Posts Tagged ‘Dante Giacosa’

ARRIVANO GLI ALPINI, CHE PALLE…

10 marzo 2012

Io il cappello da alpino da qualche parte lo devo ancora avere, la penna con la nappina viola da aiutiere anche, è in una serra appesa ai sostegni di fil di ferro. L’avevo messa lì provvisoriamente una decina di anni fa.

Giustappunto mi sovviene il ricordo di quando s’è fatto ordine in qualche magazzino,  e la Iso aveva già infilato il sacro copricapo nel sacco della monnezza, quando inopinatamente fu colta da un  quanto mai improvvido senso di rispetto della mia volontà e mi chiese se fossi d’accordo. Le dissi di no e sbagliai.

Applicando scrupolosamente il sincretismo colloidale dell’antiemozionalità, così ben descritto da Euzebiusz Smolarek in una sua enciclica postqualcosa della quale poco importa conoscerne l’esatta datazione, non v’era e non v’è alcuna ragione di conservare una reliquia che ti ricorda un anno della tua vita di cui lo Stato s’è appropriato.

E senza darmi nulla in cambio, se non una patente C che ho usato solo una volta, e per giunta ho anche perso il carico.

Adesso fanno il raduno degli alpini a Bolzano. Sarà uno strazio, tre giorni la città chiusa, arriveranno trecentomila alpini, tre per ogni residente in città. Ma dico io, siamo nell’era telematica digitale multimediale e stielikofila, questi megaraduni non si possono fare su feisbùc?

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MAI PIÙ SENZA KRÄUTERSPIRALE

18 marzo 2010

Fra poco ci sono le elezioni, ma non è che me ne freghi poi molto, nel Partito per Tutti è consuetudine preoccuparsi delle cose non troppo prima che accadano, tenendo fede alla massima rimasta in gola a Stielike quando pontificò che se ciò che conosci lo eviti, se lo eviti non lo conoscerai mai. E che se ci si preoccupa troppo presto di ciò che accadrà, questo potrebbe anche non accadere.

Per adesso, qua si decide, si pianifica e si festeggia. La fogna e la legna sono a posto e i vari miglioramenti procedono con discreta solerzia e celerità. Anche un nuovo cesso è stato approntato al pianterreno, in modo che alle prossime grigliate nessuno caschi più nel fosso cercando un posto appartato per fare pipì.

Ma per dare un senso all’incipiente primavera, ancora qualcosa mancava. E così la Iso ha cavato fuori l’idea di una Kräuterspirale, un manufatto di sassi e terra atto ad inserire nella nostra fattoria il concetto di agricoltura permanente, tanto caro a Masanuba Fukuoka e ripreso in modo eccellente dall’australiano Bill Mollison. Deciso, festeggiato e pianificato.

Entro domenica devo procurarmi una griglia nuova, un disco per la flex,  una quintina di carriole di ghiaia grossa e un pezzo di collo di maiale, fattibilissimo. La Iso si procura piante di varie erbe più o meno officinali, fattibilissimo anche questo. Servono anche dei sassi e della sabbia, e a questo punto, anche dei volontari. Entro domenica ora di pranzo devo disporre in abbondanza di sassi e sabbia, e il posto dove essi si trovano in abbondanza è il fiume Adige.

 Il Fiorino porta 5 quintali e quindi il trasporto non è un problema,  i volontari saranno ricompensati con un lauto pasto e la soddisfazione morale di aver contribuito alla realizzazione di un’opera a cui ormai è difficile rinunciare, per il progetto si fa un po’ a ocio, alla fine verrà sicuramente bene. Mi raccomando, avvertite per tempo

PRESCRIZIONE BREVE

15 novembre 2009

manette

Agli italiani piace la galera, come una volta piacevano la gogna, la forca e la ghigliottina. A chiederla come pena, magari aiutato dai media che si buttano a pesce sull’emegenza di turno, un bel po’ di gente riesci sempre a tirartela dietro. Certo c’è differenza, c’è la galera progressista e di sinistra invocata e ottenuta per gli evasori, i molestanti e gli stolcheri e c’è la galera reazionaria di destra contro i clandestini e i fumatori di canne.

E poi c’è quella bipartisan, succede di raro ma capita e per poco non ci cascavo dentro. Adesso sui media non le trovi più, ma qualche tempo fa non passava giorno che non ci fosse notizia dell’ubriaco al volante che aveva provocato un incidente. E la politica non tardò molto ad accontentare il popolo bue, furono varate leggi più restrittive. Per fortuna, col mio 0,7 per mille mentre andavo a 45 all’ora, me la sono cavata con due settimane di ritiro patente-corso di riabilitazione alla guida-ripetute visite di controllo con analisi del sangue-condanna penale a cinque giorni di arresto tramutati in ammenda. Era ancora la vecchia legge, ma non è di questo che volevo parlare, volevo fare un post sulla prescrizione breve.

In linea di principio sarebbe sacrosanta, lo stato per giudicarti non può avere un tempo infinito, sei anni devono bastare e strabastare anche in caso di accanimento e dovrebbe valere per qualsiasi reato, dalla strage al vilipendio delle istituzioni, senza eccezioni di alcun tipo. La rivoluzione francese (o chi per lei) ha stabilito che nessuna legge può essere retroattiva, e quindi i processi in corso si farebbero con le vecchie regole, non vedo il verme eppure c’è.

Il verme è la legge che stravolge il principio, il verme è la giustizia che non ha risorse e che perde il suo tempo in stronzate, ma il verme è anche la gente che chiede manette a vanvera

IL CACO DI XEENA

18 novembre 2008

caco-xeena

In tempi come questi, dove la sovrainformazione che ci bombarda sopisce l’effetto contrario, a mo’ di mela che che dalla testa di Newton cade sull’albero, l’introspezione al di fuori di noi stessi diventa una necessità categorica, anche se non perfettamente protesa verso la soddisfazione dei puri e semplici interessi primari e di categoria. Non è essenziale entrarne completamente nel merito, anche perchè la cosa si ridurrebbe in modo inopinatamente lieve ad una mera contrapposizione ideologica tra i fautori della stoicità condivisa di Stielike e coloro che fanno riferimento al resto dello scibile umano.

Noi non siamo solo quello che mangiamo, siamo anch quello che abbiamo mangiato da piccoli, alcuni traumi alimentari infantili possono condizionare la nostra esistenza in modo irreversibile, anche un caco può rivelarsi determinante, aprire e chiudere le sliding doors che quotidianamente segnano il destino di ognuno, ma a volte si può tornare indietro senza rompere il vetro.

Xeena è una brava persona, ma non mangia cachi. Se questa gravissima carenza fosse dovuta alla sua atavica avversione per gli alimenti d’origine vegetale ci si potrebbe tranquillamente mettere un pietra sopra (alla Xeena e anche al caco), ma in questo caso l’ortodossia stielikiana può certamente aiutare il soggetto a riportare il rapporto tra sensazioni gustative e cerebrali entro il recinto del libero arbitrio.

Xeena non mangia cachi perchè da piccola, quando frequentava la scuola dalle Suore Marcelline, queste non le permettevano di lasciare il tavolo del refettorio se non aveva terminato di cibarsi di tutto quello che c’era nel piatto, frutta compresa. E allora la piccola, ma già scaltra Xeena, nascondeva i frutti nella tasca del grembiulino. Le andò bene fino a quando si trattava di pere e di mele, ma quando furono maturi i cachi delle Marcelline, la spiaccicamento di uno si essi nella tasca del grembiulino fu inevitabile, e di qui il trauma.

Ora che Xeena è adulta, è ora di liberarsi del trauma, anche perchè è già un mese che vende i miei cachi al mercato magnificandone le doti. Mancano ancora pochi gorni e Xeena mangerà il caco che ho all’uopo predisposto, circondato da mele Champagner, Calvill e Lederer (sembra strano, ma anche la varietà delle mele accanto alle quali influisce sul gusto, mica l’etene è tutto uguale), i cachi si devono poter tagliare col coltello senza che si spappolino in melma. Fantasmi delle Suore Marcelline, avete i giorni contati

SUPERENALOTTO, ECCO I NUMERI VINCENTI

23 ottobre 2008

Guardatela bene, questa è la schedina che vincerà i 100 milioni di euro al Superenalotto. Di solito non gioco mai, ho sempre considerato il lotto come una tassa sulla stupidità, ma d’altronde ero al tabacchino per comprare le sigarette e, stupidità per stupidità, tanto vale buttarsi.

Che ne farò di tutti questi soldi ancora non lo so, ma comunque almeno il cinquanta per mille li voglio devolvere a tutti quelli che commenteranno questo post corredandolo con un insulto a me rivolto. Andateci giù duri con tranquillità, per gli insulti che ancora non merito vedrò di fare il possibile

pipuntoessepunto: se qualcuno decide di giocare gli stessi numeri, per favore rivolga gli insulti anche verso se stesso

MR.ALEX, MEGLIO DEI SONIC YOUTH

13 ottobre 2008

Darsi delle regole per poi potervi contravvenire è cosa buona e giusta e, se corrobotata dalla giusta interpretazione della fittizia invisibilità del bosone di Stielike, potrebbe addirittura aiutarci a svelare i meccanismi che regolano l’universo intero o almeno la parte a cui abbiamo libero accesso.

Assistere ad un intero concerto è inutile e quasi dannoso, quando ti sei visto gli ultimi tre pezzi e i bis è più che abbastanza per farti un’idea di quello che ti sei perso, e spesso il post-concerto va a finire che si rivela il meglio della serata.

Ma sembrava valesse la pena, i Sonic Youth a Bolzano nel capannone della Pichler Stahlbau, una fabbrica di ponti e grosse costruzioni metalliche, roba da doverci andare per forza e anche da prendersi il biglietto in anticipo, una roba che avrò fatto pochissime volte in vita mia.

Bel posto e bella gente equamente divisa tra generazioni, e anche bel concerto. Nulla da dire, i Sonic Youth hanno fornito un’ora e un quarto di ottima energia musicale, il prezzo del biglietto lo valevano alla grande, in poche parole un cartellino timbrato più che onestamente. Il pubblico era un po’ meno energetico, ma d’altronde, quando per avere una birra devi farti venti minuti di fila è normale che la musica ti coinvolga molto meno. In molti si lamentavano dell’acustica, ma in storie del genere lo sanno anche i sassi che per sentire bene bisogna piazzarsi vicino al mixer.

Finisce il concerto e inizia la serata, i più se ne vanno e sul palco arriva  digei Mr.Alex con l’incarico di rendere meno traumatica la fine dell’evento. Al bar sparisce la coda e la birra te la danno al volo, si gira e si chiacchiera (a proposito, un salutone al Gambero Rotto e alla tipa che era con lui), la gente è presa bene e qualcuno addirittura inizia a ballare.

Mr.Alex è uno che sa il fatto suo, dà un’occhiata alla gente e subito capisce quel che deve fare, inizia a snocciolare Clesc, Tolching Ids e Chiur come se piovesse neve degli anni ’80 e subito i ballanti si moiltiplicano e addirittura si assiste a qualche timido tentativo di pogata. Insomma Mr.Alex, che non a caso il Partito per Tutti aveva candidato a sindaco di Bolzano alle ultime comunali, è padrone della situazione e si concede anche qualche accondiscendenza all’esultare del popolo in visibilio.

Ad un certo punto mi scorge tra il pubblico e, dando adeguate istruzioni al personale della sicurezza, mi invita a salire sul palco accanto a lui, “stammi qua un attimo che vado a prendere due birre”. Ok, non c’è problema e, anche se lo so che va anche a pisciare, mi piazzo alla consòl facendo il digei in pleibec vestito come Dylan Dog. Bella esperienza, scorro virtualmente i cursori stando bene attento a non toccare nulla e per fortuna Alex torna con le birre, in tempo per cambiare pezzo e darmi una mano a fare una più che dignitosa uscita di scena.

Alla fine Mr.Alex devono farlo smettere quelli dell’organizzazione, fosse per la gente sarebbe andato avanti minimo un’altra ora, magari finendo con Gud seiv de quin, sciudastei o sciudagòIròs. Seratona, proprio per cercare il pelo nell’uovo un pezzo di Berri Uàit ci poteva anche stare, giusto per riappacificare

È FINITA LA CRISI ECONOMICA

21 agosto 2008

Allegria, fratelli e sorelle, la crisi economica sta finendo.  Mi è capitato appena adesso in faccia uno spot dei rosari da collezione (hanno quello di Padre Pio, di Madre Teresa e di Wojtyla, secondo me anche quello di Ratzi è già pronto a mo’ di coccodrillo). Poco prima ne avevo visto uno dei modellini di Moto Guzzi e poi c´era la raccolta dei DVD con la storia del Terzo Reich, e altro ancora. Se girano spot del genere vuol dire che si suppone che la gente ricominci ad avere qualche soldo da buttar via.

Fino a qualche anno fa era piena la TV di queste pubblicità, sembrava che la gente non avesse altro da fare che collezionare oggetti inutili come soldatini, modellini di auto delle forze dell´ordine, bambole, bamboline, foulard, orologi e qualsiasi altro oggetto dell´ingegno umano. Poi sembrava che avessero smesso, travolti dal petrolio schizzato alle stelle, dal prezzo impennato dei cereali e forse anche dalla minaccia della colonizzazione economica cinese.

Dove poi la gente metterà tutta questa roba, questo per me rimane un mistero. Vabbè che la nuova tendenza del mercato immobiliare è verso case più grandi, ma a tutto dovrebbe esserci un limite, non credo proprio che uno abbia bisogno di stanze supplementari per depositarvi il ciarpame che acquista settimanalmente al tabacchino o all´edicola.

Che poi io parlo parlo, ma i imiei scheletri nell´armadio li tengo pure io, da qualche parte devo averci un pacco con dentro gli album delle figurine Panini che L’ Unità di Uòlter dava in allegato.

Comunque, sarebbe interessante cercare di dare una mano ai marketing manager del settore collezionistico, che ogni tanto devono pur lanciare qualche nuovo prodotto sul mercato e produrne il relativo spot. Io ci metto del mio, se avete qualche suggerimento scrivetelo nei commenti, magari alla fine almeno da bere ci offrono.

Si potrebbe proporre la collezione dei santini elettorali della prima repubblica, con le immagini sorridenti di Fanfani, De Mita e Pomicino sul tema musicale di “Legata ad un granello di sabbia”.  Male non sarebbero neanche i miniassegni che per un periodo degli anni ’70 sostituirono la moneta (a pensarci bene roba da non crederci, uno Stato che non ce la fa a stampare la propria moneta). 

Ma se si decidono a lanciare sul mercato una collezione di stronzate collettive, giuro che un paio di palline clic-clac anni ’70 me le compro. Le Crocs, anche se sono quelle del Consorzio Agrario, le ho già

CERVI E RANE, QUI NON SI PARLA D´ALTRO

24 luglio 2008

Giusto per non parlarvi sempre di verdura e dei cazzi miei in generale, vi aggiorno su quello che sta succedendo dalle mie parti. Innanzitutto pare che il gran momento sia arrivato. Franz Pahl, uno dei duri e puri della Volkspartei, ha iniziato lo sciopero della fame con l´obiettivo di far rimuovere dal nuovo Museo d´arte contemporanea la rana crocifissa che, oltre ad offendere il tradizionale sentimento religioso dei sudtirolesi, sarebbe anche motivo di doglianza per sua santità il Papa che fra poco arriva in ferie da noi, come se non ne avessimo abbastanza dell´Inter

Fatto sta che il buon Franz si è affrettato a precisare che proseguirà lo sciopero della fame “finchè le forze lo sosterranno”, come a dire “faccio un po’ di dieta” o “provo a smettere di fumare”. Eh no Franz, così son buoni tutti a farlo, almeno ad uno straccio di ricovero per accertamenti ci devi arrivare, altrimenti fai una figura barbina come la mia di un paio d´anni fa, quando ho minacciato un quarto d´ora di sciopero della fame per protesta contro l´infelice collocazione dei manifesti elettorali del Partito per Tutti.

Dopo la rana, il cervo. Molti di voi sapranno del cervo che, dopo un´incursione nel centro storico di Bolzano, è finito in un parcheggio sotterraneo e lì è stato abbattuto a pistolettate da chi di dovere. Ne è venuto fuori un casino, organizzazioni ambientaliste infuriate perchè il cervo doveva essere narcotizzato e trasportato con un´apposita ambulanza ad un centro specializzato dove avrebbe potuto essere curato e poi reinserito nel suo habitat naturale. E, una volta riambentatosi, essere pronto per farsi prendere a fucilate da qualche cacciatore, magari proprio da Kaiser Luis Durnwalder, lider maximo del Sudtirolo e cacciatore a tempo perso.

Ci sono state prese di posizione dure anche dal mondo politico, e il nostro autorevole quotidiano Alto Adige (anzi direi autorevolissimo, come altrimenti definire un giornale che nelle pagine culturali pubblica un megaservizio sull´apertura di un nuovo supermercato di uno dei suoi maggiori azionisti?) è pieno di lettere di protesta di cittadini indignati. Che volete che vi dica? qui di cervi ce ne sono a migliaia e ogni anno ne abbattono qualche centinaio, sono quasi come i polli d´allevamento, bestie con la stessa dignità dei cervi ma di cui ognuno si ciba senza preoccuparsi di come vivano e muoiano.

Ma ora il grosso interrogativo è un altro, dov´è finita la carcassa del cervo? nessuno sa dove sia ma io si. Ho due alternative: o l´hanno messo in freezer per festeggiare la fine dello sciopero della fame di Franz Pahl, oppure l´hanno imbalsamato per poi crocifiggerlo al posto della rana. Bakunin, hai qualche ricetta facile e veloce per cucinare il cervo?

pipuntoessepunto: un pensiero per il cervo: caro ungulato, almeno tu prima di finire impallinato, ti sei tolto la soddisfazione di ferire, anche se solo leggermente, qualche umano. Glia altri tuoi simili di solito finiscono in ragù senza neanche un minimo di gloria

PER AMICIZIA NON SI TROMBA, MA NON È MICA GIUSTO

13 luglio 2008

Non c´è niente da fare, ormai l´andazzo è quello, la trombata pare sia assodato sia incompatibile con l´amicizia, è così e basta. L´amicizia tra uomo e donna può sopravvivere solo in assoluta mancanza di contatto fisico, anche il minimo sfregamento di tetta la può rovinare, questa  è l´opinione dominante ma io ci vado contro (a parole, ovviamente).

Io sono uno che nell´amicizia ci crede, eccome se ci crede. Per un amico/a a volte devi anche essere disposto a rischiare o a fare qualcosa che non vorresti. e chiaramente vuoi che la cosa sia reciproca. altrimenti che amicizia sarebbe?

Poniamo un caso limite: se un amico, uno che considero tale tipo Cabassa, mi confessasse di avere tendenze gay ma di non esserne sicuro, e mi chiedesse il favore di fargli provare come funziona, con quale coraggio potrei rifiutargli il favore? manderei un amico in pasto ad un mercenario o mi sacrificherei per lui?

E se ad un´amica che, per motivi suoi che non andrei neanche ad indagare, mi chiedesse una copula, con quale spirito mi sentirei di negargliela? dovrei per forza sgranocchiarle in faccia la tipica frase ipocrita “mi piacerebbe tanto ma ho paura di rovinare un´amicizia“? Tutti questi preconcetti trovo siano il trionfo dell´ipocrisia e della standardizzazione dei comportamenti. Va da sè che la cosa dev´essere reciproca e una tantum, come qualsiasi altro favore tra amici.

E poi spiegatemi perchè due persone che hanno trombato per anni insieme, quando si lasciano possono rimanere amiche, e altre due che amiche lo sono sempre state devono smettere di esserlo dopo la prima volta

CHE NE DITE, MI METTO A FARE COVER?

7 luglio 2008

È una storia che mi gronda in testa da parecchio, mi piacerebbe mettermi a cantare cover, anche solo giusto per vedere come viene. In vita mia avrò cantato in pubblico al massimo un paio di pezzi di altri, e non è che sia stato un gran che, anzi già che ci sono ve le racconto.

C´è stata una volta che, per una raccolta di fondi per qualche associazione di cui non prenderei la tessera neanche da morto, mi sono trovato in un contest dove una canzone la sceglievi tu e l´altra te la davano loro. Mi hanno affibbiato ” Mio fratello è figlio unico” di Rino Gaetano, l´ho cantata normalmente beccandomi applausi e complimenti per la scelta del pezzo. Vabbè, il secondo pezzo era “E io tra di voi” di Aznavour, che alla fine ha raccolto solo qualche timido battimani, ed era lo stesso pezzo col quale Battiato, un lustro dopo, ha fatto un successone. Fanculo.

L´altra volta è stata quando è morto Augusto Daolio, il cantante dei Nomadi. Anche lì, raccolta di fondi e l´importante è l´incasso. mi chiedono che pezzo voglio fare. Per me fa lo stesso, non sono mai stato un fan dei Nomadi, per me è roba da fricchettoni andati a male di testa, gli dico “fate voi” e mi propinano la “canzone per un´amica”, quella dove lei muore in un incidente stradale. Che palle di canzone, ma d´altronde le altre non è che siano meglio. Faccio il mio onesto dovere, l´importante è l´incasso.

Poi muoiono De Andrè e Battisti quasi in contemporanea e mi chiedono di partecipare ad un´altra storia del genere. Gli rispondo che no, basta, io coi morti non voglio avere più niente a che fare, al limite partecipo alla beneficenza pagando il biglietto, ma basta col far rivoltare i cadaveri nella tomba, sebbene a fin di bene. Al limite, bello sarebbe un concerto dove ognuno si porta il suo morto, chi canta una canzone di Piero Ciampi, chi una di De Andrè, chi una di Rino Gaetano. Per l´occasione farei un salto a Zocca a uccidere Vasco Rossi.

Torno allo spirito del post e vi confesso le cover che mi piacerebbe fare, se avete suggerimenti in merito ve ne sarò grato per sempre, intanto queste sono le cover che mi sentirei addosso meglio, con un cotrabbasso una batteria , un piano e io alla chitarra:

PERFECT DAY, di Lou Reed.  BRUTTA, di Alessandro Canino. GLI OCCHI DI TUA MADRE, di Sandro Giacobbe. Un pezzo qualsiasi di Barry White e poi, su tutte, MA QUALE IDEA, di Pino D´Angiò. Per farvi un´idea della voce vi posto il pezzo che sento più mio tra tutti quelli che ho scritto, specialmente per quanto riguarda il testo

SO ISST SÜDTIROL

2 luglio 2008

A me piace parecchio essere nato e vivere in Sudtirolo, quello che non sopporto è che si dia un´enfasi esagerata a tutto quello che è rigorosamente Meid in Sauttirol, sia che siano persone, che cose, che cibi. I Sudtirolesi sono persone brave e laboriose, ma hanno il difetto di considerarsi l´ombelico del mondo e questo li fa assomigliare più agli abitanti dell´Isola di Pasqua che agli Olandesi, per me i migliori del mondo.

Sembra che l´essere sudtirolese ti dia quel po’ di più rispetto ad uno normale, e non è vero niente, è solo una questione di marketing ben fatto, e non a caso il sudtirolese che guadagna di più è quello che si occupa di promuovere il prodotto Südtirol. E pensare che c´è qualcuno che lo accusa di sfavorire l´uso della lingua italiana nella promozione, chi fa questo capisce meno di niente , il Sudtirolo meno italiano è più piace agli italiani, che sono i turisti migliori e quelli che spendono di più.

Prendete per esempio lo speck, il prodotto sudtirolese tipico che più tipico non si può. È tutto fatto coi maiali olandesi o ungheresi, o di dove costano meno, lo speck vero te lo puoi mangiare solo se conosci di persona qualcuno che ha i maiali, e anche lì occhio a che gli da da mangiare, come in tutto il resto del mondo. Le mele poi, almeno metà delle mele col marchio Südtirol vengono dal Brasile o dalla Cina, basta che il titolare abbia la residenza qui. Tu vai a mangiare in una tipica malga di montagna convinto che facciano tutto loro e ti appioppano i piatti tipici sudtirolesi confezionati da operai pachistani nella zona industriale di Bolzano, però almeno li scongelano bene.

E poi le persone, alla fine non credo siano molti quelli come me, che se vanno a ritroso nell´albero genealogico trovano al massimo una bisnonna nata fuori dai confini sudtirolesi, eppure per una strana coincludenza di sliding doors sono di madrelingua e cultura italiana, ma anche sudtirolese. Tutta questa pappardella per un meme? ebbene si.

Spaghetti mit Knödel mi invita ad una catena dove i vari blogger sudtirolesi (che palle!) devono confessare i cinque piatti che non devono mancare almeno una volta al mese. SMK, che vuoi che ti dica? mangio quello che mangia tutto il mondo, se vuoi ti faccio un elenco dei cibi tipici sudtirolesi che mi piacciono o meno.

I Leberknödel (canederli di fegato) secondo me fanno pietà ai sassi, ho  provato a mangiarli un paio di volte ma per me sono da abolire, la Sauersuppe è un buttare via le trippe che si potrebbero fare alla parmigiana, il Blutwurst (che poi altro non sarebbe che il sanguinaccio) mi fa vomitare. Alla fine la cucina è essenzialmente questione di ingredienti, quelli tipici sudtirolesi non si trovano nei market, il Beerlauch (aglio orsino), i Rübenkeim (germogli di rapa fatti al buio) e, per non smentirmi, i rapanelli di tutti i colori (bianchi, rossi e neri), che in altri posti non fanno.

Alla fine mi rendo conto che non ho neanche fatto il meme, ma faccio sempre così, anche coi blog non sudtirolesi

 

ITALIA-GERMANIA, È SEMPRE UN BEL DERBY

28 dicembre 2007

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Grazie a fede.com, scopro questo video di Spitty Cash, rapper italorumeno

….e mi tornano i mente questi, i Grup Tekkan, rappers turcotedeschi

Vien da dire che ItaliaGermania è sempre un bel derby, anche con gli oriundi

TUBONE CATODICO, MON AMOUR

17 dicembre 2007

catodico.jpg

Mi raccontavano ieri, Yuri e la Joe, di quanto adesso la gente esca fuori di testa per comprarsi un nuovo megatelevisore ultrapiatto con tanto di plasma e cristalli liquidi. Rate, finanziamenti, crediti al consumo e quant´altro, l´importante è avere il feticcio a casa per Natale, a morire e a pagare c´è sempre tempo.

Sotto quest´aspetto devo ammettere di essere un po’ retrogrado e anche diffidente, quando leggo di interessi zero, a zero di interesse ci crolla il mio, non sto neanche ad indagare se sia vero o no.

Ma un televisore con regolare tubazzo catodico d´ordinanza, che fastidio può mai dare? Adesso te li stanno praticamente tirando dietro, hanno una tecnologia ipercollaudata, ne becchi uno adesso e fai in tempo a consumarlo prima che sia inservibile, se mai lo dovesse divenire. E poi, sono anche più belli da guardare, che senso ha indebitarsi per l´ultrapiatto digitale e magari lasciare che il posto dietro, lasciato vuoto, si riempia di polvere?

E nel frattempo lamentarsi che non si arriva alla fine del mese

DISPAMATEMI!!!

30 novembre 2007

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Se mi cercate, sono nel vostro bidone dello Spam. È gran brutto finire nello spam, quando vedi che il tuo commento non appare pensi sempre di aver sbagliato qualcosa tu, invece è una semplice disfunzione di WordPress, una roba che si risolverà da sola entro poco. Ma intanto ci si rimane un po’ male, è inutile negarlo.

Mi sono da poco seduto al pc, e ho iniziato un giro di blog, comincio sempre da quelli del blogroll e poi vado a caso. Ho commentato un post di Aleyakke, che si rammaricava di Manuela Villa vincitrice dell´Isola dei Famosi. Tiene ragione da vendere, il buon Aley, che razza di popolo è quello che si permette di snobbare Deborah Caprioglio e Miriana Trevisan per preferirle una che, sarà anche brava a pescare e a costruirsi degli inutili ninnoli, ma non possiede neanche una briciola del carisma delle sue rivali. Ho commentato e sono finito nello spam.

Poi sono andato nel blog della Brigida Fraioli, lei quando le gira scrive un post dopo l´altro e come niente succede di perdersene un paio. Ho commentato l´ultimo, quello dove dice che che a gennaio le arriva la sua nuova Fiat 500, e lo fa mixando sapientemente i ricordi di una bambina con i desideri di una donna. È stato un piacere leggerla, e nel contempo pensare che molta, ma molta gente ha avuto in qualche modo a che fare con un cinquino, in molti hanno sentito quel rumore tipico del bicilindrico partorito dalla mente di Dante Giacosa, ai suoi tempi un capolavoro di efficienza e semplicità. Ho commentato e sono finito in spam.

Dante Giacosa, il genio operaio. Ora l´Italia è piena di geni della moda, a cui auguro senza rimorsi di venire soppiantatati dai geni di altri posti, che se lo meritano di più

Chiudo qui, che forse è meglio. Domani è un altro giorno, non sarò più spam