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SONO UN CODARDO

7 aprile 2011

Giuridicamente sto dalla parte del torto, e per cambiare le legge sono in sostanziosa minoranza. Dalla mia parte avrei solo il popolo. Con queste premesse, anche il più sprovveduto dei rivoluzionari si aggingerebbe ad agire, le rivoluzioni si fanno apposta per cambiare quello che è legale e quello che non lo è. E che il popolo sia d’accordo è condizione necessaria, altrimenti non è una rivoluzione ma un golpe.

Ho tre serre piene di rapanelli in via di rapida maturazione e gli abitanti di Laives, il Comune dove risiedo dalla nascita, sono particolarmente ghiotti di questo ortaggio. La situazione sarebbe idilliaca se non ci fosse di mezzo il regolamento che disciplina la vendita diretta dei produttori al Mercato Contadino settimanale. Esso vieta infatti lo svolgersi del suddetto mercato prima del Sabato coincidente o susseguente alla data del 10 Aprile, che quest’anno cade di domenica.

Un vero rivoluzionario se ne fregherebbe del regolamento e allestirebbe lo stand comunque, sfidando le ire dell’autorità legittimamente costituita e invocando la superiorità della logica rispetto alla legge. Se il popolo vuole i rapanelli e i rapanelli ci sono, la legge che impone che solo quelli di Laives non li abbiano prima del 16 Aprile è ingiusta e va abrogata seduta stante, sempre che il popolo sia d’accordo.  Ogni altro atto da parte del rivoluziorario, sarebbe codardia.

Ebbene sì, sono un codardo. Chi me lo fa fare di passare un pomeriggio intero e raccogliere e smazzare rapanelli, per poi farmi cacciare dai quattro metri quadri di suolo pubblico che occuperei prima ancora che il popolo accorra, e magari beccarmi anche una multa? alla fin fine in una settimana i rapanelli diventano solo più grossi….

GRATUITÀ CANAGLIA

18 novembre 2007

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“Qualunque cosa sia gratis, alla fine la paghi sicuramente più di quanto vale”, non mi ricordo chi abbia scritto questa frase, forse Adorno, o Woody Allen, o Stielike, non ha grande importanza saperlo. Anzi, forse non l´ho neanche mai letta, leggo talmente poco che alla fine non riesco a ricordarmi tutto. Questo post potrebbe tranquillamente finire qui, vado avanti semplicemente per dargli quel minimo di dimensione che ne possa avallare l´attendibilità.

Non è certo disquisendo supinamente e senza il necessario attaccamento alla funzione meramente sociale dell´idiosincrasia reciproca che attanaglia ogni presunta sottomissione, che si evita di avvilupparsi in un continuo saliscendi di preconcetti e volubilità che si frappongono necessariamente ad un sereno dialogo mirato a stabilire un qualunque nesso tra i germogli di soja e l´immortalità dell´anima, quest´ultima ovviamente intesa in senso contrario ed opposto a quello corrente.

E quante liti mediatiche, tremendamente inclini all´ottusità dominante, ci si potrebbe tranquillamente risparmiare se tutti tendessimo, come trappole per topi immateriali costruite con i fili strappati al proprio burattinaio, a considerare le gratuità come frivole manchevolezze messe in essere ad uso e consumo di chi se le può permettere? Qualunque sia il numero dei dadi occorrenti per fare un buon brodo nel Lago di Garda, essi non saranno mai completamente gratuiti.

Insomma, fra poco (un mesetto circa) andrò finalmente in ferie anch´io, e non so quali libri portarmi dietro. Chi è arrivato a leggere fin qui questo post potrebbe consigliarmi qualcosa?

 p.s.  il titolo c´entra pochissimo col post, ma anche il post c´entra pochissimo con se stesso