Posts Tagged ‘grillini in pectore’

A PARTE QUESTO, TUTTO BENE

1 novembre 2010

Ogni tanto, specorando su feisbùc, vedo che in parecchi modificano spesso il loro profilo e poi il più delle volte appaiono in faccia. Ma anche questo mi appare tremebondamente secondario rispetto al dilemma che mi attanaglia in questa piovosa ed umida serata, dove una zocca di quelle dell’anno scorso sta bruciando lentamente nella stufa. E financo il divagare sulla assoluta superiorità emozionale delle zocche rispetto a qualsiasi altro combustibile, mi parrebbe fuorviante nei confronti del dilemma che poi, neanche a farlo apposta, nel frattempo s’è risolto da solo.

Non che vi fosse molto da decidere, dovevo solo continuare a vedere di schiena la tv sul primo canale austriaco o passarla su rai tre, col rischio di ribeccarmi lo spot della lavagna di Fazio e Saviano. Roba che se non smettono di mandarlo finisce veramente che questi han rotto i coglioni ancora prima di cominciare.

Il problema vero è che sta passando da consuetudine ad ovvietà la prassi secondo la quale il soffermarsi lungamente su di un accadimento, fa di quest’ultimo un semplice mezzo per raggiungere i propri scopi, anche se non ci si rende conto che, a lungo andare,  le piccole cose erodono l’idealità che sta nelle grandi, così come la goccia d’acqua scava un incavo anche nella pietra più dura. 

Ah, dimenticavo. Quando qualcunobarraa a cui siete legati da un rapporto anche copulatorio vi dice “tu non mi basti mai“, non prendetelo per complimento Vuol solo dire che ha bisogno anche di qualcun altrobarraa

IL PARTITO PER TUTTI NON LAVORA INVANO

15 giugno 2010

un kilo in più non lo si nota con gli occhi, ma un kilo in meno a sentirlo con le mani è terribile“. Con queste aspre, ma certamente sensate parole, esordiva Fernando Couto nella sua più celebre raccolta della cui, per meaculpameaculpameagrandissimaculpa non ricordo assolutamente il titolo ma, ma niente (queste ultime tre parole sono una citazione da “l’amico della mia amica”, di Eric Rohmer).

Detto questo per non dire altro, altro non resta che dire dell’ultima serra, quella montata quest’anno. Come molti di voi non sanno, il Partito per Tutti, tra le sue molteplici sfaccettature, correnti interne e dissidenze varie, ritrova la sua unità al momento del montaggio del telo sulle serre, che siano le mie è solo un fatto congiunturale facilmente eludibile da chiunque.

Il telo lo abbiamo montato un paio di mesi fa, ma la notizia può tranquillamente considerarsi nuova, un semplice effetto preposto della legge bavaglio.  Che poi non ho capito tutto questo accanimento verso una legge che ci avrebbe risparmiato decine di puntate di Porta a Porta dedicate ad Annamaria Franzoni, alla quale indubbiamente la Iso assomiglia.

Il Partito per Tutti non lavora invano, e anche se al montaggio del telo hanno partecipato anche grillini in pectore, conclamati ed in via di ingrillinamento, la serra sta dando i suoi frutti. Dopo un primo raccolto di rapanelli, in essa camèpeggiano le biete da taglio e la cicoria zuccherina di Trieste, le melanzane e i peperoni. Ma sopratutto, ci sono tre file di fagiolini Neckarkoenigin (e qui scusate, ma uno dei prossimi acquisti dev’essere per forza una tastiera tedesca), di cui al momento solo una è in produzione, ma quando lo saranno tutte e tre ne verranno giù a carriole