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QUARTIERE ALEXANDER LANGER?

20 luglio 2007

 A Bolzano sono più o meno un paio di mesi che si discute se sia il caso di intitolare o meno una via ad Alexander Langer,  che è stato forse l´uomo politico più famoso del Sudtirolo, al di fuori dei suoi angusti confini, ovviamente.

Fondatore dei Verdi, attivo pacifista, europarlamentare, Langer è morto suicida nel 1995, e proprio su questo fatto si sono manifestate delle resistenze da parte della SVP (il partito che qui comanda) ad intitolargli una via, per non offendere la profonda religiosità degli abitanti di questa terra.

Motivazione ridicola che però ne nascondeva un´altra venuta allo scoperto pochi giorni orsono, la SVP non vuole una Via Alexander Langer perchè tutta la storia politica locale di Langer si basava sul superamento delle gabbie etniche atte a mantenere separati gli abitanti di lingua tedesca da quelli di lingua italiana. Essendo la SVP il partito di raccolta del gruppo linguistico tedesco, è ovvio che il superamento delle barriere etniche ne decreterebbe l´inutilità e quindi la fine. Quindi, meglio dimenticarsi alla svelta di Langer, altro che dedicargli una via.

Quando la SVP dice che una cosa non si fa, non si fa e basta, al limite si può giocare un po´ al poliziotto buono e a quello cattivo, come stanno facendo il capo supremo del Sudtirolo Durnwalder, che si dimostra possibilista e la SVP di Bolzano città, compatta per il niet.

La motivazione religiosa è terrificante, ma in fondo da gente che ha negato i funerali cristiani a Welby non ci si può aspettare niente di diverso, anche se Langer negli ultimi anni della sua vita si era avvicinato molto alle posizioni di  Papa Wojtyla, anche quelle riguardanti l´aborto. Puó certamente suonare blasfemo, ma mi azzardo a dire che se Langer fosse ancora vivo anche noi in Sudtirolo avremmo il nostro Rutelli.

La motivazione politica è ridicola quanto quella religiosa, anzi non vedo proprio quale fastidio abbia mai dato realmente Langer allo strapotere di un partito che si regge su ramificazioni famigliari ed economiche tali da non metterne affatto in dubbio la sopravvivenza, anzi un po´ di dissenso è essenziale al mantenimento dello status quo.

A questo punto sono saltati fuori i migliori, i cerchiobottisti, hanno detto: “intitoliamo a Langer la maestosa biblioteca provinciale, che sarà pronta fra cinque o sei anni”, in pratica spostiamo tutto sperando che nel frattempo Langer venga dimenticato.

Buon ultimo, mi ci metto anch´io: non una via, non un edificio ma un intero quartiere, il costruendo quartiere Firmian (per la giunta di Bolzano sarà un quartiere modello, ma molte case rimangono invendute), dovrà chiamarsi  “quartiere Langer“, ed ho pronta anche una motivazione coi fiocchi:

Il “quartiere Langer”, esiste proprio grazie a lui, ad Alexander Langer. È stato lui, in effetti, a vendere buona parte dei terreni su cui sorge al costruttore Tosolini, sempre che sia vero quanto riportato sul quotidiano Alto Adige il 5 Aprile 2006 nell´intervista rilasciata a Valeria Frangipane dal Tosolini stesso.

Anche a me pare strano, un ambientalista convinto quando vende un terreno, se vuole che resti campagna, l´ultima cosa che deve fare è venderlo ad un imprenditore del settore edilizio. O no?