Posts Tagged ‘gamba ingessata’

OBAMA, CUARTACLASSE E LA LIBERTÀ DI STAMPA

5 ottobre 2009

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Fratello Obama, se hai bisogno di un portavoce te lo faccio io. Sarà anche perchè a me il Dalai Lama sta sui coglioni da tempo, però fai bene a non riceverlo. È che non devi perderti in spiegazioni assurde, tipo quella che non vuoi irritare il governo cinese o che. non credi tanto a questo tipo di incontri. Così te la giri contro, è normale che qualcuno protesti. Devi semplicemente dire ” Eccheccazzo, sono Obama, uno che è partito dal niente e col lavoro e la forza di volontà sono arrivato alla Casa Bianca. Mi arriva questo Dalai Lama, la cui autorità su uno stato che non esiste (sorry, sul mappamondo non c’è), afferma di averla ricevuta tramite reincarnazione, se devo ascoltare tutti quelli così non la finisco più”

Tutto questo era un’introduzione per parlare della libertà di stampa, ma anche questa è un’ introduzione.  Con i giornali finanziati dallo stato, un ordine professionale inabrogabile (aveva fatto finta di provarci Beppe Grillo, ma era solo fumo negli occhi), un sindacato unico che in Italia se lo permettono in pochi tra i quali la Confindustria, non  è che per caso i giornalisti farebbero bene a guardare anche in casa loro? E poi c’erano anche in bella mostra le bandiere del PD, che con le sue assenze ha di fatto fatto passare le scudo fiscale, ottima compagnia davvero.

La doppia introduzione serviva solo per annunciarvi che riprende cuartaclasse su Radio tandem di Bolzano, il programma di chi ha perso il treno da me condotto in compagnia dell’ineffabile Cabassa e dalla dolce Stefanella. Un progranna di vero giornalismo militante che vi dà le notizie che il circuito informativo del regime vi…vi… occulta. Quest’anno andiamo in onda il martedì adalle 21 alle 22.30

INDICAZIONI DI VOTO

5 giugno 2009

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Corpo di mille satanassi, ci sono le elezioni europee e gli unici che non hanno ancora espresso l’indicazione di voto siamo noi del Partito per Tutti. Non siamo presenti come lista, ma il lusinghiero 0,5% preso alle ultime comunali di Bolzano ci pone comunque tra le forze politiche con le quali i conti bisogna farli. E quindi, dopo una lacerante ma costruttiva consultazione col Correntone Rossi (lider maximo dell’opposizione interna) è stato deciso di soprassedere in attesa di ulteriori sviluppi.

Ma, come teorizzato da Stielike nel troppo frettolosamente rimosso 31 Giugno del 1986, la quadratura del cerchio spesso si trova proprio dietro l’angolo. Il Partito per Tutti dall’anno scorso propugna l’annessione del Sudtirolo alla Svizzera come soluzione definitiva e materassabile della questione altoatesina. La Svizzera non fa parte dell’Unione Europea, più che logico che l’indicazione di voto geografica per il Sudtirolo sia quella di disertare le urne, tranne quelle dove ci sono i parenti cremati.

Per i non sudtirolesi si pongono altre questioni, alcune anche abbastanza ostiche da comprendere, tra le quali solo un attento studio delle novelle fluidificanti di Fernando Couto può essere utile per cercare di districarsi. Se sono elezioni europee, perchè si possono votare solo politici italiani, che tra l’altro sono tra i meno presenti in aula? io ad esempio voterei volentieri Schulz, quello a cui Berlusconi voleva far fare il Kapò in un film. Ma anche qualche maltese o cipriota preso a caso  potrebbe andare più che bene, specialmente se in confronto ai dinosauri appassiti che ci propongono.

E poi una grossa mano  la daranno i comunisti col loro manifesto, quello dove sta scritto “perchè votare Diliberto? guardati intorno!”. Ok, mi guardo intorno

Apdeit de giorno dopo per il Vince: pratelli e dorelle, tutto è cambiato, il sonno dei giusti mi è stato ispiratore ed anche la mia mente si è fatta pduttile. Scendendo dal letto e battendo l’alluce sullo spigolo mi è uscito di bocca un p…o d.o sacrosanto ed anche rileggendomi questo post mi sono chiesto “perchè Diliberto?”. Un po’ di caffè ed una pisciatina defatigante, ed in testa mi risuonava una canzone di Piccardo Docciante. Povero diavolo, che pena mi fa

AGGIORNAMENTO SUL SUDTIROLO

18 Mag 2009

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Se siete stati attenti a quello che succede dalle mie parti (Bolzano-Sudtirolo) vi sarete certamente accorti che in questi ultimi tempi, di noi  se ne sta parlando a livello nazionale, ci sono articoli e anche interrogazioni parlamentari, e pure qualche scandaletto interno ai partiti. Se non siete stati attenti avete fatto come me, con quale coraggio potrei venirvi a dire che avete fatto male?

È la solita storia di sempre, ogni volta che ci sono delle elezioni salta fuori la questione etnica tra italiani e tedeschi, ognuno tira l’acqua al proprio mulino e tutti ci guadagnano qualcosa, alla fin fine si porta comunque a votare della gente per una cosa che non la tocca minimamente. Qui da noi l’Europa non la capiscono e d’altronde perchè dovrebbero, ci sono una marea di leggi e principi europei che valgono dappertutto meno che qua, probabilmente è l’unico posto dove per fare qualsiasi cosa a livello pubblico devi fare una dichiarazione d’appartenenza ad un gruppo linguistico (italiano, tedesco o ladino). A livello europeo sarebbe una colossale stronzata, ma qui pare non se ne possa fare a meno.

Comunque, se qualcuno si fosse preoccupato per quello che succede qui, posso traquillamente rassicurarlo, succede meno qui tra italiani e tedeschi, che a Roma tra laziali e romanisti o a Genova tra genoani e sampdoriani

BRAVO UÓLTER, COSÌ SI FA

18 febbraio 2009

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Bravo Uòlter, hai fatto veramente un bel gesto a dimetterti da segretario del PD. La situazione ormai si stava evolvendo troppo speditamente verso l’ineluttabilità distrinsecante, ben descritta da Anna Oxa o chi per lei nella sua celeberrima  “quando finisce un amore“, peraltro scritta e cantata da un imberbe Riccardo Cocciante.

Troppo speditamente attorno a te si stava facendo terra bruciata, e questo aldilà di qualche elezione andata  male che pure nel conto non poteva non esserci, era prorio l’humus culturale dell’Italia intera a rigettarti come corpo estraneo. E tu, Uòlter, con grande capacità di interpretazione, hai colto l’attimo giusto per una temporanea uscita di scena. Da grande stratega quale sei forse già da qualche giorno ti interrogavi su quanti voti ti avrebbe fatto perdere la triste storia di Eluana.

Ma la goccia di riso che ha fatto traboccare il vaso di fiele non è stata la sconfitta in Sardegna. Ammettilo Uòlter, tu non te la sentivi più di essere segretario del principale partito d’opposizione nel paese che, senza alcun sussulto di dignità, ha permesso senza batter ciglio ad Adriano di segnare uno scandaloso gol di braccio e a X-factor di eliminare la bravissima  Ambra Marie.

Certo che se aspettavi qualche giorno e ti andava di culo il giusto, ti dimettevi all’indomani della vittoria di Povia a Sanremo e avresti fatto il colpaccio. Magari non saresti diventato un mito come Che Guevara, ma un concerto di solidarietà in stile Nelson Mandela non te lo toglieva nessuno

2009, NON SOLO ANDREAS HOFER

15 gennaio 2009

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A volte capita di dover far pubblica ammenda. Nel penultimo post sul Sudtirolo ci sono andato giù un po’ troppo duro, scrivendo dell’esagerata importanza data al bicentenario della fucilazione di Andreas Hofer, tacciando implicitamente la cultura sudtirolese di un becero mondobelicismo che non gli appartiene. La celebrazione del mito hoferiano ci sarà e pure in pompa magna, ma il Sudtirolo di certo non dimentica che il 2009 è anche Anno Internazionale dell’Astronomia, proclamato dall’Unesco in occasione del quatttrocentesimo anno dalle prime osservazioni strumentali di Galileo Galilei.

Ma non finisce qui, il Sudtirolo di certo non lascerà che un altro anniversario fondamentale per la storia dell’umanità passi inosservato. Nel 2009 ricorre il quarantesimo anno dallo sbarco sulla Luna da parte di Louis Armstrong

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che, con la celebre frase “questo è un piccolo colpo di pedale per un uomo, ma un grande squillo di tromba per l’umanità“, aprì al genere umano le porte dello spazio infinito.

Ma non è che possa tutto finire qui, nel 2009 ricorre anche il sessantaquattrogesimo degli Accordi di Yalta, che disegnarono la geografia politica nella seconda parte del ‘900. Magari il numero non è dei più tondi, ma prima o poi bisognerà pur uscire dalla logica secondo la quale i numeri  primi soffrono meno la solitudine hofer-yalta

Ma, per concludere, non si puó assolutamente trascendere dal fatto che il 2009 è anche il triste trentennale del 1979, il primo anno dopo due senza i Sex Pistols

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L’IBRAHIMOVIC DEL PD

17 dicembre 2008

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In questi giorni solo a pensare al PD e a Gigio Uòlter vien da ridere e quasi sovviene il pudore d’infierire, un po’ come succedeva  fino a qualche anno fa con l’Inter, prima che  arrivassero Ibrahimovic e Vieira, gente capace di vincere tre scudetti in due anni. E a pensarci bene potrebbero calzare anche alcune analogie, Ùolter come Moratti, Rutelli come Cuper e poi le altre volendo si trovano, magari anche basandosi sull’eptalogo delle corrispondenze meno che univoche, schematizzato da Stielike nel  poco gratuitamente compianto 1979.

Leggi del PD e ti viene da ridere, questi perdono le elezioni di brutto e quello che era il loro governatore ride come un pazzo e si candida con gli altri alle europee, la magistratura gli arresta i sindaci e mette ai domiciliari i parlamentari, il loro alleato Di Pietro fa man bassa di voti a spese loro e a momenti risorge anche la sinistra radicale che credevano di aver seppellito. Il PD sembra veramente l’Inter di qualche anno fa ma, come si è visto, il porre limite alla provvidenza è, vogliatemi scusare la prolissità di una ripetizione che potrebbe starci come non starci ma che che per chiarezza è meglio farci stare, improvvido.

Come sempre, a togliere le castagne dal fuoco ci può pensare il Sudtirolo, autentico avamposto della politica nazionale. Qui il PD ha preso il sei per cento e con due eletti si ritrova due assessori e un vice presidente, roba che al mondo succede a pochi. È vero che le competenze non sono un granchè, specialmente sotto il profilo delle decisioni che implicano l’uso del denaro pubblico della provincia di Bolzano, ma paradossalmente questo può rivelarsi un notevole vantaggio politico, nel PD di adesso meno competenze hai, minore è il pericolo di finire ammanettato.

Per l’Ibrahimovic del PD magari bisognerà aspettare ancora un po’, ma intanto almeno si sa che può capitare. E non è neanche detto che lo si debba rubare alla concorrenza come ha fatto l’Inter. Chi potrebbe essere?

ALTRO CHE OBAMA, QUI CI SONO DIVINA E DELLAI

4 novembre 2008

Sono giorni di svolta storica questi, quasi tutto il mondo ha l’occhio puntato verso le cabine elettorali americane, che in un solo giorno possono cambiare il corso della storia (è già successo nel 2000, Al Gore non sarebbe mai andato in giro con quel cane). Quelli che vogliono il cambiamento tifano per Obama e quelli che vogliono andare avanti così parteggiano per Mc Cain. E molto probabilmente, nonostante la gufata di Vox, vincerà Obama e anche Mc Cain trarrà buoni ma ingannevoli auspici dalla sconfitta, considerando che ai presidenti col Mc davanti, la statistica conferisce il 100% di probabilità d’essere uccisi da Leon Czolgosz,

Obama o Mc Cain insomma, quasi tutto il mondo aspetta il verdetto consapevole, che in ogni caso la propria vita ne verrà influenzata. Sappiamo tutti che vincerà Obama, ma ci appassioniamo comunque.

Il resto del mondo siamo qua, in Sudtirolo. Qui di Obama o Mc Cain frega niente a nessuno, per la SVP quello che conta è come andrà a finire a Trento tra Divina e Dellai,  a seconda della vittoria dell’uno o dell’altro farà la giunta con PDL o col PD (questione di opportunità politica, dichiarano). Apparentemente la SVP sembra messa malissimo, uscita malconcia dalle elezioni e perdippiù costretta a dipendere dai trentini, in realtà essa è al massimo del potere. Spiegare il perchè sarebbe troppo lungo e renderebbe più noioso questo post, che già di suo non è un granchè

VOTO LA MAGLIA NERA

27 ottobre 2008

Alla fine, a votare ci sono andato anch’io e mi sono pure divertito. Devo ringraziare la Iso perchè se non fosse per lei non avrei varcato la soglia del seggio elettorale, ed essendoci ormai dentro non votare mi sembrava più stupido che farlo.

Come molti di voi sanno, il Partito per Tutti di cui sono segretario, non si è presentato alle elezioni per il rinnovo del Consiglio Provinciale di Bolzano, ritenendole inutili in quanto la soluzione definitiva e materassabile dell’eterna questione sudtirolese sta nell’annessione dello stesso alla Svizzera, tutto il resto è fuffa, pizza e fichi e anguria con la mortadella.

Chiaro che dopo aver indicato la luna, mettersi a votare qualcuno che guarda il dito non è una gran cosa, ma se guardi il tutto sotto l’aspetto ludico ti puoi anche divertire. Ho votato cercando di imbroccare la maglia nera, ossia il candidato o la candidata che in queste elezioni prenderà il minor numero di preferenze personali.

In queste elezioni è facile che la palma della lista meno votata se la giocheranno la Bürgerbewegung e i Comunisti Italiani, qui il voto inutile è pacifico, non hanno alcuna possibilità di eleggere consiglieri e quindi la coscienza è a posto. La Bürgerbewegung ha solo sei candidati e quindi è difficile che fra loro si trovi la maglia nera, meglio puntare sui Comunisti Italiani, così almeno una volta nella vita mi tolgo lo sfizio di fare il cattocomunista, coniugando la falce e martello col “beati gli ultimi perchè saranno i primi”.

Solitamente, le donne prendono meno voti degli uomini e allora voto una donna mettendomi la coscienza a posto del tutto, e già che ci sono scelgo quella con la data di nascita meno recente (qui forse ho sbagiato criterio, ma avendo visto il manifesto elettorale pensavo fosse quella che sembrava una Margherita Hack da giovane). Insomma ho votato la numero 7 di questa lista, se non ho imbroccato la maglia nera pazienza, mica era il superenalotto

PATATE SI, AZIONI NO

2 ottobre 2008

Io per le patate non ci sono mai stato tanto portato ma, come affermava il sommo Stielike nel mai abbastanza riconosciuto come simbolo dell’incoerenza costruttiva 1979, “anche un cambio automatico ha bisogno di un pelo d’occhio“. E quindi prima o poi doveva pur capitare che mi venissero bene. La scossa l’ha data il bar, il mezzo ettaro abbondante che io e Claudio abbiamo affittato quest’anno principalmente per coltivarci questo tubero, che se ce lo hai buono ti tieni il cliente alla grande.

Patate, ma anche carote. Queste erano le mie grosse pecche prima di quest’anno, colpa mia senza ombra di dubbio, ma anche colpa anche del mio terreno, eccessivamente umido e torboso.

Tutto iniziò a fine Aprile, con Claudio stavamo terminando in terrificante ritardo la potatura dei suoi meli (noi facciamo così, lui da una mano a me e io do una mano a lui), venne fuori l’idea di prendere in affitto un terreno incolto in attesa di esproprio. Detto e fatto, scolandoci una cinquina di birre una dietro l’altra elaborammo il progetto.

Innanzitutto bisognava tagliare le erbacce alte un metro, poi arare e fresare il terreno, mettere in opera uno straccio di impianto d’irrigazione e poi  si poteva iniziare a pensare a cosa farci. Era tardi, e le patate da seme erano esaurite da tutte le parti, ne avevamo la metà scarsa di quante ne servivano e sembrava che a metà Maggio per avere delle patate da seme si dovese andare in Norvegia, erano esaurite dappertutto. Proprio giusto per provarci feci una telefonata al posto più ovvio, il Consorzio Agrario di Laives. Ne avevano da buttar via e avevano addirittura perso la speranza di poterle vendere, per cui ce le diedero a metà prezzo. Colpaccio.

Nel frattempo avevamo seminato una marea di rapanelli, mais e cime di rapa. E io avevo preparato piantine di pomodori da sugo, zucchine, zucche e meloni a gogò, i due tavoli della serra erano completamente occupati. Noi lo sapevamo che non tutto ci sarebbe venuto bene, ma alla fine il risultato è comunque stato superiore alle aspettative. Con i rapanelli rossi e bianchi ci è andata discretamente bene, ne sono venuti parecchi ma si poteva fare meglio. Il mais, per quello che serviva, ha fatto il suo sacrosanto dovere, le zucchine hanno prodotto il giusto, le cime di rapa non ci hanno mai tradito e anche coi fagiolini ne è valsa la pena. Con le carote è andata di lusso, mai fatte così tante e così belle.

Le delusioni sono state i meloni e i pomodori da sugo, ma forse coi primi ci riproveremo, l’importante erano le patate, in fondo era per quello che avevamo messo in atto il progetto. La prima cavata, quella delle precoci, si è rivelata senza infamia e senza lode. Piccolette e neanche tantissime, ma i rapanelli bianchi seminati al loro posto stanno venendo su alla grande. La seconda raccolta, quella di quelle con la scorza rossa, si è invece rivelata una piacevole sorpresa, patate belle e sane e anche di una discreta pezzatura. E anche qui, una bella fresata al terreno e giù di nuovo a seminare rapanelli, è fine settembre ma provarci di deve.

Il bello è che sto scrivendo questo con Bruno Vespa e Brunetta nelle orecchie, mentre stanno dissertando di azioni, bond argentini, fallimenti bancari e crolli di borsa

TRANQUILLI TUTTI, NON CAMBIA NIENTE

8 settembre 2008

E insomma fra un po’ ci siamo, a fine ottobre da noi ci sono le elezioni che contano davvero, quelle per il consiglio provinciale dell´Alto Adige-Südtirol. Contano per modo di dire, perchè dal dopoguerra in poi le ha sempre vinte la Südtiroler Volkspartei con l´abbondante maggioranza assoluta dei voti e dei seggi ma, come quasi tutte le elezioni di questo mondo le si sta cercando di spacciare per svolta epocale, questa potrebbe essere la volta buona che la SVP perde la maggioranza assoluta.

A parte che questa premonizione la sento girare ormai da una trentina d´anni e non si è mai avverata, anche se si realizzasse non cambierebbe nulla. Per il nostro statuto d´autonomia per forza in giunta ci devono andare anche due esponenti del gruppo linguistico italiano, la SVP per principio non ne può candidare e quindi è giocoforza allearsi con qualcuno. In teoria è come se la maggioranza assoluta non l´avesse mai avuta e comunque ha sempre deciso tutto lei lo stesso. Mi rendo conto che dev´essere complicatissimo capire questi meccanismi e cerco di limitarmi al succo.

Il succo è che fra i partiti che pescano nell´elettorato di lingua italiana è indetta la gara a chi entrerà in giunta con la SVP. Fosse rimasto Prodi al governo nazionale il PD partirebbe favoritissimo per un posto in giunta, ma adesso chi glielo fa fare alla SVP di allearsi con chi adesso a Roma conta meno di niente? E allora è tutto un fiorire di campagne acquisti, di liste ad personam. Insomma tutti in corsa per un posto in giunta da zerbino della SVP, con la Lega che scardina la sua impostazione da movimento popolare per assicurarsi candidature ex eccellenti e Di Pietro l´innovatore che non trova di meglio che candidare un assessore provinciale centrista in carica da dieci anni come minimo.

Per quanto riguarda i maggiori partiti italiani, il PD e il PDL, la loro situazione non è buona. Nonostante stiano ambedue dichiarando che la vera sfida è fra di loro, per la SVP  blockfrei ( fuori dagli schieramenti) sono gli ultimi due rospi da baciare.

Apparentemente sembrerebbe un gran casino, ma tranquilli tutti che dalle nostre parti non cambierà nulla

UN PO’ DI POLITICA ESTERA OGNI TANTO NON GUASTA

27 agosto 2008

Fratelli e sorelle, mi butto sulla politica estera. Non che non abbia altro di cui scrivere, giusto per dirne una lunedì mattina sono cascato per terra da tanto la testa mi girava, e per tutto il giorno sono stato rincoglionito, non stavo per niente bene. Ma alla fine tutto si è risolto, era solo colpa di un blocco intestinale provocato da una serata al freddo assistendo ad uno spettacolo delle Articolate dopo una ipermangiata di funghi ombrelloni impanati. E per fortuna la Iso, Elmar e la Xeena mi hanno tirato fuori dalle strazze aiutandomi nella preparazione del mercato di stamattina. Insomma tutto a posto, anche se mi ero un po’ preoccupato.

Dicevo della politica estera, anche qui tutto in ordine. Buttandola lì alla grossa, senza dietrologie legate ad oleogasdotti strategici e mettendola solo sul morale, non si può che salutare col dovuto rispetto l´indipendenza dell´Ossezia del Sud e dell´Abkhazia ed il suo repentino riconoscimento da parte della Russia. E anche se l´Occidente è contrario e bolla questo gesto di Mosca come irresponsabile, gli tocca solo di stare zitto e riconoscere che se il principio di autodeterminazione vale per il Kosovo, allora vale anche per gli altri e morta lì. Tutt’al più, saranno cazzi di chi si ritroverà l´Abkazia nel giorne di qualificazione ai mondiali, ma tanto adesso ci sono i navigatori satellitari.

Due popoli oppressi in meno, alla fin fine una buona notizia per l´umanità, adesso mancano solo i tibetani e i sudtirolesi e poi siamo quasi a cavallo. Per i sudtirolesi alla fin fine il problema non è neanche granchè sentito, i tibetani invece secondo me hanno il grosso gap di essere rappresentati dal Dalai Lama. Suvvia, ma come si fa a farsi prendere sul serio dall´Occidente (che si spera abbia conservato almeno un po’ dello spirito illuminista) mandando in giro uno che  ha ottenuto la sua carica tramite reincarnazione?

Eccheccazzo. almeno uno straccio di governo in esilio, qualcosa di tangibile insomma. Altrimenti è logico che in Europa ti diano gli onori da capo di stato solo il Papa e Luis Durnwalder, lider maximo del Sudtirolo. Gli unici due che sono, o si credono, in carica a vita

È FINITA LA CRISI ECONOMICA

21 agosto 2008

Allegria, fratelli e sorelle, la crisi economica sta finendo.  Mi è capitato appena adesso in faccia uno spot dei rosari da collezione (hanno quello di Padre Pio, di Madre Teresa e di Wojtyla, secondo me anche quello di Ratzi è già pronto a mo’ di coccodrillo). Poco prima ne avevo visto uno dei modellini di Moto Guzzi e poi c´era la raccolta dei DVD con la storia del Terzo Reich, e altro ancora. Se girano spot del genere vuol dire che si suppone che la gente ricominci ad avere qualche soldo da buttar via.

Fino a qualche anno fa era piena la TV di queste pubblicità, sembrava che la gente non avesse altro da fare che collezionare oggetti inutili come soldatini, modellini di auto delle forze dell´ordine, bambole, bamboline, foulard, orologi e qualsiasi altro oggetto dell´ingegno umano. Poi sembrava che avessero smesso, travolti dal petrolio schizzato alle stelle, dal prezzo impennato dei cereali e forse anche dalla minaccia della colonizzazione economica cinese.

Dove poi la gente metterà tutta questa roba, questo per me rimane un mistero. Vabbè che la nuova tendenza del mercato immobiliare è verso case più grandi, ma a tutto dovrebbe esserci un limite, non credo proprio che uno abbia bisogno di stanze supplementari per depositarvi il ciarpame che acquista settimanalmente al tabacchino o all´edicola.

Che poi io parlo parlo, ma i imiei scheletri nell´armadio li tengo pure io, da qualche parte devo averci un pacco con dentro gli album delle figurine Panini che L’ Unità di Uòlter dava in allegato.

Comunque, sarebbe interessante cercare di dare una mano ai marketing manager del settore collezionistico, che ogni tanto devono pur lanciare qualche nuovo prodotto sul mercato e produrne il relativo spot. Io ci metto del mio, se avete qualche suggerimento scrivetelo nei commenti, magari alla fine almeno da bere ci offrono.

Si potrebbe proporre la collezione dei santini elettorali della prima repubblica, con le immagini sorridenti di Fanfani, De Mita e Pomicino sul tema musicale di “Legata ad un granello di sabbia”.  Male non sarebbero neanche i miniassegni che per un periodo degli anni ’70 sostituirono la moneta (a pensarci bene roba da non crederci, uno Stato che non ce la fa a stampare la propria moneta). 

Ma se si decidono a lanciare sul mercato una collezione di stronzate collettive, giuro che un paio di palline clic-clac anni ’70 me le compro. Le Crocs, anche se sono quelle del Consorzio Agrario, le ho già

EISWÜRFELE O EISKUGELE

6 agosto 2008

Tra una pallina di gelato e un cubetto di ghiaccio non è che siano tante differenza oltre alla forma, ma alle volte sono le piccole cose a fare la differenza.

 La Iso ha una mezza gamba ingessata, niente di grave, tutta roba che passa, ancora una settimane e tutto va a posto. È in gamba la femmena, questo bisogna ammetterlo. In due giorni di gesso ha trovato il modo di cucinare due stupendi pranzi (polenta e funghi freschi di bosco con gorgonzola e spaghetti con pesto fatto al momento, ma anch’ io domenica ci ho messo del mio), e anche di preparare i suoi ormai mitici mazzi di fiori senza i quali il mio banco al mercato perderebbe parecchio in personalità. Logico che bisogna anche darle una mano, ma comunque se la cava, ogni tanto s´incazza ma per questo non è tutta colpa del gesso.

Oggi, ad esempio s´è incazzata di brutto perchè non ho assecondato il suo desiderio d’ affogare una pallina di gelato alla vaniglia nel caffè. Ma non l´ho fatto apposta, ho solo scambiato l’ Eiskugele con l´Eiswürfele, insomma ho capito male, capita. Ero stracotto dopo una mattina di mercato, sovrappensiero e con la testa rivolta ad individuare il posto dove cercare il cellulare perso il giorno prima. E in più mi scappava di brutto anche una cagata tenuta a ritegno da quasi mezza giornata.

Le avevo appena portato il caffè e stavo accingendomi a gustare il mio, quando la Iso mi chiede di portarle una Eiskugele da mettere nel caffè.. Ovviamente capisco bisi per fave e realizzo che vuole un cubetto di ghiaccio, roba che sembrerebbe un´assurdità non conoscendo la Iso. Infatti lei, oltre al grana sullo scoglio,  mette sempre dell´acqua nel caffè, roba da trasformare un espresso alla moka in un beverone sassone. In più sono due giorni che gira con la borsa del ghiaccio, e se l´appoggia dappertutto tranne dove in teoria dovrebbe farle male, ce n’è abbastanza per sbagliare vocabolo e intendere Eiswürfele al posto di Eiskugele.

A quel punto, convinto che volesse veramente un cubetto di ghiaccio da affogare nel caffè, le rispondo che mi sembra un cosa assurda, fa prima a metterci direttamente dell´acqua, tanto è uguale. E che comunque questo suo desiderio mi sembrava meno prioritario del mio impellente atto fisiologico, era una questione di un minuto al massimo, e poi avrebbe avuto il suo cubetto di ghiaccio