Posts Tagged ‘Giovanni Allevi’

PRESCRIZIONE BREVE

15 novembre 2009

manette

Agli italiani piace la galera, come una volta piacevano la gogna, la forca e la ghigliottina. A chiederla come pena, magari aiutato dai media che si buttano a pesce sull’emegenza di turno, un bel po’ di gente riesci sempre a tirartela dietro. Certo c’è differenza, c’è la galera progressista e di sinistra invocata e ottenuta per gli evasori, i molestanti e gli stolcheri e c’è la galera reazionaria di destra contro i clandestini e i fumatori di canne.

E poi c’è quella bipartisan, succede di raro ma capita e per poco non ci cascavo dentro. Adesso sui media non le trovi più, ma qualche tempo fa non passava giorno che non ci fosse notizia dell’ubriaco al volante che aveva provocato un incidente. E la politica non tardò molto ad accontentare il popolo bue, furono varate leggi più restrittive. Per fortuna, col mio 0,7 per mille mentre andavo a 45 all’ora, me la sono cavata con due settimane di ritiro patente-corso di riabilitazione alla guida-ripetute visite di controllo con analisi del sangue-condanna penale a cinque giorni di arresto tramutati in ammenda. Era ancora la vecchia legge, ma non è di questo che volevo parlare, volevo fare un post sulla prescrizione breve.

In linea di principio sarebbe sacrosanta, lo stato per giudicarti non può avere un tempo infinito, sei anni devono bastare e strabastare anche in caso di accanimento e dovrebbe valere per qualsiasi reato, dalla strage al vilipendio delle istituzioni, senza eccezioni di alcun tipo. La rivoluzione francese (o chi per lei) ha stabilito che nessuna legge può essere retroattiva, e quindi i processi in corso si farebbero con le vecchie regole, non vedo il verme eppure c’è.

Il verme è la legge che stravolge il principio, il verme è la giustizia che non ha risorse e che perde il suo tempo in stronzate, ma il verme è anche la gente che chiede manette a vanvera

UGHI, ALLEVI, JOHNNY ROTTEN

30 dicembre 2008

A me di Giovanni Allevi non è che finora me sia fregato più di tanto, è che in questi ultimo giorni l’ho visto da Lilli Gruber, ho letto un’intervista dove Uto Ughi (un altro di cui ho fatto tranquillamente a meno senza danni apparenti) lo demoliva, e non mi son fatto mancare neanche la controreplica dove Allevi bolla Ughi come difensore della casta dei vecchi musicisti.

Allevi, ti ho visto dalla Lilli e mi è ballato l’occhio quando ti sei autodefinito “simpaticamente megalomane“. Allevi, lascia che il “simpaticamente” lo decidano gli altri se aggiungerlo o no, altrimenti fai la figura di quello che quando deve indicare il suo peggior difetto se ne esce con un “sono troppo sincero“, e tutti capiscono che è vero il contrario.

Ughi, fatti i cazzi tuoi. Se Allevi davvero non ti piace, lascialo perdere, uno come te  mica deve perder tempo a parlar male degli altri, che ti frega di uno che reputi neanche degno di passare l’esame al conservatorio?  Ci fai quasi la figura del pensionato che guarda attraverso le assi dei cantieri e sbotta che a suoi tempi sì che si lavorava.

Comunque, c‘era da votare e ho votato Allevi, sono in minoranza ma questo è quasi un buon segno. Comunque, per andare sul sicuro,  meglio Johnny Rotten, anche se non si chiamava più così