Posts Tagged ‘Fiat Palio Weekend’

COSI’ PARLO’ L’ITALOCALABRESE

18 dicembre 2011

vado via un attimo con mio cognato, tu intanto inizia che tra due minuti arrivo“. A volte è impressionante la quantità di legna che si riesce a tagliare in due minuti

SIAMO GIÀ ALLE PRIME CONSEGUENZE

15 dicembre 2009

Fratelli e sorelle, siamo già alle prime conseguenze, e questo non può che avvalorare i paradossi espressi nella celeberrima Tesi multipla di Neuchâtel, con la quale Stielike posò la prima pietra miliare di un itinerario ancora oggi sconosciuto ai più. Anche da noi in Südtirol, il ferimento di Berlusconi ha iniziato a creare i suoi strascichi, e neanche tanto corti.

Il sindaco di Bolzano, Luigi Spagnolli, ha dichiarato che,  per motivi personali, non si ricandiderà per un secondo mandato. E nessuno gli crede, tutti si arrovellano sulle probabili cause del suo gesto estremo (estremo nel senso di raro, non succede spesso una cosa del genere), ed è opinione dominante che gli stia troppo sui coglioni il dover partecipare a delle elezioni primarie.  Se fosse così avrebbe ragione da vendere, una coalizione che non ripresenta il proprio leader dopo essere stata al governo, implicitamente ammette di aver fatto non bene. Se poi vuole costringerlo a farsi le primarie, vuol dire che sa di aver fatto non bene ma vuole scaricare la colpa su di lui. E poi perchè proprio le primarie, con tutte le infermiere che ci sono in giro?

In realtà i motivi personali che hanno spinto il nostro Gigi a tal gesto, personali lo sono davvero. Gli ha preso la sghibbia che quel che è successo a Berlusconi possa accadere anche a lui. Come segretario del Partito per Tutti lo so che non dovrei, ma non me la sento a livello umano di non dover rassicurare il sindaco. Gigi stai tranquillo, qua non è mica Milano, un angioletto Thun in faccia non fa poi così male

A VOLTE RITORNANO (i pinocchietti e Paolo Fresu)

1 luglio 2009

Queen_Zombi

Ebbene si, c’eravamo illusi. I pinocchietti, quegli orribili pantaloni da uomo a tre quarti (e qui il frazionamento si può riferire tranquillamente sia all’oggetto che al bipede), che posseggono il potere di rendere ridicolo chiunque li indossi, non solo non sono spariti dalla circolazione, ma addirittura se ne vedono in giro di nuovi.

Non siamo ancora alla catastrofe, ma comunque il momento non è di quelli migliori, specialmente se teniamo conto che spesso l’impinocchiettamento dell’individuo è corroborato dalla presenza del marsupio e dei calzini nei sandali. Fa male vedere cose del genere, ma comunque non si possono tacere. Dispiace davvero, ma in questo caso non possiamo proprio seguire l’invito del presidente Napolitano, secondo il quale sarebbe opportuno mettere a tacere scandali e polemiche in concomitanza con l’imminente G8.

Sotto la guida profetica del sommo Mr.Alex, abbiamo addirittura inscenato un rogo sciamanico propiziatorio per eliminarli, ma i pinocchietti hanno resistito anche a questo, forse anche aiutati dalla crisi economica che ha convinto i loro possessori a salvarli dal termitaio. O forse è solo la dimostrazione dell’inutilità dell’agire, ben espressa da Stielike nell’ormai celeberrimo paradosso delle patate (per quante tu possa mangiarne, mai riuscirai ad eliminarne la specie). Fratelli e sorelle, i pinocchietti a volte ritornano, ma mica solo loro.

A Bolzano ad esempio, una delle cose più difficili non è trovare dello speck fatto con maiali locali, bensì lo sfuggire ad un concerto di Paolo Fresu. Negli ultimi anni sarà capitato da queste parti minimo una ventina di volte, e la cosa non può essere altro che motivo d’orgoglio per questa landa sperduta in mezzo alle Alpi, dal momento che si tratta del più celebrato gessista italiano, famoso anche a livello internazionale. Strano solo che ci capiti sempre lui, oppure forse di Paolo Fresu ce ne sono in giro più d’uno. Giusto per saperlo, dalle vostre parti ogni quanto arriva Paolo Fresu?

CHE SPOLLONATA, RAGAZZI

21 Mag 2009

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Se nel frattempo non ci sarà riuscito il primogenito, sapreste per caso dirmi come si fa, con il cellulare della foto, a trasferire i numeri dal telefono alla SIM?  Io ce l’ho messa tutta ma non ci riesco e secondo me non dipende sicuramente dl fatto che le lingue disponibili sono solo il tedesco, il francese e l’inglese.
Più di una volta ho fatto lo scherzo di impostare il telefonino in turco alla vittima di turno, e sono sempre riuscito a tornare indietro, tranne la prima  (e, se la mia cognata preferita legge ‘sto post, sicuramente non mancherà  di rigirare il coltello di Sofocle nella piaga di Stielike). E poi io il tedesco lo so, anzi lo so benissimo.
Se non potete aiutarmi pazienza, mi rimangono sempre due opzioni, il ricopiarmi i numeri a mano oppure il tenermi questo gioiellino di modernariato, paragonabile a livello si spessore culturale solo al Wega 781 (ce l’ho, bianco) e alla Fiat Palio Weekend (ce l’ho, grigio Vinci). La seconda ipotesi sembra una scelta obbligata.
Ma non sarebbe neanche questo il punto di questo post,  anche se questo post un punto non ce l’ha, la citazione è del Blasco ma il concetto è da attribuire al rimpianto  Fernando Couto del periodo parmense. Volevo parlarvi della spollonatura e delle sue conseguenze se non attuata a tempo debito e con le dovute attenzioni.

Ieri io e la Iso abbiamo spollonato il pomeriggio intero, anzi per la precisione abbiamo finito che già iniziava ad imbrunire (il giorno, non la Iso). Ci abbiamo dato dentro parecchio, ma alla fine tutto lo spollonabile era stato spollonato e con nostra grande soddisfazione, quando si inizia qualcosa è sempre meglio portarla a termine. Che spollonata, ragazzi

DI ME NON PREOCCUPATEVI

14 aprile 2009

civetta

Mi me non dovete preoccuparvi, va tutto discretamente bene, appena un pelo peggio di come avevo  previsto (e qui mi spiace davvero, ma devo tirarla un po’ lunga sull’uso delle parentesi. A volte si mettono per supportare un concetto inesorabilmente  svilito dal tempo e dall’ossidazione dilatatorea urticante,  più spesso diventano inutili orpelli da civetta bifolca smarrita,  e più spesso ancora uno le mette e poi si dimentica il perchè, al punto tale da chiudere la parentesi e metterci un punto).

Già comunque il fatto di avere previsto che tutto andasse meglio di come va denota una certa tendenza all’ottimismo, che però si accompagna necessariamente ad un pizzico di delusione. Di qui potremmo facilmente postulare che gli ottimisti sono dei delusi, se solo fosse questo l’argomento del post.

I rapanelli son pronti, l’amico italocalbrese ha quasi finito di posare gli pseudocubetti, cresce tutto e abbiamo trovato un nuovo bar. Di questo vi racconto nel prossimo post, anche se l’ultima volta che ho fatto una minaccia del genere poi non l’ho messa in pratica [ma rimedierò, in fondo due parole sulla Fiat Palio Weekend si trovano sempre.

 E già che si sono, se siete arrivati a leggere fin qui, definitela voi (la Fiat Palio Weekend) in due parole. Per la miglior definizione metto in palio una Tschrt con la testata di questo blog.  E non voglio neanche decidere io, come giudice unico nomino Bakunin, Alianorah e la Wood.

Nel frattempo, se volete leggere di chi nel terremoto ci vive dentro, andate da Miss Kappa

È PASSATA LA VERGOGNA

3 marzo 2009

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“C’è sempre una ragione per non scrivere”.  Con queste emblematiche e fetifade parole, liberamente tratte dalla postfazione delle Lettere alla madre dalla Colonia Marittima, uno dei capolavori di Fernando Couto, desidero iniziare il mio post.  Una ragione per non scrivere in questi giorni è stata la vergogna di dovervi chiedere un voto che magari neanche merito.

Non voglio farla lunga, non sopporto che intorno ad un concetto relativamente semplice si imbastisca una susseguzione di argomentazioni fritte e rifritte che assumono un mero ruolo di contorno sussegussendosi senza costrutto alcuno ed impantanandosi il più delle volte in un marasma di cinguettii adolescenziali che proprio per questo mai avranno l’età, preferisco andare subito al sodo.

Per prima cosa dovreste cliccare qui, vi si aprirà una finestra di voto e, nella categoria miglior post giornalistico, mettete il puntino di preferenza su “Il Porno, l’ultima arte rimasta vergine“, e poi il resto sono solo formalità. Dimenticavo, dovete votare un post anche in altre due categorie (se volete un consiglio, quello numero 5 nella categoria umoristici). Fatto questo, andando qui saprete ci cosa si trattava ma sarà troppo tardi per tornare indietro.

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Ma non era questa l’unica vergogna a frenarmi, questa riguardava e colpiva solo me stesso. L’altra vergogna  coinvolge il mondo intero. In brutale sfregio del senso universale di giustizia, della logica e di tutto quanto abbia contribuito allo sviluppo dell’umanità, a partire dal prossimo novembre la Fiat Palio Weekend mia e della Iso sarà sottoposta a limitazioni di circolazione. Ma questo è già il prossimo post…

UNO SU VENTI È ANDATO LÀ…(erano due milioni e mezzo)

26 ottobre 2008

Due milioni e mezzo di persone non si possono ignorare. Secondo le stime del PD, che non ho intenzione di confutare, questo era il numero dei partecipanti alla manifestazione di ieri a Roma. Qui Berlusconi non può far finta di niente, tolti i neonati e i moribondi dai 60 milioni di italiani, significa che più o meno uno su venti è andato là.

Uno su venti può essere tanto ma anche poco, a volte in una partita di calcio quando un giocatore viene espulso capita anche che la sua squadra giochi meglio, è solo se in un pullmann quello che manca è l’autista che la cosa diventa più grave. E anche in una metropoli come Milano, se su due milioni di abitanti si assentano in centomila la cosa passa abbastanza inosservata, e qualcuno spera che la cosa si ripeta per la finale di Cempions Lig. Sui piccoli e grandi numeri, uno su venti non è un granchè.

Come spesso mi accade, il Südtirol/Alto Adige viene in mio soccorso per capire a fondo la grandiosità della portata dell’evento veltroniano. Qui da noi, tolti i neonati e i moribondi, siamo circa 350.000 anime e quindi almeno in 17.500 devono essere scesi nella capitale a manifestare, questo dice la matematica.

Tenendo conto del fatto che al 70% dei sudtirolesi (quelli di lingua tedesca) del PD e di Veltroni non ne può fregare meno, e che la popolazione di lingua italiana è concentrata nella zona di Bolzano, la manifestazione di ieri deve aver provocato un esodo epocale. Quasi una persona su cinque dev’essere risultata mancante all’appello, e questo non può davvero essere passato inosservato. Non ho ancora letto il giornale, ma se non trovassi un titolone su Bolzano vuota mi stupirei davvero.

Io non mi sono accorto di nulla, ma chissà quanto pane hanno avanzato le latterie…

IL PD CE L’ HA MOLLO?

27 luglio 2008

Che flesc ieri mattina, fratelli e sorelle. Come ogni sabato, ero al mercato contadino di Laives e stavo dando il meglio di me stesso vendendo pomodori, cetriolini, rapanelli e quant´altro. E come sovrappiù, mi concedevo anche dissertazioni varie sullo scibile umano, ricette inventate sul momento, critiche alle pettinature e consigli d´abbigliamento alle mie clienti. Insomma tutto filava liscio come doveva andare se fosse andato bene.

Ad un certo punto il flesc, all´orecchio m’ arrivano note inconsuete per quel posto, dove solitamente verso le undici riecheggia la marcia nuziale della chiesa dove si celebrano i matrimoni. Altra musica, era “Bandiera Rossa“, roba da non crederci e infatti ho dovuto mollare tutto e andare a vedere se per caso non fossero arrivati i cosacchi. Niente di tutto questo, era solo un gazebo informativo della neonata alleanza elettorale tra Partito Socialista, Rifondazione Comunista e Sinistra Democratica (i Comunisti Italiani vanno per conto loro, giusto per dare alla gente la scelta tra due diverse versioni della falce e martello). Sotto il tendone quattro persone e un amplificatore, nessuno che se li cagasse neppure di striscio ma comunque bravi come digei del popolo, hanno messo anche “La locomotiva” di Guccini e (mi sembra) “Contessa” di Pietrangeli, mica paglia da soma.

In serata, sono andato alla festa del PD, era quasi un dovere di blogger. Devo ammettere che, nonostante cercassi continuamente appigli per parlarne male, non ci riesco. Di solito, in quel posto (i prati del Talvera, che già conoscete come futura ubicazione della Festa della Ciavada Foresta) ci fanno feste non dico oceaniche ma quasi, con la gente scatenata che balla sotto il palco e gruppi che bene o male il piede te lo fanno muovere. Qui invece poca gente, pacata e serena, assisteva al concerto di un gruppo latinoamericano a volume moderato che, giusto essere pacati e sereni anche loro, suonavano senza basso e batteria veri, al massimo qualche basetta. Per la birra nessuna fila, pacatamente e serenamente te la servivano, quasi ci mettevano di più per la minerale.

Anche a gnocca quelli del PD non sono messi malaccio, si vede che perdere fa bene sotto quest´aspetto. Ma quel che più mi ha colpito è stata l´assenza dei maggiorenti del partito che sparecchiano i tavoli, alle feste dell´Unità dei bei tempi erano un classico. Giusto per dirlo, a quelli dell´anno scorso è andata di lusso, una è diventata deputata, l´altro è segretario del PD in pol posiscion per diventare assessore provinciale. Migliorati ambedue nel luc, la matrona deputata sfoggiava una polo al ginocchio massima misura, con le maniche che le arrivavano a metà strada tra gomito e polso e il segretario, abbandonati gli imperdonabili pinocchietti dell´anno scorso, aveva optato per un sobrio paio di braghette stile boiscaut.

Per gli sparecchiatori di quest’ anno non vedo niente di tutto questo, tra l´altro si notavano anche meno, quasi nessuno mangiava. Alla fine siamo stati gli ultimi ad andare via, una festa senza eccessi, educata e responsabile, altro che le kermesse casiniste della Lega dove tutti urlano e sbraitano. Generalizzando alla grossa si potrebbe proprio dire che il PD è il contrario della Lega.

Oddio, ma allora ce l´ha mollo?

CHE NE DITE, MI METTO A FARE COVER?

7 luglio 2008

È una storia che mi gronda in testa da parecchio, mi piacerebbe mettermi a cantare cover, anche solo giusto per vedere come viene. In vita mia avrò cantato in pubblico al massimo un paio di pezzi di altri, e non è che sia stato un gran che, anzi già che ci sono ve le racconto.

C´è stata una volta che, per una raccolta di fondi per qualche associazione di cui non prenderei la tessera neanche da morto, mi sono trovato in un contest dove una canzone la sceglievi tu e l´altra te la davano loro. Mi hanno affibbiato ” Mio fratello è figlio unico” di Rino Gaetano, l´ho cantata normalmente beccandomi applausi e complimenti per la scelta del pezzo. Vabbè, il secondo pezzo era “E io tra di voi” di Aznavour, che alla fine ha raccolto solo qualche timido battimani, ed era lo stesso pezzo col quale Battiato, un lustro dopo, ha fatto un successone. Fanculo.

L´altra volta è stata quando è morto Augusto Daolio, il cantante dei Nomadi. Anche lì, raccolta di fondi e l´importante è l´incasso. mi chiedono che pezzo voglio fare. Per me fa lo stesso, non sono mai stato un fan dei Nomadi, per me è roba da fricchettoni andati a male di testa, gli dico “fate voi” e mi propinano la “canzone per un´amica”, quella dove lei muore in un incidente stradale. Che palle di canzone, ma d´altronde le altre non è che siano meglio. Faccio il mio onesto dovere, l´importante è l´incasso.

Poi muoiono De Andrè e Battisti quasi in contemporanea e mi chiedono di partecipare ad un´altra storia del genere. Gli rispondo che no, basta, io coi morti non voglio avere più niente a che fare, al limite partecipo alla beneficenza pagando il biglietto, ma basta col far rivoltare i cadaveri nella tomba, sebbene a fin di bene. Al limite, bello sarebbe un concerto dove ognuno si porta il suo morto, chi canta una canzone di Piero Ciampi, chi una di De Andrè, chi una di Rino Gaetano. Per l´occasione farei un salto a Zocca a uccidere Vasco Rossi.

Torno allo spirito del post e vi confesso le cover che mi piacerebbe fare, se avete suggerimenti in merito ve ne sarò grato per sempre, intanto queste sono le cover che mi sentirei addosso meglio, con un cotrabbasso una batteria , un piano e io alla chitarra:

PERFECT DAY, di Lou Reed.  BRUTTA, di Alessandro Canino. GLI OCCHI DI TUA MADRE, di Sandro Giacobbe. Un pezzo qualsiasi di Barry White e poi, su tutte, MA QUALE IDEA, di Pino D´Angiò. Per farvi un´idea della voce vi posto il pezzo che sento più mio tra tutti quelli che ho scritto, specialmente per quanto riguarda il testo

QUASI A PIENO CARICO

23 giugno 2008

Quasi ci siamo, mi sa che la prossima volta il Fiorino lo riempio, manca solo che i pomodori entrino in piena produzione e il carico è fatto. Sembra niente, ma non è mica semplice riempire un Fiorino di frutta e verdura coltivata e raccolta da sè medesmi. Come disse Stielike nel mai troppo rimpianto 1981, “De quel che ghè, non manca niente”.

Ci sono i cetriolini, uno dei miei punti di forza, sono buonissimi e si mangiano anche senza sbucciarli, ne è prova il fatto che la primogenita, insieme alla sua amica, se ne fa fuori almeno una decina a pomeriggio, nelle pause tra una nuotata e l´altra nella piscinetta gonfiabile da quattroesettanta. Ci sono anche i fagiolini Neckarkönigin (i gamba de siora, tanto per intenderci). E poi, insieme ad una ventina di altre cose,  ci sono anche questi della foto sotto, sapete cosa sono?

Una ventina ho detto, vediamo se l´ho imbroccata: In ordine di raccolta, grazie anche alla Iso: cime di rapa tipo friarielli, rapanelli rossi, kohlrabi, ciliege amarene, lattuga gentile e brasiliana, mazzi di fiori, prezzemolo, basilico, menta e schittlauch, cetrioli, cetriolini, zucchini, fagiolini, cicorietta, pomodori, biete, albicocche, prugne goccia d´oro, fagiolini e piantine di basilico rosso. A domani, con un altro post agricolo, chissenefrega dell´Italia agli europei…

Apdèit del te dei after: è andata, venduto quasi tutto. Questo era il banco stamattina e all´una era quasi vuoto, sono avanzati un paio di chili di cetriolini, due kohlrabi, circa un due chili di prugnette e sei teste di sedano che avevo anche dimenticato di citare

L´INSEMINATORE FOLLE

21 giugno 2008

 Questa mi piace sempre cantarla, è proprio un blusazzo inacidato di quelli che anche se stoni un attimo non è uno sbaglio ma una sostituzione. E poi l´argomento è sempre attuale, la sterilità maschile va alla grande. Tutta colpa degli ormoni femminili che si sparano nel cibo per far diventare le melanzane più grosse, per velocizzare la crescita degli animali, per produrre di più ad un costo più basso.

Come dice Bakunin, siamo quel che mangiamo

COME I NEANDERTHAL

18 giugno 2008

Allegria, sta finendo la prima fase dell´Europeo, quella a cui le donne non si interessano e hanno anche ragione. È troppo complicata, qui anche se una squadra perde di brutto non è affatto detto che sparisca, anzi magari è anche capace di vincere il torneo, qui conoscere la classifica avulsa ricavata dalla differenza reti negli scontri diretti è un requisito assoltamente imprediscibile per potersi godere le partite. Insomma un casino, ma per fortuna è finita la fase maschile è quasi finita, basta fare i Neanderthal.

A dire il vero, i Neanderthal li abbiamo fatti anche io e Elmar, domenica mattina. Come i Neanderthal abbiamo lasciato le donne a presidiare il rifugio,  a badare al fuoco e alla prole e siamo partiti alla ricerca del cibo. Ci era stato commissionato l´ingrediente fondamentale per un risotto ai funghi di bosco (che ovviamente non è il grana), questa era la nostra missione e non era facile a metà di un giugno insolitamente freddo.

Ma comunque, nonostante o forse grazie alla naturale competività tra maschiqualcosa abbiamo trovato (Elmar un po’ di più, ma ma nel posto che ho detto io) e allora, come i Neanderthal, abbiamo riportato le prede al rifugio e atteso che le donne lo cucinassero. Ottimo, davvero ottimo quel risotto, unico rimpianto il non aver trovato un Ovulo buono (Amanita cesarea) da usare crudo come antipasto.

Dicevo degli Europei, del fatto che adesso arriveranno anche le donne, attratte dal dentro o fuori tipico dell´eliminazione diretta. E sperando che finisca ai rigori per potersi gustare un´inquadratura sufficientemente lunga per valutare la materassabilità degli incaricati al tiro e dei portieri. Per Italia-Spagna di domenica prossima ho pronto il  televisore e la griglia, e molto probabilmente anche la piscina da quattroesettanta, basta fare i Neanderthal 

 

MATERASSABILE, MA SENZA LA MINERALE

25 Mag 2008

Da quando la Wood mi ha definito “un bell´uomo materassabile” la mia vita non è più la stessa, ogni volta che esco e parlo con una donna un dubbio subdolo m´assale, sarò materassabile anche per questa? O magari addirittura materassabilissimo, anche se in questo caso il superlativo non aggiunge niente, anzi quasi quasi toglie qualcosa.

Il problema è che finora non ho chiesto a nessuna come la pensasse sull´argomento, anche perchè non sono certo domande che si fanno mentre stai sorseggiando una mezza minerale, ci si fa una pessima figura e magari incoraggi anche risposte negative. Da domani comunque si cambia, finisce il ramadam analcoolico e con una birretta in mano si può anche rischiare la domandaccia. È tutta teoria ma è importante anche quella.

La quaresima personale non me la sono certo imposta per un piacere ascetico, ma è un necessario accorgimento per presentarmi alla visita per la patente con un sangue puro e scevro da tracce alcooliche come quello di un neonato. Domani andrò a fare le analisi e i risultati, dopo quindici giorni di astinenza dalla birretta quotidiana, commuoveranno i giudici della commissione patenti, almeno si spera.

Lo 0,79 promille col quale l´anno scorso fui sorpreso alla guida della mia Fiat Palio Weekend (controllo campione, nè incidenti nè altre infrazioni, sfrecciavo a 50 all´ora tendendo normalmente la destra) mi impone di ripresentarmi alla visita per ottenere il prolungamento della validità della mia patente, l´anno scorso me la diedero per un anno, dal momento che ero recidivo (ho nel curriculum anche uno 0,78 nel 2005).

Oltre a questo, ho anche dovuto frequentare un corso di riabilitazione alla guida tenutosi l´anno scorso in quattro sabati pomeriggio agostani, ed ottenere il relativo attestato di frequenza, una condanna penale con ammenda di 400 euro in sostituzione di 5 giorni d´arresto, il ritiro della patente per 15 giorni e 10 punti. Niente da dire, tutto giusto, anzi mi è andata anche di lusso perchè le nuove norme sono molto più severe. E i 15 giorni di astinenza servono a dimostrare che non sono un alcolista, anche se adesso una birretta me la berrei volentieri.

Sarà per domani, e per quando esco adesso ho Gino, il mio etilometro personale

HO LA FIAT PALIO WEEKEND

14 marzo 2007

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La mia macchina è una Fiat Palio Weekend TD 70, e ne vado fiero.

Deridetemi, insultatemi, compatitemi, fucilatemi, mettetemi alla gogna, umiliatemi, lapidatemi, lanciatemi badilate di sterco in faccia, sputatemi addosso, additatemi al pubblico ludibrio, sfogatevi pure come vi pare, io non farò una piega.

Come dice Impiastrato, sarò il classico muro di gomma