Posts Tagged ‘Dacia Logan MCV’

ARRIVANO GLI ALPINI, CHE PALLE…

10 marzo 2012

Io il cappello da alpino da qualche parte lo devo ancora avere, la penna con la nappina viola da aiutiere anche, è in una serra appesa ai sostegni di fil di ferro. L’avevo messa lì provvisoriamente una decina di anni fa.

Giustappunto mi sovviene il ricordo di quando s’è fatto ordine in qualche magazzino,  e la Iso aveva già infilato il sacro copricapo nel sacco della monnezza, quando inopinatamente fu colta da un  quanto mai improvvido senso di rispetto della mia volontà e mi chiese se fossi d’accordo. Le dissi di no e sbagliai.

Applicando scrupolosamente il sincretismo colloidale dell’antiemozionalità, così ben descritto da Euzebiusz Smolarek in una sua enciclica postqualcosa della quale poco importa conoscerne l’esatta datazione, non v’era e non v’è alcuna ragione di conservare una reliquia che ti ricorda un anno della tua vita di cui lo Stato s’è appropriato.

E senza darmi nulla in cambio, se non una patente C che ho usato solo una volta, e per giunta ho anche perso il carico.

Adesso fanno il raduno degli alpini a Bolzano. Sarà uno strazio, tre giorni la città chiusa, arriveranno trecentomila alpini, tre per ogni residente in città. Ma dico io, siamo nell’era telematica digitale multimediale e stielikofila, questi megaraduni non si possono fare su feisbùc?

GIUSTO PER RICOMINCIARE

3 giugno 2010

A me la nazionale di Lippi non piace per niente, ma tanto non è neanche di questo che volevo scrivere, e quindi la cosa ai fini di una semplicefugacefatua lettura è totalmente ininfluente, al pari della presunta sordità della celeberrima lumaca di Stielike la quale, anche se avesse udito avvicinarsi la suola, mai avrebbe potuto allontanersi tanto velocemente da evitare lo stritolamento (la e al posto della a non è un errore ortografico, ma l’indicazione che finora tutto andava letto in chiave sacchiana). 

Qui tutto a posto, manca solo una nuova piscinetta gonfiabile per sostituire quella ormai consunta, un grill in muratura e una nuova macchina fotografica. Quella vecchia è perfettamente funzionante, ma col nuovo compiuter proprio non ci azzecca, nonostante siano della stessa marca non sono disponibili i draiver per Uindovs sette. Pazienza, intanto il primogenito se l’è autoereditata, e poi domani è il compleanno della Iso. Invece del classico collier di diamanti…

QUESTA È STORIA, MA C’È DELL’ALTRO

9 gennaio 2010

Una volta, gli italiani (o meglio, i latini in viola) avevano l’Europa e il Medio Oriente. Fossero stati in grado di sbarcare in Oceania avrebbero vinto, considerando che nel terzo continente a scelta (l’Africa) erano già parecchio forti. Nella Storia, questo è l’unico momento nel quale si sia rischiato la fine della partita, secondo solo a quello in cui i Russi rossi  in Asia e Africa ce l’avrebbero anche potuta fare, mancavano solo Congo, Cina, Giappone e Africa del sud. Poi è arrivato Gorbaciov.

I verdi Islamici, I blu Anglosassoni, i neri Neri e i gialli Cinonipponici non hanno finora avuto grosse occasioni per chiudere i conti, questa è la Storia.

La storiella è quella dei patrioti sudtirolesi che da cinquant’anni e passa si battono per il ritorno della provincia di Bolzano all’Austria, e che in questi giorni hanno scoperto che di questa idea gli austriaci non ne sono affatto convinti, è favorevole solo uno su tre. Brutta botta ragazzi, ma noi ve l’avevamo detto.

Annettersi una provincia italiana, mica vuol dire solo ritrovare  una comune identità con dei fratelli finora oppressi dall’invasore del 1918. Mica vuol dire solo più medagli ai giochi olimpici invernali. Vuol anche e sopratutto dire che ci si sta portando in casa gente con un debito di 30.000 euri a testa. E non son neanche tutti di madrelingua tedesca, ci sono anche quelli che non ne sanno una parola. Che vi pensate, che gli austriaci sian stupidi?

Cari patrioti sudtirolesi,  ve l’avevamo detto, l’unico Stato che si può permettere il Sudtirolo è la Svizzera. Lasciate perdere l’Austria e venite dietro a noi del Partito per Tutti

IL PASTORE DI STIELIKE

19 agosto 2009

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Eccheccazzo, quando si deve ti tocca, e devo ammettere che mi ero sbagliando, a me i cani piacciono. È passata solo una settimana e già mi sento di dover ringraziare quell’animale del mio socioconcorrente per avermi rifilato Miley, la cucciola di Bovaro di Alzheimer  (Appenzeller, scusate) che nessuno voleva perchè troppo piccola e troppo petulante. E invece è proprio un capolavoro di cane, l’unico difetto che ha è che per essere proprio di Appenzeller DOC gli manca la coda arricciata all’indietro in senso orario. Ovvierò a questo particolare nominandola capostipite di una nuova razza canina, il Pastore di Stilieke.

Miley è veramente un cane simpatico e non rompe neanche tanto i coglioni, ormai sa quasi già tutto quel che può e non può fare e dove può e non può andare. Logico che ogni tanto sgarra, ma magari imparerà anche a non farsi beccare. Ha pianto un paio d’ore le prime due sere, ma poi adesso ha capito che nel suo recinto è al sicuro e dorme tranquilla, che tanto al mattino qualcuno arriva. È già caduta nel fosso, e la successiva lavata con acqua fredda le ha fatto alzare il livello d’attenzione quando passa da quelle parti, ottimo.

L’unica roba che mi fa imbestialire (niente di difficilissimo, tra uomo e animale mi sento proprio al limite), è la conferma empirica che se vuoi che un cane ti capisca, l’unica è parlargli in tedesco. “kim do her, Sitz, Platz, so isch di Maili brav” lo capisce. Viene, si siede e si gode le coccole. “Vei mo chi, Sentate zò, Stà ferma, Che brava la Maili” è come parlargli arabo. D’altronde, è un Pastore di Stielike, mica un Bastard Son of Dioniso 

pipuntoessepunto: le cose cambiano velocemente, la foto è vecchia di qualche giorno e alla Miley abbiamo tolto il collare

HABEMUS CANEM

16 agosto 2009

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Alla fin fine aveva ragione Stilieke, che nella sua  Teoria umanistico-niutoniana del precocemente indimenticato 1991, pontificava che “la volontà influisce sulle circostanze in modo direttamente proporzionale alla somma della loro importanza, ed in modo inversamente proporzionale al quadrato del prodotto del doppio abbondante della loro evitabilità“. Era quindi scontato che prima o poi un cane lo dovessi avere, che lo volessi oppure no.

Mai ho avuto un cane in vita mia e mai lo avrei voluto,  mai ho provato eccessiva stima per questo tipo di animale e neanche per chi, per far vedere agli altri quanto è intelligente il proprio cane si fa porgere la zampa a mo’ di saluto e lancia un legno per poi farselo riportare. Ho sempre preferito i gatti, che almeno ogni tanto qualche merlo ladro di ciliege lo tolgono dalle spese.

Ma questa volta le circostanze erano davvero troppo ineludibili per potermi sottrarre al fato, una cucciolata da otto inopinata ed inattesa da Claudio il  socioconcorrente, ed il concomitante compleanno della primogenita hanno dato la prima spallata alle mie convinzioni.  Le discrete pressioni della Iso ed il fatto che il posto per un cane ce l’ho, hanno fatto quasi tutto il resto.

La mazzata finale è stata rappresentata dalla razza alla quale Miley (questo è il nome della nuova arrivata, direttamente preso dal serial Hanna Montana) appartiene. Poteva il segretario del Partito per Tutti, il quale propugna l’annessione del Sudtirolo alla Svizzera come suo principio montante e fondante, rifiutare l’adozione ad una cucciola di Bovaro di Appenzell?

DACIA LOGAN, L’AUTO DI SINISTRA

5 febbraio 2009

A parte Mutu, l’attaccante della Fiorentina noto per la sua loquacità, per i rumeni in Italia non è un gran periodo. Nell’immaginario collettivo ormai si è radicata la convinzione che se uno è rumeno, un po’ più attento ci devi stare, e anche nei media una notizia di cronaca nera rende di più se il protagonista è originario della terra di Ungureanu rispetto ad un generico straniero. Di ciò ne consegue che anche il Made in Romania, che già di per sè non è mai stato sinonimo di assoluta qualità, in Italia si contorna di un fetido alone d’antipatia, a volte anche non completamente meritato.

Prova ne è che il nuovo spot della Dacia Logan MCV, sulle Tv italiane non l’ho ancora mai visto. Eppure è molto carino anche se non ho capito ancora chi è la canuta signora che gioca a calciobalilla con Martin Luther King, sempre che sia lui. Renderebbe anche l’auto appetibile ad una clientela di nicchia che, se l’adottasse come oggetto cult,  magari prenderebbe maggiore coscienza si sè e dello sbarramento al 4% non ne farebbe poi questo dramma.  Considerando anche il fatto che la si pagherebbe meno di una Panda, un discreto successo commerciale potrebbe anche averlo.

Anzi, quasi quasi un pensierino ce lo farei, a me il Made in Romania piace parecchio, mi rimanda inopinatamente al concetto di essenzialità antitecnocratica ben espresso nel sesto ed ultimo postulato del decalogo di Stielike. E il marchio Dacia mi ricorda il mio primo risveglio in terra di Romania, quando rimasi scioccato dal fatto che tutte le auto parcheggiate sulla strada erano uguali. Portavano il marchio Dacia, ma in realtà erano delle Renault 6,  un’auto all’epoca dei fatti  seconda come bruttezza  solo alla Ami 8 berlina

pipuntoessepunto chiedo scusa, mi son sbagliato e per fortuna me ne son reso conto da solo. Le Dacia che vedevo sulla strada a Timisoara non erano delle Renault 6, bensì delle Renault 12 color pastello. Il discorso sulla bruttezza comunque resta valido, anzi…