Posts Tagged ‘FERRARI’

CHI VIENE CON ME A CAROMAN?

1 febbraio 2008

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 Otto anni di seguito ci sono andato, in colonia marina all´isola di Caroman, nella laguna di Venezia. Ci andavo perchè mio padre, che lavorava alla Acciaierie di Bolzano, poteva avvalersi del servizio messo a disposizione con una buona dose di paternalismo aziendale dall´industriale Falck. Il quale, forse conscio di tutta la robaccia che faceva respirare ai suoi dipendenti, li agevolava per comprarsi la casa, mandare i figli al mare per tre settimane, e ogni anno organizzava la Befana dell´operaio. Quando era ora, ci mettevano sul treno, un saluto a mamma e papà e poi via, la prima volta  avevo quattro anni. Si arrivava a Venezia dove eravamo accolti dalle Suore Canossiane di bianco vestite, che ci accompagnavano sul vaporetto charter, e lungo il tragitto, oltre alle meraviglie di Venezia, vedevamo anche piccole isole artificiali, una menzione speciale se la merita l´ottagono di Caroman. Arrivati, era come fare il militare da bambino, ci davano la divisa, un prendisole (specie di pagliaccetto di cotone grosso che sembrava fatto ad uncinetto), e tutto il resto, rigorosamento blu scuro e con il marchio Falck in evidenza.

Altri ricordi: l´aereo con la strascico pubblicitario che ogni tanto lanciava dolciumi appesi a piccoli paracadute, le camminate per arrivare alla spiaggia cantando “Viva la gente”, le palline con le immagini dei ciclisti ( con quella bianca di Adorni ne avrò vinte almeno altre venti), l´alzabandiera alla mattina (l´abitudine mi è rimasta inconsciamente), i fruttini ( marmellata gelatinosa di pere cotogne), il pranzo, che quando c´era il vitello di mare era buonissima, la cena, di cui ho ancora stampato nella retina il piatto bianco con il budino, il pane e la fetta di mortadella. E poi quella pastina in brodo con quella forma strana che anche a volerlo non la trovi più da nessuna parte. Poi quella volta che le suore ci fecero alzare di notte a pregare per la Cecoslovacchia invasa dai sovietici. E quando feci la prima comunione taroccata, ma per raccontarvela devo chiedere com´è andata esattamente a mia sorella, e lo farò, non avrò pietà di voi.

Vorrei tornarci a Caroman, chi viene con me?

data originale del post: 01.02.2007

QUEL GRAN GENIO DEL MIO AMICO…

23 agosto 2007

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A dire la verità non so se siamo amici, l´ho incontrato di persona solo un paio di volte, ma mi è risultato subito instintivamente simpatico, e sinceramente non m´importa di essere ricambiato o meno, è come quando linko qualcuno sul blog, se lo faccio è perchè mi piace, non perchè lui faccia altrettanto.

Ho letto sul suo blog che Luca Marcon ( da me è Lo Spulciatore, e anche uno o più altri nick che non so se mi è concesso di rivelare) vuole candidarsi come segretario del partito democratico di Bolzano e provincia. Niente di male, per carità, ognuno fa del suo tempo quello che vuole e poi, come ho già scritto, è uno che mi sta simpatico, forse proprio perchè è diversissimo da me, quasi il mio contrario. Come lui è preciso, ordinato e metodico, io sono pressapochista e disordinato, ma potrei purtoppo, anzi spero, avere altre qualità che a lui mancano.

Bel gesto però, una mezza idea di farlo era venuta anche a me, dato che la Guressa non sembra intenzionata a dare corso alla proposta che avevo fatto qualche post fa. Solo che, leggendo il regolamento, vengo a scoprire che ci vogliono come minimo 500 firme, e perdipiù autenticate. Cazzo, mica son poche, tenendo conto che si tratta di un partito che se prenderà 10.000 voti (il 10%), si sentirà il rumore dei tappi di Champagne fino a Roma ( in Sudtirolo le percentuali dei partiti  italiani vanno come minimo dimezzate, bisogna tener conto che i cittadini di lingua tedesca, che sono il 70% della popolazione, votano quasi tutti per la SVP). Più o meno come se per sfidare Veltroni servissero mezzo milione di firme. Ma se lo fa lui, perchè non posso farlo io?

Metti che riesca a raccattare le firme, poi si dovrà scontrare contro il segretario del DS locali, che di riffa o di raffa, avrà a disposizione tutto l´apparato del partito. Gran dura, ma se lo fa lui, perchè non posso farlo anch´io?

Qui casca l´asino, io non posso farlo perchè, essendo il segretario mondiale del Partito per Tutti rientro, al pari di Pannella e di Di Pietro e di qualche altra dozzina di persone, in quella categoria di individui che non sono ammissibili alla candidatura (art.7/4).

Per fortuna che adesso ho un sacco da fare (pomodori, cetriolini, prugne, pesche, insalata, cavoli, fichi, mele, fagiolini, erbe aromatiche, fiori, zucchini, biete, cicorietta, pere, e tutto questo come minimo  moltiplicato per due, ma più spesso tre o quattro varietà, senza tener conto di quel che ho dimenticato), altrimenti mi verrebbe da dire;

Che sfiga…

p.s. sui numeri, tenete conto che non sono stato proprio preciso, ma più o meno sono quelli

LO SPARECCHIATORE CANDIDATO

13 agosto 2007

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Ogni tanto una la imbrocco giusta. Qualche post fa, scrivendo a proposito della festa de l´Unità a Bolzano, mi sono soffermato sull´importanza dei ruoli assegnati alla gente che ci lavora, in particolar modo ho segnalato di quanto sia importante la mansione, in apparenza tra le più umili, dello sparecchiatore di tavoli.

Lo sparecchiatore di tavoli rende moltissimo in termini di visibilità e di prestigio politico, non a caso molto spesso la faccia che ti porta via il bicchiere (a volte anche con dentro l´ultimo prezioso sorso riservato al dopo sigaretta), te la ritrovi qualche mese dopo sui manifesti elettorali. È una specie di prassi consolidata, un messaggio criptato ma facilmente traducibile, un po´ come quando la radio sovietica trasmetteva musica classica e tutti ne deducevano che era morto il capo del PCUS.

Così è stato anche stavolta, il giovane segretario dei DS bolzanini, è stato candidato alla guida del PD locale. Fin qui nulla di strano, lo fanno dappertutto ed è normale che i DS candidino il loro segretario, altrimenti perchè mai se lo sarebbero scelto? Sul personaggio niente da eccepire, non lo conosco molto, ma se posso fare il segretario di partito io, lo può fare chiunque. Certo che, avendolo visto girare indossando senza imbarazzo degli imperdonabili pinocchietti blu, qualche remora è comprensibile.

La cosa strana è che non lo hanno candidato i DS, ma un gruppo di persone che ci tengono moltissimo a precisare di non fare parte di nessuna direzione di partito e di non avere tessere in tasca (su di loro si sono gettati come falchi gli specialisti in gossip del Muro di Radio Tandem, allo scopo di svelarne parentele e legami vari con l´area DS), e anche i DS stessi si affrettano a chiarire che quella di Christian Tommasini non è una candidatura scaturita dal loro partito.

Ma allora, perchè lo hanno messo a sparecchiare?

IL GURU (l´immagine nulla c´entra)

10 agosto 2007

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Ad eleggerlo suo guru è stato correntone Rossi, che poi questo diventasse il suo soprannome è una cosa venuta da sè. In effetti del guru lui ha tutto, a cominciare dall´aspetto fisico. Magro come un chiodo, capelli canuti radi ma lunghi, occhiali spessi e un volume di voce talmente sommesso da rendere estremamente ardua la comprensione del di lui verbo.

Ma, a parte tutto, un guru è sempre meglio averlo che non averlo, e così me se sono cercato uno anch´io, avendo ben cura di differenziarmi nella sua scelta il più possibile da correntone Rossi, specialmente per l´aspetto estetico, che alla fin fine è la cosa più importante di un guru.

La Guressa è stata la persona giusta al momento giusto, era proprio il contrario del Guru. Femmina dalle forme procaci e dalla capigliatura volubilmente variopinta, una parlantina sciolta ed efficace, insomma proprio quello che ci voleva, ma questa è solo una parentesi.

Come ho già scritto, del Guru ignoro quasi totalmente quali siano le idee e le opinioni, ma qualche giorno fa un SMS  mi avverte che il giornale locale, l´Alto Adige del 12.07.07, ha pubblicato una sua lettera. Se di persona comprendere il Guru mi è sempre risultato ostico, la carta stampata non ha migliorato di molto la situazione. Se qualcuno mi può dare una mano, di seguito riporto integralmente la lettera

  Lo scettro secolare
della medicina alternativa
 La Medicina Ufficiale sradica e prende lo scettro secolare della medicina alternativa. Così subisce una battuta d’arresto anche il desiderio di una sanità pubblica forte e onnicomprensiva.
La Medicina alternativa de-soverchia l’interrato sapere, il sommerso economico, aggiunge concorrenza sul mercato e rilancia un settore merceologico vasto, inserendosi nella liberalizzazione, estrapolando l’ideologia egemone manageriali che bonifica e ripulisce il territorio dal marasma di presunte scientificità di dottor e quant’altro.
 Si adopera per la salute, e al benessere psichico e fisico un nuovo servizio sanitario pubblico è offerto.
 Supponiamo un qualche sponsor, a coprire i costi d’avvio, stipendi di logica piramidalizzati, primario e aiuto, assistenti e collaboratori e si profila una nuova specializzazione di assistente al medico specialista in medicina alternativa; ai padiglioni l’alternativa di una o due volte alla settimana il medico specialista presta servizio e riceve in ambulatorio.
 Pensare al prelievo o supporre una forma mutuabile, della prestazione: consulenza e visita, ammessa la necessità di ulteriori indagini diagnostico srumentali o di laboratorio e la prescrizione della cura o terapie che orbiteranno nei dintorni del cosmo metafisico demagogizzato, che impazzisce nell’eterna prassi radical orientaleggiante, o nella sublimata teologia della new age; ritornello delle alternative e le altre metodiche diagnostiche e terapeutiche, è stato questo per anni: cose particolari, eccessivamente empiriche.
 Gli «alternativi» al limite dell’interesse sociologico e psichiatrico, oggi saranno definti precursori progressisti, per non dire di altre discipline di collaboratori diretti sottoposti, tollerati fintanto che prestano la mano d’opera: apportare rinnovando cure e terapie è un fatto più che etico, non sempre è morale.
 Scrutando la somma delle culture e la forma mentale culturale è nascente di necessità una epistemologia oltre il bene e il male: filosofia, piacere e medicina è esclusivamente un fatto medico. A giustificare oggi chi sa che: semplicemente una nuova visione, un baluardo capo linea di ri-partenza di come porsi di fronte a sofferenze e mali, offrendo servizi aggiuntivi e opzioni, un pacchetto shopping in alternativa ai viaggi della speranza, a costi che si profilano elevati per il cliente, utente, paziente, o l’essere umano, chiarissimo neppure è questo punto.
 Il prendere una posizione difficile non sarebbe; sull’utilità e di ciò che si considera scientifico, pertanto una scienza. Il riconoscere della scientificità non presuppone una scienza anche se il medico specialista in questione è formato dalla prassi della scienza della medicina in merito riabilita altri prodotti e tutto è logico.
 Se per tale si considerassero di logica le priorità o la priorità; delle cose di fatto, andando oltre alle cose eterne e sicure dell’ostracismo. Di fatto realtà e ambienti da ottimizzare e nulla sfugge in materia di sanità e di salute pubblica nell’analisi degli addetti ai lavori: di ciò che frutta o di ciò che risultano essere solo costi.

  Allora?

PINOCCHIETTO BURNING

6 agosto 2007

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Forse avremmo dovuto pensarci prima, mai come stavolta abbiamo dovuto appellarci al “non è mai troppo tardi per redimersi“. D´altronde, il nostro pentimento era sincero e la nostra pericosità sociale era dovuta ad altro, ma il pericolo della reiterazione sussisteva ancora, quei pinocchietti nei nostri armadi incombevano sulla nostra rettitidune misteralexiana come tanti scheletri di Somerset.

Ma  quando si ha a che fare con Mister Alex, l´essere a posto sotto il profilo pseudogiuridico non è abbastanza, bisogna per forza valutare la cosa anche per quando riguarda il suo aspetto morale ed ecumenico, per cui abbiamo pensato bene di corroborare la nostra abiura dei pinocchietti con due elementi tipici dei riti religiosi, il cibo e il fuoco.

Per cui, grigliata da me e Isolde. Alla quale sono stati invitati tutti i commentatori del mio blog della zona di Bolzano (con l´occasione mi scuso per chi non ho invitato personalmente, è stata una cosa decisa velocemente).

Assenti giustificati Zelig, la zia e il vince, ci siamo impinocchiettati io, Cabassa e Juri, oltre alla Guressa e alla Joe che però, essendo donne, non avevano l´obbligo del pentimento, questo sempre secondo il verbo del Sommo. Presenti all´officiazione anche la Iso, la Petronilla, Martina e correntone Rossi, il lider del dissenso interno al PPT che asserendo di non aver mai posseduto dei pinocchietti, si è presentato con un paio di politicamente correttissime braghe corte. Mai credere del tutto a correntone Rossi il grigliatore, si mormora che aver visto il giovane segretario impinocchiettato dei DS bolzanini lo abbia molto colpito. 

Insomma si mangia, e anche bene. Buona la carne, succulenta la Iso´s Kartoffelsalat, ottime le melanzane, buono tutto, un plauso particolare alla Guressa per aver realizzato il primo budino vivente della storia.

Ed eccoci al sacrificio, i pinocchietti vengono sapientemente tagliati sopra al ginocchio dalle esperte mani di Mr.Alex e della Iso, il pezzo eccedente viene gettato al rogo ed il fuoco purificatore ci libera per sempre dall´infamia, siamo definitivamente spinocchiettizzati, non cadremo mai più in tentazione. È fatta.

E per fortuna che non era un voto di castità…

p.s. nei link ci sono dei video, se non vi bastano eccovi la Guressa in versione Patty Pravo

SCIUDASTEI OR SCIUDAGÒ?

3 agosto 2007

Ci sono in giro discussioni su come si debba scrivere sui blog. A qualcuno danno un fastidio cane i xkè, i +ttosto, i  -male mutuati dal linguaggio SMS, altri hanno messo su una campagna con tanto di banner “l´italiano non è un´opinione“, volta a promuovere l´uso corretto della lingua di Dante nella blogosfera.

A me personalmente di queste cose frega pochissimo, che uno scriva come gli pare, sia sui post che nei commenti, l´importante è che si faccia capire, sempre che lo voglia. E poi sinceramente non ho proprio voglia di riempire il mio blog di banner, per cui non aderisco mai a campagne contro o a favore di questa o di quell´altra cosa, a concorsi di bellezza bloggarola, faccio eccezione per le catene nella quali ogni tanto mi incatena (scusate, anzi no) la nonsonounasconnessa.

E ancora, non mi va di vietare niente, mi piace casomai segnalare qualcosa che mi piace, come il vezzo di scrivere l´inglese come si pronuncia, un´abitudine che ho cominciato a prendere frequentando il Muro di Radio Tandem, quando (si era era ancora agli albori),  con cicciobomba e il vecio, si parlava di andare a Sciarm per concedersi un uic end in stile ghei praid, ed esibirsi in un trenino sulla spiaggia al suono dei Villag pipol con la mitica aiemsiem, ma andava benissimo anche taindev lov dei Depesc mod.

Certo che magari forse, se si affrontano temi più impegnativi quali la riforma del uelfer, la crisi del meid in itali, o lo slov fuding

POST CORTO, E ANCHE IDEOLOGICO

31 luglio 2007

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C´è per caso in giro qualcuno che mi sa spiegare cosa è arte cosa non lo è? io conosco un sacco di gente che fa l´artista (di  professione), e se mi basassi solo su questo dovrei pensare che l´arte è quello che un qualsiasi imbecille riesce a fare, basta che disponga delle giuste entrature.

Ormai è gia stato detto, musicato, scritto, dipinto, filmato, doppiato e tradotto, prodotto  tutto. Può essere che l´arte sia fare qualcosa di interessante sempre con gli stessi ingredienti?

Se fosse così, allora le uniche forme d´arte ancora degne di questo nome sarebbero la cucina, le soap opera, la pubblicità e il porno.

O anche il bloggare?

NOO, IL GUARANITO NOO!…

29 luglio 2007

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Festa de L´Unità, se non è l´ultima poco ci manca, sarebbe un delitto non andarci. La serata è bella, tutto si svolge all´insegna del politicamente corretto, non gira una falce e martello neanche a pagarla oro, il gruppo suona uno ska più che accettabile ed ha il grosso merito di non spaccare i timpani. Certo che i ripetuti inviti a ballare vengono colpevolmente snobbati dal popolo neodemocratico, d´altronde il ballo è lo strumento del diavolo, e bisogna pur adattarsi al nuovo corso delle cose.

Come d´uopo, va in onda la commedia dei pezzi grossi del partito messi a lavorare manualmente, un po´  come il Papa che una volta all´anno lava i piedi ai barboni. E anche in questo segue una logica gerarchica ben consolidata, ai caporioni viene assegnato l´ambito compito di sparecchiare i tavoli, un compito all´apparenza umile ma che rende molto in termini di visibilità.

Ed è cosi che non fai in tempo a finire una birra che arriva a portartela via l´assessore urbanistico pipamunito che, impacciatissimo nel suo improbo compito, è costretto a farsi coadiuvare dal segretario locale dei DS, un giovanotto occhialuto di belle speranze  che per  l´occasione getta alle ortiche anni di studio e di gavetta, sfoggiando senza ritegno un paio di  imperdonabili pinocchietti  blu. Molto meglio se la cava la matrona assessora, che almeno dimostra una certa perizia nel non portarti via la birra con dentro l´ultimo sorso.

Alla cassa, un cartello avverte che “qui non si vende la coca cola“. In omaggio al trend terzomondista ed  equosolidale , la bevanda imperialista è sostituita dal più politicamente corretto Guaranito, un improbabile beverone dal sapore molto simile al chinotto lasciato aperto due giorni.

Comunque, per Gino, un esordio da star

MR.ALEX CHE ODIA I PINOCCHIETTI

24 luglio 2007

Pinocchietto Cabassa

Ormai lo sapete, per me, ma anche per Cabassa, correntone Rossi e un po´ tutta la banda del Partito per Tutti, Mr.Alex rappresenta l´anello di congiunzione fra l´umanità e quell´essere superiore, di cui solo dopo la nostra dipartita da questo infame mondo terreno, conosceremo o meno l´esistenza. In altre parole, io non so se Dio esista o no, ma se esiste ed ha un vice, costui altro non può essere che Mr.Alex.

Mr.Alex la imbrocca sempre giusta, di lui ci fidiamo, avere la sua benedizione (cosa che raramente accade) per una iniziativa, per una canzone, o semplicemente per un giudizio su quanto una ragazza possa incarnare il solo valore assoluto che tutti i popoli e le etnie riconoscono, è fondamentale. Per ogni cosa insomma, è sempre cosa buona e giusta e fonte di salvezza chiedere un parere a Mr.Alex, sempre ringraziando il cielo per essere fra quelli a cui lui concede udienza.

E quando il germe del dubbio si instaura nelle nostre menti, facendoci dubitare del di lui verbo, è bene scacciarlo  come il segno di un´entità maligna, ed è proprio di questo che vi voglio raccontare.

L´anno scorso, di ritorno da un viaggio insieme a Cabassa, Mr.Alex si scatenò in una crociata contro i pinocchietti (lui li chiama così), quei pantaloni da uomo a tre quarti di gamba che ancora oggi molti portano impunemente. “Puoi suonare bene quanto vuoi, ma se hai i pinocchietti sei comunque una schifezza”, questa fu una delle sue frasi più convincenti. In questa sua crociata, il nostro fu coadiuvato alla grande da Cabassa, fino a quel momento pinocchiettaro convinto (ne aveva un paio simili a quelli della foto) ma che da allora in poi, come tutti gli spretati e gli ex fumatori, si rivelò il più acerrimo nemico del proprio passato.

Non ho ancora capito cosa ci sia di male ad indossarli, ma per non saper nè leggere nè scrivere, mi sono adeguato al verbo di Mr.Alex e i pinocchietti che avevo, o li ho tagliati al ginocchio, oppure li ho semplicemente buttati via, o jeans o pantaloni corti.

Ma perchè Mr.Alex odia così tanto i pinocchietti? guardate come stanno bene addosso alla Brigida

QUARTIERE ALEXANDER LANGER?

20 luglio 2007

 A Bolzano sono più o meno un paio di mesi che si discute se sia il caso di intitolare o meno una via ad Alexander Langer,  che è stato forse l´uomo politico più famoso del Sudtirolo, al di fuori dei suoi angusti confini, ovviamente.

Fondatore dei Verdi, attivo pacifista, europarlamentare, Langer è morto suicida nel 1995, e proprio su questo fatto si sono manifestate delle resistenze da parte della SVP (il partito che qui comanda) ad intitolargli una via, per non offendere la profonda religiosità degli abitanti di questa terra.

Motivazione ridicola che però ne nascondeva un´altra venuta allo scoperto pochi giorni orsono, la SVP non vuole una Via Alexander Langer perchè tutta la storia politica locale di Langer si basava sul superamento delle gabbie etniche atte a mantenere separati gli abitanti di lingua tedesca da quelli di lingua italiana. Essendo la SVP il partito di raccolta del gruppo linguistico tedesco, è ovvio che il superamento delle barriere etniche ne decreterebbe l´inutilità e quindi la fine. Quindi, meglio dimenticarsi alla svelta di Langer, altro che dedicargli una via.

Quando la SVP dice che una cosa non si fa, non si fa e basta, al limite si può giocare un po´ al poliziotto buono e a quello cattivo, come stanno facendo il capo supremo del Sudtirolo Durnwalder, che si dimostra possibilista e la SVP di Bolzano città, compatta per il niet.

La motivazione religiosa è terrificante, ma in fondo da gente che ha negato i funerali cristiani a Welby non ci si può aspettare niente di diverso, anche se Langer negli ultimi anni della sua vita si era avvicinato molto alle posizioni di  Papa Wojtyla, anche quelle riguardanti l´aborto. Puó certamente suonare blasfemo, ma mi azzardo a dire che se Langer fosse ancora vivo anche noi in Sudtirolo avremmo il nostro Rutelli.

La motivazione politica è ridicola quanto quella religiosa, anzi non vedo proprio quale fastidio abbia mai dato realmente Langer allo strapotere di un partito che si regge su ramificazioni famigliari ed economiche tali da non metterne affatto in dubbio la sopravvivenza, anzi un po´ di dissenso è essenziale al mantenimento dello status quo.

A questo punto sono saltati fuori i migliori, i cerchiobottisti, hanno detto: “intitoliamo a Langer la maestosa biblioteca provinciale, che sarà pronta fra cinque o sei anni”, in pratica spostiamo tutto sperando che nel frattempo Langer venga dimenticato.

Buon ultimo, mi ci metto anch´io: non una via, non un edificio ma un intero quartiere, il costruendo quartiere Firmian (per la giunta di Bolzano sarà un quartiere modello, ma molte case rimangono invendute), dovrà chiamarsi  “quartiere Langer“, ed ho pronta anche una motivazione coi fiocchi:

Il “quartiere Langer”, esiste proprio grazie a lui, ad Alexander Langer. È stato lui, in effetti, a vendere buona parte dei terreni su cui sorge al costruttore Tosolini, sempre che sia vero quanto riportato sul quotidiano Alto Adige il 5 Aprile 2006 nell´intervista rilasciata a Valeria Frangipane dal Tosolini stesso.

Anche a me pare strano, un ambientalista convinto quando vende un terreno, se vuole che resti campagna, l´ultima cosa che deve fare è venderlo ad un imprenditore del settore edilizio. O no?

MAI PIÙ NANI E BALLERINE

5 luglio 2007

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Pare proprio che il primo banco di prova del Partito democratico sarà proprio qui, in Trentino Alto Adige, nell´autunno del 2008. Nonostante quello che si predica in giro, nessuno ha interesse a far terminare questa legislatura prima dei due anni e mezzo necessari ai parlamentari per incassare la relativa, cospicua pensione.

Non so come vada a Trento, ma qui in Sudtirolo sono già cominciate le grandi manovre del PD. Grandi manovre si fa per dire, per adesso si tratta solo di renitenze e diserzioni, tanto per restare in tema. È già da parecchio che solo a sentir parlare di PD, dalla Margherita scappano a destra e dai DS a sinistra.

Niente di grave, per carità, cose che succedono. Ma il bello è che tutti se ne scappano per cercare di creare un polo unitario, un soggetto politico che riunisca il voto del gruppo etnico italiano ( il 25%  dei circa 400.000 abitanti),  e che possa dialogare alla pari con la Südtiroler Volkspartei ( che ha  i voti del 90% dei restanti 300.000).

Obiettivo ambizioso e mai raggiunto da nessuno, Don Chisciotte al confronto sembra il mister muscolo del “ti piace vincere facile”del grattaevinci. Per adesso sono tutti single, ma così ad occhio andrà a finire che si raggrupperanno  in una alleanza casinista ( intesa non nel senso buono, Casini sarà il loro referente nazionale) e una destra moderata. Aggiungere PD, destra normale e sinistra democratica, e ad unire il voto italiano (un´idea che mi fa schifo) saranno almeno in cinque o sei.

Il PD però ha un grande asso nella manica, la società civile. Hanno presentato il comitato promotore, e solo un terzo dei componenti proviene dai partiti, il resto è società civile.  Che palle, ancora con questa società civile, lo aveva già fatto Craxi con i nani e le ballerine. Ma stavolta è diverso, ci sono dirigenti pubblici, dirigenti sindacali, presidenti di cooperative e di istituzioni culturali, tutta gente che con i partiti non ha mai avuto niente a che fare. Ma allora chi li ha messi lì?

CERCATE LA SOCIETÀ CIVILE? AVETE SBAGLIATO NUMERO

28 giugno 2007

                            

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  • Una volta erano le streghe, bastava il sospetto e andavi dritta al rogo. Poi sono arrivati gli ebrei, i comunisti, i capelloni, gli autonomi, gli indiani metropolitani, i brigatisti rossi,  gli islamici e chiedo scusa se ne dimentico qualcuno.

Qualcuno di che? qualcuno degli untori, dei nemici che ogni società umana deve necessariamente avere per  potersi  permettere una certa quiete e coesione, qualcuno da additare come cattivo esempio, qualcuno da cercare di recuperare.

In questo periodo, i nuovi untori della società sono: i lavoratori autonomi, ladri ed evasori. I fumatori, gente che avvelena il prossimo per un proprio piacere. Chi si mette alla guida di un veicolo con qualche birra di troppo. Gente che non la puoi definire “società civile“.

Sfortunatamente, appartengo a tutte e tre le categorie di nuovi untori, coltivo verdura e la vendo direttamente al consumatore finale, so che fumare fa male, ma con 4 euro e passa  al pacchetto mi  sto finanziando abbondantemente l´inevitabile chemio.

Per quanto riguarda l´alcool e la guida,  sono stato beccato due volte alla guida della mia Fiat Palio Weekend  con un tasso dello 0,78-0,79 %.  ( valore che fino al 2002 ti sarebbe valso una stretta di mano e un invito a guidare piano), per cui dovrò presentarmi fra un anno con delle analisi del sangue più o meno come queste, ed un attestato che certifichi la mia frequentazione ad un corso di riabilitazione alla guida. Poi la Commissione deciderà il da farsi. Speriamo in bene.

Due volte 15 giorni di sospensione della patente, due volte dieci punti,  due volte la sanzione, la fedina penale macchiata, sicuramente tre volte, se non di più,  le analisi del sangue. Vada anche per il corso di riabilitazione, tanto ormai quando esco bevo solo una birra e poi vado di minerale. Non discuto niente di tutto ciò, la legge è questa e io l´ho violata, e mi è andata anche bene, viste le nuove norme in approvazione. E non succederà più che io mi metta alla guida di un qualsiasi veicolo senza essere strasicuro di essere in regola.

Solo una cosa, se lo scopo di tutto questo è ridurre gli incidenti stradali, non posso certo essere d´aiuto alla causa. Non ne ho mai fatto uno in vita mia

STASERA RESTO SPENTO

28 giugno 2007

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Ci sono un sacco di cose che vorrei scrivere, su Bolzano, sui miei fatti personali, sulla menata del partito democratico, la novità del secolo che come leader si sceglie uno che militava nella FGCI, ma sinceramente è più forte lo stimolo della fame.

Due spaghettini con pomodoro fresco e basilico, mangiati sul divano coperto da un leggero plaid leopardato, con il gatto (la Tussi) che ti tiene caldi i piedi, guardando un documentario sull´era fascista.

Scriverò domani

Update venti minuti dopo: spaghetti finiti, i pomodori ho dimenticato di portarli su dall´orto, la Tussi se n´è andata giù scendendo lungo il fico, documentario quasi finito.

Fatemi fare qualsiasi cosa, ma non programmare

CUARTA CLASSE, STASERA ULTIMA PUNTATA

25 giugno 2007

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Questa sera cuarta classe, il programma di chi ha perso il treno, in onda su Radio Tandem Popolare 98.4 di Bolzano, chiude (dopo la trasmissione) per la consueta pausa estiva pausa estiva.

È estremamente probabile il suo ritorno alla fine della stagione calda, sempre nella consueta collocazione, alle 22.35 abbondanti di ogni lunedì che Nostro Signore manda in terra.

Da me, da Cabassa, da Stefanella e quest´anno anche dalla Guressa, buon divertimento in nostra assenza

PUZZA PUZZA PUZZA PUZZA, CHE PUZZA

21 giugno 2007

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Questo post nasce da un´imbeccata fornitami dalla Guressa e da la Joe, e con questo non voglio assolutamente sottintendere che le due donzelle siano da me considerate alla stregua di pollame da cortile.

Le due suddette, che abitano ambedue nel comune di Bolzano, devono ogni giorno confrontarsi con il problema dei rifiuti umidi (la parte dei rifiuti domestici composta da materiali organici, gusci d´uovo, scorze di banana, avanzi di spaghettate e, se un giorno li inventeranno, i Tampax bio).

 Il bidoncino domestico nel quale devono depositarli in attesa di riversarli in quello condominiale, puzza come una carogna e attira scarrafoni ed ogni altra razza di animali indegni, e ciò provoca a loro un disagio non indifferente, che si sospetta possa prima o poi tramutarsi in un calo della libido.

Bolzano è, a dispetto dell´opinione imperante, una città molto calda in estate, le temperature massime sono tra le più alte d´Italia, ed è situata in una conca dove il ricambio d´aria non è proprio ottimale. Da quest´anno, i cittadini devono appunto raccogliere separatamente i rifiuti umidi, prima nella propria abitazione, e poi nel bidone condominiale, che una ditta specializzata svuota tre volte alla settimana e lava una volta al mese.

Tre volte alla settimana significa lunedì, mercoledì e venerdì mattina. Quando è caldo si mangia volentieri prosciutto e melone, e il venerdì è il giorno tradizionalmente dedicato al consumo del pesce, anche in questo estremo lembo settentrionale della penisola.

  • Nella torrida estate bolzanina, le scorze dei meloni, le lische e le teste di pesce fermenteranno assieme nei bidoni condominiali da venerdì pomeriggio a lunedì mattina, sarà una goduria assaporarne la decomposizione.

Il Partito per Tutti aveva progettato una raccolta dei rifiuti umidi  (date un´occhiata, vale la pena)assai meno invasiva nei confronti dei cittadini. Bolzanini, ci avete premiato solo con lo 0,5%, cazzi vostri