

 zwei_zigaretten

A parlar male di Obama in questi giorni ce ne vuole troppa, ci rinuncio. E poi, perchè mai dovrei farlo, mi sta troppo simpatico con quel ghigno alla maniera del miglior Celentano (quello di Yuppi du, tanto per intenderci) che ha sfoggiato nella danza con la Michelle, anche lei una bella tipa, roba da togliere il saluto per sempre a chi ci sputerebbe sopra. E poi mi piace anche il fatto che abbiamo più o meno la stessa età eppure sembriamo giovani uguale.

Spero che Obama sarà un grande, certo che anche per lui è condizione necessaria ma non sufficiente è che a suo favore si riveli essere un fattore fonfamentale, la cui meno prolissa definizione la si deve a Stielike  nella sua celebre enciclica “ci vuole culo”  datata non mi ricordo. Finora tutto sembra filare per il verso giusto, nell’immaginario collettivo le immagini dell’insediamento di Obama si sovrappongono a quelle del ritiro israeliano da Gaza, aggiungiamoci l’abolizione della tortura e la chiusura di Guantanamo e va ancora meglio.

 Proprio a voler cercare il pelo nell’uovo, si potrebbe obiettare che Obama è favorevole alla pena di morte, ma gli americani sono fatti così, mica che i 54 milioni che gli hanno votato contro siano degli abolizionisti. A proposito, che fine ha fatto il 47% che ha votato Mc Cain?

Giusto per tornare (senza peraltro mai esserci andato) al titolo del post, l’unico pericolo che vedo è che Obama smetta di fumare. Sarebbe veramente deleterio affidare i destini del mondo ad uno in piena astinenza da cicca, e magari travolto (come spesso succede) dall’ integralismo antitabagista che, come tutti gli integralismi, non aiuta  a risolvere alcuna questione