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SVIZZERI, MINARETI E CAMPANILI (ma anche armi)

30 novembre 2009

E insomma, stavolta gli svizzeri  ha fatto incazzare tutto il mondo tranne i leghisti che,  prendendo bisi per fave come al solito, hanno festeggiato una vittoria del cristianesimo. Razzisti, nemici della libertà religiosa, fomentatori di odio ed altro, così sono stati definiti i cittadini elvetici, che hanno sancito il divieto di costruire minareti vicino alle moschee. E l’hanno fatto attraverso un referendum, sconfessando tra l’altro le indicazioni dei partiti, roba che in un altro contesto sarebbe stata visto come un trionfo della democrazia diretta.

Un referendum è una domanda secca alla quale si risponde con un si o un no, oppure non si va a votare e ci si rimette al giudizio degli altri. Qui non si chiedeva di limitare la libertà religiosa di nessuno, si chiedeva solamente di vietare la costruzione di nuovi minareti e, nonostante non sia un amante dei divieti, probabilmente avrei votato si. Anche perchè questo divieto non potrebbe altro che estendersi anche ai campanili, a meno di non mandare a puttane tutta la legislazione sulla libertà di religione.

È un peccato che si debba vietare quello che non andrebbe fatto per puro buonsenso. Ditemi voi che senso ha costruire minareti (ma anche campanili) nel 2009 in Svizzera. Il minareto, come il campanile, non è un luogo di culto, nessuno ci va dentro a pregare, ed infatti quasi tutte le  nuove chiese che si costruiscono non hanno il campanile. Minareti e campanili servivano nel secolo scorso a segnare i momenti della giornata, ma allora l’orologio lo avevano in pochissimi e il telefonino manco esisteva.

Adesso è tutta un’altra cosa, e sarebbe ora passata di far smettere di suonare le campane a vanvera, uno si abbona e gli mandano un sms quando è ora di andare a messa e quell’altro si mette la suoneria col muezzin quando è ora di pregare. Al posto di minareti e campanili, che si piantino alberi, ma mi raccomando non olmi, che poi bisogna abbatterli perchè prendono le cimici.

Se proprio volete dargli addosso agli svizzeri, fatelo almeno perchè hanno bocciato un altro referendum, quello che chiedeva di vietare l’esportazione di armi. Ma lì nessuno ha detto niente, chissà perchè

ODIO ALZARMI PRESTO

9 luglio 2009

markt

“Chissà che presto ti devi alzare” è una frase che avrò sentito rivolgermi chissà quante volte. quando dico che che l’unico mio hobby redditizio è il coltivare frutti e ortaggi per venderli direttamente al consumatore finale (di lavoro faccio il narcisista qualunque, non chiedetemi che cos’è,  mi piace la definizione).  Di solito annuisco digrignando il giusto che basta  sollevando leggermente la spalla sinistra, ma a volte rispondo che il 90% della gente si alza prima di me, e spesso inutilmente.

Al mercato del contadino (Bauermarkt), in pochi sono riusciti nell’impresa di arrivare dopo di me, generalmente arrivo quando i miei colleghi sono lì già da mezz’ora abbondante e si saranno alzati due ore prima, hanno fatto colazione e allestito con calma lo stand. Io invece mi alzo, trangugio un caffè e poi parto, dal momento del risveglio alla girata di chiave del Fiorino  (vediamo chi conosce quel fiore fluorescente) passano al massimo due minuti, cinque se devo raccogliere i fiori di zucca che vanno venduti aperti.

Nel periodo buono (che sarebbe questo) ho l’asso nella manica che risponde al nome di Claudia Xeena, mentre io scarico e allestisco in fretta e furia uno stand che poi spesso e volentieri si rivela esteticamente il migliore, la Xeena si dedica alla vendita e, manco a dirlo, i primi che vanno via sono i fiori di zucca.  Domani la Xeena non c’è, ho fatto un tentativo con la Mangrovie ma è in ferie, sono da solo e il Fiorino è pieno. L’unica soluzione materassabile è alzarsi prima, una roba che odio. Sveglia alle sei meno un quarto, per me che ho il meridiano di Grinvic spostato verso l’Atlantico, pura autosodomia, sono uno che lavora volentieri fino a tardi ma per me l’alba è veleno.

Eppure la soluzione ci sarebbe, perchè mai il mercato si deve tenere per forza al mattino? per la gente che lavora e a cui la roba è destinata,  sarebbe molto più comodo un orario tipo dalle nove di sera all’una, non dovrebbero mandare qualcuno a fare la spesa al posto loro. E avrebbero anche il vantaggio (trascurabilissimo, lo ammetto) della merce raccolta lo stesso giorno anzichè il giorno prima. Ho provato a proporlo, ma con scarsissime adesioni, che il problema siano proprio i fiori di zucca?

pipuntoessepunto: intanto che metto i tag, mi sto preparando la cena di mezzanotte con le cipolle del nuovo bar, i pomodori cuor di bue stramaturi, l’olio dell’amico muratore italocalabrese e i peperoncini del balcone. La pasta è abruzzese, dite che va bene?

CHE CI FACCIO SU FEISBUC

12 marzo 2009

pidocchio

Per adesso mi sto spidocchiando, come minimo ci metterò un paio di giorni e poi rifletterò sul da farsi. Ieri ho gufato contro l’Inter, ma un minimo di comprensione me la merito, era da tre giorni che mi ero fatto la pipì addosso. Mi sono permesso anche di augurare un buon 8 Marzo ai Nuovi Tori che, come si dovrebbe facilmente evincere dal nome, in teoria di femminile hanno poco o nulla.

Ho cincischiato il giusto che basta, ma dopo la vana ricerca di un martelletto di gomma col quale potermi percuotere ritmicamente  lo scroto, inopitamente come il Mago Manco, protagonista della meno nota fiaba di Fernando Couto, mi sono sentito pacatamente e serenamente scoglionato.

Non me ne sono tanto doluto quando sono stato plagiato, anche se qualche bofonchiata me la sono, forse troppo generosamente, concessa. Credendo a torto che una sigaretta durasse anche più di una settimana, non mi sono reso conto che era ora passata di seminare i pomodori cuore di bue, ma tutto questo è poca cosa rispetto a quanto stavo errando prima di allora.

Andavo a slittare, al cinema e a comprare l’albero, e non mi accorgevo che la mia vera vocazione in quei giorni era riflettere sulla episodicità passionalistica della rifrazione magnetocratica non totalmente attinente all’eventuale danno subito o solo accennato.

Per fortuna che su feisbuc racconto anche qualche balla, altrimenti sarebbero già venuti a prendermi…

BRAVO UÓLTER, COSÌ SI FA

18 febbraio 2009

cheveltroni

Bravo Uòlter, hai fatto veramente un bel gesto a dimetterti da segretario del PD. La situazione ormai si stava evolvendo troppo speditamente verso l’ineluttabilità distrinsecante, ben descritta da Anna Oxa o chi per lei nella sua celeberrima  “quando finisce un amore“, peraltro scritta e cantata da un imberbe Riccardo Cocciante.

Troppo speditamente attorno a te si stava facendo terra bruciata, e questo aldilà di qualche elezione andata  male che pure nel conto non poteva non esserci, era prorio l’humus culturale dell’Italia intera a rigettarti come corpo estraneo. E tu, Uòlter, con grande capacità di interpretazione, hai colto l’attimo giusto per una temporanea uscita di scena. Da grande stratega quale sei forse già da qualche giorno ti interrogavi su quanti voti ti avrebbe fatto perdere la triste storia di Eluana.

Ma la goccia di riso che ha fatto traboccare il vaso di fiele non è stata la sconfitta in Sardegna. Ammettilo Uòlter, tu non te la sentivi più di essere segretario del principale partito d’opposizione nel paese che, senza alcun sussulto di dignità, ha permesso senza batter ciglio ad Adriano di segnare uno scandaloso gol di braccio e a X-factor di eliminare la bravissima  Ambra Marie.

Certo che se aspettavi qualche giorno e ti andava di culo il giusto, ti dimettevi all’indomani della vittoria di Povia a Sanremo e avresti fatto il colpaccio. Magari non saresti diventato un mito come Che Guevara, ma un concerto di solidarietà in stile Nelson Mandela non te lo toglieva nessuno

SON TROPPO GROSSE

23 gennaio 2009

cristinadelbasso

Bene o male, volente o nolente, uno (o una) che sta un minimo attento a quello che succede in giro, delle grandifratellose  tette di Cristina del Basso deve averne come minimo sentito parlare. A meno che non si tratti del personaggio della canzone di Gaber (quello che per esempio Facchetti non lo conosceva e non sapeva neanche chi fosse), quelle tette le hanno viste tutti, qualcuno si sarà immaginato anche di tenerle in mano.

Per me son troppo grosse, magari la quarta che aveva prima poteva essere un po’ poco per una donna della sua stazza, ma così ha esagerato, come quelli che per sicurezza  si comprano le scarpe  un numero più grande pensando ancora di crescere. Il lavoro che le hanno fatto sembra quasi una roba da hard discount della chirurgia estetica, una settima al prezzo di una quinta  come due vasetti di acciughe al prezzo di uno. Magari Alessandra Mussolini esagera quando vorrebbe mandare in galera il chirurgo, casomai dovrebbe essere la neotettona a rivolgersi all’unione consumatori.

Per me son troppo grosse, sai che stress andare in giro con una messa in quel modo? a parte il fatto che tutti ti guarderebbero come fossi loro amico su feisbuc, sarebbe difficile anche aprirle una porta senza chiederle di fare un passo indietro. E poi è anche pericoloso, ti arriva un arnese del genere in faccia e ci rimedi una contusione come ridere. Senza contare che, se non appoggia bene i gomiti, toccano sul materasso e di conseguenza non dondolano

UGHI, ALLEVI, JOHNNY ROTTEN

30 dicembre 2008

A me di Giovanni Allevi non è che finora me sia fregato più di tanto, è che in questi ultimo giorni l’ho visto da Lilli Gruber, ho letto un’intervista dove Uto Ughi (un altro di cui ho fatto tranquillamente a meno senza danni apparenti) lo demoliva, e non mi son fatto mancare neanche la controreplica dove Allevi bolla Ughi come difensore della casta dei vecchi musicisti.

Allevi, ti ho visto dalla Lilli e mi è ballato l’occhio quando ti sei autodefinito “simpaticamente megalomane“. Allevi, lascia che il “simpaticamente” lo decidano gli altri se aggiungerlo o no, altrimenti fai la figura di quello che quando deve indicare il suo peggior difetto se ne esce con un “sono troppo sincero“, e tutti capiscono che è vero il contrario.

Ughi, fatti i cazzi tuoi. Se Allevi davvero non ti piace, lascialo perdere, uno come te  mica deve perder tempo a parlar male degli altri, che ti frega di uno che reputi neanche degno di passare l’esame al conservatorio?  Ci fai quasi la figura del pensionato che guarda attraverso le assi dei cantieri e sbotta che a suoi tempi sì che si lavorava.

Comunque, c‘era da votare e ho votato Allevi, sono in minoranza ma questo è quasi un buon segno. Comunque, per andare sul sicuro,  meglio Johnny Rotten, anche se non si chiamava più così

ERAVAMO IN TREDICI

14 novembre 2008

Eravamo in tredici ieri sera a Laives (BZ) a vederci il concerto degli Ahleuchatistas, a me sono piaciuti tantissimo. Se qualcuno riesce ad ascoltare tutto il brano diventa automaticamente amico mio su feisbùc